Sfera di Arnaldo Pomodoro, Orta San Giulio. Morte Nera in costruzione, orbita del pianeta Alderaan orbita della luna boscosa di Endor.

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Di: Andrea - 29/11/2008

I server entry-level di HP, gli ML110, hanno un controller SATA RAID a bordo; se decidete di acquistarli con la licenza del sistema operativo, vengono forniti con il CD di installazione di Windows Server 2003 R2, un CD di documentazione ed uno di setup, analogo allo SmartStart delle serie superiori. Lo SmartStart non è una cattiva idea: si fa il boot con quello, si configurano le opzioni hardware e software, si fornisce il CD di installazione del sistema operativo, e alla fine delle operazioni il server è pronto, con una installazione di base ma con tutti i driver ed i programmi di controllo al loro posto.

Nel caso degli ML, invece, il CD di setup funziona solo se avete acquistato il controller figo, quello SAS, mentre si rifiuta di riconoscere il SATA RAID on board. Il CD di Win 2003 Srv, naturalmente, non riconosce i controller SATA, quindi l’unica possibilità è utilizzare il famigerato F6 ed un floppy con i drivers. Peccato che ormai quasi nessuna macchina ha più un floppy driver, il che ti costringe a mendicare una meccanica esterna USB, o a cercarla al centro commerciale più vicino. Oggi né Saturn né MediaWorld avevano un lettore floppy USB, che è saltato fuori dal cassetto di un utente dopo un po’.

Morale: ci ho messo più tempo a far partire un’installazione che a fare tutto il resto. Vorrei proprio sapere perché HP non mette anche i driver SATA sul CD di setup, e vende una macchina con tanto di sistema operativo in bundle che però non può essere installato senza una misera unità da 10 euro, che naturalmente non mi sono portato perché non conoscevo le caratteristiche del server. Una volta installati a mano tutti i drivers forniti in dotazione, nelle periferiche sono rimasti due “pallini gialli”, che non è dato sapere cosa fossero neppure tramite PCIdatabase. Frugando sul sito HP, ho dovuto provare un po’ di periferiche finché non ho imbroccato quelle giuste, perché nella documentazione non c’è nulla; ma si può? Io comincio a essere stufo di queste cose, e mi viene il dubbio che questa gente non usi le cose che produce. Tra l’altro non si riesce mai a capire cosa arrivi insieme al server: a volte capita di avere due tastiere perché il commerciale, zelante, ne ha ordinata una a parte, a volte di non averne nessuna perché, ritenuta sottintesa, non è stata ordinata. O magari c’è il mouse ma non la tastiera, misteri. E HP è solo l’esempio di oggi, ma cose analoghe succedono con tutti i produttori. La penultima volta APC non sapeva quali erano le loro staffe da rack corrette per i loro prodotti: le avevano inviate sbagliate. Perché? Perché?

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Di: Andrea - 28/11/2008

Ho in prova da circa una settimana un LG KS360 Tribe. La versione che mi hanno mandato ha le scocche nere e la tastiera grigio chiaro, le plastiche sono di buona qualità ed assemblate accuratamente; lo slide laterale, che rivela una buona tastiera QWERTY, è efficace, senza scricchiolii e molto fluido. La sensazione è di robustezza e qualità dei materiali, la finitura offre un buon grip ed il telefono non scivola mai dalle mani. Il display ha una buona risoluzione e si vede molto bene. Pessima la grafica delle icone che ha subito la personalizzazione di Telecom, scelta che mi risulta incomprensibile visto l’appeal molto maggiore della grafica originale di LG. Se non sbaglio anche il più dotato LG Secret ha subito un trattamento analogo.

Sul sito ufficiale si trovano i dati tecnici del terminale. Il telefono non è particolarmente dotato, e la sua principale caratteristica è di avere un client Microsoft Live Messenger preinstallato, che, insieme al costo contenuto – 149 euro -, ne rivelano l’orientamento verso un pubblico di fascia giovane.

Il touch screen è limitato all’inserimento dei numeri e alla ricerca in rubrica senza aprire la tastiera; è adeguato alla classe dell’oggetto e restituisce un buon feedback tramite una lieve vibrazione.

