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HouseHusbandFino ai 32 anni ho vissuto con i miei. Mia madre, casalinga, si è sempre occupata di tutto, e quando sono andato a convivere con colei che sarebbe poi diventata mia moglie, ero completamente ignaro del flusso che portava i calzini usati dal contenitore della biancheria sporca al cassetto nella mia camera. Per quanto ne sapevo poteva anche essere teletrasporto. Tutte le attività connesse alla gestione della casa erano per me completamente trasparenti. La mia amorevole genitrice non pretendeva neppure che rifacessi il letto (né io per questo protestavo, d’altra parte).
Mi era nebulosamente balenata l’idea che avrei dovuto aiutare mia moglie, la quale ha un lavoro più pesante del mio, ma avevo solo il quadro generale. Un po’ come se mi chiedessero i requisiti per installare un database server su un AS/400.
Un po’ per consapevolezza, un po’ a seguito di rimostranze (che all’inizio mi lasciavano interdetto), ho lentamente imparato ad espletare una serie di funzioni di base collegate alla gestione della casa.
Vi risparmio la lunga strada, a tratti sconnessa, che mi ha portato alle attuali competenze, ma al momento sono abbastanza soddisfatto. Questo malgrado le saltuarie rimostranze della mia metà, che ho deciso di considerare fisiologiche e pertinenti ad un corretto rapporto marito/moglie.
Ho maturato un buon rapporto con lavastoviglie, aspirapolvere, stendini, forni a microonde, lavandini, pannolini, pappe, pianti e sederini arrossati, ma soprattutto i lavori di casa hanno perso la loro condizione di trasparenza: ora li vedo.
Inoltre ho scoperto che durante lo svolgimento di queste faccende, spesso riesco a scollegare il cervello e pensare a tutt’altro con una concentrazione difficile da trovare in altri momenti.
Ad oggi mi è più chiaro il funzionamento di un dominio Active Directory che l’uso della lavatrice, ma conto di migliorare.

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