Andrea Beggi

When it is dark enough, you can see the stars.

Un po’ di chiarezza sul plug and play

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Prendo spunto da un post di Giulia, dove trovo un paio di commenti sarcastici e per nulla costruttivi. Il solito luogo comune che il Plug and Play non funziona.
La mia opinione è diametralmente opposta: per me è una delle cose migliori che abbia fatto Microsoft.

Spesso a questa tecnologia vengono imputati problemi che non sono i suoi, i più comuni sono l’errata installazione delle periferiche e i problemi di alimentazione delle porte USB.
Plug and Play, per i dispositivi esterni, vuole dire che la periferica funziona nel momento in cui io la connetto, che la connessione può avvenire anche “a caldo”, cioè a computer acceso, e che il sistema alloca automaticamente le risorse adeguate.
Nel caso di schede interne significa che la configurazione di IRQ e indirizzo I/O base vengono fatti dal sistema e non a manina da me. Non sapete cosa sono? Appunto, non lo sapete perché non avete più bisogno di saperlo. Nessuno si ricorda che 10/15 anni fa se si installava una Sound Blaster, la porta parallela (stampante) smetteva di funzionare perché occupavano lo stesso IRQ?
Plug and Play non significa che non devo fare l’installazione. Prima faccio una corretta installazione, dopo posso utilizzare Plug and Play.
Il fatto che molte volte i driver della periferica siano già nel database di Windows è incidentale, e contribuisce a semplificare ancora di più le operazioni, ma non è la regola, specie con periferiche molto recenti.
I motivi per i quali Plug and Play non funziona possono essere diversi, tra gli altri:

  • PC infestato da virus, malware e/o spyware.
  • Mancato rispetto delle procedure di installazione: leggere sempre il manuale prima di fare qualunque cosa. Diversamente da quello che si potrebbe pensare, si installano prima i drivers e poi si collega la periferica, non il contrario.
  • A volte la potenza fornita dalle porte USB non è sufficiente ad alimentare la periferica, se questa non è dotata di alimentazione autonoma. La potenza massima è indicata sul manuale del computer. Spesso i portatili hanno questo problema, oppure hardware di bassa qualità.
  • L’installazione può richiedere qualche minuto, anche se sembra che non stia succedendo nulla, non provare a staccare e riattaccare la periferica, ma attendere che il sistema segnali l’avvenuta installazione.
  • Per alcune periferiche è meglio seguire la procedura corretta di scollegamento prima di staccare la periferica.
  • Se si tratta di una scheda, asicuratevi che sia bene inserita nello slot, e che lo slot sia attivo.
  • Drivers non funzionanti e/o scritti malamente. Provate a cercare un aggiornamento.

In tutti questi anni non ho mai avuto un problema che si potesse veramente imputare al Plug and Play, è sempre stata colpa dell’utente, dei drivers, o dell’hardware di cattiva qualità.
Quindi, giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare, prima di dire Plug and Pray è meglio controllare bene.

Aggiornamento: dimenticavo che oltre a IRQ e I/O base address, c’è anche il DMA.

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10 Commenti

uomonero | #

Sicuramente hai visto Bill Gates nella trasmissione di Fazio “Che tempo che fa?” e ti sei commosso. D la verit ;-))

Giovy | #

Assolutamente d’accordo con te, Andrea.
E considera che io vengo (per mia fortuna) dalla generazione che si trovata a configurare stringhe nell’Autoexec.bat per riuscire a far andare le Sounblaster (IRQ, DMA e cosine del genere) :P
Sia lodato (alcune volte) zio Bill… ;)

