Andrea Beggi

Upgrade your skills to match your machine.

La signora in bianco

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Disclaimer: roba personale che non interessa a nessuno, ma se lo scrivo mi sento meglio.

Diversamente a quello che si potrebbe pensare, non ho una concezione particolarmente animistica degli oggetti dei quali mi circondo: i miei computer hanno nomi qualunque, di solito non mi affeziono alle cose e quando mi capita di sostituire qualcosa non ho grandi trasporti emotivi o affettivi. Nella mia vita ho avuto tre auto, un motorino, tre Vespe, due moto e uno scooter; tra tutti devo dire che l’unica che mi ha dato un qualche dispiacere al momento della sostituzione o dipartita è stata lei. L’avevo cercata e trovata nell’estate del 2004; scovata in un paesino del modenese, semiabbandonata davanti alla casa del signor Adelmo. Già all’epoca era una signora attempata, quest’anno ha compiuto 20 anni di carriera. A causa di quell’indicatore di temperatura che non mi decidevo mai a far riparare, non mi sono accorto della perdita di un manicotto del circuito del liquido di raffreddamento. Risultato: guarnizione della testata “bruciata”; in più avrei dovuto spendere 700 euro solo per sapere se ne sarebbero serviti altri 2000 per la riparazione. Quando qualcuno si è offerto di acquistarla così com’era, la ragione ha avuto il sopravvento e l’ho ceduta.

Dal punto di vista razionale era un’auto priva di ragion d’essere per l’uso che ne facevo: 2500cc diesel aspirato, 90CV per più di due tonnellate, consumi da portaerei, classe euro-niente. Al tempo dell’acquisto pensavo che mi sarei divertito a fare del fuoristrada di cui all’epoca ero appassionato, ma per diverse ragioni non l’ho mai usata per quello, e alla fine la usavo quasi solo per accompagnare Beatrice all’asilo. Grandissima sicurezza, ma a scapito altrui: ci sono pochi mezzi che ti possono preoccupare quando pesi 2000 chili, hai un telaio (no carrozzeria portante) grosso e duro come un binario, e la parte più bassa della tua carrozzeria è sopra il livello medio del cofano di una berlina. Sì, perché le avevo anche fatto fare un po’ di assetto per alzarla, con il risultato di non poter più entrare nei parcheggi coperti. I pneumatici tassellati fanno un rumore d’inferno e fanno vibrare l’abitacolo, inoltre allungano gli spazi di frenata; meno male che a causa del motore sottodimensionato, di correre non se ne parla. Per tutte queste ragioni, benché si trattasse di un veicolo molto comodo, non l’ho mai utilizzata per viaggiare.

Naturalmente avrete capito che scrivo tutte queste cose per cercare di convincermi che razionalmente ho fatto la scelta giusta, in realtà tutti questi difetti sono le cose che me la facevano adorare. Non ho mai avuto un mezzo così sanguigno e sincero, capace di trasmettere sensazioni, difficile da guidare ma proprio per questo gratificante. Era vecchia, ma costruita in Austria con precisione orafa e grandissima qualità di materiali e assemblaggio; ogni parte accuratamente progettata e sovradimensionata per l’utilizzo a cui l’auto è destinata. I due differenziali con blocco manuale sono studiati per sopperire alla limitata escursione delle sospensioni di serie, i mozzi alle ruote anteriori non sono “liberi” per maggior robustezza, anche se a scapito degli attriti: in modalità 2×4 le ruote anteriori trascinano giunti, semiassi, il differenziale anteriore e metà dell’albero di trasmissione. Dalle poche uscite in fuoristrada la ricordo come un veicolo lento ma quasi inarrestabile, adatto a superare i passaggi lentamente e in aderenza, senza l’irruenza delle cugine giapponesi o americane. Anche Beatrice subiva il fascino della vecchia “G”, e appollaiata lassù sul suo seggiolino osservava l’esterno in posizione privilegiata. Adesso l’ho ceduta a qualcun altro che ne farà un uso più consono, meglio così.

Difficilmente possiederò mai più un veicolo del genere, non fosse altro che per il fatto che per ragioni tecniche e legislative, auto così non ne verranno più prodotte; mi pare che non sia più possibile commercializzare auto dotate di telaio, ad esempio, per non parlare dei consumi.

Probabilmente sarà l’età che avanza, le crisi della mezz’età e tutte quelle cose lì, ma neppure quando ho venduto la moto mi sono sentito così.

