Andrea Beggi

Osservazione, ipotesi, cimento.

Un nemico che ti procura dei fastidi gratuitamente?

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

payto give money in exchange for goods or services. (Dare soldi in cambio di beni o servizi.)
pala close friend who accompanies his buddies in their activities. (Un amico intimo che affianca e aiuta i suoi compagni nelle loro attività.)
(fonte: www.thefreedictionary.com)

Antonio non è d’accordo con queste definizioni, ed è difficile dargli torto.

6 Commenti

Dario Salvelli | #

Come era la regola? Mai tenere più di un tot su Paypal? 😉

Antonio Tombolini | #

Non è questione di importo, Dario. Mi è stato respinto anche un prelievo di 100 euro. Il problema è più kafkiano, e più grave: la mia banca è “nuova”, nel senso che esiste da un anno e mezzo. La banca di cui PayPal si serve per i trasferimenti non ha il database delle banche aggiornato, e perciò la mia banca “non risulta”. Mi hanno detto telefonicamente che aggiornarlo potrebbe richiedere alcuni mesi”.

PS @andrea, grazie per il post, tutto aiuta.

Fabs | #

Caro Andrea e caro Antonio, mmmmmm…
E’ che secondo me PayPal non è fatto per le aziende serie e/o multinazionali, ma per le piccole transazioni personali, ai limiti della legalità come quelle di eBay (e intendo marchi taroccati, piccole evasioni fiscali, piccolo commercio di beni aggirando le leggi). Avendo facilitato queste transazioni, sono ambedue diventate dei colossi, ma i limiti che impongono per non rischiare accuse di riciclaggio rendono davvero difficile la risoluzione di alcune problematiche legate all’e-commerce globale.

Se con questo posso facilitare chi dovesse trovarsi ad affrontare situazioni del genere, mi permetto di descrivere il muro di gomma al quale mi sono trovato di fronte per mesi: cliente extracomunitario che chiede l’implementazione di un e-commerce globale, basato su banche offshore, con preferenza per le Channel Islands o Panama e possibilmente usando PayPal, perché avevamo già provato a fare il giro delle banche di Montecarlo, e nessuna sa cosa sia l’e-commerce.
Cioè, se entro in filiale con una valigia con dentro un milione di Euro in contanti mi fanno accomodare nel privé come fosse il Billionaire e non mi chiedono come mi chiamo o da dove provengano, ma se chiedo di aprire un merchant legale con milioni di Euro di fatturato previsto sanno solo stringersi nelle spalle e rimbalzare verso Parigi.

Chiarisco che l’e-commerce in questione non prevede alcuna infrazione a leggi locali, e nessuna infrazione commerciale (né spam, né gaming/betting, né porno, farmaci o altri generi di dubbia legalità).

PayPal richiede che il conto venga aperto nello stesso paese dove risiedono la banca e il domicilio del cliente, e nella valuta locale o in USD.
Vorremmo quindi tentare di aprirlo in zona Euro, visto il costo astronomico richiesto per le conversioni, ma PayPal non consente di aprire un conto né a Montecarlo né nelle Channel Island, nonostante Montecarlo sia da molti punti di vista Francia e le British Channel Island siano da molti punti di vista UK.
E purtroppo se si prova ad esporre il problema a PayPal via e-mail non c’è verso di ottenere risposta, né da PayPal Italia né da PayPal UK. Per telefono almeno rispondono, ma non sanno assolutamente cosa dire, al massimo si mettono a ridere con cortesia. Pare anzi che a Londra non abbiano mai sentito nominare le British Channel Islands, nonostante siano ad un’ora di distanza e vi siano filiali di tutte le banche inglesi.
Non ho provato con altre nazioni per problemi di lingua.

Allora ho provato a rivolgermi a PayPal CH, ma il sito è solo in tedesco: la Svizzera italiana e la Svizzera francese per loro non esistono, nonostante la Svizzera sia costituzionalmente trilingue. Però il customer service telefonico mi ha assicurato che una volta aperto il conto avrei potuto cambiar lingua con l’inglese, e che le form erano identiche.
…Non è vero! Ho aperto affiancati PayPal CH e PayPal It, ed ho trovato form con alcuni campi diversi, però sono riuscito ugualmente ad aprire il conto, e dopo ho potuto finalmente selezionare la lingua inglese e scegliere fra USD e FRS come valuta principale.

A questo punto il resto è stato una sciocchezza: il cliente in un batter d’occhio ha costituito una società a Panama e un recapito in Svizzera con c/c in Euro. La banca svizzera (non farò il nome, ma è una delle prime due banche mondiali) è cortesissima, e il responsabile di filiale tenta lui di contattare la direzione di PayPal CH per chiarire alcuni dettagli, SENZA OTTENERE RISPOSTA.
Nel dubbio di trovarsi di fronte ad una ditta poco seria nonostante le dimensioni, ci consigliano di servirci del loro merchant service, ma purtroppo sul loro sito non trovo nulla, tranne vecchie slides del 2004 dove programmano di raggiungere il 50% del fatturato via Internet entro pochissimi anni, e niente di più. E in effetti non hanno nulla di concreto da proporci.

A questo punto registro gli estremi del c/c nel conto PayPal, ed ho la sorpresa di poter selezionare fra parecchie valute come valuta principale, e fra queste l’Euro. Ho anzi il sospetto che la filiale svizzera di PayPal sia l’unica a consentire un conto multivaluta… Cosa comodissima, per evitare di pagare commissioni quando si pensa sia di ricevere denaro che di fare acquisti in varie valute.

Il sito non è ancora on-line, e quindi non ho ancora potuto verificare il funzionamento del sistema fino al recupero dei soldi, ma rimanendo a livello sandbox pare tutto a posto.

Faccio quindi moltissimi auguri ad Antonio!

Dario Salvelli | #

@Antonio: Si avevo letto anche dell’importo minore però tanto vale usarlo solo per piccole transazioni altrimenti appunto sono guai..questo del db da aggiornare mi suona strano ma credo sia probabile..