Lo studio medico di un amico ha una rete di computer non recentissimi, che utilizzano esclusivamente un applicativo client-server il cui motore gira su server Windows 2003. Niente Office, niente mail, niente altro.
La rete non aveva connessione ad internet, e grazie a questo tutto ha funzionato perfettamente fino ad ora: le macchine, benché vecchie, sono veloci, non hanno antivirus né spazzatura inutile installata; non sono mai intervenuto per alcun problema che non fosse la morte naturale di un PC, e il mio lavoro finora si era limitato all’installazione del server e di qualche stampante di rete.(*)

Si è presentata la necessità di collegare via internet lo studio con la ASL per la prenotazione online degli esami diagnostici, ed io ho cominciato a sudare freddo. Per fortuna Claudio è molto ragionevole ed ha capito subito le mie perplessità, abbiamo quindi convenuto che la cosa migliore da fare fosse filtrare l’accesso ad internet permettendo solo il traffico verso il sito dedicato, escludendo tutto il resto.

Trattandosi di una fase di test, per il momento ho preferito non far spendere allo studio qualche centinaio di euro per l’acquisto di un firewall; per diversi motivi l’istallazione di un vecchio PC che facesse da gateway non era praticabile/desiderata, quindi ho riflettuto su quale potesse essere la soluzione più semplice.

DNS

Scartata l’ipotesi di un proxy, ho deciso di installare DNS sul server, disabilitando le query ricorsive. Questa impostazione fa sì che la risoluzione dei nomi di domino venga fatta dal server esclusivamente con le sue risorse, senza inoltrare la richiesta ai suoi forwarders.

A questo punto, andando in gestione DNS, nelle “Zone di ricerca diretta” è sufficiente aggiungere una nuova zona per il dominio di secondo livello che si desidera risolvere, ed aggiungere al suo interno gli host A che ci servono, specificandone l’IP pubblico, risolto in precedenza tramite nslookup su un PC con un normale accesso ad internet. La procedura funziona anche con i domini di terzo e quarto livello.

Una volta installato il router, e configurato il servizio DHCP in modo che serva il corretto indirizzo del server DNS, il gioco è fatto: i client sono in grado di navigare solo sul sito la cui zona  stata configurata sul server, mentre il resto dei domini non vengono risolti poiché sono state disabilitate le query ricorsive.

E’ chiaro che si tratta di un metodo rudimentale, ma fa quello che deve fare senza troppe complicazioni.

Contro:

  • Non è il massimo dell’eleganza.
  • E’ facilmente aggirabile da un utente esperto.
  • Va bene se la navigazione deve essere permessa solo verso pochi domini, dopodiché scala molto male.
  • Se i domini da risolvere cambiano IP, la modifica non si propaga e ci costringe a modificare a mano gli indirizzi.
  • Non blocca la navigazione tramite indirizzo IP.

Pro:

  • E’ gratuito.
  • Si configura in 10 minuti.
  • Si basa su un servizio robusto (DNS di Microsoft lo è), e non richiede software di terze parti.
  • E’ di semplice implementazione.
  • Riduce il numero di asset da gestire.

(*) Questo dimostra quello che predico da sempre: PEBKAC.

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