Da un po’ di tempo a questa parte, ci si interroga se i blog come sono nati anni fa siano destinati a sparire e/o cambiare in modi che ancora non sono chiarissimi. E’ inutile mettere link, tanto si tratta di discussioni che vengono fuori ogni giorno e quasi sicuramente anche voi avrete detto la vostra.
Lungi da me pensare di poter predire il futuro, mi limito a riflettere come le cose sono cambiate per me da cinque anni a questa parte. Intanto mi è assolutamente chiaro perché sono passato da una frequenza di pubblicazione giornaliera ad una praticamente bisettimanale, e le ragioni sono molte e diverse.
La prima causa è il tempo: scrivere un post, specialmente di argomento tecnico, è una cosa che spesso mi richiede ore di lavoro e test, riletture, editing, ricerca delle fonti e un po’ di bibliografia. Non parliamo poi di screencast o videopost: malgrado sembrino più immediati, per realizzarli ci metto ancora di più. Da un paio di anni a questa parte, il lavoro mi lascia meno tempi morti, e la pubblicazione ne risente.
Le competenze: il lavoro è sempre stato fonte di spunti, ma il mio scibile non è infinito, e molto spesso i problemi che incontro non meritano un post, perché sono troppo banali o troppo particolari, o semplicemente ne ho già parlato in precedenza. (In effetti mi è già capitato di “trovarmi” su Google per un problema che avevo dimenticato di aver già risolto).
L’aumentare del numero di blog: spesso nel momento in cui mi accorgo che qualcosa meriterebbe una menzione o un approfondimento, trovo già una pletora di post fotocopia che hanno sviscerato la questione nei minimi particolari; inutile aggiungere altro rumore.
L’aumentare degli strumenti a disposizione: fino a qualche anno fa, una canzone, una citazione, una frase sagace, un link, una foto estemporanea non avevano altro luogo su cui essere pubblicati se non il blog. Oggi una quantità di servizi diversi e verticali permette di pubblicare meglio è più rapidamente le proprie cose, lasciandomi a volte con l’imbarazzo della scelta.
L’avvento di nuovi servizi che hanno creato nuove forme di comunicazione: all’inizio è arrivato Twitter, un po’ microblogging, un po’ social network, che ha il pregio di essere assolutamente immediato malgrado l’interazione e la conversazione siano penalizzate da strumenti a mio parere goffi.
L’utilizzo di FriendFeed, strumento che trovo quasi perfetto: aggrega tutti i principali flussi nei quali si disperde l’attività online, e soprattutto aggiunge strumenti di interazione e discussione che rendono commentabile qualunque item.
Alcuni ritengono sia un posto dove si ammassano troppe cose, una specie di suk rumoroso dove è difficile capire cosa sta succedendo. Io sono di parere diverso: intanto come tutti gli strumenti ha bisogno di essere capito e padroneggiato per poterne ricavare dei benefici, inoltre se effettivamente si sviluppano discussioni su qualsiasi elemento, evidentemente la necessità di un luogo dove esprimersi così semplicemente ed in modo più immediato era sentita da molti.
Non è un caso se ho aggiunto il box per integrare in un post la discussione che si svolge su FriendFeed: quasi sempre i commenti più numerosi ed interessanti sono di là. Questo succede perché è estremamente più comodo inserire un commento sulla pagina che stiamo visualizzando, che contiene tutti gli elementi che i nostri “amici” hanno ritenuto di dover condividere, senza dover aprire un’altra finestra del browser, senza dover inserire credenziali, senza fastidiosi antispam. Inoltre la cerchia di persone che ha accesso ai contenuti è molto più ampia: vedo e commento materiale che altrimenti mi sarebbe sfuggito, solo perché un mio “amico” lo ha a sua volta commentato o gli è solo piaciuto; in questo senso c’è anche il vantaggio di scoprire sempre fonti nuove e di qualità senza doversele neppure andare a cercare.
