Andrea Beggi

Vi siete presi troppo sul serio.

“Lei ha un bel cane”

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

E’ che in questo periodo il lavoro mi diverte di meno, e per una serie di cause ed effetti e di gomiti che fanno contatto col piede, il blog ne risente. E’ che c’è questa condizione di sottile scazzo semipermanente che alla fine non mi lascia la costanza necessaria per scrivere cose che ogni tanto mi verrebbero anche in mente. Ho tipo 15 post iniziati che fanno la muffa nei draft, con diversi stadi di completamento, dal solo titolo a quello che manca di qualche link e un di paio di screenshot. Ad agosto non ho fatto ferie, ma ogni giorno mi sento come se rientrassi al lavoro dopo un mese alla spiaggia, ma senza essere altrettanto abbronzato, e rilassato, e riposato.

Non so, non ho capito perché mi sta succedendo; forse ho bisogno di nuovi stimoli. Ho già avuto periodi così: davanti ad un problema, invece di provare entusiasmo e stimolo a trovare la soluzione, ho solo sconforto e voglia di spegnere tutto; c’è da dire che alcuni lavori e persone con cui ho avuto a che fare ultimamente mi sono pesati particolarmente (no, non sono capi o colleghi).

Questo blog ha anche “saltato lo squalo”, per così dire, quando nelle scorse settimane un cliente nuovo che ha sottoscritto un contratto mi ha salutato con “Lei ha un bel cane”, senza mai avere avuto alcun contatto con me. Parenti, amici, colleghi, clienti: anche i meno informatizzati ormai sanno di questo posto e lo frequentano di tanto in tanto (fate ciao con la manina). Non che mi dispiaccia o non lo avessi messo in conto: ho un dominio nomecognome, ho rinunciato a cercare l’anonimato da subito, però ci sono volte che magari vorrei scrivere una cosa e poi ci rinuncio, non tanto per chi mi legge abitualmente e incontro di tanto in tanto, piuttosto per chi incontro abitualmente e di tanto in tanto mi legge. Sembra una fisima, ma è una distinzione non troppo sottile tra la mia presenza online e quella nel meatspace. Sono due insiemi che si sovrappongono per buona parte della loro superficie, ma non coincidono esattamente l’uno con l’altro. (E mi risparmio tutti i “hai voluto la bici, adesso pedala”, che non cambiano la situazione.) Del perché il lavoro influisca così pesantemente sul blog non lo so, e non sono neppure certo che ci sia un rapporto di causalità diretta, forse sono due aspetti dello stessa situazione, chissà, lo devo ancora capire.

La parte bella è che mi sono completamente disaffezionato a tutte le routine che un appassionato del proprio blog si crea per controllare e mantenere il suo giocattolo, ne parlava Suzukimaruti qualche tempo fa (ecco, vedi: neppure la voglia di cercare il link); potrei stare mesi senza scrivere, in questo momento.

E allora perché scrivo questo post? Perché come sempre mettere nero su bianco le mia riflessioni mi aiuta a fare chiarezza e porta alla luce nuove connessioni e nuovi aspetti ai quali non avevo pensato.

Per postare due foto che non meritano neppure Flickr, due pensieri sconnessi e qualche link ho aperto un Tumblr; l’uso massiccio di internet in mobilità da un cellulare mi sta facendo maturare alcune idee sul lifestreaming, che è un nome orribile e trombonesco per definire qualcosa su cui sto riflettendo e di cui sto cercando di capire le implicazioni.

Vabbè: alla prossima, che potrebbe essere domani. O tra un mese.

