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	<title>Comments on: Persone al centro dello spot</title>
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	<description>Un blog di Andrea Beggi</description>
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		<title>By: Blimunda</title>
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		<dc:creator>Blimunda</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 13:13:52 +0000</pubDate>
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		<description>Finalmente riesco a leggerlo. Complimenti davvero. Lo giro al volo a chi citi, ne sarà felice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente riesco a leggerlo. Complimenti davvero. Lo giro al volo a chi citi, ne sarà felice.</p>
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		<title>By: jaio</title>
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		<dc:creator>jaio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 12:50:10 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo é evidente che in Italia siamo indietro se poi guardiamo i siti esistenti, quasi tutti hanno almeno una pagina in costruzione (Che se tutto và bene non é la prima ma la seconda:-)Poi il modo di incominciare: Chi siamo...
Ma chi se ne frega!
Oppure: Il contenuto di questo sito...ecc.ecc.
Vai nei siti americani dove appena entri click here e click
there hai subito l&#039;idea se devi rimanere o cliccar via.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo é evidente che in Italia siamo indietro se poi guardiamo i siti esistenti, quasi tutti hanno almeno una pagina in costruzione (Che se tutto và bene non é la prima ma la seconda:-)Poi il modo di incominciare: Chi siamo&#8230;<br />
Ma chi se ne frega!<br />
Oppure: Il contenuto di questo sito&#8230;ecc.ecc.<br />
Vai nei siti americani dove appena entri click here e click<br />
there hai subito l&#8217;idea se devi rimanere o cliccar via.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Il caso di Newprice: cosa si aspettano gli utenti da un corporate blog &#124; Problogging</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113416</link>
		<dc:creator>Il caso di Newprice: cosa si aspettano gli utenti da un corporate blog &#124; Problogging</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 03:43:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] secondo aspetto mi sembra molto importante. Se ne discute da tempo, ne ha parlato Andrea Beggi di recente in un post che ho ripreso anche qui. I lettori dei corporate blog vogliono stabilire un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] secondo aspetto mi sembra molto importante. Se ne discute da tempo, ne ha parlato Andrea Beggi di recente in un post che ho ripreso anche qui. I lettori dei corporate blog vogliono stabilire un [...]</p>
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		<title>By: &#187; Persone al centro dello spot</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113400</link>
		<dc:creator>&#187; Persone al centro dello spot</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 15:45:02 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Fonte &#124; Andrea Beggi  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Fonte | Andrea Beggi  [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Tittyna</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113398</link>
		<dc:creator>Tittyna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 12:43:32 +0000</pubDate>
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		<description>Maestro, sei online. Da me. ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maestro, sei online. Da me. <img src='http://www.andreabeggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: lafra</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113395</link>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 07:33:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Andrea, complimenti per il tuo articolo. Ora gli farò fare il giro che merita tra i miei colleghi :-)
Spero di leggerne tanti altri così!
A presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea, complimenti per il tuo articolo. Ora gli farò fare il giro che merita tra i miei colleghi <img src='http://www.andreabeggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Spero di leggerne tanti altri così!<br />
A presto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Un aggiornamento per un post: Andrea Beggi, Persone al centro dello spot &#124; Problogging</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113371</link>
		<dc:creator>Un aggiornamento per un post: Andrea Beggi, Persone al centro dello spot &#124; Problogging</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 13:43:00 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Non capiterà molto spesso. Di tanto in tanto, però, segnalerò post intercettati in rete relativi agli argomenti trattati in questo blog. Inauguro - per così dire - la serie con un post di ieri di Andrea Beggi. Il titolo del post è Persone al centro dello spot. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Non capiterà molto spesso. Di tanto in tanto, però, segnalerò post intercettati in rete relativi agli argomenti trattati in questo blog. Inauguro &#8211; per così dire &#8211; la serie con un post di ieri di Andrea Beggi. Il titolo del post è Persone al centro dello spot. [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Graziano</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113369</link>
		<dc:creator>Graziano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 12:01:03 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo articolo, ora si capiscono molte cose.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo articolo, ora si capiscono molte cose.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: &#187; Lettura consigliata per il direttore marketing &#124; Il blocco-note di Markingegno</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113368</link>
		<dc:creator>&#187; Lettura consigliata per il direttore marketing &#124; Il blocco-note di Markingegno</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 09:04:28 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Da leggere tutto l&#8217;articolo di Andrea Beggi, per chi si fosse perso la versione cartacea pubblicata su Nova - Il Sole 24 [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Da leggere tutto l&#8217;articolo di Andrea Beggi, per chi si fosse perso la versione cartacea pubblicata su Nova &#8211; Il Sole 24 [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Otto_Vask</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113365</link>
		<dc:creator>Otto_Vask</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 20:51:06 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con Beggi. Le aziende saranno sempre più forzate su questo cammino, è un modo nuovo di rapportarsi che diventerà sempre più comune. Chiedere &quot;clemenza&quot; alla rete ha poco senso, piuttosto le aziende dovranno crescere così come stanno crescendo le possibilità di comunicare con la propria audience.

