Io non ho capito una cosa: Feedburner metterà pubblicità in tutti i feed o solo se uno lo vuole? Nel secondo caso il tasto “Deactivate” del relativo plugin è a un clic da qui.
Tags: ads, adsense, feedburner
Addio, e grazie per tutti i feed
Io non ho capito una cosa: Feedburner metterà pubblicità in tutti i feed o solo se uno lo vuole? Nel secondo caso il tasto “Deactivate” del relativo plugin è a un clic da qui.
Tags: ads, adsense, feedburner

La foto è di Minimarketing, la vicenda dimostra che ognuno ha le sue competenze. L’offline è tutto un altro campo da gioco, baby.
Tags: dell
Ho atteso la versione 2.5.1 poi mi sono deciso ad aggiornare un po’ di WordPress. La procedura di aggiornamento è sostanzialmente simile a quella delle versioni precedenti; bisogna avere l’accortezza di utilizzare il wp-config.php esistente evitando di modificare il wp-config-sample.php presente nel pacchetto di installazione. Ho aggiornato blog ospitati da tre diversi provider senza grossi inconvenienti, tranne che per qualche incompatibilità tra alcuni plugin e WebPerTe. In particolare su questo hosting non riesco a far funzionare il bellissimo BackUpWordPress per alcuni problemi di permessi sui file creati. Ho un ticket in lavorazione, vediamo se si riesce a risolvere. Nel frattempo uso wp-db-backup oppure lo script phpMyBackupPro che non è un plugin ma funziona abbastanza bene; la schedulazione del processo è facile da gestire tramite un include nel template o un wget pianificato su un altro server (io ho fatto così).
Sulla nuova interfaccia di amministrazione devo ancora riflettere, secondo me piuttosto che mettere le stesse cose in posti diversi (Office 2007? Vista?) sarebbe stato meglio aggiungere nuove funzioni. In ogni caso la trovo più caotica di prima: le cose mi sembrano disposte a caso sull’interfaccia, ma probabilmente mi devo ancora abituare. Inspiegabilmente, dalla dashboard è sparito il numero totale dei commenti, ma dovrebbe riapparire dalla prossima versione. In compenso mi funziona finalmente la visualizzazione dei tag in fondo al post, grazie alla nuova versione di Simple Tag. Su un blog non riesco a creare nuovi utenti: indagherò.
Tags: aggiornamenti, backup, plugin, Tecnica, WordPress
Burkina Faso: 3 - Windows Vista: 0
Alcune considerazioni a margine dell’evento Microsoft al quale ho partecipato oggi:
La parte principale è stato il keynote di Steve Ballmer, che ha raccontato la strategia di Microsoft per il futuro online, con particolare attenzione al mercato consumer. Il paradigma secondo il quale MS declina le nuove tendenze (chiamiamole web 2.0 per comodità) è: Content - Community - Commerce. I concetti sono sempre quelli: contenuti generati dagli utenti, social netoworking e modelli di business, e saltano fuori sempre in queste occasioni, anche se sentirne parlare il CEO di una delle aziende più importanti del mondo, nel bene o nel male, è comunque interessante. Ballmer prevede che l’attuale scenario di utilizzo delle infrastrutture IT, attualmente diviso tra desktop, web, enterprise e dispositivi mobili, andrà sempre di più sfumando le differenze ed integrando le piattaforme. Nel giro di 5-10 anni, tutti media ed i contenuti saranno veicolati digitalmente su rete IP, e le categorie che andranno incontro ai cambiamenti più marcati saranno 4.
I developers e i designers faranno i conti con il cambiamento radicale che sta subendo il software che si sposta dal modello attuale di infrastruttura interna, privata e poco scalabile, verso un modello “Software as a Service”. I provider di applicazioni distribuite forniranno le piattaforme, che saranno flessibili, scalabili, completamente delocalizzate geograficamente e rispondenti ai criteri del cloud computing.
Il business, seguirà a ruota, spostandosi sempre più verso la hosted infrastructure: un insieme di software e servizi che non costringeranno le aziende a dotarsi di una infrastruttura propria e le lasceranno tutte le risorse per concentrarsi sul proprio core business.
I consumers beneficeranno di dispositivi fissi e mobili completamente integrati, di nuove applicazioni che nasceranno da tecnologie come i nuovi schermi flessibili ed intelligenti, di una possibilità di comunicazione e controllo delle informazioni che evolverà sempre di più verso nuovi tipi di esperienze.
Gli advertiser e i publisher cambieranno il loro modo di lavorare con la pubblicità: la locuzione chiave è: “buy the behaviour”. I fornitori di servizi saranno in grado di segmentare gli utilizzatori in modo chirurgico, e di conseguenza saranno in grado di vendere determinate abitudini e caratteristiche come bersagli di operazioni pubblicitarie estremamente settoriali e mirate.
Direi che questo ultimo concetto è quello che mi ha colpito di più, ed è stato quello che mi sono “portato a casa”. In effetti l’estrema stratificazione degli utenti, la loro minuziosa profilazione sui vari social network sono dati preziosissimi per chi deve raggiungere il proprio target pubblicitario, e l’immagine “comprare il comportamento e le abitudini” mi sembra allo stesso tempo azzeccata ma preoccupante dal punto di vista di chi la pubblicità la dovrà subire.
Steve Ballmer è decisamente diverso da Bill Gates, che avevo seguito in altra occasione: più istrione, molto abile nella comunicazione, a tratti irruento, ma non ha ancora la fama e l’immagine che Gates mantiene tuttora. Marco Montemagno è stato molto bravo come al solito e parla un inglese che non mi ha fatto vergognare, come purtroppo spesso accade con altre persone.