32 Commenti

Novecento | #

Credo sia un evento ciclico che colpisce un po’ tutti.
Anche un blog può diventare una sorta di impegno. Scrivere perché si sa di avere un blog letto da molti e non per il solo piacere di farlo, può trasformarlo in un lavoro.
Probabilmente un po’ di sano distacco aiuta a ritrovare il giusto slancio (e questo vale anche, e soprattutto, per il lavoro).
Quindi, buon relax.

stefigno | #

Ha ragione Novecento, lo quoto. Quello che hai appena descritto lo appena terminato anche io oggi con un paio di post dal carattere totalmente non personale. Non scrivevo da quasi dieci giorni ( e per me, abituato almeno al UNO AL GIORNO senza problemi ne nulla di sorte) vuol dire qualcosa. La stessa cosa che hai detto tu: “anche” il fatto che lo leggano delle persone che mi conoscono , mi fa frenare , mi ibarazza (spesso)(si siamo arrivati a volte a questo punto) quindi ti capisco molto. Il ragionare, buttar giù, riflettere, fa bene, aiuta è sinonimo di comunque continua crescita e quindi anche se ti leggerò fra un mese o domani saprò che sei comunque una persona in continua evoluzione personale…nuovi aspetti e nuovi connessioni.
Buona continuazione anche da parte mia 🙂

Roberto Orsini | #

Vabbeh, nel ’94 a Zawinski e` capitato di incontrare al supermercato uno sconosciuto che ha commentato i suoi gusti musicali…

elena | #

Trovare l’equilibrio è cosa assai difficile.
Tutte le volte che scrivo un post non posso non pensare che lo leggeranno la collega di lavoro, l’amica, il committente.. e magari anche il giornalista locale, perchè non dovrebbe, in fondo se cerchi il mio nome su google il primo risultato è il blog.
Poi leggo e penso, beh, sono una persona, non vivo di sola vita pubblica, e se quello che scrivo è veramente quello che penso, non ho motivo di preoccuparmi.
Eppure non è facile lo stesso. Ma ormai non è più tempo dell’anonimato e dei nickname, è tempo dell’iperesposizione, come dicevo: bisogna solo trovare il giusto equilibrio.. mentale.

Claudio | #

Posso solo dirti che hai scritto un bel post, quindi magari prenditi quel che ti serve in termini di tempo e di relax, ma poi rimettiti subito a scrivere.

Non facciamo scherzi !!! 🙂

Ciao

theo | #

Oh se ti capisco 😉

Francesco | #

Ciao Andrea,

penso che sei andato in overdose di “connessione” :-PPP Seconto me la devi prendere più alla leggera. Il Blog deve essere un piacere per te non un incubo!!! L’incubo di fare numero. Di fare contatti ad ogni costo. Deve essere vissuto come una bacheca su cui ogni tanto metti su un post-it. Certo io non ho molta esperienza nel settore e non mi reputo un guru e quindi le mie sono semplici riflessioni.
Certo a me fa molto piacere leggere i tuoi post, soprattutto quelli tecnici in cui illustri nuovi prodotti o ci erudisci sui segreti delle reti e del web. Ma lo vivo senza ansia. Ogni tanto vengo sul tuo sito e verifico se c’è qualcosa di nuovo. Se c’è penso “Ah! Un nuovo post, vediamo che dice.” senza nessuna aspettativa. Il tuo è un hobby e non è un lavoro con delle scadenze o obblighi.
Io cmq rimarrò affezionato lettore del blog anche se i tuoi post saranno più dilatati.
Prima di tutto ti considero un amico e non come entita “atratta” dell’etere. Internet è soltanto il mezzo che mi ha permesso di conoscerti e verificare la tua serietà e disponibilità verso gli altri.

Francesco

radiowaves | #

Novecento ha ragione. Non farti mettere sotto pressione, scrivi quando ti pare, non pensare che la blogosfera si aspetti sempre qualcosa da te (anche se ci hai abituati male). Abbandona le routine, cazzeggia, usa il blog per sfogarti o per tacere se non hai voglia o interesse di dire qualcosa. Non è nato come un lavoro, non deve diventarlo. E fai qualche giorno di ferie vere 😉

Rick | #

La sovrapposizione tra vita privata e blog è un conto che si deve pagare presto o tardi, nel tuo post è abbastanza evidente che stai gestendo la cosa nel migliore dei modi da persona equilibrata quale sei.

