Andrea Beggi

Doing what you like is freedom, liking what you do is happiness.

Gli zombi

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A seguito della segnalazione di Massimo Mantellini, mi sono incuriosito ed ho dato un’occhiata alla puntata di Digitalk sulla musica online.
Per questi signori la musica è un “prodotto” come un altro, come un detersivo, la carta igienica, l’acqua minerale. Noi siamo “consumatori” e “consumiamo” musica.
L’unica cosa che hanno chiara è che devono continuare a fare soldi, possibilmente sempre di più, e decidere cosa possiamo fare/non fare con la nostra musica.
Mi sarei aspettato almeno il (finto) tentativo di dare alla musica la connotazione culturale che le � propria, ma zero, nada, nisba.
Non che la cosa mi abbia stupito, da tempo si conosce l’atteggiamento miope del sistema di produzione e distribuzione discografico, ma almeno un accenno di colpo di coda per cercare di sopravvivere me lo sarei aspettato. Invece pare che l’unica cosa che abbiano imparato in questi anni è che i negozi di musica debbano essere spostati dall’off-line all’on-line.
Bah.

2 Commenti

Massimo Moruzzi | #

la ‘loro’ musica non granch cultura. detto questo, e considerato dove erano non troppo tempo fa, non mi sembra troppo terribile quello che hanno detto… voglio dire… music like water una cosa che dicono anche persone che ne capiscono come gli autori di The Future of Music…

Gigi | #

Personalmente quello che mi sta più sulle scatole è il fatto di essere inquadrato come “consumatore”, “utente” e non più come “cliente”.

Sembra solo una differenza di termini, ma in realtà dietro c’è tutta un’impostazione del rapporto tra chi offre e chi compra.

Finchè saremo visti semplicemente “consumatori”, “utenti” e “utonti” non ci sarà più il rispetto dovuto a un “cliente”.