38 Commenti

BlackCat | #

Oh, ti odio. Quanto mi son commossa…

Alberto | #

Sarà anche vero che non interesserà a (quasi) nessuno, a ben vedere neppure a me interessa l’argomento ma hai scritto così bene, descrivendo le sensazioni e facendo venir fuori un sacco di emozioni che ho trovato molto piacevole leggere di un fuoristrada 😉

Rossella Ninna | #

Guarda, quando ho salutato la mia prima macchina una lacrima l’ho versata ed era un catorcio che non ti dico.

Della tua vecchia G ricorderò sempre questo (chissà se lo ricordano anche gli altri passeggeri):

– ‘mazza, si sente che è un diesel.
– No no, non è il motore.
– Ah, e cos’è?
– E’ tutto il resto che vibra.

Dario Salvelli | #

Oddio mi hai fatto ricordare, quando ero piccolo, con i miei fratelli su di un vecchio fuoristrada in una campagna siciliana. Maledizione. 🙁

Mitì | #

Le volevamo tutti bene a quella bianca, rumorosissima e simpatica signora lì. E non devi giustificarti se ti senti così; ha accompagnato un periodo importante della tua vita, ha visto crescere la Bibi, è stata parte di te, di voi. Una “grande”, la Scià G. :-*

Tambu | #

la ragione può aver ragione di qualsiasi cosa. hai fatto bene! 🙂

Napolux | #

Chissà perché ti sei sentito in dovere di mettere un disclaimer… Ma questo blog è tuo o dei tuoi lettori?

(domanda provocatoria, eh)

ludo | #

le macchine scelte e vissute così sono le migliori. Anche se poi in autostrada quando vedi una salita devi lanciarti e lasciar passare i camion.

Detto da uno che ancora rimpiange le sue Land Rover serie III (diesel, zero cavalli, e tenuta di strada da natante, ma con le ridotte arrivava dovunque), e Defender 90.

Il rimedio è cercarne un’altra, restaurarla, farla diventare un progetto. E poi chiedersi dove finiscono empo e soldi. 🙂

Rick | #

Sappiamo bene che certi acquisti non sono razionali ma il fascino di questi vecchi mostri è unico.
Ho deciso anch’io di separarmi dalla mia vecchia, proprio adesso che a suon di soldi buttati, di assetti, di semiassi fracassati era diventata quasi perfetta.

Verserò una lacrima, già lo so.

TuttoQua | #

Noooooooooooooooooooooo… la mitica G nooooooo!!
Quasi quasi non ti leggo piu’ per questo affronto 😛

Umberto | #

Gran ferro la “G”. Spiace che tu abbia dovuto lasciarla.

spippolazione | #

Stessa cosa provata per la mia y10 gt.

Era una scatola da scarpe che reggeva la strada come una saponetta, e i 160mila km (fatti in mano mia) erano davvero troppi e quando ho trovato un pazzo che me l’ha comprata sul momento ho esultato.

Poi dopo l’ho anche sognata :’-(

La punto che ho preso dopo era solo un mero mezzo di trasporto.

Activemax | #

Quando vendetti la mia amata 500 per comprare una y10 furono giorni tristi.. il meccanico me la ritirò e scomparve alla mia vista..
2 anni dopo incredibilmente ricomparve malandata ed in fin di vita nel parcheggio sotto casa mia.. sembrava che fosse ritornata e giuro che mi commossi…
Quel giorno lasciai un biglietto nel parabrezza che recitava così: “Se proprio devi rottamarla.. fa che non soffra..”

estrellita | #

io sono profondamente ilozoista e quindi soffro per tutti i miei “oggetti”. ah, ma la 500…

Thomas Galli | #

Se hai culo ti mandano la nuova batmobile in prova.

DaniloP | #

I fuoristrada sono come il vino: più sono vecchi e più diventan buoni!

Posso dirlo? Secondo me hai fatto male. Collegandomi a quel che diceva Ludo potevi tenerla, la trasformavi in un “progetto” e piano piano la rimettevi in pista più bella che mai 😉

@Thomas: ROTFL

Fiorenzo Sartore | #

Onore a lei (sigh).

Tra l’altro: quante volte avrai visto “Marrakech express”? Specifico: più o meno di dieci volte?

virus1973 | #

Post bellissimo, io tra l’altro sono un fan della big G.
Purtroppo io a livello fuoristrada mi sono goduto per soli 3 mesi una Lada Niva Bianca non mia grande macchina che beveva l’impossibile (allora il bi fuel non andava ancora di moda) Per ciò che concerne le auto possedute invece provo ancora nostalgia per la mia vecchia renault 5 che non avevo paura di parcheggiare da nessuna parte,dentro sembrava il magazzino di un rigattiere e penso nessun ladro si sarebbe avventurato in quel deliro 🙂

Gianka | #

Carinissimo post agrodolce Andrea, un bel sentimento. Il giusto approccio al “SUV”.

newmediologo | #

Che meraviglia.. Classe G, l’unica seria antagonista della Land Rover per uso militare e una delle pochissime ad avere l’omologazione militare..

