Sono riuscito ad importare con successo un blog da Iobloggo a WordPress, utilizzando un importer che Federico Trabucchi mi ha inviato via posta, dopo che a sua volta lo aveva salvato dal blog di Marco Borromeo che adesso non esiste più. La procedura è abbastanza semplice, ma prevede qualche accorgimento.
Per evitare di pasticciare con il database di un blog “in produzione” è meglio utilizzare un blog vuoto installato per l’occasione; il fatto che sia locale o online non ha la minima importanza, anche se nel primo caso si fa un po’ prima. Una volta finita l’installazione provvediamo a copiare i due file iobloggo.php e pclzip.lib.php nella cartella wp-admin/import, e come ultima cosa in “Impostazioni”–>”Varie” controlliamo che la cartella di upload sia impostata al default wp-content/uploads e che non sia selezionata la casella “Organizza gli upload in cartelle sulla base di mese e anno”.
Adesso procuriamoci il file esportato da iobloggo: da “Amministra” scegliamo “Esporta archivi”, poi “CSV” e “Inizia esportazione”; dopo qualche momento apparirà il link per scaricare un file .zip che provvederemo a decomprimere; nel mio caso ne è risultata una profonda ramificazione di cartelle, qualcosa tipo home\angy\iobloggo.com\admin\export\tmp\51807_20081030215529\, dentro la quale ho trovato 11 file .txt;questi file vanno uploadati via FTP nella cartella wp-content/uploads.
A questo punto dal blog di destinazione scegliamo “Gestione”–>”Importa”–>”IoBloggo” e da qui in poi seguiamo le indicazioni dello script, che dopo l’upload del file .zip ci chiederà di confermare le varie fasi dell’importazione. Se avete molti post e commenti da importare è un po’ noioso perché per qualche ragione vi viene chiesto di confermare ogni 15/20 righe, ma si sopravvive.
La procedura funziona molto bene, a patto di seguire scrupolosamente le indicazioni qui sopra. Al termine, se ne avete bisogno, potrete esportare post e commenti per poi reimportarli altrove.
Sean Carlos mi segnala un questionario/quiz sul SEO partito ieri. Appena ho un attimo gli do un’occhiata; di solito non segnalo queste cose, ma tanto per ribadire l’ambito personale di questo blog, lo faccio soprattutto perché Sean mi ha dato l’impressione di essere una persona gradevole e simpatica, le poche volte che l’ho incontrato.
Dopo così tanti anni che faccio questo mestiere, riesco ancora a divertirmi come un bambino: oggi ho montato un rack completo e l’ho riempito con 15.000 euro di hardware, quasi mezza tonnellata di roba: solo i due gruppi batterie dell’UPS pesavano 98 Kg ciascuno. Ci ho messo sette ore e avrò avvitato millemila viti. Una specie di Lego, ma più divertente.
Sono nato, vivo, e morirò nerd, non ci posso fare nulla.
Disclaimer: roba personale che non interessa a nessuno, ma se lo scrivo mi sento meglio.
Diversamente a quello che si potrebbe pensare, non ho una concezione particolarmente animistica degli oggetti dei quali mi circondo: i miei computer hanno nomi qualunque, di solito non mi affeziono alle cose e quando mi capita di sostituire qualcosa non ho grandi trasporti emotivi o affettivi. Nella mia vita ho avuto tre auto, un motorino, tre Vespe, due moto e uno scooter; tra tutti devo dire che l’unica che mi ha dato un qualche dispiacere al momento della sostituzione o dipartita è stata lei. L’avevo cercata e trovata nell’estate del 2004; scovata in un paesino del modenese, semiabbandonata davanti alla casa del signor Adelmo. Già all’epoca era una signora attempata, quest’anno ha compiuto 20 anni di carriera. A causa di quell’indicatore di temperatura che non mi decidevo mai a far riparare, non mi sono accorto della perdita di un manicotto del circuito del liquido di raffreddamento. Risultato: guarnizione della testata “bruciata”; in più avrei dovuto spendere 700 euro solo per sapere se ne sarebbero serviti altri 2000 per la riparazione. Quando qualcuno si è offerto di acquistarla così com’era, la ragione ha avuto il sopravvento e l’ho ceduta.