Secondo me FriendFeed è attualmente il posto dove il concetto di “conversazione” si esprime nel modo più completo ed efficace possibile con gli strumenti che abbiamo a disposizione in questo particolare momento. Non ho quasi più seguito i commenti sui blog, una parte dei contenuti del mio aggregatore è diventata inutile, riesco a sapere abbastanza puntualmente dove sono, cosa fanno, come si sentono e cosa stanno facendo i miei amici, e non è poco. Lifestreaming, aggregazione, conversazione, interazione, informazione, socialità. Dato che la quantità di tempo e di attenzione che abbiamo a disposizione sono sempre le stesse, è normale che vengano impiegate verso ambienti che “rendono” di più; FriendFeed è uno strumento che consente di essere personalizzato secondo le proprie esigenze e si presta a diverse letture seguendo l’umore del momento: si può passare dal cazzeggio sfrenato alla discussione sui massimi sistemi. E’ una variante del “bere dall’idrante” di Gaspar.
In questo quadro, ambienti come Tumblr, Twitter e FriendFeed permettono di “sfogare” le proprie necessità di comunicazione veloce, togliendo materiale al blog, che rimane a disposizione per contenuti e riflessioni più articolate o personali, che per argomento, lunghezza, valore attribuito o necessità di archiviazione non vogliamo/possiamo disperdere nel mare dei social network. Dobbiamo però essere pronti ad accettare che la discussione che eventualmente dovremmo suscitare potrebbe essere altrove; e non possiamo farci nulla: anche se decidessimo di non aggregare il feed in FriendFeed, è probabile che qualcuno riprenda o citi il nostro post su FF, e da lì potrebbe svilupparsi una discussione di cui, paradossalmente, potremmo anche essere all’oscuro.
Il prezzo da pagare è la diluizione dei commenti, che non essendo più centralizzati e facilmente reperibili, potrebbero rendere difficile seguire il flusso della conversazione, ma al momento non vedo una soluzione o perlomeno non è ancora arrivato lo strumento che risolverà questo problema.
Mi accorgo che sono passato da considerazioni prettamente personali a considerazioni più generali, ma mi sembra di capire che il flusso dei contenuti prodotto dalle persone che vivono la rete un po’ più della media sia in costante mutamento, e sia difficile per tutti predirne gli spostamenti: quello che fino a poco tempo fa sembrava consolidato (io scrivo qui e le persone commentano qui, poi mi sposto altrove per partecipare ad altre discussioni), non è più così scontato e ciò è corroborato dal fatto che la maggior parte dei commenti che ultimamente appaiono qui siano di persone che mi hanno trovato su Google, mentre i lettori via feed sono più propensi a utilizzare altri luoghi, ad esempio Friendfeed o gli shared items di Google.
Tags: blog, conversazione, feed, friendfeed, Tumblr, twitterRelated posts
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114 Commenti
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Hoshimem — Il 17/03/2009 alle 23:11
404
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stered — Il 17/03/2009 alle 23:12
Infatti dice che è morto
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Hoshimem — Il 17/03/2009 alle 23:13
più morto di così
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Paola — Il 17/03/2009 alle 23:16
Tranquilli, a voi non capita mai di sospendere temporaneamente un post dalla pubblicazione perché dopo averlo pubblicato vi siete accorti che sarebbe stato meglio con una correzione o qualcosa del genere?
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Michele Perone | Resigned — Il 17/03/2009 alle 23:18
Aspettiamo il referto autoptico.
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Danilo P. — Il 17/03/2009 alle 23:19
quello che mi spaventa di piu` e` il 500
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Claudio Cicali — Il 17/03/2009 alle 23:22
Quest’attesa mi distrugge
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bloggo — Il 17/03/2009 alle 23:34
adesso c’è (il mio like era per prima, anche se andrà bene anche adesso)
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Paola — Il 17/03/2009 alle 23:35
Se ne parlava qualche giorno fa: "Il blog di oggi è il Minitel di domani."
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Andrea Beggi — Il 17/03/2009 alle 23:38
Scusate, WordPress non perdona: stavo finendo e invece di salvare ho pubblicato. Adesso c’è.
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catepol — Il 17/03/2009 alle 23:41
"In effetti mi è già capitato di “trovarmi” su Google per un problema che avevo dimenticato di aver già risolto" (andrea sei mitico eh)
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catepol — Il 17/03/2009 alle 22:43
e io commento qui
(le conversazioni so fluide, è vero, però su alcuni blog che ora si dedicano molto più ai contenuti meditati si leggono ancora delle gran belle cose) baci
postoditacco — Il 17/03/2009 alle 23:00
Io aggiungo anche che, se in contenitori come FriendFeed si fanno confluire i feed, in qualche modo bisogna pure alimentare questi ultimi.
