Il TCP/IP è la la più grande invenzione dell'uomo, dopo la ruota e le trenette al pesto.
September 2007
Prossimamente sui vostri schermi
Oggi ho rifatto un client Windows 98. Erano aaaaanni che non mi capitava.
(E comunque la facilità con la quale si ripescava un sistema completamente fumato senza avere CD, floppy e seriale, oggi ce la sognamo.)
Tags: Generali
Di Google, portabilità, 640Kb e noodles
Via Massimo Morelli, ho trovato questo post di Joel Spolsky. E’ un po’ lungo, ma ne vale la pena.
E’ anche divertente:
As a programmer, thanks to plummeting memory prices, and CPU speeds doubling every year, you had a choice. You could spend six months rewriting your inner loops in Assembler, or take six months off to play drums in a rock and roll band, and in either case, your program would run faster. Assembler programmers don’t have groupies.
e:
And your programmers are like, jeez louise, GMail is huge, we can’t port GMail to this stupid NewSDK. We’d have to change every line of code. Heck it’d be a complete rewrite; the whole programming model is upside down and recursive and the portable programming language has more parentheses than even Google can buy. The last line of almost every function consists of a string of 3,296 right parentheses. You have to buy a special editor to count them.
(Nerd alert!)
Tags: Tecnica
Ricevo una mail da Tobia, di Criteo, che mi invita a provare Autoroll, un widget per blog che viene così descritto:
Autoroll mostra una lista di link ad altri blog nello stile di un blogroll che si aggiorna automaticamente in base ai gusti e alle preferenze dei tuoi lettori. Autoroll si propone di creare una comunità complementare di blogger con affinità e interessi in comune, offre a chi lo utilizza un bacino di utenti potenzialmente interessato ai contenuti proposti, consente ai piccoli blog poco conosciuti di farsi strada nella rete e incorpora un interessante strumento per monitorare il traffico del proprio blog. Le scelte del widget vengono fatte grazie al ‘motore delle raccomandazioni’ sviluppato da Criteo che traccia il numero di visite di ogni singolo lettore in ogni blog che ha installato Autoroll. Naturalmente i dati raccolti per operare le raccomandazioni rispettano la privacy del blogger e dei suoi lettori. Naturalmente l’attendibilità dei risultati è direttamente proporzionale all’ampiezza della comunità che lo utilizza, di qui la riluttanza ad usarlo durante il lancio: in pochi l’hanno installato, in pochi si riconoscono nelle selezioni del motore.
La cosa non sembra male, se funzionasse come descritto. Attualmente ho deciso di provarle lo widget di Autoroll per qualche tempo, lo trovate nella sidebar qui a lato. Tutto il sistema si basa sull’efficacia del ‘motore delle raccomandazioni’, che traccia le visite di ciascun lettore ai blog con la widget installata e incrocia i dati secondo un algoritmo non pubblicato.
Tags: Generali
Quando stava a Roma sembrava invincibile
Ho appena finito di vedere Hannibal Rising. Niente di che: il film è brutto come il libro. L’unica cosa degna di nota è Hannibal Lecter che uccide Lucius Vorenus.
Tags: Quisquilie

Lo storage dei dati rappresenta un’area di grandissima importanza operativa e strategica; con il passare del tempo i bisogni di utenti ed aziende sono cresciuti sempre più. Negli ultimi anni sono nati una serie di nuovi sistemi per venire incontro a queste esigenze. Anzitutto la tecnologia dei dischi: ai tradizionali SCSI e PATA (IDE), si sono aggiunti SATA, SAS e FATA (si veda Wikipedia per i dettagli). Si tratta di nuovi sistemi, che ibridano le caratteristiche dei loro predecessori con nuovi tipi di bus, per ottenere una gamma di prodotti adatti a coprire tutti i toni dello spettro affidabilità-prestazioni-costi. Nuovi chassis permettono oggi di modulare i livelli di RAID secondo le proprie esigenze più capillari: RAID 5 per rapporto qualità prezzo, RAID 1 per sistemi entry level, RAID 1+0 per il massimo livello di protezione senza rinunciare alle prestazioni.
