Andrea Beggi

Not everything that can be counted counts, and not everything that counts can be counted.

I prodotti di qualità si distinguono per la cura dei particolari

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Acer crap

29 Commenti

Ilaria | #

Ma si guadagna bene a tradurre software, secondo te?* Perché domanda e offerta potrebbero incontrarsi: questi qua hanno disperato bisogno di un traduttore. This looks like a job for me, come suolsi dire.

* (non serve che rispondi, tanto lo so che si guadagna comunque più che a tradurre libri. sigh.)

S. | #

Ormai anche i phishing più scadenti sono meglio di questo.

Tambu | #

perché non hai visto i menu dei ristoranti italiani in Norvegia… 😀

Franz | #

Cazzarola che bello… almeno quello sulla Monta completata creava un certo “appeal”. Questo è alla stregua del risponditore automatico delle FS di qualche tempo fa che sembrava un peruviano ubriaco.
O forse questo è solo un cattivo esempio di poesia?

/V | #

“perché non hai visto i menu dei ristoranti italiani in Norvegia…”

Ma grazie a dio! ma si puó andare in NIORVEGIA e entrare in un ristorante ITALIANO?

Fabio | #

This is “Italiano correggiuto!!” :S

Franco2 | #

Mai utilizzare i software localizzati. Tutto in inglese a parte forse Office per motivi di dizionari.

paz83 | #

è Antonio Di Pietro il programmatore di tal cosa?

manfrys | #

suo blogh no fuzziona. tu essere avverso rumeno traduce, voi nord bruti e cativi. brutto blog. scrivi draiver per acoustic e tu non capire mia scritto. tu capito ma no finta capir. tu sole mandolino pizaaa italia italiano parla italiano.
suo computer acer edificato a grande fabricca acerra (http://tinyurl.com/6pkyxz), tu penza prima scrievere e pensa.
poi tu ivence capito e ridicolo noi nel sul tuo bruto blog. cattivo.

DnaX | #

Beh, anche sul fronte traduzione software l’open source è in prima linea. Ci sono gruppi di traduzioni per migliaia di programmi che uso ogni giorno. Con tanto di linee guide per tradurre interi desktop grafici come quello di Gnome così da dare una sensazione di omogeneità in tutto l’ambiente.

nel caso di Ubuntu fatevi una capatina qui per guardare uno dei sistema di traduzione mantenuti dalla community: https://translations.edge.launchpad.net/ubuntu

Ovviamente tutti volontari 😉

Pecciola | #

Non sapevo Luca Giurato avesse iniziato a produrre sw…

Lorenzo | #

Il problema in questo caso è a monte, mai utilizzare software di quel tipo! 🙂

camu | #

Almeno Google assume traduttori seri, mica come questi qui 🙂

Clotilde | #

Io, invece, la trovo una traduzione veramente molto rispettosa: “Suo”, “Lei”…

luca | #

translate server error

Chaosottolo | #

LoL? Ho diversi prodotti acer, non mi è mai capitato però 🙂

Paolo | #

Guardate che è anche un po’ colpa nostra.
Nel senso che tutti ci rendiamo conto della traduzione sbagliata, ma non esiste nessuno che si metta a fare davvero il lavoro. Prendete il caso di Babylon. I dizionari Italiano-altra lingua (o il contrario) chi li fa? Esiste un istituto italiano che si occupa di dizionari, forme, sintassi verso altre lingue e li rende disponibili al mondo? No, non esiste. Ci sono più istituzioni pagate col denaro pubblico, con tanto di presidenti e consigli di amministrazione, che dovrebbero occuparsi della cultura italiana nel mondo, e però il risultato è che non c’è nulla, da italiano verso altre lingue e viceversa. Spaghettate e pizze a josa…
Quello che c’è è volontario.

