Andrea Beggi

Could you help me scratch my electric itch?

Un computer, due sistemi operativi.

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Visto che un amico me lo ha chiesto, lo scrivo qui, magari serve a qualcun altro.
Vuoi provare Linux, magari Ubuntu, del quale senti parlare così bene, ma non ti va di pasticciare l’installazione di Windows. Linux e Windows convivono bene sullo stesso disco fisso, ma per farlo ci vuole un boot manager, per scegliere all’avvio quale S.O. caricare. Ma è difficile da togliere, se si vuole tornare alla situazione iniziale.
Come fare?
Ormai non è difficile venire in possesso di un vecchio disco fisso, magari smontato da un catorcio che nessuno usa più. Va bene anche un’unità da 4 giga, tanto vogliamo solo fare un po’ di prove per vedere se ci piace il pinguino. A proposito: quando butti via un PC, tieni sempre i dischi fissi, il CD-ROM, i cavi e la ram.
Per l’operazione si suppone che tu abbia almeno un canale IDE libero. Ne hai almeno 4, quindi tra disco fisso originale, DVD e CD-RW (o DVD-RW), uno rimane.
Adesso arriva il bello: togli il tuo disco originale, metti l’altro, e installaci Linux (è facile, ormai). Quando hai terminato l’installazione, rimetti il disco originale e monta anche l’altro.
Spiega tecnica: la tua motherboard ha almeno due canali a cui collegare dischi e CD, ciascuno dei quali può pilotare due periferiche, dette “master” e “slave”. Quindi 4 periferiche sono: 2 sul canale primario, una master e l’altra slave, e 2 sul canale secondario (sempre master e slave).
Trova un connettore libero, e collegaci il disco con Linux. Se allo stesso cavo c’è collegata giù un’altra periferica, trova i ponticelli sul disco e spostali per impostare la modalità slave (c’è lo schema sul disco), altrimenti se è da solo lascialo master.
A questo punto, al riavvio il PC dovrebbe riconoscere entrambi i dischi. Per scegliere quale sistema operativo caricare, devi entrare nel bios (di solito si preme “Canc” all’accensione), e cercare la sezione “Boot”. Da lì puoi scegliere da quale disco fisso deve partire il PC. Scegli quello che vuoi e esci dal bios salvando.
Finché non ripeti l’operazione, il PC continuerà a partire dal disco che hai impostato.
Tutto ciò ti permette di togliere in qualunque momento il disco di prova, senza che l’installazione di Windows sul disco principale venga in qualche modo danneggiata.

31 Commenti

SupermagoG | #

Forse pi semplice una bella partizione di un unico disco con Partiton magic, invece di smontare i rimontare dischi- poi un boot loader ed fatta

Andrea | #

Un boot loader proprio quello che volevo evitare: ho scritto tutta la pappardella per evitare di installarlo!
Inoltre non voglio comprare Partition Magic…

orangeek | #

partition magic puoi anche non comprarlo…c’e’ qtparted! 🙂
personalmente penso che la soluzione piu’ sicura sia:
– montare entrambi i dischi subito
– farsi un dischetto d’avvio (o chiavetta usb) e metterci dentro fdisk.exe
– installare linux dicendo al boot loader di includere anche la entry di windows, oltre a quella di linux.
– smanettare con linux e innamorarsene 🙂
– se, per un motivo arcano ai piu’ :), si decide di tornare a Win, infilare il floppy e dare un bel ” fdisk /mbr ” e rizzati.

orangeek | #

ooops, sorry. non mi ero accorto che c’erano le fastidiosissime gif per le emoticons… [sorriso] non ne avrei abusato!

Andrea | #

@orangegeek, hai ragione, ma glielo spieghi tu al mio amico? Cercavo di mantenere un basso profilo. Inoltre dare qparted in pasto ad un utente “normale” mi sembra un po’ rischioso…. 🙂

P.S. le faccine le uso anche io, tranquillo.

