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Dopo lo scorso BarCamp ho riflettuto parecchio, e ci sono un po’ di questioni sulle quali devo ancora fare chiarezza.

Intanto il blogroll, del quale ho discusso al BarCamp: dopo averci pensato qualche giorno mi pare di capire che si tratta solo di una delle cose che andrebbero considerate.
I dubbi sono nati durante la sessione che ho fatto con Gaspar e Federico.
Il blogroll è solo un aspetto più ampio della questione: per chi scrivo? Quanto è comprensibile la struttura di un blog a chi non ne ha mai sentito parlare? Quali informazioni si aspettano di trovare i visitatori? Ci sono differenze tra il modo in cui io presento le informazioni ed il modo in cui esse vengono recepite da chi legge?
Stimolato dagli interventi (per la verità abbastanza aggressivi) di Fuffissima, che non sono riuscito a trovare dopo, e della quale Google sa poco, ho maturato alcune considerazioni.
Tutto è nato dal tentativo di capire come una persona non esperta possa interpretare il blogroll. Kurai presenta una sezione “Featured Link” ed una “Random Link”, io ho due liste: “Alcuni Blog” ed “Altri Blog”. Chi ha una certa familiarità, capisce benissimo che non si tratta di liste di serie A e serie B, ma adesso non sono più molto sicuro che non vengano percepite così dalla maggioranza dell’utenza “normale”.
Come dicevo prima, probabilmente è solo un aspetto di un quadro di proporzioni maggiori che riguarda il divario tra chi offre informazioni e chi ne fruisce. La separazione è tanto maggiore quanto più sofisticati devono essere i mezzi necessari per fruire al meglio della comunicazione. E tra i fruitori ci sono sia utenti casuali che altri bloggers, i quali hanno interessi e competenze diverse.

Malgrado la curva di ingresso nella blogopalla sia sempre meno ripida, e sia sempre più facile aprire un blog, non è affatto scontato che chi apra un blog riesca in breve tempo a partecipare davvero alla “grande conversazione”.
Chi sa usare un qualunque word processor è in grado di scrivere e pubblicare un post, ma per diventare davvero consapevole delle relazioni sottese tra i blog ci vuole tempo, e non è detto che tutti abbiano la voglia e l’interesse di arrivarci, non tutti hanno tempo e voglia di imparare ad usare tutti gli ammennicoli che un blog si porta appresso.
Feed, pingback, trackback, referrer, template, database, ci sono moltissimi sostantivi che per la maggior parte delle persone non hanno alcun significato, eppure sono strumenti che sono fondamentali per apprezzare al meglio l’esperienza di un blog.
Non è per caso che la colpa è nostra? Siamo troppo ieratici?
Da tempo sto pensando di creare una sezione per i meno esperti, con guide e pagine di domande e risposte. Da una parte penso che ad alcuni possa servire, dall’altra mi pare che si debba ogni volta ricominciare da Adamo ed Eva. Google in questo caso serve poco, perché non è facile trovare risposte se non si sa cosa cercare.

All’ultimo BarCamp, molti hanno notato la scarsa rappresentanza femminile. Tra le possibili cause ci potrebbe essere il diverso approccio del gentil sesso alle cose della vita: gli aspetti legati ai tecnicismi di cui sopra, uniti alla maggiore attitudine pratica delle donne, più interessate alle cose, piuttosto che agli strumenti che servono per farle, potrebbero allontanare le signore dalle discussioni.
Perché la prima blogger donna nella classifica è Mafe al 33° posto? A seguire il blog di Grazia (34°), e distanziate Selvaggia Lucarelli (71°) e Enrica (84°). E’ evidente che c’è qualcosa che non va ancora bene. Vi assicuro che aver assistito dal vivo alla scena di una ragazza allontanatasi da un capannello di maschiacci che stavano parlando di argomenti “scacciafiga”, mi ha fatto riflettere parecchio. (Si, c’ero anche io nel gruppetto…).

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