In merito ai draft che fanno la muffa nella tua dashboard, non può essere una sorta di tua temporanea disaffezione nei confronti dei sublimi post tecnici ai quali ci hai abituati ?

Non è che forse “Beggi” deve lasciare più spazio ad Andrea ed aprire il campo a una svolta più personale e intimista del suo blog ?

Ciao

ah! il mio indirizzo è: http://www.pocacola.com
così, se decidessi di linkarmi, non dovresti andare a cercarlo..

fabio | #

Spero di non essere tra coloro (no colleghi no capi) che ti sono pesati.
Brutta cosa il tuo stato d’animo, i momenti no capitano a tutti e ricordo di essermi sfogato con te in merito qche mese fa.
Prenditela con calma, fai quello che ti senti, chi ti legge abitualmente e ti vede saltuariamente ha una stima di te immensa.

ciao ANDRE!

Guido Arata | #

Sono periodi Andre, e lo saprai meglio di me. Semplicemnete talvolta si presentano con una motivazione, altre con un’ altra, ma il riusltato è lo scoramento e la non-voglia di scrivere. E allora non scrivere, veramente. tanto, i lettori che ti leggono in quanto tu auutore, sapranno accettare il tuo silenzio, dal momento che è tuo. I visitatori provenienti dai motori, arriveranno comunque grazie ai post già indicizzati, ed al” 80% di loro poco importerà quanto posti sul tuo blog.
Prenditi questa pause, non porle una scadenza; la voglai tornerà tranquillamente, figurati 😉
Ci vediamo il 13 😉

G.

Mitì | #

Sono momenti così, ma poi passano. E quelli che hanno commentato prima di me, han detto cose buone e sagge. Stai sereno tesoro! :-*

camu | #

Anch’io quoto il primo commento di Novecento, in toto.

garbaland | #

Riguardo la questione della sovrapposizione dei due spazi, hai detto una bella cosa che finalmente volevo sentire: il meatspace e il cyberspace NON si possono sovrapporre completamente. Bisogna trovare un compromesso. Io in completa controtendenza alla nuova era, difendo il nickname e l’anonimato (inteso ovviamente come la non associazione ad un nome ed un cognome, pur mantenendo una identità), e ancora non riesco a trovare argomenti convincenti per spiattellare le mie credenziali sulla rete, o meglio, unificare le mie personalità in rete (ce l’ho un account su LinkedIn con nome e cognome).
Inoltre per quanto riguarda il salto dello squalo, se fai un blog specialistico, come un po’ è il tuo, è inevitabile che ci siano momenti in cui non hai niente da dire, e ad esempio io ho un blog specialistico, e sono riuscito a non scrivere un post per svariate settimane, perché non avevo niente da dire in tema. Che succede? Semplice: chi ti segue attraverso i feed ti seguirà sempre anche se stai zitto per un anno, gli altri dopo un po’ si stufano e ti abbandonano. Altri ti scoprono attraverso i motori di ricerca e iniziano a seguirti. E così via. Non vedo di cosa preoccuparsi, le passioni nascono, ma a volte muoiono anche, oppure vegetano, a volte rinascono…

lucabzuca | #

andrea: bel post.
due cose. anzi forse tre.
1- è il prezzo della notorietà. Hai successo nella blogsfera ed è dunque normale che tu senta il peso del fatto di dover sempre essere all’altezza. per me e son convinto per molti, sei all’altezza anche quando pubblichi la foto del tuo cane. perchè quello fa parte di un tutt’uno che mette AndreaBeggi tra le persone a cui si pensa quando si parla di blog.
2- in realtà non sei obbligato a scrivere sempre e per forza. hai l’attenzione e l’appoggio di molti e come per qualsiasi scrittore, i lettori attendono in buon ordine la pubblicazione del prossimo lavoro. punto.
3- se quei draft che hai lì in agonia decidessi di buttarli puoi sempre mandarmeli che li pubblico a mio nome e posso bullarmi una volta tanto di aver pubblicato qualche cosa di sensato. tranquillo non dirò a nessuno che son tuoi…