La tastiera QWERTY è molto buona, peccato per le lettere, che nella versione cromatica che ho provato, non sono abbastanza contrastate rispetto allo sfondo del tasto, rendendo la lettura difficoltosa. Per il resto si usa benissimo con i pollici e la pressione dei tasti è sempre sicura e senza rimbalzi.

Del  browser, Teleca Q7, non ho mai sentito parlare, e non l’ho provato moltissimo. Sono riuscito, dopo alcune difficoltà a far navigare il telefono con la mia SIM Vodafone abilitata al traffico WAP, ma il client Live Messenger, principale applicazione di questo telefono, non ha funzionato: evidentemente serve una SIM Telecom. A seguito di questo non ho potuto provare la principale feature del telefono. Peccato, perché sarebbero bastate un paio di voci in più nel menu di configurazione per specificare i parametri di connessione.

Ci sono alcuni giochi, ma tutti in versione demo e impossibili da giocare senza acquisto, ma comunque tempo di prova concesso è talmente breve che non fa certo venire la voglia di comprare. Ho apprezzato la vista degli SMS in “modalità chat” di cui avevo già sperimentato la comodità sul Palm Treo 650. Il player MP3 è molto semplice, e supporta playlist e equalizzatore, e l’audio dell’altoparlante integrato è abbastanza buono; la dotazione multimediale è completata da una fotocamera a 2 megapixel, provata da Francesco, e da una radio FM. Collegando il cavo USB il telefono viene visto come unità esterna e permette di trasferire foto e musica. Il Bluetooth funziona. L’unico connettore presente serve per alimentatore, cuffie e cavo dati, mutualmente esclusivi.

La pecca più grave è la mancanza di UMTS, che lo rende impossibile da usare con la rete 3G; in ogni caso la navigazione GPRS WAP con Vodafone è da considerarsi di fortuna e per tempi non prolungati. Probabilmente con l’EDGE di Tim funziona meglio.

Il telefono non è certamente adatto per chi ne voglia fare un uso anche solo mediamente avanzato, e l’impressione che ne ho tratto è che sia da considerarsi un terminale per Live Messenger e SMS con la funzione accessoria della fonia, il che lo rende appetibile ai teenager, ma improponibile per tutti gli altri clienti. Mi pare di capire che TIM lo abbini ad un piano dati da 3 euro la settimana chiamato TIM Messenger, ma per chi fa un uso pesante dell’IM, 3000 messaggi al mese (verso MSN) sono troppo pochi, secondo me.

E’ tutta la settimana che penso a un Nokia N96 con una tastiera così, accidenti….

(Ringrazio Lidia e Stefano dell’ufficio stampa di LG, che mi hanno prestato il telefono per giocarci un po’.)

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Di: Andrea - 27/11/2008

Ho ricevuto diverse richieste di chiarimenti relative alla configurazione di Sony Ericsson w760i per gli MMS di Vodafone, quindi posto anche qui la configurazione che potrà essere utile anche ad altri:

Menu –> Impostazioni –> Connettività –> Impostazioni internet
Se esiste già una connessione –> Seleziona
Opzioni –> Crea Nuovo –> Dati GPRS
Nome: Vodafone MMS
Indirizzo APN: mms.vodafone.it
Salva (*IMPORTANTE*)
Mentre è selezionato la nuova connessione appena creata, premere Opzioni –> Modifica

non toccare il resto e scorrere fino a:
Impostazioni Proxy –>
Proxy: Attivato
Ug. per tutti i server: Attivato
Server Proxy: HTTP –>
Indirizzo Proxy: 010.128.224.010 (con gli zeri)
Porta: 80

Tornare indietro fino al menu principale (non usare il tasto rosso, premere più volte “indietro”)

Menu –> messaggi –> Impostazioni –> MMS –> scorrere fino a:
Profilo MMS –> Nuovo profilo
Nome Profilo: MMS
Centro messaggi: http://mms.vodafone.it/servlets/mms
Connetti con: –> Vodafone MMS (seleziona)
Salva (*IMPORTANTE*)

Tornare indietro fino al menu principale (non usare il tasto rosso, premere più volte “indietro”) e avete finito.
Cone le dovute differenze di menu, questa configurazione va bene per qualunque telefono.

