Vuoi un blog? Paga!
Sono appena uscite le offerte commerciali di Splinder, e qualcuno sta già scappando.
Questo cambio di rotta verso i servizi commerciali, peraltro abbastanza soft, ha prodotto qualche polemica.
Personalmente me lo aspettavo: non si poteva pensare che Splinder potesse offrire i suoi servizi ripagandosi solo con la sottilissima striscia pubblicitaria che appare sui blog, e non ci vedo nulla di scandaloso. Va detto che comunque il servizio gratuito di base resta invariato, e questa è una bella mossa.
D’altronde sono preoccupato per i prezzi dei pacchetti, secondo me sono fuori mercato. Se l’avventura commerciale dovesse andare male, non vorrei che Splinder fosse costretta a chiudere le diverse migliaia di blog ospitati sulla sua piattaforma.
Anche la fuga verso altri lidi gratuiti non fa che spostare il problema: non so quale sia il business model de Il Cannocchiale, ad esempio, ma non credo possano offrire servizi gratuiti per sempre.
Va considerato anche che un hosting adatto ad un blog costa poche decine di euro l’anno, e l’installazione di alcune piattaforme open source è alla portata di tutti.
Succede quello che è già successo altre volte: dal gratuito si cerca di passare ad un modello a pagamento, ma non sempre l’operazione è riuscita.
Molti blogger hanno cominciato quasi per gioco, grazie al fatto che il servizio è gratuito, molti si sono appassionati, ed è grazie a loro che oggi la lettura dei blog è così divertente e stimolante.