Dal punto di vista razionale era un’auto priva di ragion d’essere per l’uso che ne facevo: 2500cc diesel aspirato, 90CV per più di due tonnellate, consumi da portaerei, classe euro-niente. Al tempo dell’acquisto pensavo che mi sarei divertito a fare del fuoristrada di cui all’epoca ero appassionato, ma per diverse ragioni non l’ho mai usata per quello, e alla fine la usavo quasi solo per accompagnare Beatrice all’asilo. Grandissima sicurezza, ma a scapito altrui: ci sono pochi mezzi che ti possono preoccupare quando pesi 2000 chili, hai un telaio (no carrozzeria portante) grosso e duro come un binario, e la parte più bassa della tua carrozzeria è sopra il livello medio del cofano di una berlina. Sì, perché le avevo anche fatto fare un po’ di assetto per alzarla, con il risultato di non poter più entrare nei parcheggi coperti. I pneumatici tassellati fanno un rumore d’inferno e fanno vibrare l’abitacolo, inoltre allungano gli spazi di frenata; meno male che a causa del motore sottodimensionato, di correre non se ne parla. Per tutte queste ragioni, benché si trattasse di un veicolo molto comodo, non l’ho mai utilizzata per viaggiare.
Naturalmente avrete capito che scrivo tutte queste cose per cercare di convincermi che razionalmente ho fatto la scelta giusta, in realtà tutti questi difetti sono le cose che me la facevano adorare. Non ho mai avuto un mezzo così sanguigno e sincero, capace di trasmettere sensazioni, difficile da guidare ma proprio per questo gratificante. Era vecchia, ma costruita in Austria con precisione orafa e grandissima qualità di materiali e assemblaggio; ogni parte accuratamente progettata e sovradimensionata per l’utilizzo a cui l’auto è destinata. I due differenziali con blocco manuale sono studiati per sopperire alla limitata escursione delle sospensioni di serie, i mozzi alle ruote anteriori non sono “liberi” per maggior robustezza, anche se a scapito degli attriti: in modalità 2×4 le ruote anteriori trascinano giunti, semiassi, il differenziale anteriore e metà dell’albero di trasmissione. Dalle poche uscite in fuoristrada la ricordo come un veicolo lento ma quasi inarrestabile, adatto a superare i passaggi lentamente e in aderenza, senza l’irruenza delle cugine giapponesi o americane. Anche Beatrice subiva il fascino della vecchia “G”, e appollaiata lassù sul suo seggiolino osservava l’esterno in posizione privilegiata. Adesso l’ho ceduta a qualcun altro che ne farà un uso più consono, meglio così.
Difficilmente possiederò mai più un veicolo del genere, non fosse altro che per il fatto che per ragioni tecniche e legislative, auto così non ne verranno più prodotte; mi pare che non sia più possibile commercializzare auto dotate di telaio, ad esempio, per non parlare dei consumi.
Probabilmente sarà l’età che avanza, le crisi della mezz’età e tutte quelle cose lì, ma neppure quando ho venduto la moto mi sono sentito così.
Uebbi è un gadget connesso ad internet, che permette, tra le altre cose, di ascoltare webradio, accedere a contenuti video, previsioni del tempo, visualizzare foto da una memoria USB o SD, controllare in tempo reale l’andamento del mercato azionario e ricevere notizie ANSA.
Come dicevo in questo post, penso che la validità o meno dell’oggetto dipenda dalla visione che Telecom ne ha, sia in termini di utilizzo che di target, e cerco di spiegarmi meglio.
Si tratta di un dispositivo interessante per le potenzialità che potrebbe avere; spero davvero che questa volta Telecom non decida di farne un walled garden popolato solo da servizi del suo gruppo, perché sarebbe un peccato. Faccio due scenari: uno negativo ed uno positivo.
L’occasione sprecata.
Non vorrei che questo oggetto diventasse “Il fantastico Uebbi che puoi avere in comodato gratuito per soli 2 euro al mese (per un minimo di 24 mesi, è previsto il pagamento di una quota per recesso anticipato) che ti permette di ricevere tutti i servizi di Virgilio in tempo reale senza bisogno di un computer”. Sarebbero capacissimi di fornirlo con una ADSL monca che permetta l’accesso solo a Uebbi, anticamera di un controllo del contenuto del traffico che tutte le telecom non vedono l’ora di poter attuare. Contenuti forniti da Virgilio, tra l’altro, del cui responsabile Giancarlo Vergori mi ricordo la frase :“Non me ne può fregare di meno di rendere la vita facile ai miei utenti.” (Milano, SMAU 2007). Video insulsi di Dailymotion (di proprietà Alice), notizie ANSA, un po’ di meteo, due gossip e via, vai col pacchettino da far vendere ai peones a cui sub-sub-appalti la tua rete commerciale.