Ci vorranno anni, vuol dire che saranno anni interessanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con Beggi. Le aziende saranno sempre più forzate su questo cammino, è un modo nuovo di rapportarsi che diventerà sempre più comune. Chiedere &#8220;clemenza&#8221; alla rete ha poco senso, piuttosto le aziende dovranno crescere così come stanno crescendo le possibilità di comunicare con la propria audience.</p>
<p>Ci vorranno anni, vuol dire che saranno anni interessanti.</p>
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	<item>
		<title>By: markingegno</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113364</link>
		<dc:creator>markingegno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 17:40:03 +0000</pubDate>
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		<description>Grande articolo, Andrea, complimenti.

Se si tiene presente che questo e&#039; quello che accade nelle &quot;grandi aziende&quot;, e&#039; facile immaginare lo stato di confusione in cui versano le PMI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande articolo, Andrea, complimenti.</p>
<p>Se si tiene presente che questo e&#8217; quello che accade nelle &#8220;grandi aziende&#8221;, e&#8217; facile immaginare lo stato di confusione in cui versano le PMI.</p>
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		<title>By: Regolo</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113359</link>
		<dc:creator>Regolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 11:10:51 +0000</pubDate>
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		<description>Personalmente ritengo che per le aziende (così come, in un ipotetico futuro, anche per le PA) la maggiore difficoltà nell&#039;abbracciare le dinamiche partecipative non risieda nell&#039; utilizzo dei nuovi strumenti, ma nel vero significato dell&#039; &quot;imparare a conversare&quot;, ossia l&#039;accettare le dinamiche implicite che la rete impone a chi tenta di stabilire una conversazione diretta. Mi riferisco naturalmente alla necessità di trasparenza. Il voler entrare in rete per stabilire un contatto diretto con gli utenti impone infatti all&#039;azienda una abbandono di tutte le strategie comunicative ermetiche, complesse ed autoreferenziali che hanno caratterizzato il sistema pubblicitario per decenni. Lo scegliere di aprire la propria comunicazione a suggerimenti e feedback organici implica l&#039;aprirsi totalmente a critiche ed attacchi difficilmente gestibili se la dinamica partecipativa deve essere subordinata (faccio alcuni esempi) a specifici target di consumatori da difendere ad ogni costo, a settori di mercato giudicati fondamentali dagli azionisti, a contrasti interni tra i diversi reparti o settori di produzione. 
E&#039; verissimo che il popolo della rete non è sempre intollerante verso il tentativo di comunicare bensì verso l&#039;azienda stessa; aggiungo che gli utenti hanno spesso forti pregiudizi sull&#039;effettiva veridicità di una comunicazione diretta che pretende di avere valore fiduciario mantenendo spesso i toni e le strategie della vecchia comunicazione unidirezionale. Non è facile decidere di aprire la propria strategia allo sguardo profondo e implacabile del popolo della rete, e spesso tentativi posti in essere senza una valutazione completa di ciò che concretamente implica l&#039;iniziare a conversare possono rivelarsi del tutto controproducenti.
Cosi come scrivi nell&#039;articolo è necessario un profondo percorso di cambiamento, che deve però partire da una completa riorganizzazione delle strategie aziendali indirizzandole verso correttezza linearità e trasparenza; se tali elementi mancano, sarà solo questione di tempo prima che gli utenti trovino incongruenze e dettagli volutamente omessi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente ritengo che per le aziende (così come, in un ipotetico futuro, anche per le PA) la maggiore difficoltà nell&#8217;abbracciare le dinamiche partecipative non risieda nell&#8217; utilizzo dei nuovi strumenti, ma nel vero significato dell&#8217; &#8220;imparare a conversare&#8221;, ossia l&#8217;accettare le dinamiche implicite che la rete impone a chi tenta di stabilire una conversazione diretta. Mi riferisco naturalmente alla necessità di trasparenza. Il voler entrare in rete per stabilire un contatto diretto con gli utenti impone infatti all&#8217;azienda una abbandono di tutte le strategie comunicative ermetiche, complesse ed autoreferenziali che hanno caratterizzato il sistema pubblicitario per decenni. Lo scegliere di aprire la propria comunicazione a suggerimenti e feedback organici implica l&#8217;aprirsi totalmente a critiche ed attacchi difficilmente gestibili se la dinamica partecipativa deve essere subordinata (faccio alcuni esempi) a specifici target di consumatori da difendere ad ogni costo, a settori di mercato giudicati fondamentali dagli azionisti, a contrasti interni tra i diversi reparti o settori di produzione.<br />