Andrea | #

Colpa nostra ma proprio per niente. Questi i prodotti se li fanno pagare, e con soldi buoni, non tradotti con Google.

luca | #

anche il mio acer ha problemi di scrittura dei comandi sulla scheda audio “salva” è diventato “salava” ci avevo scritto pure un post , e poi tanti altri errorini

Daniele@LG | #

@Paolo.
Onestamente non ti seguo, il problema non è tanto l’istituto italiano che si occupa di dizionari o meno, dizionari e traduzioni sono 2 cose ben diverse (e chi le fa lo sa). Il dizionario è uno strumento, il traduttore poi mette in pratica il suo sapere. Il punto è che visto che i prodotti si fanno pagare (coi soldi buoni, come dice Andrea) sta alle ditte impiegare queste entrate per migliorare i servizi e non incollare un testo in un traduttore automatico sperando che il risultato vada bene a chi poi lo compra e che nessuno si lamenti. I traduttori automatici, come i dizionari, sono uno strumento niente di più.

Paolo | #

Non mi sono spiegato bene.
E’ ovvio che i prodotti se li fanno pagare, ed è altrettanto evidente che, nonostante queste traduzioni, spendiamo soldi buoni per il prodotto così come sta. Ma è proprio questo che fa vedere come ci sia sudditanza. Nonostante questa qualità spendi soldi buoni e non puoi far altro che lamentarti.. e continuare a comprare. Ciò dice chiaramente chi ha il coltello dalla parte del manico. Chiamiamolo pure colonialismo culturale, perchè dovete sapere che è un problema che si presenta non solo con l’italiano, ma tant’è.
Con “colpa nostra” intendo dire che siccome nessuno sarà in grado di modificare la situazione perchè nessuno può costringere il produttore a spendere di più per migliorare questo aspetto, nemmeno il cosiddetto mercato, in quanto suddito in questo caso, l’unica strada sarebbe qualla di fornire noi italiani degli strumenti adeguati. E potrebbe – io dico dovrebbe – farlo solo un istituto adeguato. Che esiste, peraltro, ed è pagato da tutti anche quello con soldi buoni, solo che si occupa di altro. Se guardate a questi aspetti, allora potrete notare come i classici libretti di istruzioni di qualunque prodotto tendano sempre più a togliere l’italiano (tanto c’è lo spagnolo dicono) e l’anno scorso perfino l’Unione Europea – sempre per risparmiare – ha deciso di declassare la lingua italiana dalle traduzioni ufficiali dei documenti comunitari e delle traduzioni simultanee. Se le volete, ve le pagate, hanno detto. Spero ora sia più chiaro ciò che intendo.

ArMyZ | #

Tempo fa girava anche una guida per sostituire la “palla del topo micromorbido”: era uno spettacolo…
Anche windows ci ha abituati bene: non è un problema di password ma di scelta della password, altro che requisiti minimi della 196!
🙂

Daniele@LG | #

@Paolo,
Ok adesso ho capito…e sono daccordo con te.
Chissà, magari è la volta buona che siamo costretti a imparare l’inglese. Per cominciare smettere col doppiare i film aiuterebbe di molto.

Gemma | #

Su Focus di qualche (beh…MOLTO) tempo fa, si parlava di un manuale di istruzioni che recitava più o meno così:”se vuole continua installazione, ticchetta in avanti”.

Chissà se fu un manuale d’istruzioni del genere ad ispirare il creatore del celebre “virus albanese” (cito solo una delle numerose versioni rintracciabili in rete):

“In questo momento voi ha ricevuto il “virus albanese”.
Siccome noi di Albania non ha esperienza di software e programmazione, questo virus albanese funziona su principio di fiducia e cooperazione.
Allora noi prega voi adesso cancella tutti i file di vostro ard disc e spedisce questo virus a tutti amici di vostra rubrica.
Grazie per fiducia e cooperazione”

AranBanjo | #

Avranno tradotto con babelfish…
Sembra uno dell’est europa appena arrivato in Italia.