Ecco quindi che strumenti come i blog avranno sempre la loro importanza come fonte di contenuti, la maggior parte dei quali non può essere generata direttamente all’interno del lifestreaming.
Roberto
lalui — Il 18/03/2009 alle 00:02
bene, allora non succede solo a me
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Salvio — Il 18/03/2009 alle 00:30
bello, bellissimo, condivido al 99%. Friend feed deve ancora fare qualche passetto in avanti: 1) la possibilità di selezionare la sorgente dell’amico: a me potrebbe non interessare le foto o i twitter perché già ti seguo li 2) avere un notifier decente: twhirl è "assordante" (decine di notifiche identiche ripetute), quello di ff è "prolisso" (una notifica dopo l’altra).
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Roberto (postoditacco) — Il 18/03/2009 alle 00:37
@Salvio Hai provato FriendDeck?
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Salvio — Il 18/03/2009 alle 00:38
@postoditacco No, lo provo subito
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b.georg — Il 17/03/2009 alle 23:58
in pratica, ff ha ucciso i commenti, che però sono su ff sono difficilmente reperibili. inoltre la cerchia di persone che ha accesso ai contenuti è più ampia, però coincide con quelli che ti aggregano su ff, cioè una frazione di quelli che leggono il tuo blog (che siano tendenzialmente altri blogger che parlano con blogger su cose dette da blogger, è un corollario). questo ha portato a una maggiore diffusione dei contenuti, però… ristretta. perché usare tre o cinque fonti per dire cose che puoi dire su una riduce il rumore. wow

meno male che questo commento non verrà agregato
ciao
Andrea — Il 18/03/2009 alle 00:05
b, non sono mica sicurissimo di avere capito cosa hai detto…
Dino — Il 18/03/2009 alle 00:14
E’ assolutamente vero che il blog fatto in maniera seria comporti enormi “sforzi” che a volte, forse, sembrano vanificati da forme di comunicazione più immediate in ottica di discussione. Ma sono convinto che il blog sia melgio. Alla fine credo che una comunicazione lenta ma sicura (TCP ehehe) sia sempre meglio di una veloce e non sicura (UDP ahaha): è fondamentale accertarsi che il significato del proprio blog arrivi nella maniera corretta (qualunque esso sia!)
(Forse un pò contorto…) Ciao
Marco — Il 18/03/2009 alle 02:39
Quello che hai scritto è così terribilmente vero che, tanto per fare un esempio, sono finito qui partendo da FriendFeed. Poco dopo ho aperto google reader e toh, c’era questo post da leggere che ho dovuto contrassegnare come già letto
Dario Salvelli — Il 18/03/2009 alle 07:55
In effetti se ci pensi non c’è mai stato un servizio serio in grado di tenere traccia dei commenti e comunque non sono mai stati usati in massa. Frienfeed indirettamente svolge questa funzione risolvendo il problema a monte “ripubblicando” il post. Questa è una cosa positiva da una parte mentre dall’altra toglie traffico (ai blogs ad esempio) e forse ordine perchè distribuisce commenti sullo stesso contenuto in più parti.
E non ci sono mica soltanto i blog | Il blog di lucacicca — Il 18/03/2009 alle 08:07
[...] Andrea Beggi spiega perché negli ultimi tempi abbia parzialmente abbandonato il suo blog a favore di strumenti più immediati come FrienFeed, Twitter e Tumblr. [...]
Tambu — Il 18/03/2009 alle 08:20
io ribadisco invece il mio pensiero sul “lato B dell’information overload”. Se esistono sempre più posti dove la tua informazione va a finire, per me che voglio sapere è difficile seguirti. Se la cosa si allarga ad altre 100 persone che prima seguivo agevolmente, diventa seccante. Paradossalmente, nonostante ci sia PIU’ informazione in giro, è come se vi nascondeste di proposito
soloparolesparse — Il 18/03/2009 alle 08:45
Daccordo in parte.
Anzi no… daccordo in tutto ma mi sento di aggiungere un paio di considerazioni che spostano un pò la visione della cosa.
Vero che le discussioni si stanno spostando sui Social Network (FriendFeed, ma anche Twitter e Facebook – e ogni social ha le sue caratteristiche diverse), ma gli approfondimenti rimangono sui blog.