E&#8217; verissimo che il popolo della rete non è sempre intollerante verso il tentativo di comunicare bensì verso l&#8217;azienda stessa; aggiungo che gli utenti hanno spesso forti pregiudizi sull&#8217;effettiva veridicità di una comunicazione diretta che pretende di avere valore fiduciario mantenendo spesso i toni e le strategie della vecchia comunicazione unidirezionale. Non è facile decidere di aprire la propria strategia allo sguardo profondo e implacabile del popolo della rete, e spesso tentativi posti in essere senza una valutazione completa di ciò che concretamente implica l&#8217;iniziare a conversare possono rivelarsi del tutto controproducenti.<br />
Cosi come scrivi nell&#8217;articolo è necessario un profondo percorso di cambiamento, che deve però partire da una completa riorganizzazione delle strategie aziendali indirizzandole verso correttezza linearità e trasparenza; se tali elementi mancano, sarà solo questione di tempo prima che gli utenti trovino incongruenze e dettagli volutamente omessi.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: matteosdc</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113358</link>
		<dc:creator>matteosdc</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 10:50:00 +0000</pubDate>
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		<description>riscontrando qualche difficoltà a complimentarmi con te dopo la lettura cartacea del tuo articolo, colgo l&#039;occasione di questa edizione digitale per riconoscerti il merito di aver espresso egregiamente la sfida del comunicare nella contemporaneità.

in uno scenario dove i GRANDI BRANDS boccheggiano e nel quale c&#039;è addirittura chi pronostica la loro prossima dipartita, sembra forse essere giunto il momento di parlare di quello che i consumatori pretendono dalle aziende: prodotti e servizi.

è forse giunta l’ora di re-interpretare la ben nota pratica del CRM, integrandola con le suggestioni sociali del così detto fenomeno Web 2.0?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>riscontrando qualche difficoltà a complimentarmi con te dopo la lettura cartacea del tuo articolo, colgo l&#8217;occasione di questa edizione digitale per riconoscerti il merito di aver espresso egregiamente la sfida del comunicare nella contemporaneità.</p>
<p>in uno scenario dove i GRANDI BRANDS boccheggiano e nel quale c&#8217;è addirittura chi pronostica la loro prossima dipartita, sembra forse essere giunto il momento di parlare di quello che i consumatori pretendono dalle aziende: prodotti e servizi.</p>
<p>è forse giunta l’ora di re-interpretare la ben nota pratica del CRM, integrandola con le suggestioni sociali del così detto fenomeno Web 2.0?</p>
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	<item>
		<title>By: Nicola Mattina</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113356</link>
		<dc:creator>Nicola Mattina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 10:27:22 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea, grazie della citazione e complimenti per il pezzo che è molto ben scritto e centrato... come ho già detto via Twitter (http://twitter.com/nicolamattina/statuses/791237214): vedere il proprio nome dentro un articolo invece che in fondo come firma fa godere molto di più ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, grazie della citazione e complimenti per il pezzo che è molto ben scritto e centrato&#8230; come ho già detto via Twitter (<a href="http://twitter.com/nicolamattina/statuses/791237214" rel="nofollow">http://twitter.com/nicolamattina/statuses/791237214</a>): vedere il proprio nome dentro un articolo invece che in fondo come firma fa godere molto di più <img src='http://www.andreabeggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: lucabazuca</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113355</link>
		<dc:creator>lucabazuca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 08:42:13 +0000</pubDate>
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		<description>Ti ho letto ieri su nova e stavo giusto cercando i vari link. 

