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Antonangelo non si è divertito, e Gaspar si scusa. Ho visto altri che hanno ripreso la cosa stracciandosi le vesti per la presunta impermeabilità della blogsfera.
Io non la farei così tragica.
Non so che esperienze avete avuto nella vostra vita, ma io di club, compagnie, ambienti, chiamateli come volete, ne ho frequentato tanti e di diverso tipo.
In tutti, ma tutti, funziona assai peggio. Intanto se sei un novellino nessuno ti caga neppure se ti presenti, figuriamoci starti a sentire se vuoi parlare. Tutti a baciarsi e abbracciarsi e io a fare tappezzeria in un angolo.
L’unica comunità che mostra una qualche apertura che somiglia a quella dei bloggers è quella dei motociclisti, ma soffre della sua divisione interna in caste. Gli stradisti e i bikers si detestano, enduristi e trialisti si guardano con freddezza.
Autoreferenziali? Forse. Provate a mettere assieme 200 appassionati di tiro con l’arco, secondo voi di cosa parleranno?
Io non mi sento parte di alcuna cricca, sono sempre stato accolto con calore ed ho cercato di fare altrettanto con tutti.
E’ inevitabile che gli amici (di vecchia data?) si salutino con trasporto e facciano capannello più spesso, ma non ho visto nessuno snobbato o preso a calci nel didietro.
Certo che dipende tanto dall’atteggiamento, ecco due esperienze che ho avuto a Torino che hanno causato due effetti totalmente agli antipodi.

Sono stato salutato da un ragazzo dall’aria sveglia che mi ha fermato di fronte al bar: Salvatore. Disperavo di poterlo conoscere, vista la lontananza che ci separa; sono stato contentissimo di scambiare due chiacchiere con una persona che stimo. Ed è bello vedere che i blog riescono ad unire un 17enne ed un 41enne, due generazioni con altrimenti poche cose in comune, direi.

Mentre guardavo alcune foto con Samuele (che mi sono stufato di linkare un post si e l’altro anche), mi accorgo che sul divano c’è un tipo che cerca di dormire, malgrado la musica punz-punz. Faccio segno a Sam di abbassare la voce, ma vedo che il tizio mi guarda con una certa insistenza, ed ho pensato “gli abbiamo rotto le balle, vuole dormire”; non oso neppure chiedergli scusa. Solo oggi mi rendo conto che si trattava di qualcuno che avrei conosciuto con piacere, visto che condividiamo un grande interesse per FON. Invece Antonangelo ha deciso di andarsene prima senza neppure fare il suo intervento.

Il mio atteggiamento era lo stesso, e i due episodi si sono verificati a distanza di pochi minuti uno dall’altro. Per carità, capisco benissimo che di possa essere stanchi, ma non mi sembra che ci fossero le conventicole, sabato.

Probabilmente avrei dovuto sforzarmi di conoscere un numero maggiore di persone, ma ho cercato di cogliere l’occasione, non è che uno può andare in giro tipo l’Archeopterix(*).
Io ho avuto cura di scrivere in grande il mio nome sul badge e facevo attenzione che fosse ben visibile, ho visto molti con il nome piccolissimo o con il badge rovesciato.

BTW, quando ci si vede?


(*) Una vecchia striscia che leggevo da bambino: BC. “Salve, sono l’Archeopterix, uccello privo di ali e dalle piume lanuginose”. L’animale in questione ammorbava tutti sempre e solo con questa frase, esasperando perfino i sassi.

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