Nel pomeriggio ho scelto di seguire la sessione dedicata al business, visto che le altre avevano poco interesse per me. In sostanza si è trattato di alcune presentazioni che hanno illustrato web 2.0 e enterprise 2.0 ad una platea di supposti manager che intendessero familiarizzare con questi concetti. In particolare si è posto l’accento su come integrare all’interno delle aziende tutti i fattori positivi e le dinamiche di collaborazione proprie del nuovo modo di usare internet. Processo non senza difficoltà, visto che le strutture, le esigenze e la complessità dei due ambienti sono completamente diverse.
Mi è piaciuta molto la presentazione di Jeff Kelly, che non ha detto nulla che io e voi non sapessimo già, ma ha schematizzato molto bene e ha cercato di rendere comprensibile una serie di concetti non sempre semplici da spiegare. Su Flickr ho messo alcune foto delle sue slide; mi scuso per la qualità ma sono comunque leggibili.
La cosa buffa che giustifica il titolo del post è che in tutta la giornata Steve Ballmer è riuscito a pronunciare tre volte la parola “Burkina-Faso” e una volta “linux”, ma né lui né altri uomini Microsoft hanno mai pronunciato le parole “Windows Vista”. La sensazione è che tra qualche anno Vista raggiungerà Windows ME nel limbo dei prodotti MS la cui evocazione provoca gesti scaramantici. Dato che sono un vecchio trombone, faccio notare che della cosa ho parlato in tempi meno sospetti.
Tags: microsoft, Microsoft Mix, Steve Ballmer
Ieri è uscito un mio articolo su Nòva - Il Sole 24 Ore che è nato da qualche riflessione dopo le discussioni suscitate dall’arrivo di alcune aziende su Twitter. Il titolo dell’articolo, che è quello del post, non è farina del mio sacco. La versione qui è pressoché uguale a quella pubblicata, ma con i link.
Tags: Nòva

Beatrice beve così tanto latte che con la raccolta punti Parmalat prenderò una Porsche.
Questo post non è taggato.
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Iperf, un tool per misurare la banda
Iperf è uno strumento per misurare l’ampiezza di banda su TCP, abbastanza flessibile, open source e disponibile per diversi sistemi operativi.
Ecco le caratteristiche:
Permette di controllare l’effetto della variazione di diversi parametri tipo la TCP windows size o l’MTU, supporta IPV6 e ha diverse opzioni per girare come demone o servizio.
Senza scendere in usi troppo esoterici è utile per controllare la banda a disposizione tra due siti connessi via WAN e/o VPN. L’uso più semplice è lanciare
iperf -s
sull’host “server” e
iperf -c IP_HOST_SERVER
sul client, e dopo qualche secondo apparirà il responso. La porta di default su cui deve poter essere raggiunto il server è la 5001/TCP. Ripetere in senso inverso per valutare le performance nei due sensi della connessione. (Vi ricordo che la “A” di ADSL sta per “Asymmetric”).
Tags: iperf, network, networking, TCP/IP, Tecnica, tuning
Quel signore che parlava de “La grande vittoria di Napoleone a Waterloo”, stava citando un grande maestro di vita, solo che nessuno l’ha capito.
“E’ forse finita quando i Tedeschi hanno bombardato Pearl Harbour?”
Tags: John Belushi
Magari scopro l’acqua calda, ma alla miriade di programmi di controllo remoto aggiungo anche Remotex. Si tratta di un add-on gratuito per Skype che permette il controllo remoto di un PC tramite Skype. E’ semplice da utilizzare, non ha bisogno di nessuna configurazione di rete ed ha il vantaggio di non richiedere procedure complicate per l’installazione, che è automatica.
Non fatevi ingannare la prima volta che lo utilizzate se vi chiede di attivare una licenza: è completamente gratuito. E’ perfetto per l’assistenza estemporanea a clienti, amici e parenti, e richiede solo Skype. Ho fatto un paio di prove e, a parte qualche secondo di attesa all’inizio, il collegamento sembra abbastanza veloce.
E’ sufficiente cliccare col destro su un contatto e dal menù “Fai altre cose” scegliere Remotex; potete decidere se controllare il desktop remoto o mostrare il vostro. All’utente remoto verrà notificata la richiesta, dopo la conferma partirà automaticamente l’installazione del componente e dopo un’ulteriore autorizzazione si stabilirà la connessione. Bisogna avere cura di autorizzare RemoteX a interagire con Skype e permettere ai due eseguibili di accedere all’esterno; si tratta in entrambi i casi di confermare le richieste che appaiono sullo schermo.
Solo per Windows.
Tags: controllo remoto, skype, Tecnica
La cassetta. Ai miei tempi si chiamava la cassetta, mai sentita la parola “nastrone”. Perdevo ore per ogni TDK D90; avevo decine di LP, centinaia di nastri, un piatto e due piastre. Adesso che ci penso le mie raccolte erano abbastanza richieste, nulla di commerciale, ma musica abbastanza facile, scelta con attenzione e ordinata con scrupolo. Naturalmente, da nerd sfigato e servo della gleba, cercavo di mandare segnali alle tipe con compilation struggenti, che loro probabilmente usavano in macchina con qualcun altro. Al massimo ne ricavavo un “Bella! Me ne fai un’altra?”. Avrò speso un capitale in nastri, compravo i pacchi da 5.
Adesso arriva Muxtape, questo servizio semplice e senza fronzoli per creare l’equivalente della cassetta nel 2008. Non ho più tanto tempo da dedicare alla scelta e all’ordinamento dei brani, così ne ho scelto un po’ e li ho messi su. La parte centrale è più tranquilla, il resto è in prevalenza rock; già da allora andavo molto a umore e in questo periodo gira così.
Se vi fa piacere, la mia cassetta è qui.
Tags: musica, Personali
Oggi sono brutto dentro e fuori