Andrea Beggi

To a man with a hammer, everything looks like a nail.

Convegno Edelman / Technorati

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

L’unica cosa “grassroot” era la rucola…..

Ok, siamo qui alle Biciclette c’è parecchia gente, parecchi volti noti, e molti sconosciuti. Spero di poter associare il massimo numero di nomi ai volti….
Sta parlando il CEO di Technorati, Peter Hirshberg, e un blogger francese collegato a Edelman di cui non ho ancora afferrato il nome.
Su Flickr alcune foto fatte da Giorgio.
Roberto Dadda ha appena detto che il re è nudo, dopo vi spiego. Ha fatto una domanda che parecchi hanno applaudito, puntualizzando che più linkato non è necessariamente sinonimo di autorevolezza.
Breaking News: mi sto annoiando…..

E’ finito. Ho un po’ di appunti da riordinare, ma le prime impressioni non sono buone. Intanto non hanno illustrato i risultati del sondaggio tra i 100 bloggers italiani, inoltre l’incontro mi lascia un retrogusto di evento stampa vecchio stile, dove ognuno è preoccupato di scandire bene il nome dell’azienda per cui lavora.
Poco spazio ai bloggers: mi viene il sospetto che tutto il battage sui blog che è stato fatto sia servito solo a dare visibilità ad un evento che nessuno (pochi?) si sarebbe filato altrimenti. Perlomeno: dal mio punto vista un accordo tra Edelman e Technorati ha veramente poco appeal. Al momento sono pentito di essere venuto.
Da questo punto di vista tanto di cappello a Tecnorati e Edelman: hanno dimostrato di saper muovere la merce che desidererebbero vendere.

A onor del vero ho mangiato il cibo offerto, buono, peraltro.

Aggiornamento: Ecco gli appunto che ho preso. Li ho un po’ aggiustati ma sono ancora disordinati e molto schematici.

Il discorso di Peter Hirshberg, CEO di Technorati è stato abbastanza interessante. Ha spiegato la sua visione, ed ha accennato alla filosofia che ha portato sua creazione del servizio.
La blogosfera raddoppia ogni sei mesi, ogni giorno vengono scritti 1,2 milioni di post. I linguaggi maggiormente rappresentati sono Inglese, Giapponese e Cinese.
Il “motore” che spinge la gente a scrivere sono essenzialmente le notizie: ogni volta che accade qualcosa di importante, la blogosfera diventa una cassa di risonanza, e il numero di post aumenta.
Come sono distribuiti gli argomenti in base alla lingua?
Negli USA c’è molta politica, specialmente nella top 100, e molta tecnologia. Tra i primi 100 non appare nessun blog personale, parecchi “top blogs” sono in pratica un marchio a se stante, e sono tenuti in grande considerazione dalle aziende (Es: Engadget, BoingBoing). La maggior parte contiene pubblicità. I loro link sono distribuiti tra media mainstream (la maggior parte) e altri “top blogs”. Ormai in USA i PR chiamano prima i blog, li consultano per la tecnologia, ed il fashion. “They spread the words faster than mainstream media”.
In generale gli argomenti trattati sono: tecnologia, cultura, gossip, notizie, con un'”ossessione” per le multinazionali.
In Giappone c’è molto interesse per la cultura “popolare” ed i blog personali: la maggior parte del traffico non proviene da computer, ma da da dispositivi mobili.

In UK c’è parecchia politica, post sulle aziende, e pochi blog personali. Le aziende sono perlopiù multinazionali, e l’attenzione per i brand locali è limitata.

In Francia ci sono moltissimi blog, la maggior parte di teenager, ci sono pochi blog aziendali, e la frequenza con la quale i francesi pubblicano nuovi post  inferiore alla media. Il crosslinking è particolarmente spinto.

In Italia si parla molto di politica e poco di aziende. Ci sono anche molti blog personali.

I blogger tedeschi parlano molto di tecnologia e molto meno di politica. Buona rappresentanza di blog personali, e poca attenzione verso aziende e marchi.