Robbie The Robot | #

Se solo per provare linux, non pi semplice andare di knoppix? 🙂

Andrea | #

@Robbie, se lo installi lo puoi provare un po’ meglio. E puoi anche metterci qualche programma…

Skop | #

Robby The Robot, mi hai tolto le parole di bocca (o le dita dai tasti)! Knoppix probabilmente era la soluzione indolore pi semplice. Comunque aprezzabile la spiegazione che hai dato, il sistema funziona!

orangeek | #

mi permetto di aggiungere un’informazione che, data la mia scarsa memoria, si riveler inutile ai pi…
ho letto il mese scorso su una delle riviste it su linux (questo lo ricordo) di una distro live, derivata da debian, che permetteva di personalizzare varie opzioni (in base al proprio hw, scelta del software, configurazioni di rete e amenit varie) e di creare una iso da masterizzare per avere la _propria_ distro live.
il nome mi e’ ignoto (questo e’ quello che non ricordo).
comunque ho provato qualche tempo fa per il portatile di un amico simplemepis ed clamorosa: veloce, riconosce tutto ed e’ derivata debian.

Andrea | #

Io con Ubuntu sono rimasto a bocca aperta….

orangeek | #

ubuntu e’ una bella distro, ma per quello che ho visto segue troppo la linea delle varie mandrake o fedora che installano l’ultimissima versione dell’ultimissimo programma in alfa_beta_antani_testing. almeno pero’ usa gnome… 😀
quando hai tempo dai un occhio a simple mepis e alla sempre ottima debian!

Andrea | #

Guarder mepis. Di debian penso bene, come server. Ne ho una in prodizione che fa da gateway antispam e va benino. Come desktop mi piaccioni pi altre distro.

orangeek | #

come mai? nel senso:
perch pensi che debian non sia adatta ad un desktop?
personalmente sono dell’opinione che uno dei suoi punti di forza la personalizzabilit che la rendono adatta ad ogni situazione.
ovviamente bisogna distinguere se per “desktop” si comprende la configurazione da parte di un utente inesperto o semplicemente l’utilizzo (tipo la preinstallazione di win)…

Andrea | #

Nel senso che “out of the box” Ubuntu meglio di Debian, secondo me. Parlo di pacchetti installati e di configurazione, naturalmente.

Un suggerimento: se inserisci anche la mail (tanto non viene mostrata), basta che io approvi il primo commento, poi vieni riconosciuto, quindi il commento appare subito.

GattoVi | #

Ho provato anche io la Ubuntu, visto che molti ne parlavano bene. Sulla distribuzione in s non dico nulla, non mi smebrata n migliore n peggiore delle varie Mandrake o Knoppix (tranne per il fatto che installa solo Gnome, mentre io preferirei KDE).
Il problema l’installazione: non ne ha voluto sapere di vedere le partizioni (in EXT3!!!!) del Master su IDE0. Per Ubuntu quel disco era visibile ma non accessibile, il che particolarmente strano perch tutte le altre distribuzioni provate si installavano benissimo.
Un problema non da poco!

orangeek | #

boh… non so. una cosa che non mi piace delle distro facili la mancanza di personalizzazione profonda: mi ricorda troppo win. nel senso che una delle cose che ormai da anni preferisco in linux proprio questo: fine-tuning della macchina per le _proprie_ esigenze e non semplicemente accettarle “as is”.
lo stesso motivo per il quale, spesso, preferisco di sbattersi un po’ di piu’ ed installare una distro standard invece di adeguarsi all’install di una live… comunque un po’ che non provo altre distro (a parte ubuntu e mepis): sono troppo innamorato di debian. 🙂 secondo me, la debian unstable un ottimo sistema per i desktop: solo sufficiente non fare upgrade ogni giorno ma solo unA/due volte al mese…

Andrea | #

Non so. Tenete conto che io non sono un esperto di Linux, mi limito a subirlo, come gli utenti subiscono Windows.

orangeek | #

invece, la cosa bella far subire a linux i tuoi desideri… 🙂
inutile negarlo, bisogna sbattersi un po’ per far andare per benino (e capire soprattutto) una distro (mandrake, ubuntu o debian che sia), per le soddisfazioni, poi, sono notevoli.
anni che non ho + problemi di configurazione o di malfunzionamenti vari e non sono certo un guru.
una delle cose pi belle poi la straordinEria comunit di supporto che esiste: tra forum, NG e google, penso che sia possibile “per chiunque” risolvere un problema sotto linux. quando usavo win (che ora uso solo per alcuni giochilli), non frequentavo NG o forum “tecnici”, quindi non so come sia questo scenario per windows, ma quello di linux fantastico.