Inoltre le discussioni sui social vivono di immediatezza e sono difficili da recuperare in un secondo momento, sui blog il discorso rimane lì per tutti.
La soluzione migliore al momento mi sembra quella di aggregare (sul blog) le discussioni nate sui social, per avere il panorama più completo possibile.
Qualche settimana fa ho fatto un paragone che mi sembra ancora valido (social – piazza / blog – casa): http://www.soloparolesparse.com/2009/02/i-social-network-stanno-ammazzando-i-blog/
Detto questo, concordo sul fatto che dobbiamo rassegnarci a perdere parte delle discussioni… ma questo è dovuto all’ampliarsi degli utenti e dei contenuti (e degli strumenti) che abbiamo auspicato per tannto tempo.
…mi sono un pò dilungato?
Squonk » Incerto stato di salute — Il 18/03/2009 alle 09:48
[...] non so se il blog è morto (spero di no, ma di natura sono un nostalgico); so però che la conversazione è una gran bella cosa, [...]
Rossella Ninna — Il 18/03/2009 alle 09:53
Continuo a preferire i blog. Nel senso che trovo estremamente dispersivo ff. Il blog è il vero biglietto da visita di chi lo scrive.
Rick — Il 18/03/2009 alle 10:07
Concordo con la tua riflessione. Può anche darsi però che dopo il clamore intorno al “fenomeno” blog ora ci si stia avviando verso una sua spontanea ricollocazione e forse rivalutazione che magari gioverà.
Emanuele — Il 18/03/2009 alle 11:22
Sono d’accordo con quanto detto da Tambu. Usare FF nonostante sia uno strumento di “aggregazione”, disperde – paradossalmente – le discussioni. Ed è un peccato perché costringe i lettori a “cercare la discussione”: <>.
Anche a me è capitato di vedere (dai referer) alcuni post linkati su FF. Non sono iscritto ed ho perso quei commenti, ma d’altronde pensavo che mi andava bene così: sapere sempre tutto di tutto senza perdersi una virgola è una pratica comune della società moderna che accumula senza avere mai il tempo di riflettere serenamente.
Ciao,
Emanuele
Emanuele — Il 18/03/2009 alle 11:36
Ehm, WordPress si è mangiato un pezzettino del commento, figo! Anche lui si rivolta!
Ciao,
Emanuele
Blimunda — Il 18/03/2009 alle 12:49
Sono d’accordo: è una riflessione che ho fatto anche io qualche tempo fa. Credo però che entrambi gli strumenti (social e blog) continueranno a esistere in parallelo perché, appunto, soddisfano due esigenze di comunicazione e interazione diverse e complementari. Si tratta solo di comprenderli appieno e usarli al meglio sfruttando le loro specificità. In più, teniamo presente che stiamo parlando, come giustamente scrivi, di persone che usano la Rete “un po’ più della media”. Per la stragrande maggioranza (degli italiani, almeno), il blog è ancora una grande novità e probabilmente avrà una nuova ondata di successo grazie i neofiti. Oppure, al contrario, i neofiti salteranno a pié pari la fase blog. Difficile da predire. Inoltre, il prezzo da pagare che descrivi (la dispersione dei commenti) magari sarà superato da un nuovo strumento che consenta di aggregarli tutti, in tutti i luoghi. A quel punto si tratterà davvero solo di scegliere lo strumento migliore per quello che abbiamo da comunicare.
Il blog stanno cambiando (forse morendo) e le e-mail non stanno meglio » PocaCola Blog — Il 18/03/2009 alle 13:45
[...] articolo di Andrea Beggi sintetizza quello che in tanti stiamo pensando : I blog stanno cambiando perchè i social network [...]
stefo — Il 18/03/2009 alle 15:10
o forse il blog sta semplicemente riacquisendo la propria posizione, mezzo per la condivisione.
mentre la deriva che lo aveva portato ad essere anche un mezzo per esserci e mostrarsi, rientra nel momento in cui nuovi software si prestano meglio a queste funzioni.
in qualche modo i blog hanno messo in evidenza un’esigenza che è stata meglio soddifatta da altre piattaforme.
e quindi il blog torna a fare il suo mestiere.
