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BlackberryOggi sono stato chiamato per configurare un aggeggio come quello che vedete qui a lato. Il cliente si aspetta di ricevere le mail che riceve anche sul computer fisso; la casella di posta è ospitata presso il provider. L’apparecchio viene venduto da TIM, credo in esclusiva, ed ora capirete perché. Non dovrebbero esserci grossi problemi, penso.
In realtà questo palmare non ha un client di posta elettronica, o meglio, ce l’ha ma non è possibile in alcun modo configurarlo.
Al momento della registrazione online, si crea un account principale nel dominio @eu.tim.blackberry.com, sul quale la posta funziona egregiamente.
Per ricevere mail da account preesistenti, essi vanno aggiunti in una apposita pagina di gestione del palmare, che è online e raggiungibile da qualunque browser. In pratica il server di TIM si incarica di scaricare la posta dal server indicato (ad esempio mail.provider.com) e la inoltra al palmare.
E qui la prima perplessità: devo dare la password della mia posta a TIM, con tutti i problemi di sicurezza che ne conseguono. Chi mi garantisce la sicurezza del sistema? Su cosa funziona? E già qui ci sarebbe da arrabbiarsi molto.
Adesso si capisce perché il palmare viene venduto da TIM: l’abbonamento a questo servizio costa 18 euro al mese. Se il palmare potesse ricevere posta autonomamente il servizio non avrebbe alcuna ragione di esistere.
Comunque vado avanti, e qui arriva il secondo intoppo: il server di posta usato dal cliente funziona tramite connessione SMTP autenticata, la doppia autenticazione. In parole povere ci vogliono due coppie di username e password per scaricare la posta. Molti server di posta per le aziende funzionano così, ormai, e non è un male.
Purtroppo la pagina di configurazione dell’account non prevede nulla di simile. Non c’è la SMTP authentication. Credendo di essere completamente rincoglionito, chiamo il numero verde, vergognandomi per quello che non stavo trovando.
L’operatore si consulta con un collega, e dopo l’attesa rituale, mi conferma che “No, in effetti la doppia autenticazione non è supportata. Non si può fare.”.
Mi chiedo come sia possibile produrre aggeggi del genere.
C’è da dire che l’apparecchio ha una seconda modalità di funzionamento, da usare se il cliente ha la posta un server Exchange o Lotus Domino, ma non è questo il caso, quindi non ho potuto capire come funzioni il giro della posta in questo caso.

Io non lo comprerei.

Aggiornamento: Dopo un po’ di telefonate e alcuni tentativi, sono riuscito ad ottenere qualcosa che somiglia ad un funzionamento corretto. Comunque non so come faccia un utente “normale”, a configurare il tutto.

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