Andrea | #

Adesso dir qualcosa di impopolare: pi facile trovare soluzioni comprensibili per Win che per linux. Ho detto comprensibili, perch molta documentazione per linux manca della necessaria attitudine a spiegare ai non iniziati, nel senso che chi sa le cose capisce benissimo, chi non le sa non ne esce. Una volta mi capit di trovare un tutorial, non ricordo pi neppure per cosa, che si dilungava pedandemente su tutti gli aspetti, addirittura scriveva i comandi per spostarsi nelle directory e per spostare/rinominare/cancellare i files. Per alla fine concludeva con un “e adesso ricompilate il kernel e installatelo”. Ma porc…
Purtroppo la convinzione della “comunit” linux solo delle persone gi convertite…
Si sappia che io sono un sostenitore, comunque.

malex | #

Alternativa costosa per provare Linux se si dispone di qualche GByte libero, almeno 512 MB di ram e un processore veloce: si acquista VMware Workstation per Windows (189 $) vi si intallano tutti i Linux che si vogliono, senza toccare hw, dual boot ecc.

Andrea | #

@malex: Ubuntu non ci gira, ma l’ha detto un “mio amico”.

orangeek | #

andrea:
non sono daccordo con la tua visione della documentazione e della comunit.
molti “membri della comunit” sono/si_atteggiano_a guru e spesso non si abbassano a spiegare dettagli banali; ci nonostrante esistono talmente tanti howto, tutorial, documentazione e siti da rendere praticamente tutto fattibile.
io penso che la pi grande mancanza di molti avventurieri di linux sia quella di infilare un cd preso su pc_professionale e voler usare linux.
non cos e, in parte, non deve esserlo: per quanto molte distro siano ormai semplici e banalissime da installare, il nodo alla base di linux la comprensione del sistema. Non ha senso installare mandrake perch facile e poi aspettare solo che arrivi un problema e rimanere fermi per mesi perch non si riesce a far andare il 3d con le ati. l’approccio che molto diverso. con apple e microsoft, l’approccio di installare e sperare che funzioni (e il pi delle volte cos); quando poi qualcosa non funziona si pu 1.riavviare 2.aggiornare i driver 3.googlare 4.reinstallare windows; se poi qualcosa non va, pace.
con linux, io almeno, ho scelto di usare un approccio diverso, cercando di capire come funzionassero alcune cose. certo, non mi leggo certo i sorgenti del kernel o curo altri aspetti esoterici, ma sono pi conscio del sistema; la maggior parte delle volte che ho problemi so pi o meno dove andare a cercare per risolverlo: posso non avere la soluzione in mano, ma in un modo o nell’altro la risolvo, sopratutto grazie alla comunit e, di riflesso, a google.
Quello che notavo invece qualche mese fa, quando ancora leggevo l’ottimo NG it.comp.os.linux.iniziare (che seguo da anni) e “verso il quale sono riconoscente”, che l’approccio usato da molti , IMHO, sbagliato: infila il cd e scrivi sul NG. non c’e’ volont di imparare un minimo ma solo di avere la pappa pronta. non si cerca su internet, non si leggono le faq, non si legge la documentazione: si posta una domanda (di solito letta miliardi di volte nelle faq) e, dopo nessuna risposta, si riposta dopo 30minuti per stressare…
per la pappa pronta esistono gi windows e, soprattutto, apple. l’ambiente linux non un fast food. per fortuna o purtroppo, a seconda dei punti di vista.

Andrea | #

Orange, quello che tu fai con linux, io lo faccio con win, pi o meno. Per forza di cose, dato che con i sistemi MS ci devo mangiare, conosco meglio il mio mondo.
Malgrado la ricerca di info e la consultazione di manuali faccia parte del mio mestiere, spesso ho difficolt con linux. Credo sia dovuto al fatto che un mondo/sistema molto meno omogeneo, per dirne una mi sembra una follia che distro diverse abbiano file di cfg, librerie, eseguibili in posti diversi. Per un profano diventa difficile capire anche solo dove guardare…
Linux deve biforcarsi: da un lato i server senza interfaccia grafica, mantenuti da chi sa, dall’altra i sistemi desktop, fatti veramente per tutti, nei quali non vorrei mai dover usare la console di sistema, ad esempio.
Detto questo mi sto impegnando. Ho messo in produzione il mese scorso la mia prima macchina debian e ne vado orgoglione, e a casa ho un portatile con ubuntu…
P.S. grazie per la discussione!