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Di: Andrea - 23/11/2008

Qualcuno ha una scheda video AGP da almeno 512 MB, con chipset N-Vidia o Intel da vendermi? No ATI o Matrox.

Basta che funzioni e non costi un capitale.

Questo post non è taggato.
Di: Andrea - 23/11/2008

Server HP DL380G5, nuovo ancora profumato: la seconda cosa che installo dopo gli aggiornamenti è il software di controllo dell’UPS, collegato via seriale. Funziona alla prima e non ci bado più, ma dopo un po’ mi accorgo che la porta seriale non “parla” più con l’UPS; smanetto qui e là, mi assicuro che l’interfaccia del gruppo funzioni bene collegata ad un PC lì vicino, e verifico che la seriale del server non si connetta neppure alla porta console del firewall, faccio le consuete acrobazie con la gestione dispositivi di Windoze (e mi stupisco di ricordare ancora a memoria IRQ e I/O base delle porte seriali) dopodiché chiamo HP. Solerti e veloci come sempre, mi fanno aggiornare il BIOS e modificare qualche parametro. Nella fattispecie, disabilitare la CLI nel BIOS della ILO2, disattivare la COM2 virtuale, e verificare l’impostazione “AUTO” della seriale di management nel BIOS del server. Reboot e nulla di fatto: “Il server ha meno di 30 giorni, avviamo la pratica di sostituzione integrale”, mi dicono.

Spinto dalla curiosità e dalla pigrizia, visto che non ho nessuna voglia di smontare e rifare questo server, invoco San Google che mi traghetta su un forum HP, sul sito HP, di utenti HP che hanno il mio problema. Soluzione: spegni tutto, stacca gli alimentatori e vai a prendere un caffè che duri almeno 5 minuti, torna, ricollega l’alimentazione ma non la seriale e riaccendi. Collega la seriale a caldo e tutto automagicamente si rimette a funzonare, e rimane “funzionato” anche dopo un arresto del sistema e un riavvio cautelativi. Per questa volta il server non lo devono cambiare, ma chissà perché non sapevano come risolvere il problema: non leggono i loro forum?(*) :-)

E adesso un po’ di keyword per i colleghi che passano di qui: DL380 G5, problemi alla porta seriale, COM1 non funzionante.

(*) …fora?

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Di: Andrea - 10/11/2008

Per aggiornare Symantec Endpoint Protection con Symantec Network Access Control, installare Symantec Endpoint Protection Manager per Symantec Network Access Control sui computer su cui viene eseguito Symantec Endpoint Protection Manager per Symantec Endpoint Protection. Per aggiornare Symantec Network Access Control con Symantec Endpoint Protection, installare Symantec Endpoint Protection Manager per Symantec Endpoint Protection sui computer su cui viene eseguito Symantec Endpoint Protection Manager per Symantec Network Access Control.

Avvertimento: È necessario arrestare il servizio Symantec Endpoint Protection Manager prima di aggiornare l’installazione esistente di Symantec Endpoint Protection Manager. Se non viene arrestato, si può danneggiare l’installazione esistente di Symantec Endpoint Protection Manager.

Sopra la panca il sistemista campa, sotto la panca il sistemista crepa.

(Qui la prima puntata)

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Di: Andrea - 10/11/2008

Ora che ci penso è tipo la terza volta che devo risolvere il problema perché mi sono dimenticato di cosa avevo fatto le altre volte, ergo ne scrivo qui.