Commendatore | #

Il plug and play non e’ una invenzione microsoft.
Ci sono specifiche hardware e software da rispettare.
L’implementazione Microsoft e’, (come al solito?), sicuramente accettabile ma lungi dall’essere perfetta.
Al contrario delle precedenti generazioni di sistemi operativi (windows95(???) windows98(???) windowsNT e Windows2000)le nuove (XP e probabilmente anche Me) tendono a fidarsi di quello che e’ stato pluged in precedenza (probabilmente per guadagnare tempo al boot). Sono comuni le situazioni in cui occorre agire direttamente sul registro per permettere a Windows di riconoscere correttamente una periferica.
Parte dei problemi potrebbe anche derivare da driver (sovente non sviluppati dal produttore dell’hardware) non perfettamente allineati alle specifiche del OS e del produttore della periferica stesso.
L’introduzione della certificazione Microsoft(che si erge quindi a referente unico per i produttori di hardware a gli sviluppatori di drivers) dovrebbe risolvere parecchi problemi.
Non sono molto aggiornato sull’ultimo hardware che c’e’ in giro ma la mia impressione e’ che non molte periferiche abbiano adottato la certificazione. Non conosco se Microsoft chiede specifiche troppo onerose (costi di sviluppo? )da rispettare o pagamento di non capisco quale dazio (visto che e’ tutto interesse di Microsoft che la certificazione si diffonda il piu’ possibile. Ma questo e’ solo un commento ad un post…

Commendatore | #

Aggiornamento: I mac hanno il supporto per l’hotswap anche su alcune periferiche PCI. Probabilmente anche su un normale PC di produttori che non siano cioccolatai e’ possibile hotswappare periferiche PCI senza danno ma non credo che Windows(tm) sia in grado di prenderne atto. Se qualcuno approfondisce la questione di come si comportano anche i pinguini mi fa un favore personale.

Invernomuto | #

Commendatore: Nel mio pc entrato ed uscito di tutto, compresi un topo, diversi chili di polvere ed un uncinetto, ma soprattutto schede, tante schede di ogni pi svariato genere. Dalla scheda di rete da 3 euro a sofisticate schede video e chi pi ne ha pi ne metta. Alla catena USB attaccato di tutto, ho 6 porte, un hub ed un hub in cascata con l’hub, quando il mio pc mi vede entrare in camera con un sacchetto marchiato essed sento le ventole che sospirano di dolore, ma mai, dico mai una volta che abbia dovuto metter mano al registro per fargli riconoscere una periferica, almeno con Xp, nemmeno quando, e sono capitati (sempre per errori miei) ho avuto casini con il riconoscimento. Non direi che una situazione tanto comune. Il plug and pray come dice andrea cosa buona e giusta, sia lodato sempre sia lodato, e se non funziona 99% colpa nostra.
Ah! Per inciso, se ti capita di trovare un pezzo hardware con i driver certificati microsoft segnalamelo, lo acquister e lo metter nella mia collezione di oggetti unici ;-)

Andrea Beggi | #

Io ricordo di avere smanettato il registro, per questi problemi, pochissime volte. E tutte le volte per risolvere casini inenarrabili fatti dagli utenti. Ero convinto (http://www.pcguide.com/ref/mbsys/res/pnp.htm) che PnP fosse stato “developed by Microsoft with cooperation from Intel and many other hardware manufacturers”. Il supporto per l’hotswap dipende pi dalla MB (e suoi drivers), che dal sistema operativo. Quasi tutti i server IBM, a partire dalla fascia medio-bassa, supportano la sostituzione “a caldo” di alcune schede PCI. E Windows Server “sopporta”.
Dopo tutti questi anni, mi riconosco in quello che dice Invernomuto. Tra l’altro il supporto molto buono gi a partire da 98SE, a parte i drivers che erano pochini. Windows ME una schifezza a parte, rinnegato dalla stessa M$.
Chiunque abbia mai installato un controller SCSI ISA in un 368 con DOS e Win31, benedice il PnP tutti i giorni.

Commendatore | #

La prima volta che ricordo di aver sentito sentito parlare di ‘plug and play’ e’ stato con il macintosh e il suo nubus intorno al 90, per non parlare dell’autoconfig dell’Amiga (meta’ anni 80). Che le specifiche per quanto riguarda i prodotti microsoft le sviluppi microsoft mi sembra perlomeno auspicabile. Il plug and play a livello hardware funziona bene (e pare che tutte le schede PCI lo supportano, su vecchi pc dal valore commerciale praticamente solo simbolico non mi ha mai dato problemi). Lieto di sapere che la fama di plug’n’pray sia immotivata.

spain | #

veramente molto molto bravo e chiaro
ora ho capito di pi

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