Luca mi chiede di rispondere a questa domanda, e ci ho riflettuto un po’.

No, non sono orgoglioso di essere italiano. Il fatto di essere nato in Italia è solo un capriccio del caso, sarei potuto nascere ovunque. Posso essere orgoglioso quando faccio un buon lavoro, quando riesco a comportarmi secondo i miei principi, quando vedo che mia figlia cresce con i valori che cerchiamo di trasmetterle, per il resto posso considerarmi fortunato a essere nato in quella piccola parte di mondo che non ha grossi problemi a mettere insieme il pranzo con la cena e non deve sopravvivere con pochi dollari al giorno. Sono fortunato a poter dare per scontate cose come cibo nutriente ed abbondante, acqua corrente, una casa, le medicine per curarmi quando sto male, l’educazione, i diritti civili. Tutte cose che una larga fetta del mondo non ha o ha in quantità insufficiente. Parafrasando Douglas Adams, molti si chiedono: “Chissà se stasera mangerò?”, mentre io posso chiedermi: “Chissà in quale ristorante mangerò, stasera?”.

Per quanto riguarda l’identità nazionale, la mia indole anarchica mi fa sognare un mondo nel quale i confini non esistano, dove il concetto di “stato sovrano” non abbia ragione di esistere, fatte salve le diverse identità culturali.

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for

Il “patrimonio culturale e artistico italiano” è una locuzione senza senso. Le grandi opere d’arte e dell’ingegno dell’uomo sono patrimonio dell’umanità intera e i miei concittadini non hanno nessun merito per le opere di Michelangelo o le statue di Donatello: se incontro un austriaco non è che mi viene da ringraziarlo per la musica di Mozart.

In Italia vedo punte di assoluta eccellenza contrapposte ad un livello medio culturale, morale e civico assolutamente insufficiente; il che, probabilmente, ci porta ad avere la classe politica che ci meritiamo; e non è gente di un altro pianeta: sono persone nate nel mio stesso contesto sociale e culturale, il che non è che mi renda proprio felicissimo.

(Ok. Ok. Lo so. I miei riferimenti culturali sono John Lennon e Douglas Adams, non infierite per favore.)

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