dBlogSu questo blog ho speso fiumi di byte per parlare di WordPress, ma non è l’unica piattaforma disponibile. Se per qualche ragione non disponete di un hosting basato su Linux, ma dovete/volete usare Windows, vi consiglio dBlog.
Intanto è un prodotto italiano, creato e mantenuto con passione da Daniele, che ho avuto occasione di conoscere ad un recente BarCamp.
Poi è rilasciato sotto licenza open source, ed è supportato da una vivace comunità. E’ personalizzabile e vanta una serie di funzioni che non tutti i concorrenti più quotati possono sfoggiare. Naturalmente è skinnabile e pluggabile.
E poi neppure Matt Mullenweg mi ha mai mandato a casa gli adesivi!.
Grazie, Marlenek!

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Di: Andrea - 31/01/2007

Pare che ieri sera a Milano ci fossero parecchi blogger invitati alla presentazione di Vista.
Evidentemente io e Dave siamo antipatici a mamma Microsoft, visto che ci hanno lasciati a casa come Cenerentola.
Avremmo dovuto presentarci a festa iniziata, su una carrozza a forma di mela trainata da quattro pinguini, per poi scappare prima di mezzanotte perdendo il nostro mouse di cristallo.

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Di: Andrea - 30/01/2007

Per essere sicuro di mancare al NoCamp, oggi sono a casa con la febbre. Ginger assisterà alla mia presentazione.

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Di: Andrea - 30/01/2007

Net use, per citare l’help i linea di Windows: connette o disconnette un computer da una risorsa condivisa oppure visualizza le informazioni sulle connessioni del computer. Questo comando controlla inoltre le connessioni di rete permanenti. Utilizzato senza parametri, il comando net use visualizza un elenco di connessioni di rete.
Vediamo una breve guida con i comandi principali ed il loro utilizzo:

Supponiamo che il computer che ospita la risorsa condivisa si chiami SRV01, che esso condivida una cartella DATI, alla quale ha accesso l’utente Bob, che può essere definito localmente su SRV01 oppure appartenere al dominio DOMAIN. Tutti i comandi vengono impartiti da un secondo PC connesso in rete; per semplicità assumiamo che SRV01 sia configurato per accettare le connessioni dal questa seconda macchina.
La situazione più comune è la mappatura di una unità di rete, che possiamo effettuare con il comando:
net use z: \\SRV01\DATI /user:Bob password se l’utente Bob è locale a SRV01, oppure
net use z: \\SRV01\DATI /user:DOMAIN\Bob password se l’utente è di dominio.
Con lo swith /savecred, nome e password vengono salvate.
Se invece di indicare esplicitamente la lettera da usare per la mappatura dell’unità, vogliamo utilizzare la prima lettera disponibile sul client, il comando diventa:
net use * \\SRV01\......
Nel caso non si volesse scrivere in chiaro la password su una riga di comando, basta sostituirla con un asterisco, ed il sistema ce la chiederà, oscurandola.
Aggiungendo al comando lo switch /persistent:yes, la connessione verrà ripristinata al riavvio.
Una volta terminato il lavoro, per sconnettere l’unità, possiamo impartire il comando:
net use z: /delete
Se si desiderasse eliminare la richiesta di conferma (serve se il comando si inserisce in uno script), il comando diventa:
net use z: /delete /yes
per cancellare tutte le mappature:
net use * /delete o net use * /delete /yes

A volte può essere necessario navigare nelle risorse di un computer remoto; se un doppio click non fosse sufficiente a visualizzare la finestra di immissione di nome e password, possiamo usare il comando per autenticarci preventivamente:
net use \\SRV01 /user:ecc ecc ecc
Quest’ultimo comando serve anche per poter stampare su una stampante di rete su un host che ha bisogno di una autenticazione preventiva. Il caso tipico è quello di chi collega il proprio PC a diverse reti con diversi domini, ad esempio il sistemista che frequenta le sedi dei propri clienti e si trovi nella necessità di stampare.
Utilizzare i comandi dall’interfaccia carattere è molto più veloce dell’interfaccia grafica, che spesso si “pianta” inesorabilmente quando si cerca di navigare all’interno di risorse senza la preventiva autorizzazione.