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Marco Frattola (sbarrax) — Il 18/03/2009 alle 16:00
la metafora, non tanto originale, che vede FF come un cortile in cui si discute di tutti gli argomenti degli abitanti delle case intorno a quel cortile, fa immaginare che quando vuoi parlare intimamente, senza rumore, fai entrare le persone in casa tua.
e casa tua è il tuo blog
chi esce da casa tua potrà certo citare e discutere delle cose che avete discusso internamente, ma il livello e l’intimità della conversazione saranno diversi, così come accade un po’ nella vita reale
Valentina* — Il 18/03/2009 alle 17:10
bellissimo contributo andrea, grazie
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Francesco Gavello — Il 18/03/2009 alle 17:34
Concordo con Stefo
Credo che il blog sia stato “ripulito” e rimesso a nuovo dai social media, che lo hanno sollevato del peso di forme di comunicazione (più veloci e frammentarie) che potevano tranquillamente essere soddisfatte da altri ambiti.
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Caigo — Il 18/03/2009 alle 19:10
Facebook & co. stanno vivendo un momento di forte popolarità. Tutti ci si buttano dentro ma spesso senza sapere realmente a cosa vanno incontro. Ho più di un amico iscritto a FB. Sottolineo “iscritto” perchè in realtà non utilizzano praticamene mai il servizio.
Il blog è un’altra cosa …in un certo senso richiede un “impegno” che non tutti hanno tempo/voglia d’affrontare. Secondo me stiamo parlando di due realtà ben distinte con un loro target d’utenti. Nel mezzo ci sta tutto un mondo fluttuante che si fa portare dalle correnti della moda.
Magari tra un paio d’anni saremo qui a discutere sul “crollo” di FB soppiantato da chissà quale altra trovata.
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Net Flier — Il 18/03/2009 alle 18:37
ovvietà: quando hai più mezzi, devi per forza sceglierne uno o complementarlo con un altro. giocoforza, ci sarà qualcosa che userai di più. in conclusione potrai anche decidere di non usare più un determinato mezzo. è un esempio semplice, ma chiarisce delle cose.
io ho il cellulare con la flat, quindi non mi “importa” più di tanto essere su msn/skype/faccialibro/ecc per comunicare con gli altri..posso anche alzare il telefono e chiamare.
il mezzo complementare è msn: prendo e trovo una buona parte di chi voglio sentire..
il mezzo che ho smesso di usare è skype: è la ridondanza dei due antecedenti, che però molti stanno imparando/ancora usando più spesso, ma sinceramente complicarmi la vita (avere un altro account, caricare la moenta sopra, gestire la rubrica dei contatti dal cellulare con fring, ed altre amenità similari) per un vantaggio di pochissimo conto (risparmio monetario/temporale praticamente a zero), non mi interessa..
è ovviamente palese che non si può essere ovunque e non si può sapere tutto..certo, avere tips da tutte le parti aiuta, ma come fai a starci dentro, specie in un momento come questo, e ad approfondire tutto? semplicemente o hai del tempo da perdere o non puoi.
come disse leonardo in punto di morte: “ci sono ancora tante cose che devono essere studiate”..
Akille.net » Blog Archive » Di più. Di meno. Di cosa. — Il 18/03/2009 alle 20:14
[...] che c’è una certa discussione intorno ad un post di Andrea Beggi dal titolo “Il blog è morto, viva il blog“. Il fatto che cercando “Il blog è morto” su Google escano fuori articoli e [...]
SERGIO — Il 18/03/2009 alle 21:44
fuorionda….tornato orbita terrestre……….ti saluta GIOVE
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luigis — Il 18/03/2009 alle 22:11
E’ se vedessimo i blog come delle “arabe fenici”? In grado di rinascere dalle proprie ceneri?
Penso che voler guadagnare soldi da un blog (solo tramite pubblicità) sia difficile. Se invece il blog si appoggia a qualcosa di più stabile, che so un prodotto o un’azienda che guadagna da Internet forse la sua vita può essere più lunga. Questo per quanto riguarda i blog commerciali. In Italia penso che siano veramente pochi, se esistono, quelli che vivono con le pubblicazioni su uno o piu’ blog.
Da non dimenticare che ora molta attenzione che era riservata ai blog (un tempo sulla cresta dell’onda) si è spostata verso altri mondi del social network, magari perche’ sono di moda o sono una novità.