Condivido quanto esponi e vorrei mettere l&#039;accento sulla questione più importante: il fatto che le aziende stiano ancora capendo come usare internet. 

Molte aziende sono lungi dall&#039;essere mature per usarlo. 
Non hanno ancora capito la potenzialità.
Ed è questione difficile da spiegare loro.

Non esistono modelli economici di riferimento quando cerchiamo di far capire, ad imprenditori che hanno difficoltà ad usare un cellulare, che la strada può essere  quella giusta.

Internet è ancora un oggetto oscuro che noi del settore abbiamo comunicato male.
Su cui c&#039;è stata speculazione. 
Su cui tutt&#039;ora c&#039;è speculazione. Puro &quot;brigantaggio&quot; da parte di operatori che hanno pochi scrupoli e si approfittano della situazione di ignoranza per rovinare il mercato.

Vengo al dunque: comunicare, per un&#039;azienda, è una cosa innaturale. Farlo con passione è impresa ardua.

Investire per avere persone che comunicano è un concetto difficile da far passare.

Il socialnetwork funziona solo dove accadono cose, altrimenti la cosa muore li. 
Non è semplice far accadere cose per trascinare la gente.

Meno ancora far accadere cose per portare la gente ad acquistare un servizio.

A mio avviso siamo lontani anni luce. La formula della comunicazione manca ancora di qualche ingrediente, sebbene sia fondamentale, come tu sottolinei, che l&#039;avere una controparte &quot;umana&quot; è già un bel trampolino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ho letto ieri su nova e stavo giusto cercando i vari link. </p>
<p>Condivido quanto esponi e vorrei mettere l&#8217;accento sulla questione più importante: il fatto che le aziende stiano ancora capendo come usare internet. </p>
<p>Molte aziende sono lungi dall&#8217;essere mature per usarlo.<br />
Non hanno ancora capito la potenzialità.<br />
Ed è questione difficile da spiegare loro.</p>
<p>Non esistono modelli economici di riferimento quando cerchiamo di far capire, ad imprenditori che hanno difficoltà ad usare un cellulare, che la strada può essere  quella giusta.</p>
<p>Internet è ancora un oggetto oscuro che noi del settore abbiamo comunicato male.<br />
Su cui c&#8217;è stata speculazione.<br />
Su cui tutt&#8217;ora c&#8217;è speculazione. Puro &#8220;brigantaggio&#8221; da parte di operatori che hanno pochi scrupoli e si approfittano della situazione di ignoranza per rovinare il mercato.</p>
<p>Vengo al dunque: comunicare, per un&#8217;azienda, è una cosa innaturale. Farlo con passione è impresa ardua.</p>
<p>Investire per avere persone che comunicano è un concetto difficile da far passare.</p>
<p>Il socialnetwork funziona solo dove accadono cose, altrimenti la cosa muore li.<br />
Non è semplice far accadere cose per trascinare la gente.</p>
<p>Meno ancora far accadere cose per portare la gente ad acquistare un servizio.</p>
<p>A mio avviso siamo lontani anni luce. La formula della comunicazione manca ancora di qualche ingrediente, sebbene sia fondamentale, come tu sottolinei, che l&#8217;avere una controparte &#8220;umana&#8221; è già un bel trampolino.</p>
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	<item>
		<title>By: palmasco</title>
		<link>http://www.andreabeggi.net/2008/04/18/persone-al-centro-dello-spot/comment-page-1/#comment-113354</link>
		<dc:creator>palmasco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 08:18:56 +0000</pubDate>
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		<description>Il caso della SWG su Manteblog in questi giorni, mi sembra molto attuale rispetto alle tue considerazioni.
Il post di Mantellini è una critica secca, garbata e ironica, ma molto secca, dell&#039;utilità stessa dei sondaggi (qui http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm#1881206102979562349  e qui con relativi commenti http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm#8331190726233849007).
La SWG risponde nei commenti, la sua risposta viene severamente smontata nei numeri.