orangeek | #

l’omogeneit non per forza un bene, anzi. ad esempio, windows (stato) omogeneo per quanto riguarda browser web o client pop3, ma era ben lungi da essere un vantaggio per l’utente. idem, anche se non ancora risolto, per il media player.
nato un progetto/consorzio/gruppo_di_persone_che_si_attivano_in_tal_senso che si occupa della definizione di alcuni standard: per i binari (non esiste proprio il concetto di .exe in linux…:) ), per le librerie e i path in generale. la cosa pi importante per me sarebbe quella di uniformare i pacchetti binari per le varie distro e i gestori di pacchetti. ora ce ne sono un po’ troppi: in primis rpm e deb. per debian stato fatto ‘alien’, tool per installare rpm in sistemi basati su apt.
riguardo interfaccia grafica e CLI: non un male usare la linea di comando, anzi, imho. attualmente, anche una debian pu essere gestita solo col mouse, _volendo_ . i desktop environment come gnome o kde sono fatti apposta. sicuramente poi ci sono distro che la bash te la fanno dimenticare completamente (linspire, xandros, ecc).
la cosa secondo me bella di linux proprio in queste caratteristiche (che ti ritieni difetti): eterogeneit (=libert di scelta), uniformit (un kernel per tutti, il 2.6 sul p100 di antani_server), ricchezza di software (libert di scelta) e flessibilit (gestibile da cli e da mouse).

Andrea | #

Forse mi spiego male. Non critico il fatto di avere possibilit di scelta e infiniti applicativi, per lo pi o.s….
Non mi riferisco agli applicativi, ma al sistema. Anche tu mi confermi questa diversit, e sono contento che si cerchi di rimediare.
Io e te non pensiamo cha la riga di comando sia male, la maggioranza degli utenti invece si.
Non identifico invece l’ererogeneit delle distribuzioni con la libert di scelta. La prima un male, la seconda un bene.
Io affermo queste cose perch sono convinto che una sempre maggiore popolarit di linux deve necessariamente passare per una maggiore diffusione agli utenti “normali”. Che purtroppo sono a volte disprezzati dalla comunit linux.

Comprensibile, spesso io disprezzo gli utenti “normali” tout-court 🙂

orangeek | #

le distro non sono mai tutte uguali e le cose che cambiano non solo solo in nome o le applicazioni installate… ognuna ha caratteristiche particolari. e ognuno pu scegliersi la distro che pi si confa alle sue esigenze.
certo, concordo che avere + di 300 distribuzioni (distrowatch.org) sono obiettivamente troppe, ma averne varie non un male.
per quanto riguarda gli utenti “normali”, spesso il “disprezzo” (parola forte per, imho) pi degli pseudo-guru che degli sviluppatori veri e propri, cio l’anima di linux. le applicazioni “moderne” sono sempre pi sviluppate per gli Luser e con attenzione all’usabilit e all’intuitivit: penso che i nuovi gnome e kde (anche se quest’ultimo non mi piace troppo) siano decisamente un passo avanti in questa direzione.
di recente avevo letto un articolo sul confronto di “usabilit” tra windows, apple e varie distro linux con i diversi desktop environment (gnome kde xfce) e dicevano che, a parte per le installazioni delle applicazioni, erano sostanzialmente simili. Il vero problema non l’uso, ma l’abitudine (per un utonto win, anche apple diventa difficile, ma in realt solo “diverso”).
per quanto riguarda l’installazione del sistema, troppo spesso non si considera il fatto che la maggior parte degli utonti non riescono neanche ad installare win o macos, altro che linux. semplicemnte, i primi due sono preinstallati, linux (salvo rarissimi casi) no. ho configurato macchine linux per utonti (mio padre, un mio amico, mio fratello) e, pur avendo debian e xfce, non hanno alcuna difficolt.
concordo pienamente che la diffusione mainstream debba passare per gli utonti; una precisazione: un catalizzatore notevole per linux sarebbe la diffusione nelle aziende. cos come successo all’epoca con win e office, gli utenti, dopo aver usato windows per otto ore in ufficio, se lo sono comprati anche per casa.
molto probabilmente un grafico o un giornalista di qualche anno fa, per lo stesso motivo si sarebbe comprato un macintosh o apple per casa.
mettiamo linux in azienda, offriamolo in preinstallazione (tra l’altro potrebbe essere un succulento business per le catene di informatica, dato che nella maggior parte dei casi tutto “utile”, non prevedendo spesso costi di licenza) e vedremo diffonderlo anche nelle case.
a riguardo ci sto anche scrivendo la tesi…

