“Perchè ho bisogno di un server?”
“Perchè ho bisogno di un server?”. Questa domanda mi viene posta ogni tanto da aziende che iniziano la loro attività o la espandono.
C’è una serie di motivi che tento di esporre al mio interlocutore. Spesso riesco a convincere il cliente, ma capitano anche persone mal consigliate dall’amico “esperto”, o che semplicemente non vogliono spendere. (Non capendo che andranno incontro a maggiori costi sul medio e lungo periodo).
Vediamo alcune delle possibili argomentazioni a favore dell’installazione di un server.
- Gestione centralizzata degli utenti. L’importanza è direttamente proporzionale al numero di utenti serviti. Da un unico punto di amministrazione si ha accesso alla creazione, modifica e cancellazione di utenti e gruppi.
- Gestione centralizzata della sicurezza, dei permessi utente e di gruppo, delle policy di sicurezza aziendale, di gestione della configurazione dell’ambiente desktop, delle password.
- Sicurezza ed integrità dei dati aziendali. Un server accentra la gestione dei permessi di accesso e del backup dei dati. Le macchine di classe server hanno affidabilità più elevata dei normali client.
- Code di stampa. Tenere sul server le code di stampa facilita l’installazione sui client, e le eventuali modifiche sono trasparenti agli utenti.
- Antivirus server. Un unico punto da cui aggiornare e impostare l’antivirus su tutti i client, e pianificare scansioni non disattivatili dall’utente.
- Groupware e messaggi. Un groupware server (Es.: Exchange Server o Lotus Domino) facilita l’accesso alle informazioni aziendali e favorisce il lavoro di gruppo. Tenere “in casa” un server di posta permette di gestire la messaggistica a proprio piacimento, senza i vincoli e le limitazioni di un ISP.
- Database server. Molte alcune applicazioni aziendali utilizzano un database centralizzato a cui possono accedere diverse sessioni di lavoro contemporanee.
- Application proxy. Un server con funzione di proxy aziendale per l’accesso ad internet e ad altri servizi. Un esempio: disabilitare la navigazione continuando a permettere la ricezione e l’invio di posta elettronica.
- Content filtering. Controllo del traffico degli utenti verso internet, filtrando i siti non in linea con le policy aziendali, pianificando l’orario di accesso ad internet e bloccando i contenuti non sicuri.
- Server per accesso remoto. Accesso dall’esterno per telelavoro, server VPN per connessioni sicure verso altre sedi aziendali senza necessità di toccare i client.
- Intranet server. Un server può ospitare il sito intranet, ed servire applicazioni basate su browser.
- Gateway e Firewall. Punto unico di passaggio del traffico da/per l’esterno, impostando regole di accesso e gestendo aree demilitarizzate (DMZ).
- Servizi terminale. A volte c’è la necessità di consolidare l’accesso ad alcune applicazioni, e spesso la strada seguita è quella della terminalizzazione. Esistono aziende che hanno terminalizzato tutto, e l’utente accede alla rete per mezzo di terminali “stupidi” (o thin client): PC datati o piccole appliance sono generalmente sufficienti. Il carico della CPU è totalmente sul server ed il terminale non fa altro che visualizzare la grafica e inviare pacchetti sulla rete locale.
Chiaramente tutti questi servizi vanno scalati su uno o più server, secondo il carico generato. Inoltre ci sono delle linee guida che sconsigliano la coesistenza di alcuni servizi sullo stesso server. Ancora: a seconda del servizio sarà cura del sistemista scegliere la piattaforma hardware e software adeguata.
Sicuramente ci sono cose che ho dimenticato, e comunque questa lista non ha la pretesa di essere completa: quasi ogni servizio che possa venire in mente è gestibile più efficacemente da un singolo punto di amministrazione.
Nel medio e lungo periodo l’adozione di un server si rivela una scelta giusta in termini di costi di gestione e di tempi di intervento.