Jackko | #

ah come ti capisco, almeno per la parte riguardante il non voler scrivere qualcosa “sennò poi coso lo legge e si crea un casino”.
Fai come me, apriti un bel blog in pieno anonimato, uno sfondo in pieno stile di “non me ne f0tte niente, bianco va bene” e scrivi, liberati, sfogati!
insulti, poesie, rimpianti, amori, desideri…

rileggerti non ti farà mai così bene, credimi.

Gioxx | #

C’è che da quel periodo ci sono passato e ormai la penso esattamente come te. Scrivo quando voglio senza considerare il blog come un impegno costante da mantenere (cosa che prima facevo senza accorgermene).

Prima ero sicuramente più invogliato a produrre con cadenza regolare (o quasi), ora mi limito a buttare giù qualche riga quando sono di umore più o meno giusto, partecipo quando mi va e se posso alla vita blogopallica, non sento più la necessità di partecipare obbligatoriamente al barcamp di turno per farsi conoscere.

Voglio rivedere gli amici conosciuti attraverso il blog? Faccio una pizzata una sera d’estate, proprio come quella sera a Milano, mi basta e avanza 🙂

Pacca sulla spalla, passerà anche questa 🙂

Lorenzo | #

Eh, per un periodo anch’io sono passato in una fase del genere, anche se si trattava di un forum e non di un blog. Il risultato è che dopo un po’ semplicemente non gliela facevo più (complice anche un cambiamento lavorativo che ha drasticamente ridotto il mio tempo libero), quindi, pian piano ho smesso di postare sul forum, mi sono aperto un mio blogghettino sconosciuto in cui tratto temi tecnici (per ora in modo esclusivo), e lo faccio quando mi va, trovando una sorta di equilibrio, seppur sbilanciato verso una mia isola felice. Ora, senza raggiungere i miei “eccessi”, credo che tu debba trovare dentro di te la tua strada, io so che di sicuro il tuo blog rimane nel feedreader. 😉

becks | #

capisco benissimo,
ciao

Mat | #

Ogni tanto un po’ di stacco ci vuole. Il computer ci assorbe tutta la giornata, e a volte ne abbiamo la piena, è comprensibile…l’importante è che il blog sia un divertimento e non un dovere. Prenditi una pausa 🙂

Tambu | #

Quando hai a che fare con qualcuno di nuovo, tu stesso fai ricerche su internet. E se trovi notizie e ti fai un quadro sei felice per te e per il suo uso del mezzo. Perché dalla parte opposta dovrebbe cambiare? 🙂

luca | #

Io quest’anno la vacanza son riuscito a farla 20 giorni di california, poi c’è stato il rientro la routine come dici tu invece di dbase, e microsoft c’era la macchina del ghiaccio in blocco il frigo del bar che non funzionava, ed il furgone del catering da collaudare, il portatile che aggiunto le foto californiane ha riempito l’hd, insomma sarei tornato a San Francisco anche a piedi, poi piano piano si riprende il ritmo e si va avanti.
Quello che scrivi invece del dire non dire, credo siamo tutti nella stessa barca a volte ci sono cose da dire che per un motivo o per l’altro evitiamo, una sorta di prima di parlare conta fino a 20, quello che ci frega è il salvataggio automatico, e pirma poi la bozza salta fuori…… in ogni caso è vero che hai un bel cane

Emanuele | #

Bellissimo questo post. Ho saltato i commenti e non so se te lo abbiano già detto… ma traspare “tutto ciò che in tutti gli altri post è nascosto”.
Prenditi il tuo tempo, vivi il blog come e quando ti va… un po’ come quegli hobby che durano anni ma che vivono vite e periodi diversi.
Riguardo l’anonimato… è una cosa sulla quale rifletto spesso anch’io e non ho trovato ancora il giusto equilibrio. Barcollo un giorno più spavaldo, un giorno un pochetto meno… hai ragione quando dici che web e vita non riescono mai a coincidere come cose.
Ciao,
Emanuele