Andrea | #

Direi che hai sostanzialmente ragione per ci che riguarda la diffusione nelle aziende, le quali per sono restie ad introdurre novit che costano in termini di addestramento degli utenti e di supporto. Senza contare che tutto il mondo business si basa su formati file proprietari…

orangeek | #

a mio parere (ed anche quanto esprimo in tesi) le aziende si basano su formati file proprietari per lo stesso motivo per il quale windows usato da pi del 90% degli utenti: diffusione e presenza di alternative valide (al momento della sua diffusione…ora, a mio parere, la situazione cambiata)
per un’azienda di una certa dimensione (non _enormi_, ovviamente, ma questo un altro punto ancora), essere strettamente dipendenti da un unico (o pochi enormi) software vendor un rischio: a differenza del normale rapporto tra cliente e fornitore, le aziende non possono esercitare _nessuna_ pressione sul vendor e quindi ne sono di fatto succubi. se, ab absurdo, Microsoft decide di non non sviluppare pi il browser web per le vecchie versioni di windows (e se non ho capito male, l’ha annunciato), il cliente-azienda ha due scelte: fottersene e tenersi win2000 o aggiornare (il che spesso vuol dire non solo acquisto di nuove licenze ma anche aggiornamente hw). dato che spesso e volentieri, le aziende non possono semplicemente scegliere di rimanere indietro (come farebbe mio nonno), sono costrette ad aggiornare. aziende enormi come IBM (uno dei maggior clienti di MS) ha qualche influenza in pi, ma non cos tanta.
e bada che sto parlando di nozioni “aziendali”, non tecniche: prescindendo quindi da aspetti di sicurezza, TCO o stabilit.
la situazione con i sw gestionali ancora peggio: utilizzare sw proprietario in questo ambito, ognuno che encoda i dati in maniera diversa, crea una dipendenza (tie-in) tanto maggiore quanto la durata nell’utilizzo:dopo 15 anni di un certo gestionale, migrare i dati da un encoding proprietario ad uno “libero” o semplicemente diverso, spesso impresa ardua o impossibile, sicuramente molto onerosa comunque.
a propos di addestramento e supporto: con una buona configurazione delle macchine e del “desktop”, si pu rendere l’addestramento degli utenti abbastanza veloce e indolore. riguardo il supporto, invece, recentemente il boss di cisco (che vuole migrare i desktop) ha detto che uno dei maggiori vantaggi di linux in azienda per i desktop proprio la manutenzione: un singolo amministratore linux pu gestire molte + macchine di quanto possa fare con sistemi win.

Andrea | #

Hai perfettamente ragione. Per in realt non succede nulla. Le aziende piccole (che conosco bene) non hanno tempo/risorse/soldi per fare qualcosa, le aziende grandi hanno progetti che al massimo arrivano ai sei mesi. Intanto gli amministratori delegati tempestano di telefonate il responsabile IT se non riescono ad aprire l’allegato .doc o .pdf.
La pubblica amministrazione fa corsi che chiama “patente europea del computer”, dove insegna a fare le letterine con Word ed il conto della serva con Excel.
E distribuisce documentazione sui siti istituzionali usando formati privati e proprietari….
Chiss se ne usciremo mai.

kOoLiNuS | #

bel thread ….
Vorrei solo evidenziare due punti, visto che ciascuno di noi e’ a favore del Free/Open (ma free e’ meglio).

OS-X e’ la dimostrazione lampante che un capo progetto con i piedi piantati “per terra”=”mondo reale” SA imporre scelte di sviluppo che si traducono in facilita’ d’uso E correttezza “formale/tecnica”. Il software fai da te va benissimo, pero’ ad un certo punto vi e’ la netta separazione tra le PROPRIE esigenze nello sviluppo e quelle della COMUNITA’ che adottando il “mio” software ne hanno decretato il successo/sviluppo … il fork per me non e’ quasi mai cosa buona e giusta ..

Prendiamo poi un software di successo come Firefox, avete seriamente la convinzione di sostenere che in un ambiente multi-utente sia comodo configurarlo a dovere con temi ed extensions ? e del backup della posta di Thunderbird (e la pessima gestione di profili e extension) nel caso di un backup/aggiornamento o migrazione ad altro software Open equivalente ?

Ci sono delle scelte da fare, e per nostra fortuna con il rallentamento dello sviluppo del ns “avversario” abbiamo il modo di fare le cose per bene …. sbaglio ?