Non so come la prenderà l&#039;azienda, non penso bene. Dal un punto di vista esterno, però, quella è una conversazione, fra l&#039;altro di quelle utili.
Certo, non avrà la conseguenza di agevolare la vendita di servizi, ma è infinitamente utile (potrebbero esserlo) all&#039;azienda stessa per acquisire informazioni sulla natura e le funzioni dei propri servizi: in parole povere: 1. cosa potrebbe volere la gente da loro; 2. perché quello che fanno viene percepito male.
Informazioni che tra l&#039;altro le aziende cercano e ottengono pagando, spesso molto bene, aziende specializzate nella raccolta, dunque si tratta di un valore, anche commerciale.

E&#039; un po&#039; come il mercato delle ceramiche: belle, bellissime, ormai facili da produrre, ce ne sono in giro a quintali. Ma quanti piatti, vassoi, portaceneri e boccali posso comprare? Alla grande capacità e facilità produttiva non si mischia, in quel particolare mercato, l&#039;innovazione di creare nuovi prodotti che siano attraenti, che aprano a nuove vendite.

Nel senso di questa analogia, la presenza alla conversazione in rete, come dici tu, è un approccio molto diverso.
Non devi martellare per vendere, perché vendere non è il solo valore dello scambio al quale accedi, ce n&#039;è anche uno conoscitivo (acquisizione d&#039;informazioni primarie) altrettanto essenziale, il cui valore al momento in rete scambi gratis :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso della SWG su Manteblog in questi giorni, mi sembra molto attuale rispetto alle tue considerazioni.<br />
Il post di Mantellini è una critica secca, garbata e ironica, ma molto secca, dell&#8217;utilità stessa dei sondaggi (qui <a href="http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm#1881206102979562349" rel="nofollow">http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm#1881206102979562349</a>  e qui con relativi commenti <a href="http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm#8331190726233849007)" rel="nofollow">http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm#8331190726233849007)</a>.<br />
La SWG risponde nei commenti, la sua risposta viene severamente smontata nei numeri.</p>
<p>Non so come la prenderà l&#8217;azienda, non penso bene. Dal un punto di vista esterno, però, quella è una conversazione, fra l&#8217;altro di quelle utili.<br />
Certo, non avrà la conseguenza di agevolare la vendita di servizi, ma è infinitamente utile (potrebbero esserlo) all&#8217;azienda stessa per acquisire informazioni sulla natura e le funzioni dei propri servizi: in parole povere: 1. cosa potrebbe volere la gente da loro; 2. perché quello che fanno viene percepito male.<br />
Informazioni che tra l&#8217;altro le aziende cercano e ottengono pagando, spesso molto bene, aziende specializzate nella raccolta, dunque si tratta di un valore, anche commerciale.</p>
<p>E&#8217; un po&#8217; come il mercato delle ceramiche: belle, bellissime, ormai facili da produrre, ce ne sono in giro a quintali. Ma quanti piatti, vassoi, portaceneri e boccali posso comprare? Alla grande capacità e facilità produttiva non si mischia, in quel particolare mercato, l&#8217;innovazione di creare nuovi prodotti che siano attraenti, che aprano a nuove vendite.</p>
<p>Nel senso di questa analogia, la presenza alla conversazione in rete, come dici tu, è un approccio molto diverso.<br />
Non devi martellare per vendere, perché vendere non è il solo valore dello scambio al quale accedi, ce n&#8217;è anche uno conoscitivo (acquisizione d&#8217;informazioni primarie) altrettanto essenziale, il cui valore al momento in rete scambi gratis <img src='http://www.andreabeggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
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