Nei giorni scorsi ho aggiornato un blog all’ultima versione di WordPress, la 2.5.1. Mi sono distratto un attimo e non mi sono accorto che la gestione dei tag era affidata al plugin “Simple Tagging” e non al motore interno di WP, poiché il proprietario aveva cominciato a usare i tag quando non erano ancora supportati nativamente. Il plugin è obsoleto, ed è stato sostituito dall’ottimo Simple Tags. Risultato: i tag c’erano ma non funzionavano; era ancora possibile assegnarne di nuovi, che venivano visualizzati, ma la tagcloud non c’era più e la visualizzazione dell’elenco di post relativi ad una singola etichetta non funzionava.
Dopo una giornata di riflessione, mi accorgo dell’importer nativo che trasforma i tag da Simple Tagging a integrati; per fortuna da questa pagina è possibile scaricare la vecchia versione 1.6.2 del plugin, che è l’unica dichiarata compatibile con l’importer. Scarico, installo, attivo; verifico che i tag ci siano ancora, faccio un backup (faccio un backup; ho detto: faccio un backup), e lancio la procedura di importazione. Dopo qualche minuto i tag nativi di WP risultano perfettamente popolati e assegnati ai post corretti. A questo punto rimuovo Simple Tagging, installo Simple Tags e lo attivo; tutto funziona perfettamente e la tagcloud riappare.
Morale: dopo una dozzina di aggiornamenti ci si sente sicuri, ma un’occhiata ai plugin è meglio darla prima di premere “Disattiva tutto”.
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