Di pari passo le possibilità di connessione si sono sviluppate; i principali sistemi utilizzati sono:
- DAS (direct attached storage), con i cestelli dei dischi collegati direttamente al controller del server tramite bus nativo, di solito SCSI, interni o esterni, più raramente fibra;
- NAS (network attached storage), unità file server stand alone con poca “intelligenza” a bordo, che offrono storage via file sharing;
- SAN (storage area network), librerie di dischi collegate in fibra, opportunamente partizionate e “presentate” ai server come volumi aggiuntivi.
Il termine DAS si riferisce ad un sistema di storage attaccato direttamente al server che lo utilizza, senza alcuna rete frapposta e senza alcuna possibilità di condividere le risorse senza un intervento “attivo” del server stesso. Si tratta del sistema tradizionale largamente utilizzato fino a qualche anno fa.
I sistemi NAS offrono i loro servizi tramite i protocolli consolidati di file sharing, ed espongono le loro risorse come dichiaratamente “remote”. I due estremi dei sistemi NAS sono rappresentati da un parte dal disco esterno da qualche centinaio di giga, dotato di interfaccia ethernet che compriamo al centro commerciale e attacchiamo alla nostra rete di casa, dall’altra da un server dotato di molto spazio, configurato per ottenere ridondanza, ed equipaggiato con un sistema operativo vero e proprio, che lo rendono quasi indistinguibile da un server normale.
I vantaggi dei sistemi NAS sono la loro economicità (relativa), facilità di installazione, di integrazione con le risorse esistenti e la facilità di gestione che deriva spesso dal loro essere “appliance”, scatole nere con una presa di rete, spesso configurate tramite un browser. Gli svantaggi derivano tipicamente dai problemi di banda da cui sono afflitti: gli strati sovrapposti di interfaccia nativa, file system, TCP/IP ed ethernet (spesso gigaethernet) non consentono di raggiungere prestazioni adeguate al vero “online”, ma relegano la loro applicazione ai campi del file sharing e dei backup near on line.
I sistemi SAN sono particolarmente potenti e flessibili; le batterie di dischi possono essere gestite con diversi livelli di astrazione, a seconda delle capacità del prodotto. Si possono creare degli storage pool, a loro volta divisi in volumi con diversi livelli di ridondanza RAID, per conciliare prestazioni, affidabilità e costi. Ciascun volume è poi partizionato e “presentato” al/ai server di competenza, che vedono la risorsa a livello “block”, come se fosse locale. La connettività della SAN è affidata perlopiù alla fibra ottica, spesso ridondata con l’uso di doppi switch, ma esistono anche altri tipi di rete.
Tra i vantaggi principali, la grande velocità di accesso ai dati, grazie alla maggiore ampiezza di banda, dovuta al ridotto numero di strati ed alle maggiori prestazioni di connettività, e la flessibilità di gestione dello spazio: aggiungere nuovi dischi ai cestelli è un’operazione veloce e tutto sommato relativamente economica. Questi due aspetti sono punti chiave per la scelta di un sistema di questo tipo.
Un sistema abbastanza diffuso è iSCSI, nel quale si usa il protocollo SCSI over TCP/IP, generalmente veicolato via gigaethernet. Il vantaggio è di avere un sistema SAN, quindi block level, ma con costi inferiori, dato che si rinuncia alla fibra. Di contro, le prestazioni sono inferiori e per alcune implementazioni non è un sistema supportato particolarmente performante, VMWare ESX su tutte. (VMWare EXS non supporta l’hardware initiator per tutti gli iSCSI, per gli altri usa il software initiator, che è improponibile se si desiderano prestazioni decenti).
La pratica della server consolidation tramite virtualizzazione consente di ottenere una migliore gestione e uno sfruttamento più capillare delle risorse di calcolo dei server moderni. Con l’aumentare della diffusione di questa tecnologia, anche lo storage è sottoposto ad un processo di consolidamento che permette per utilizzare meglio le grandi capacità dei moderni dischi. Soluzioni come NAS e SAN vengono incontro a queste esigenze, permettendo di valorizzare al meglio gli investimenti ed in alcuni casi di riutilizzare lo spazio su disco che andrebbe inevitabilmente perso se residente sui singoli server.