Sia in germania che italia si linkano più i regional media che i media internazionali.

Proprio a proposito dell’Italia: iniziative come queste servono per far si che si crei un link tra blog ed aziende, per creare e sviluppare un canale di comunicazione nuovo.

C’è molta attenzione alla catalogazione dei blog, che viene fatta in tre grandi fasce. Da una parte i cosiddetti “top blogs”, circa 250 in tutto il mondo (principalmente americani), che raccolgono migliaia di link (ciascuno) in ingresso, dall’altra la “long tail” dei blog con poche decine di link entranti.
In mezzo sta quello che Peter Hirshberg chiama il “magic middle”: tutti i blog che raccolgono qualche centinaia di link, che sono quelli che raccolgono le opinioni ed i temi “di nicchia” ma ugualmente interessanti per le aziende.

Hirshberg è passato poi a descrivere ciò che le aziende devono fare per entrare in comunicazione con la blogsfera.

Strumenti come TR servono per capire quello che i blogger dicono, ed in definitiva, per capire cosa dice la gente, di cosa parla.
I blogger assumono il duplice ruolo di consumatori e di produttori di notizie. Le aziende possono capire molto da queste ricerche.

I passi che un’azienda e un marchio devono compiere per entrare in contatto con il mondo dei blog sono essenzialmente tre: “find, listen and engage”. Cioè: cerca le notizie, ascolta cosa dicono le persone e mettiti in discussione in prima persona, sporcati le mani.

Considerare i blog come i mainstream media, è una grande opportunità per le aziende, che devono imparare ad ascoltare la blogsfera nella sua totalità, mentre adesso richiedono solamente di capire il mercato locale, sbagliando.

Non bisogna aver paura delle recensioni negative: sono ricerche di mercato gratuite e permettono di spiegare la propria posizione e la propria visione, sono una opportunità di migliorare la propria immagine.

Sono stati fatti gli esempi di Sony, che si è comportata con molta miopia ai tempi dello “scandalo rootkit”, contrapposta ad Apple che in 24 ore ha reagito alle critiche negative al “ministore” di iTunes, pubblicando una spiegazione che è stata accolta favorevolmente.

Le aziende devono comportarsi come se fossero mediacom, con le stesse strategie, agire come giornali, cercare notizie e partecipare al dialogo.

“Control” is sooooo 20th century, bisogna invece leggere, accettare e capire, non cercare di nascondere.

Per quanto riguarda la questione dell’autorevolezza vs link entranti secondo me hanno un po’ glissato, ed il consiglio di Peter Hirshberg, è di registrare il proprio blog e di segnalarlo come italiano, tramite l’apposito menù. Servirà per le versioni nazionali che Technorati sta preparando, anche nella nostra lingua.

Al termine un altro breve intervento di Edelman che ha chiarito come, al di la dei link, essi sono interessati a come si formano le opinioni e le idee in rete.

Nessuna traccia dei risultati della ricerca condotta recentemente tra i blog.

16 Commenti

Pinellus | #

Andrea, ehm, potresti chiedere a quello di Technorati perchè il mio blog langue inesorabilmente in uno stato di squallore nella loro classifica??
🙂 (scherzo of course)
Buon prosieguo e tienici aggiornati.

Blimunda | #

“L’unica cosa “grassroot” era la rucola…” E’ fantastica! Grazie! PS io neanche ho mangiato…

Samuele | #

Dalle foto traspare la mia assenza!!!
🙂

Andrea | #

Lascia perdere Samuele, ti saresti rotto e non saresti riusdito a muovere dalla ressa…

Sw4n | #

Credo sia normale il loro glissare sulla questione link/autorevolezza…

Ma leggendo la tua risposta a samuele non rimpiango la mia assenza… 😛

MrReset | #

Il tuo intervento è stato l’unico sensato, tra scalpitanti markette…
ciao

Graziano | #

Grazie Andrea per il rapporto, la cosa che mi ha colpito delle foto è la bruttezza di Peter Hirshberg, per il resto mi pare che altro non fosse un “convegno spot” gratuito.