Mi segnalano un nuovo motore di ricerca in salsa social: si tratta di Ggoal, un progetto tuto italiano. Vi riporto qualche parte del documento di presentazione.
“GGoal funziona come un motore di ricerca. Inserisci una parola chiave, ottieni dei risultati (link, altre parole chiave) con i quali puoi fare tutta una serie di cose: dal bookmark, all’invio, alla segnalazione di abuso.”
“I risultati ottenuti sono il frutto dei contributi degli altri utenti, che una volta incappati in Ggoal hanno fatto la loro ricerca ma hanno anche lasciato una review, suggerendo sul tema altri indirizzi web e parole chiave.”
“La logica è quella di Wikipedia. Ma questo è un motore di ricerca, non ha ambizioni enciclopediche, semmai vuole essere un mediatore, creare aggregazioni e collegamenti non solo tra una parola e l’altra, tra un link e l’altro, ma tra un utente e l’altro. La logica è quella della relazione e dello scambio umano: cerco, conosco, trovo, condivido e suggerisco.”
“La link popularity è un altro aspetto di Ggoal. Sono gli utenti a decidere la popolarità di un indirizzo web. Quanti più sono gli inserimenti e le richieste, tanto più la parola cercata e i link correlati salgono nella scala della popolarità. Niente spazi pubblicitari, niente spider infiltrati, niente trucchi e guida all’indicizzazione. L’unico spazio consentito è quello che ti concede l’utente.”
Come già detto il progetto è tutto italiano, e andrà in beta all’inizio del 2008. I ragazzi di GGoal sono aperti a contributi, suggerimenti e consigli provenienti da tutti, in particolare community e blogger.
Sta diventando sempre più difficile districarsi in mezzo alla quantità di risultati che restituisce una ricerca di Google; GGoal, come altri per la verità, sta provando ad aggiungere qualcosa alle asettiche e interminabili liste di link. La chiave di tutto sta nella massa critica: esistono altri progetti che si affidano a gruppi di editor per scremare e valutare i risultati, ma si tratta di sistemi poco scalabili, a mio avviso. GGoal tenta di andare nella direzione corretta, affidando agli utenti il compito, con tutti i benefici ed i problemi che questo comporta.
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Ggoal:motore di ricerca “umano”. « La Tartaruga Tecnologica — Il 18/11/2007 alle 15:23
[...] di ricerca “umano”. Dal blog di Andrea Beggi vengo a conoscenza di Ggoal un motore di ricerca che indicizza le pagine dietro il suggerimento o [...]
Francesco d'Elia — Il 18/11/2007 alle 17:22
Può anche essere utile a patto di capire come funzia.. Per adesso ho postato e mi sono registrato, bisogna vedere come reagirà da pieno..
dema — Il 18/11/2007 alle 19:46
Io all’ultimo Linux Day a Pisa ho seguito il panel di Simone Brunozzi (www.ubuntista.it) che ha presentato il suo Beeseek.org.
Anche quello si propone di diventare un motore di ricerca user generated con meccanismi p2p.
Per il momento colleziona i risultati tramite google custom search .
Bene che il panorama dei motori di ricerca si muova , anche se la sfida contro la grande G mi sembra tosta.
Lo scopriremo solo vivendo .
Ciao
Barbara — Il 19/11/2007 alle 13:55
L’idea sembra interessante thanks lo proverò
Dario Salvelli — Il 19/11/2007 alle 14:23
Mmm..da tempo una filosofia del genere viene utilizzata da ChaCha. Da tenere d’occhio comunque.
jackdlee — Il 19/11/2007 alle 14:28
L’idea sembra interessante ovviamente c’è bisogno di tempo per poter beneficiare dell’utilità di questo pseudo motore di ricerca. Ho inserito il mio contributo alle ricerche e aspetto con ansia l’evolversi del progetto per vedere come andrà a finire. Inserite anche voi le vostre parole chiave!
Elex — Il 19/11/2007 alle 15:19
Secondo me è fantastico avere la certezza di ottenere una risposta alla nostra ricerca… alla fine è di questo che si tratta no?
Il motore G non riesce sempre a mantenere la giusta “direzione” di ricerca; al contrario Ggoal permette di avere un aiuto umano, dagli utenti e dagli amministratori, con la possibilità di ottenere veramente “quello che stavi cercando”!!
Il potere della rete è nell’interazione… chi meglio del motore web 2.0 sta sfruttando questo principio!
A quanto pare, il futuro è arrivato…
Andrea Contino — Il 19/11/2007 alle 15:20
Registrato e ricevuto conferma dell’inserimento direttamente come commento nel blog. Ci vorrà tanto tempo prima che sia completo e dia buone ricerche. L’idea di fondo è buona, da vedere se una volta in moto troverà davvero le cose.
Ggoal: Ricerche Sociali da menti Italiane! « Lobotomia & WordPress — Il 20/11/2007 alle 11:29
[...] dal blog di Andrea Beggi, la segnalazione della nascita di Ggoal, un nuovo motore di ricerca in salsa social. L’idea [...]
Eugenio — Il 20/11/2007 alle 18:05
Uhm…il nome è pericolosamente vicino (tenendo conto anche che è esattamente lo stesso campo, e se provate a leggerlo “all’inglese”) a quello di BigG. Non è che ci potrebbero essere lamentele e ripercussioni?!?
Stilo — Il 22/11/2007 alle 10:18
Credo che Ggoal sia un prodotto innovativo perché strizza l’occhio all’ “intelligenza collettiva”, di cui parla Henry Jenkins, direttore del Comparative Media Studies Program del MIT, nel suo saggio “Cultura Convergente” (Apogeo). In più è italiano, dunque sarà un’intelligenza collettiva italiana… e questo deve entusiasmarci…
Per vedere il blog di Jenkins:
http://www.henryjenkins.org
Enrico — Il 23/11/2007 alle 14:30
Bello, geniale, davvero!
Ha dei punti in comune con Yahoo Answer ma è più completo! Bravi Bravi!
Best of Week #24 « Gioxx’s Wall — Il 24/11/2007 alle 23:03
[...] GGoal, motore di ricerca [...]
d_g_t rob — Il 27/11/2007 alle 11:42
L’ho provato facendo richieste e inserimenti, mi piace la logica…
In particolare, però, credo che sia necessario che attorno si aggreghi una comunità disposta a condividere le proprie ‘perle’ da ricerca; non solo richieste insomma, sennò…
Se si sviluppano le segnalazioni, in particolare in italiano, può diventare davvero un ottima risorsa.
Filippo Sanna — Il 02/12/2007 alle 06:03
Interessante!
Ci ho messo del tempo a capire come funziona, ma ora lo sto testando meglio e mi piace. Come dice dgt rob se si crea una forte comunità attorno può diventare una risorsa importantissima. Vediamo come procede.
Chiara Bellini — Il 10/12/2007 alle 08:04
Interessantissimo! Molto utile anche per la mia ricerca universitaria sul “fenomeno Web 2.0″.
Grazie per la segnalazione.
Chiara
Emmanuel — Il 04/01/2008 alle 17:18
L’ho provato e mi pare fantastica l’idea.
Avanti con il Made in Italy! Vediamo come andrà a regime.