Invece potresti farci qualcosa di bello.
Telecom potrebbe davvero mettere in pratica la lezioncina che Franco Bernabè è venuto a ripeterci qualche tempo fa, e cercare di fare davvero qualcosa per ridurre il digital divide. Vuoi alfabetizzare la gente? Vuoi ridurre il digital divide? Comincia a fare una cosa, allora: prendi questo oggetto e regalalo alle persone, e dai ai più disagiati la possibilità di avere un accesso a banda larga a condizioni agevolate, o gratis. Educa all’utilizzo della rete, che forse assaggiare questo stuzzichino potrebbe fare venire voglia a qualcuno di fare un pranzo completo e dotarsi di un computer vero.
Naturalmente devi aprirlo completamente: non solo contenuti proprietari, ma video anche da YouTube e dalle altre piattaforme più diffuse. Dai la possibilità all’utente di scegliere le sue fonti di informazione, mettici un lettore di feed, un accesso a Flickr, un client per l’instant messaging!
Vuoi invogliare gli utenti a comunicare? Crea un network di questi cosi che possano comunicare tra di loro e con il mondo esterno tramite un protocollo aperto, permetti lo scambio di messaggi testo, audio e video. Mettici il VoIP! Lo so che non succederà mai, ma Uebbi sembra fatto apposta per fare da client Skype, ha la connessione, il microfono e le casse.
Il punto è che un oggetto del genere ha meno senso per chi un computer lo ha già e magari lo tiene acceso tutto il giorno, mentre con alcune modifiche, as esempio uno schermo leggermente più grande, potrebbe essere un mezzo per avvicinare alla cultura digitale chi per età, mentalità o istruzione, ne è completamente avulso.
E’ evidente che un dispositivo del genere sarebbe solo una goccia nel mare, ma quello che potrebbe davvero fare la differenza sarebbe un cambio radicale di mentalità di Telecom, che continua a decidere le sorti della connettività in Italia.
E invece cosa succederà?
Non lo so. Se il primo scenario è un po’ pessimistico, il secondo non si avvererà mai. Dopo il volo pindarico, spero comunque che Telecom non decida di blindare completamente questo gadget che secondo me ha buone potenzialità, basta non farsi prendere dall’ossessione di controllare rigidamente tutto quello che la gente potrebbe fare con Uebbi. Prossimamente uscirà una nuova release del firmware che dovrebbe aumentare i contenuti a disposizione, staremo a vedere.
Ricordo che è basato su Linux, quindi se si dovesse diffondere a sufficienza mi auguro che spuntino dei firmware non ufficiali per sbloccare tutte le potenzialità dell’oggetto. Per ora se ne sta in cucina, a fare l’orologio posato sopra il microonde, e saltuariamente ci controlliamo le previsioni del tempo; a meno di cambiamenti epocali, non prevedo sviluppi.
Grazie a Zzub ho ricevuto in prova questo gadget, peraltro ottimamente descritto in questo post di Stefano e fotografato da Fabrizio Sinopoli; per quanto riguarda la descrizione, non ho molto da aggiungere; si tratta di un dispositivo prodotto in Corea da Avantis e ditribuito in Italia da Promelit, che si connette alla rete senza bisogno di alcuna configurazione, sia in wireless che in wired; ha funzionato da subito con un access point LinkSys equipaggiato con firmware DD-WRT. Il menu di configurazione dichiara 25 mega disponibili per la registrazione di memo audio da utilizzare come sveglie e reminder di eventi; una rapida ricerca sui MAC address rivela che il chipset della LAN è prodotto dalla stessa Aventis, mentre la WLAN è di Korea Electric Terminal, che non ho mai sentito nominare. Una scansione delle porte TCP non rivela nulla, tranne il fatto che Uebbi ascolta sulla TCP/7583, ma non sono riuscito a capire di cosa si tratti; appena trovo un vecchio hub provo a sniffare il traffico di rete. Inserendo una scheda SD o una chiavetta USB, ne vengono elencate e visualizzate le sole immagini, mentre altri contenuti sono ignorati; in ogni caso lo slideshow è anche carino, peccato per le ridotte dimensioni dello schermo. Manca una uscita audio, che sarebbe stata utile per collegare Uebbi allo stereo o a un paio di altoparlanti amplificati per ascoltare un po’ meglio le webradio; non escludo che aprendo l’oggetto non sia possibile prelevare il segnale e collegarlo ad un jack da adattare allo chassis, dove secondo me lo spazio c’è. (Sono stordito: c’è un jack per le cuffie che non avevo visto). La tastiera su schermo è alfabetica, mentre io preferirei che fosse QWERTY, e di tanto in tanto gli altoparlanti emettono un lieve fruscio anche se non stanno riproducendo alcunché. L’aspetto mi sembra gradevole, e la funzionalità dello schermo touch è buona; Beatrice lo usa agevolmente anche se lamenta a gran voce la mancanza di “giochini”. Come darle torto: per adesso è abbastanza povero di contenuti, ma mi si dice che al prossimo aggiornamento punterà al server di produzione: quello attuale è solo di test.