Spiff | #

Alcuni mesi fa la vita reale mi ha sussurrato nell’orecchio che non potevo più fare il c…..ne con un blog di disegnini e amenità e ho chiuso. Mi piace ancora leggere quelli degli altri, e il tuo per il mio aggregatore è come il decino di Zio Paperone, insostituibile e portafortuna. Non mi sento di darti consigli, vai per la tua strada, ma capisco quello che pensi.

monte | #

non solo un signore dell’informatica ma con questo post anche un signore della scrittura.

complimenti, posta accattivante 🙂

andrea poulain | #

per dire tutto ma tutto quello che pensi apriti un bloggetto con qualche post al mese e qualcuno commenterà vedrai..il mio è anonimo e non l’ho detto a nessuno dei miei amici..voglio proprio essere libero.la rete offre questa opportunità perchè non usarl acome valvola di sfogo?

Graziano | #

Bel post.
Mi ci sono ritrovato molto.
Alle volte si ha il desiderio e la tentazione di fregarsene e buttare via tutto perche’ stanchi o scazzati.

Il tuo blog mi e’ sempre piaciuto: pulito, chiaro ma allo stesso tempo funzionale e interessante.

Hai sempre trovato cose particolari e mai noiose da scrivere e questo ti fa onore. Se ora c’e’ una fase un po’ cosi’ non prendertela. Di certo ti aiutera’ a capire tante cose e migliorare ancora.

Pivot | #

Ti capisco anche se non ti conosco. Anche io sto vivendo un momento simile, alla ricerca di nuovi stimoli che non arrivano. Penso che sto facendo il massimo possibile per ricercarli, ma si lavora tanto e si vive poco.

Spesso penso di aprire un mio blog, ma poi proprio le stesse tue riflessioni mi bloccano. Come hai superato queste incognite?

Ciao

indieandre | #

mi piacerebbe sapere come risolvi la questione “ci sono volte che magari vorrei scrivere una cosa e poi ci rinuncio, non tanto per chi mi legge abitualmente e incontro di tanto in tanto, piuttosto per chi incontro abitualmente e di tanto in tanto mi legge”. è lo stesso problema che mi pongo io per il mio neonato blog. mi piacerebbe parlare di lavoro, di scazzi, di persone che incontro, ma poi mi chiedo: se lo legge il mio capo?

Pivot | #

Esatto indieandre era la stessa domanda che ponevo anche io, mi fa piacere sapere che non sono l’unico malato che si crea sempre dei problemi 😉

Dai Andrea, facci sapere.

Ciao

Marilena | #

Ciao Andrea,

Non scrivo per farti i complimenti (es:..che bel post!)
Non scrivo per dire che ti capisco tanto (es: sai… tutti hanno questi momenti…)
Non scrivo per farti gli auguri (es: dai…che sei sempre forte!)
E non ti scrivo per tante altre cose.
Ti scrivo per dirti soltanto: ma chi ci obbliga a scrivere per forza? Ma, e questo è un pensiero che mi vaga per la mente da un pò di tempo, internet ci sta condizionando? Sta togliendo la libertà di dire, fare, scrivere, lavorare, come e quando ci pare? Sta diventando talmente tutto così obbligatorio? E la libertà dov’é?
Internet dovrebbe essere libertà di espressione. Libertà di fare un lavoro che ci piace. Libertà da ogni costrizione di tempo e di spazio. Libertà e basta.
Ma ora? Cosa sta diventando? O siamo noi che ne stiamo usufruendo in maniera sbagliata? O è la rete che ci sta cambiando?
Insomma… sarebbe bello dissertare sul tema.
ciao ciao

Marilena