Il blocco dei differenziali con i due pomelini separati (se l’avevi sulla tua..) era una cosa che ti faceva uscire da quaunque fosso..

Poi naturalmente se un vuole di più esiste semple il mitico Unimog..

Questi sono i prodotti Mercedes che mi piacciono..

BlackCat | #

Oh, l’unimog. Siamo così pochi a conoscerlo..

harlock | #

Legge questo bel post e tutti i relativi commenti mi ha fatto sentire un po’ meno solo…e anche un po’ meno scemo nella mia folle ricerca di riacchiapparmi uno YamahaTT600 88-92 max…moto che ho avuto quasi dieci anni fa…(perché scemo? perché ho un’altra moto che non intendo dare via?!)

Dovrò fare un post sul mio dissidio interiore…

Ciao

Pietro | #

io adoro gli Unimog!
Ma cosa aspettano alla Fiat/Iveco a costruire una barra pesante tipo unimog-classe G-defender??

Secondo me, dati i tempi in clima ’29, le venderebbero come il pane!

Voglio il mio Unimog: deve essere grezzo, spartano, prevalentemente di concezione meccanica (non elettronica), facilmente riparabile, e quel poco di elettronica la voglio open source!!!

Andrea | #

Io ho avuto la 280GE …. un mostro ! inarrestabile … peccato che fosse un 2800 benza e bevesse da paura … auto splendida con blocchi dei differenziali manuali !

Steve McQueen | #

Gran mezzo quello! Ho avuto un G300 td per tre anni e posso affermare che ci facevi qualsiasi cosa, altro che i SUV odierni.
Byez

MarcoM | #

Amanti dei fouristrada unitevi!

Anche io sogno la stessa jeep di Pietro: perchè non ce la progettiamo da soli?
Poi magari vendiamo i progetti a qualche società interessata…

Tra le caratteristiche aggiungerei:
– carrozzeria concepita per durare: in caso di incidente parafanghi che resistano, ecc..

Fabio M. | #

Solo difficile? Quella volta che l’ho guidata è stata un’esperienza devastante! 😀 F.

spora | #

che bello! quasi quasi mi vien voglia a 32 anni di iscrivermi perdavvero alla scuola guida

Stefano | #

Per Pietro: forse dovresti cercare qualche cosa del tipo Daily 4×4 e Massif… 🙂

Leonardo | #

La foto l’hai scattata tu? Quello dietro la macchina è il Passo della Cappelletta?
Comunque complimenti per la macchina!

enrico | #

Ho perfezionato oggi l’acquisto di una GD250 dell’88,l’ho guidata e non mi ha spaventato affatto,è lenta ,lo sterzo soffre della imprecisione congenita delle fuoristrada vere,sicuramente consuma tanto ma…è il trionfo della meccanica e della passione sul mero calcolo…credo che invecchierà con me e la mia donna e ci porterà ovunque.

andrea | #

caspita che bello, ti capisco, eccome ti capisco
ho appena venduto un gd 240 e………. son pentito………ora mi tocca ricomprarlo

Dario | #

Caro Andrea, come ti capisco, è triste infinitamente triste, tu lo sai cosa ho tribulato con i fuoristrada, al pensiero di dovermi trovare di fronte ad una decisione del genere, no!
Non ci voglio pensare, tutto quello che mi sento di dire adesso, mi dispiace moltissimo.

fabiano | #

ciao andrea ho guidato personalmente la famosa classe g250
identica anche nel colore come nella foto
poiche’ mio padre ne e’ il felice proprietario dal 1989 ed abbiamo percorso quasi 400.000 km.!!!!!!
con i pneumatici stradali e magari allargati su cerchi in lega non sara’ un fulmine ma e’ quasi comoda come una buona berlina.
attualmente presenta qualche difettuccio dovuto all’eta’ come una perdita d’olio nei pressi della guarnizione della testata e sto convincendo mio padre a ripararla piuttosto che rottamarla per pochi euri…..speriamo bene!!!!!!

Andrea | #

Nooooo, non rottamarla. Portala da Adelmo, a Lama Mocogno. Te la mette a posto perfettamente.

Confucio | #

anche per me è stato così, land rover 90 del 1989, bianca. l’auto dei miei vent’anni che mi ha scorrazzato per valli e per monti e terre straniere, mi ha fatto da casa e da letto.
vecchio cane fedele.
l’ho venduta, ahimè.
la wrangler nuova della consorte è un giocattolo, ma la mia land era un’altra cosa.