Dopo alcune riflessioni, l’opinione che mi sono fatto di questo gadget è che il suo futuro dipenda parecchio dalla visione che Telecom ne ha, sia in termini di utilizzo che di target, ma di questo parlerò in un altro post.
Qualche tempo fa ho ricevuto in prova un Nokia N96 e ne approfitto per scrivere qualche considerazione veloce.
Cose che non mi sono piaciute:
La tastiera. Già mi lamentavo dell’N95 e qui le cose non cambiano. Continuo a non capire la scelta suicida di Nokia di progettare un dispositivo del genere con un milione di funzioni, praticamente tutte ma tutte quelle che vi possono venire in mente più qualcun’altra, e attaccarci una misera tastiera 0-9-*#. L’utilizzo di N96 è una tortura continua cercando di scrivere qualcosa con il T9. E’ inutile avere browser, ricerca su mappe, client email, applicazioni da ufficio se poi per scrivere “Arrivo, butta la pasta” ci metto un quarto d’ora. Nessuno ha più tutto quel tempo lì e tutta quella voglia, specialmente adesso che le alternative ci sono. E del T9, vogliamo parlare? Perché deve essere così stupido? Se sto immettendo un URL, ci vuole tanto a capire che i caratteri che mi servono in prima battuta sono “/”, “:” e “.”? Mentre compilo un indirizzo email il “?” non mi serve, ho bisogno del “@”, non devo dover premere 50 volte un tasto per ottenerlo. Già mi dai una tastiera ridicola, almeno non farla idiota: non è pensabile che le logiche di input siano le stesse di un telefono da 39 euro.
La batteria!!!!!! Se si utilizzano le funzioni che rendono questo telefono “diverso” da un telefono normale, la batteria dura mezza giornata. Difetto grave, che inficia pesantemente l’esperienza d’uso; l’alimentatore è minuscolo ma non è una scusante, non è possibile che un telefono del genere abbia un’autonomia così bassa se utilizzato in modo avanzato. Scordatevi di rimanere connessi costantemente, sia in UMTS che in WiFi. Stessa cosa per il GPS: se utilizzato per un po’ svuota la batteria in pochissime ore.
E’ brutto. Qualcuno lo dica, per favore. Questo telefono è brutto: sembra un mattoncino nero che vi deforma le tasche, è grosso e pesante.
La qualità costruttiva potrebbe essere migliore: le plastiche e la tastiera scricchiolano, lo slide non è morbidissimo e la superficie completamente liscia non offre appigli per farlo scorrere; il sistema di scorrimento ha acquistato un lieve gioco dopo solo un paio di settimane. Come nell’N95, lo slide scorre anche nell’altro senso per rivelare i controlli di riproduzione di musica e filmati. La cosa non ha senso secondo me, dato che gli stessi controlli sono presenti anche ai lati del pulsante centrale a 4 direzioni. Per vedere un filmato non serve assolutamente far scorrere all’esterno i controlli multimediali; probabilmente la funzione c’è solo per hype di marketing. Forse un qualche senso lo potrebbe avere nell’uso di N96 come game console, ma non ne sono certissimo, tanto più che in questo caso i pulsanti utilizzabili si riducono a due.
Non si capisce perché il blocco tasti sia gestito da un piccolo slide sulla parte superiore del telefono, cosa che rende scomodo bloccare il telefono con una mano sola. Cosa aveva il classico sistema Nokia che non andava bene?
Ho provato ad utilizzarlo per vedere qualche telefilm: per caricare un video è necessario passare dalle forche caudine del software di conversione installato su un computer. Ho provato un paio di puntate di show diversi, ma il risultato è stato insoddisfacente: immagini molto scure e senza audio. Altri video fatti con la Flip Video Ultra sono stati convertiti senza problemi. Siamo nel 2008, sarebbe carino che un dispositivo del genere supportasse in maniera nativa i DivX e gli Xvid, senza dover perdere 10 minuti per importare malamente un file. Non ho deliberatamente cercato altri player software perché da un oggetto del genere pretendo il massimo senza dovermi arrabattare in giro con accrocchi applicativi. Lo so che i competitor non sono meglio (vedi tutta la gamma iQualcosa), ma mi sarei aspettato qualcosa di più. Convertire? Eccheppalle! Buuuu!