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Di: Andrea - 29/01/2007

Il mio primo screencast riguarda l’aggiornamento di WordPress a una major release, come quella recentemente uscita.

WordPress upgrade

Suggerimenti per inserire meglio uno screencast in un post?

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Di: Andrea - 26/01/2007

Mentre vi interrogate se e come partecipare (non metto i soliti link, che tanto sappiamo di cosa sto parlando), prendetevi un momento di pausa, e leggete il malinconico post di questo signore, che a 93 (novantatre!!) anni si rammarica della sua prossima dipartita, rimpiangendo tutto ciò che non ha avuto tempo e/o voglia di fare.
Tanto per riportare le cose nella giusta prospettiva.

Grazie davvero a Fabbrone per la segnalazione.

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Di: Andrea - 25/01/2007

Tray affollata
Una volta succedeva solo con i portatili, adesso è da un po’ che anche sui desktop viene preinstallata la qualunque. Quella che vedete qui sopra è la systray di un Lenovo(*) appena estratto dalla sua scatola. Oltre a quello che si vede nell’immagine, ci sono anche software multimediali, lettori DVD, sofisticate (?) interfacce della scheda audio, sedicenti gestori della sicurezza dei dati, deframmentatori con schedulatore, nani, ballerine, tricchetracche e castagnole.
Il che significa che bisogna perdere tempo a disinstallare tutta la roba inutile e pesante che non serve a chi con il PC ci deve lavorare.
Fino a qualche tempo fa i migliori produttori fornivano un CD di programmi opzionali con quale si poteva decidere se e cosa installare oltre al sistema operativo ed i drivers, sufficienti per un PC nuovo destinato ad un uso aziendale.
Senza contare che più della metà di questa roba telefona a casa alla ricerca di avvisi e aggiornamenti, ed anche dopo averla sradicata, rimangono comunque DLL orfane e chiavi di registro sporche.
Quando acquistate un’auto, il bagagliaio non è pieno di cianfrusaglie lasciate lì dal produttore, no?

(*) E’ il marchio cinese con cui vengono venuti i desktop ex IBM.

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Di: Andrea - 25/01/2007

La diffusione dello spam cresce ogni giorno di più. Per l’utente privato si tratta di una grossa seccatura, per le aziende rappresenta una perdita economica non indifferente, se si sommano il tempo perso a cancellare le mail, i danni che alcune di queste mail producono, lo spazio che occupano e le risorse di banda e potenza di calcolo che sprecano.
Per risolvere il problema ho visto tentare molti approcci, il più efficace, secondo me, sono i prodotti appliance Mail Security di Symantec.
Si tratta in sostanza di un hardware fornito da Symantec stessa su cui gira una versione customizzata di Red Hat. Le macchine sono prodotti Dell rimarchiati, ed esistono in due varianti, 8220 e 8240.
Prerequisito fondamentale è avere il proprio mail server “in casa”, altrimenti sono inutili. La configurazione è molto semplice: impostati pochi parametri direttamente sulla macchina, il resto della configurazione si fa tramite browser. Non è richiesta alcuna conoscenza di linux.
SMS si inserisce tra internet e il mail server, riceve la posta, la filtra, inoltra i messaggi “buoni”, e filtra la spazzatura. Assegna un punteggio a seconda del quale si può decidere se marcare l’oggetto delle mail, cancellarle oppure metterle in quarantena. Non mi dilungo, ma tutto il processo è altamente configurabile tramite policy ad oggetti, white e blacklist, gestione degli utenti ed altro. Il sistema si aggiorna diverse volte ogni ora scaricando le signature più recenti. Acquistando la licenza adatta può funzionare anche da gateway antivirus. Qui e qui maggiori informazioni.
E’ adatto per strutture non piccolissime, i costi mi pare partano da 40/50 euro per utente.
SpamPer darvi un’idea dell’efficacia, questa è la homepage dell’interfaccia di amministrazione: notate i numeri ed i grafici (N.B. questa unità non è configurata per filtrare le mail in uscita). Non è economicissimo, ma appena il cliente si rende conto dei benefici, non riesce più a farne a meno. Inoltre piace ai sistemisti perché si tratta di uno di quei rari oggetti che si installano e si dimenticano.
In definitiva si tratta di un prodotto che fa piacere consigliare e soddisfa facilmente l’utenza.

