A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Stamattina, andando al lavoro, riflettevo sulla discussione in corso a proposito della credibilità e attendibilità dei blog e di internet in generale. (Perdonatemi se metto un unico link, non ho molto tempo.)
La diatriba è nata da diversi attacchi della carta stampata nei confronti di blog, WikiPedia e tutta l’ informazione “dal basso”.

L’argomento che questi signori portano a sostegno della loro tesi è il seguente: per pubblicare un libro è necessario che il lavoro passi il vaglio di un editore, di un eventuale comitato scientifico e in generale segua un percorso di “approvazione” e controllo che garantisce l’attendibilità e la credibilità del prodotto finale. Internet ha abbassato la soglia ed è ormai facilissimo scrivere di qualunque cosa senza il minimo controllo, sempre secondo la tesi.
Ad una prima occhiata sembrerebbe sensato, ma ci sono alcune considerazioni da fare.
Supponiamo esista una persona che per qualche motivo non sappia leggere, e non abbia mai visto un libro (non conosce internet, o lo conosce male), dall’oggi al domani si ritrovi in grado di leggere, e gli venga concesso di scegliere tra tutti i libri del mondo (il suo computer viene collegato ad internet).
Chissà se riuscirebbe a distinguere un libro di fantascienza da uno di storia, un libro di favole da uno di pedagogia, un trattatello goliardico da un lavoro di un premio Nobel? (Chissà se riuscirebbe a distinguere un sito attendibile da uno di dialer, un articolo di psicologia da un post di una wannabe-blogstar, un articolo della knowledge base da una pagina di uno “script kiddie“?).
Chi è avvezzo a consultare libri, riesce più o meno ad orientarsi anche se non conosce l’argomento: è in grado di distinguere.
Capito il punto? La metafora è volutamente esagerata, ma quello che voglio dire è che non basta scrivere “viola” nella barra di ricerca di Virgilio, e poi dire “Internet fa schifo, cerchi fiori e ti danno sfondi per il telefono senza che tu te ne accorga”.
Bisogna “imparare” ad usare internet. Chi usa bene la rete è in grado di capire abbastanza facilmente se ciò che sta leggendo vale un approfondimento, oppure chi lo ha scritto non sa cosa di cosa stia parlando. E’ una specie di sesto senso, che è difficile da spiegare.
E’ il modo in cui la pagina è scritta, cosa e come linka, se ci sono commenti, il nome del dominio, il resto dei documenti del sito, i colori, lo stile… Tutto l’insieme contribuisce a dare un’impronta che non è difficile da valutare, e se si ha un po’ di pratica non è difficile distinguere le bufale dal vero.
Naturalmente non basta fermarsi al primo risultato: le informazioni confermate da più fonti indipendenti hanno più probabilità di essere vere.
Anche le notizie dei media tradizionali sono (dovrebbero essere) attentamente verificate, prima di essere pubblicate.
E per quanto riguarda Wikipedia, non credo sia così tanto semplice scrivere cose inesatte, vista la quantità di lettori e revisori che controllano quello che viene pubblicato.
In definitiva, tutto il pistolotto per dire che difficilmente chi conosce bene internet ne critica l’attendibilità, proprio perché con un po’ di pratica è semplice isolare le vere informazioni dal rumore di fondo.

(P.S. Wikipedia criticata per una voce dedicata a Jeansy? Studio Aperto anyone?)

Tags:

Related posts