Il giorno dopo
Giornata intensa, ieri. Me lo aspettavo, ma svegliarsi alle 6.45 e andare a letto alle 4 del mattino ha fatto sì che oggi io sia più rintronato del solito.
Come sempre, le feste di bloggers ed in particolare il BarCamp mi divertono veramente molto. Un plauso all’organizzazione di Vittorio e Maurizio, e riesco a rendermi conto solo vagamente di quanto lavoro devono aver fatto.
Vero: il palco da concerti va bene per i cantanti, non per le discussioni molti-a-molti tipiche dei BarCamp, col senno di poi le salette del piano superiore sarebbero andate benissimo. Mi ha divertito molto la “mutazione” che nel corso della giornata si è manifestata in Vittorio: all’inizio non capiva perché orari e posti saltassero, la gente discutesse ovunque e non si riuscisse a ottenere un programma definitivo. Io e Palmasco (che abbiamo vissuto l’esperienza milanese) ci siamo guardati ed abbiamo detto: “E’ il Barcamp, baby!”. Poco dopo Vittorio ha capito, si è rilassato ed ha lasciato che le cose prendessero il loro corso naturale.
Ottima l’idea del catering ed ottimo il cibo. Qualunque cosa sia il “gamut”, sappiate che assieme all’avena ed alle olive nere è un ingrediente di una zuppa strepitosa. E le “capresi di cioccolato” sembrano contenere una sostanza che induce una fortissima dipendenza, altrimenti non mi spiego perché ho dovuto sottopormi ad un programma di riabilitazione per riuscire a staccarmi dal loro vassoio.
L’unico appunto da fare è stato per la disastrosa situazione della connettività: banda praticamente assente per la maggior parte del tempo. Le cause sono da imputare ad una caduta di un nodo geografico di cui mi ha informato Massimo Zaglio di Top-Ix, ed a una architettura wireless che io avrei fatto in un modo diverso (parere personale).
In ogni modo le opinioni sulla connessione al BarCamp sono discordanti: comincio a sentire più di uno che pensa che si tratti di una distrazione dalle conversazioni. Probabilmente, come al solito, la verità sta in mezzo. Da una parte un BarCamp senza internet è una contraddizione in termini, dall’altra è assolutamente vero che ha poco senso trascorrere metà della giornata con la zucca china sullo schermo del portatile.
Bilancio positivo, comunque.
Le persone che ho (re)incontrato sono troppe per citarle tutte: una specie di blogroll, e sicuramente dimenticherei qualcuno.
Non sono riuscito a seguire tutte le discussioni che avrei voluto, e quando ho seguito, ho sempre avuto l’impressione di perdermi qualcosa di altrettanto interessante che si stava svolgendo altrove.
Il mio intervento (quello in solitario) è venuto così così. Avrei voluto far vedere qualcosa di più, ma probabilmente ho cannato l’argomento, troppo tecnico per alcuni, inutile per altri. Ripensandoci a mente fredda: se per mostrare qualcosa ho bisogno di tre computer (due fisici più una istanza virtuale), probabilmente farei meglio a parlare di altro.
Per considerazioni sull’altra discussione, stay tuned.