(Nell’immagine un IBM 3330 del 1956).
Tags: Tecnica
WordPress Automatic Upgrade plugin
Si è recentemente concluso il WordPress Plugin Competition. Del vincitore OneClick, che facilita enormemente l’installazione di nuovi temi e plugin, ne parla Giovy in un esauriente post.
Io mi vorrei soffermare sul terzo classificato, WordPress Automatic Upgrade plugin. Si tratta di uno strumento che permette di effettuare l’upgrade di un blog all’ultima versione di WordPress in maniera automatica e semplificata. Visto che mi ritrovo ad amministrare una dozzina di blog e ne ho altri in arrivo, un plugin del genere mi semplifica parecchio la vita.
Per adesso l’ho utilizzato un paio di volte e ha sempre funzionato, a parte qualche pecca di gioventù. Prima di iniziare viene fatto un test per controllare i requisiti e per determinare se il plugin è in grado di svolgere il proprio compito, dopodiché il blog viene bloccato in “maintenance mode”, viene effettuato un backup del database che può anche essere scaricato sul PC dell’amministratore, e quindi il codice provvede a scaricare gli aggiornamenti e ad applicarli. Al temine delle operazioni (poche decine di secondi), il blog è reso nuovamente accessibile e i plugin precedentemente disabilitati riprendono a funzionare.
L’upgrade può avvenire con due modalità: passo-passo o completamente automatico. Le volte in cui l’ho provato uno dei due modi non ha funzionato (alternativamente). E’ bastato scegliere l’altro per portare a termine felicemente l’aggiornamento.
Malgrado venga fatto un backup del database, il consiglio che vi dò è di non fidarvi comunque, ed effettuare prima un backup completo di files e database, tanto per andare sul sicuro.
Il numero di versione, 0.4, la dice lunga sulle possibilità di sviluppo e miglioramento. Il plugin potrebbe essere candidato ad essere integrato in una futura versione della piattaforma, a mio avviso: con poche modifiche dovrebbe essere integrabile perfettamente nel motore di WordPress.
Tra le altre cose, un sistema di aggiornamento automatico è uno degli sviluppi che auspicavo nelle future versioni di WordPress, qualche tempo fa. Riporto qui quello che scrissi allora, aggiungendo punti alle mie facoltà di preveggenza:
Aggiornamento: dovrebbe essere semiautomatico e semplificato. Un bottone nella dashboard (bacheca) dovrebbe permettere di aggiornare senza troppe complicazioni, magari effettuando anche un backup su una serie di tabelle di appoggio nello stesso database, gestendo anche la possibilità di rollback (tornare indietro). Lo script potrebbe provvedere ad impostare il template di default, disattivare i plugin, e impostare una modalità “Sono in manutenzione”, per poi rimettere tutto a posto dopo l’aggiornamento. Questo comporterebbe una sorta di “quarantena” dei plugin che dovrebbe comunque essere già in arrivo con le prossime versioni. Gli aggiornamenti “minori” andrebbero effettuati “per differenza”, sostituendo solo i file interessati.
A parte il rollback, che arriverà nelle prossime versioni, ci ho preso in pieno.
Mi raccomando, salvate, salvate, salvate. Prima di fare qualunque cosa.
Update: visto che ha riscosso successo, la maglietta si trova qui.
Tags: Tecnica
Un nemico che ti procura dei fastidi gratuitamente?
pay - to give money in exchange for goods or services. (Dare soldi in cambio di beni o servizi.)
pal - a close friend who accompanies his buddies in their activities. (Un amico intimo che affianca e aiuta i suoi compagni nelle loro attività.)
(fonte: www.thefreedictionary.com)
Antonio non è d’accordo con queste definizioni, ed è difficile dargli torto.
Tags: Generali