Il servizio POP3 di Exchange Server rifiuta la connessione segnalando nome utente e/o password sbagliati; accedendo via telnet si scopre che la casella esiste, quindi il nome utente è corretto, ma la password viene rifiutata; se l’utente fosse sbagliato, Exchange segnalerebbe come inesistente la casella postale. Una volta accertato al di là di ogni dubbio (mai fidarsi dell’utente) che le credenziali sono corrette, possiamo attivare i log diagnostici per capire meglio cosa succede. Dalle proprietà del server Exchange, nel System Manager, andiamo alla linguetta “Diagnostic Logging”. L’ultima voce è il servizio POP3SVC, scegliamolo e nelle “Categories” attiviamo il log “Authentication” con “Logging Level” impostato su “Maximum” e confermiamo il tutto. Non ricordo se il servizio deve essere riavviato, nel dubbio se ve ne è la possibilità è meglio far ripartire tutto Exchange tramite il servizio “Microsoft Exchange System Attendant”.

A questo punto proviamo a fare un paio di accessi alla casella incriminata via POP3 e andiamo a controllare l’Event Viewer alla sezione Applicazione. TA-DA! l servizio POP3SVC ci segnala un paio di errori 1022; basta consultare il sito che dà un senso alla vita di un sistemista e trovare che: “This behavior occurs because the value in the User Logon Name (Pre-Windows 2000) box does not match the value in the Mailbox Alias box”.

Apriamo le proprietà dell’utente in “Active Directories User and Computer” e verifichiamo che effettivamente il “Mailbox Alias” è diverso dal “Logon Name”; modifichiamolo di conseguenza ed il problema è risolto.

Possiamo quindi bullarci alla macchinetta del caffè.

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Di: Andrea - 09/11/2008

Alla fine del 2004 è successa una cosa che ha cambiato la storia dei PC desktop ed ha segnato la fine di un’era: Lenovo, il più grande produttore cinese di personal computer ha acquistato tutta la divisione desktop di IBM. Per un periodo i prodotti sono stati commercializzati con il marchio IBM/Lenovo, da un paio d’anni a questa parte il logo IBM è definitivamente sparito; per cercare di rassicurare la clientela e mantenere la continuità, le linee dei prodotti sono state cambiate poco o nulla, almeno per quanto riguarda design e packaging.

In quasi tutte le aziende che seguo, i PC sono sempre stati HP, IBM o Acer; qualche volta Dell, ma solo nelle aziende più grosse che hanno accordi quadro direttamente con il produttore; i clienti che desideravano mantenere omogeneità con il loro parco macchine IBM, sono tranquillamente passati ad acquistare Lenovo.

Durante tutta la fase di doppio marchio IBM/Lenovo, devo dire che i prodotti erano indistinguibili dai soliti robusti, infaticabili (brutti?) muli a cui ero abituato. Tutta la serie NetVista bianca e nera è stata eccezionale: i vecchi 300GL funzionavano anche se li prendevi a mazzate, tipo Terminator. A tutt’oggi non è tanto infrequente trovarne ancora qualcuno che fa eroicamente il suo mestiere con win98 o win2000, e stiamo parlando di computer di quasi 10 anni fa.

Le mie perplessità sono cominciate quando è definitivamente scomparso il logo IBM dal marchio: i desktop sono rimasti ottime macchine dal punto di vista della ingegnerizzazione, della qualità di assemblaggio e di ordine e pulizia interni, ma la qualità dei materiali ha cominciato a scendere. Fin qui ok, ci può anche stare, saranno economie di scala, chissà. Quello che mi preoccupa di più è che una buona fetta di queste macchine comincia ad avere problemi dopo pochi mesi di utilizzo, senza parlare di quelle che arrivano rotte, un caso impensabile con IBM (o almeno mai successo a me in tanti anni).

Ventole rotte o esplose, motherboard defunte, bios buggati sono solo alcuni dei problemi che ho riscontrato, al punto che qualche settimana fa l’ultimo cliente storico IBM ci ha comunicato che non vuole più roba Lenovo, e ci ha ordinato due nuovi HP.

Probabilmente sono sfortunato io, e comunque non faccio certo statistica portando solo la mia esperienza, certo che se succede a tutti così, questi nel giro di pochi anni non vendono più nulla, ed è un peccato. Sarò anche un illuso nostalgico idealista, ma ho sempre pensato che la qualità, a lungo termine, paga sempre, così come prima o poi se ne paga la mancanza.

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Di: Andrea - 04/11/2008