La velocità del trasferimento dati via Bluetooth non mi sembra eccezionale, ma sono solo sensazioni, non ho dati oggettivi.
Il sistema Nokia Maps fa ridere in confronto a Google Maps. Usato una volta e dimenticato. Gmaps invece è eccezionale, specie con WiFi o connessione veloce.
Non supporta Gmail in push, o almeno io non ho capito come fare. Il SE W760i si è accorto da solo che Gmail poteva funzionare in push, e con mia grande sorpresa mi ha chiesto se desiderassi attivare la funzione. N96 non sembra in grado di fare altrettanto.
Non sono stato in grado di provare DVB-H. La limitazione è più del mio contratto telefonico che del dispositivo, in ogni modo la possibilità di vedere la televisione (che odio) su un telefono mi lascia freddo, limite mio.
Continuiamo a perdere occasioni per standardizzare i connettori. Come ho già detto, RIM fa scuola con Blackberry: un unico connettore mini USB per passaggio dati e ricarica della batteria. Possibile che ci voglia tanto per capirlo? Se mi dai un connettore mini USB non mi costringi a portare appresso un altro cavo: ne posso usare uno qualunque, magari quello del disco esterno da 2,5″ che ho sempre nello zaino. Meno male che almeno il jack delle cuffie è standard, cosa che non si può dire per la serie Nokia E, che ha un improbabile minijack per cuffie + telecomando proprietari.
E’ lento. Ha tante funzioni, mi piacerebbe passare da una all’altra senza aspettare secondi durante i quali non riesco a capire se ho premuto davvero il tasto oppure no, aspettando che succeda qualcosa. C’è tanta memoria, ok. Ma un processore più veloce?
Cose che mi sono piaciute:
L’ottimo display che finalmente non mi fa ripiangere l’N80. E’ definito, luminoso e si vede bene anche in piena luce. Adeguato alla classe dell’oggetto.
Il GPS! Diversamente dall’N95, questo funziona ed è anche abbastanza veloce. Appena lanciato Google Maps, il telefono utilizza la rete cellulare per dare una posizione approssimativa, generalmente nel raggio di 700-1400 metri. Una volta agganciati i satelliti, il sistema restituisce le coordinate con un’accuratezza di 20-40 metri. Se l’area di copertura UMTS è buona (per aggiornare le mappe in tempo reale), il tutto riesce agevolmente a seguire la posizione di un auto in autostrada almeno fino a 160 km/h, dopo non so.
Le ottiche della fotocamera mi sembrano buone. Le foto sono belle: non sostituiscono quelle di una macchina di media qualità, ma si avvicinano parecchio. I video prodotti sono ottimi e sicuramente in linea con quello che ci si aspetta da un telefono del genere
Ha tanta memoria. La memoria costa sempre meno, e qualcuno alla Nokia si deve essere accorto che vendere un telefono del genere con 50 mega è ridicolo, quindi i 16 GB sul disco interno sono belli e sono tanti, senza contare che lo slot microSD rimane libero. Kudos.
Ho provato N96 con due diverse connessioni: WAP di Vodafone e Naviga3 di Tre. Già con la prima è veloce, la seconda è un fulmine. Le mappe sembrano in cache e le pagine web arrivano quasi istantaneamente. Avrei voluto provare Qik, ma il telefono è troppo nuovo e non viene riconosciuto il modello. Non ho provato il thethering (utilizzo come modem), ma vista l’esperienza fatta con altri modelli Nokia, non ho motivo di pensare che possa andar male.
Mentre Bluetooth è lentino, la connessone via cavo sia con Nokia Suite che in modalità memoria di massa è molto veloce.
In definitiva un telefono con tante funzioni, ma certamente migliorabile; probabilmente si sarebbe potuto ottenere lo stesso con un buon aggiornamento del firmware dell’N95. Il fatto che venga venduto a 600/650 euro (fonte Kelkoo) mi sembra un disincentivo all’acquisto.
Ringrazio Digital PR per avermi dato la possibilità di testare N96, che, visto il tono della recensione, rischia di essere l’ultimo Nokia che riceverò in prova.
Avevo scritto qualcosa su questo tipo di telefoni, qui.