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Di: Andrea - 24/01/2007

Questa trasferta a Roma è stata ottima, e anche la logistica è stata particolarmente fortunata. Treni in orario, cibo buono, nessun inconveniente.
Una delle parti migliori è stata sicuramente l’albergo. Prenotato da Samuele (che ringrazio col link: è gratis e lui è contento), si tratta di un quattro stelle a fianco della stazione Termini: l’Hotel Ariston. La politica dei prezzi è fantastica: prenotando online la doppia ci è costata 75 euro (in due, 37,5 a zucca), mentre in loco costa 250 euro.
L’hotel è nuovo e pulito, lussuosamente arredato e con un ottimo servizio. La nostra camera sarà stata 40 metri quadrati con due letti da una piazza e mezza, bagno enorme con doccia a due ante, frigobar gratuito, cassaforte e wifi in camera (un’ora gratis). Completava il tutto un televisore LCD da 32″ appeso alla parete, a cui non abbiamo potuto fare a meno di collegare l’iBook, tanto per vedere l’effetto che fa. Fino al momento del pagamento ci siamo chiesti dove stava l’inghippo, ma fortunatamente non c’era.
Samuele aveva una matrimoniale che ha diviso con la sua fidanzata, io e Matteo nella doppia.
A metà nottata mi sono svegliato per bere un sorso d’acqua, e mi sono reso conto che nelle stanze degli alberghi di Roma si sentono strani rumori nella notte. Armato di GarageBand, ho prodotto un breve podcast per voi.

Edit: Nives mi prende a calci tutte le notti, perché io russo come un trombone.

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Di: Andrea - 22/01/2007

Oggi o domani verrà rilasciata la versione 2.1 di WordPress. Si tratta di una major release, e ci saranno parecchi cambiamenti. Non si tratta di un aggiornamento di sicurezza: l’attuale versione 2.0.7 va bene ed è “fresca”, quindi il mio consiglio è di non precipitarsi ad aggiornare, ma attendere almeno una settimana per capire come vanno le cose, considerato quello che è successo in passato in analoghe occasioni.
Come sempre è fortemente consigliato un backup termonucleare globale di database e files, da farsi tramite le solite tecniche. Trattandosi di un aggiornamento importante, è necessario eliminare i files prima di uploadare i nuovi. In occasione dell’ultima major release avevo scritto una guida per l’aggiornamento che dovrebbe essere ancora attuale. Vi spiego anche come fare il backup.

Technosailor pubblica un elenco delle cose da sapere sull’ultima versione di WordPress. L’articolo non è sotto licenza Creative Commons, quindi non voglio tradurlo, ma ne faccio un veloce riassunto.

  • Salvataggio automatico dei post: Se avete assegnato un titolo al post che state scrivendo, esso verrà automaticamente salvato in draft, usando tecnologia Ajax e senza ricaricare la pagina. Fine delle bestemmie e standing ovation.
  • Gestione dell’upload delle immagini migliorata: confusi dalla strana interfaccia? La gestione è tornata a scelte tradizionali ma molto più comprensibili.
  • Compatibilità dei plugin: non tutti i plugin funzioneranno, controllate la lista su Codex.
  • WordPress to WordPress nativo: è possibile esportare da un blog ed importare in un altro senza plugin aggiuntivi.
  • Versione MySQL: abbandonato il supporto alla versione 3.23, supportate dalla 4.0 in poi. Controllate presso il vostro hosting.
  • Nuova interfaccia dell’editor: adesso si può passare rapidamente dal WYSIWYG al codice per mezzo di un tab, introdotti anche molti miglioramenti in un componente finora inviso agli utilizzatori più evoluti. Staremo a vedere.
  • Le categorie di post e link sono state unificate: attenzione dopo l’aggiornamento.
  • Privacy: sarà possibile precludere l’accesso a spider e bot, in modo da mantenere un certo grado di riservatezza del blog e nasconderlo ai motori di ricerca, se desiderato.
  • Nonces: in pratica dovrebbero aiutare l’utente a combinare meno guai amministrando il blog. Tecnicaglie, comunque.

Buon aggiornamento, e mi raccomando il backup.

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Di: Andrea - 22/01/2007