Pero’ magari questo spostamento non è cosi’ negativo (fare una scrematura potrebbe portare ad un incremento dell’interesse di quelli che rimangono) se l’obbiettivo non è guadagnarci ma pubblicare qualcosa di interessante che merita di essere condiviso con altre persone. Quelli che rimangono sono quelli interessati, quelli andati via sono quelli che seguono la moda, e poi si sposteranno quando essa imporra’ loro un nuovo modello.
Il modello delle grandi migrazioni di massa ha ormai preso piede. Solo che nel blog i dati personali sono centellinati (o dosati dai tenutari) su altri social network sei obbligato o spinto inconsapevolmente a mettere oltre che la faccia anche qualcosa che magari oggi non pensiamo che abbia un gran valore, ma che messo in mani a persone che sanno farlo fruttare potrà renderle ricche.
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Rick — Il 18/03/2009 alle 22:18
Ciao Sergio – Giove, che piacere !.
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Irish Coffee — Il 18/03/2009 alle 22:38
il fatto è che per star dietro a tutto servirebbero giornate fatte di 48 ore, almeno per me, ma ne val la pena poi?
sono d’accordo con te e molti altri che han scritto
butto tutti dalla torre e mi tengo il mio blog
racchiude tutti i piaceri che ogniuno di noi vuole trasmettere
lunga vita ai blog..
Paolo — Il 18/03/2009 alle 22:52
Un giorno tutti hanno pensato: che figata, mi faccio un blog.
Poi hanno scoperto che:
- Sul blog bisogna scriverci.
- Quello che ci scrivi – il contenuto – può non interessare.
- Quello che ci scrivi, devi scriverlo bene, perchè i commenti possono dire robe diverse solo perchè “stracapito”, spiegato male, non volevo dire quello..
- Insomma è una fatica boia ed è brutto scoprire che nessuno ti c…
Allora si scoprono nuove forme, o meglio, si scopre di essere più adatti alle chiacchere da cortile che a delle discussioni vere. Non tramontano i Blog, rimangono solo per coloro che hanno davvero qualosa da dire e che lo sanno dire bene.
Ciau.
Elisabetta — Il 19/03/2009 alle 00:07
ho notato anche io un calo dei commentatori nei vari blog,nel mio sono sempre stati pochi e poi è “giovane” e soprattutto sempre di più vedo blog abbandonati..(che mettono una tristezza..) ma credo anche io che sia una cosa momentanea…
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Antar — Il 19/03/2009 alle 00:55
Secondo me la chiave è proprio nel “non prendersi troppo sul serio”. In finale ogniuno di noi, se avesse voluto esser preso sul serio avrepbbe potuto trovare altre 2mila cose da fare. Ma secondo me è importante pure quel “troppo”, che poi, volenti o nolenti, nel blog ci facciamo finire pure un pezzo [spesso abbastanza grosso] di anima.
E allora il segreto e riuscire a mantenere l’equilibrio. E secondo me l’unico sistema è segure quello che ci viene: se ci va scriviamo tutti i giorno, sennò ci fermiamo; se vogliamo scrivere un post-fiume di autocoscienza bene, sennò copincolliamo quello che ci sembra possa starci bene.
Ma, soprattutto, ricordiamoci che il blog è il nostro [il mio mio, il tuo tuo, ma anche il "mezzo-blog" nostro] e ci possiamo fare quello che ci pare.
[Tutte quell'altre cose le evito, che basta il tumblr a distrarmi dal blog. E, a volte, dalla vita]
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Nicola — Il 19/03/2009 alle 03:37
Ciao, il widget di Scoutle mi dice da settimane che il mio blog è affine al tuo, quindi ho cominciato, devo dire con grande piacere, a visitarti, e per scongiurare la crisi dei blog e dei loro commenti, di lasciarne uno… e per matchare social network e blog ho deciso di seguirti anche sul networked blog di facebook… e dai dai dai…
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bg — Il 19/03/2009 alle 09:48
non so se sia sopravvalutata, di certo non chiamerei “conversazione” quello che avviene lì. se no davvero vale tutto.
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enzo — Il 19/03/2009 alle 10:01
Non sono d’accordo sul punto “i blog specializzati (e non professionali) sono stati i primi a morire”. Io non mi sono mai preoccupato della natura del mio blog. Il blog lo uso, mi serve la sua forma (agilità, immediatezza, interconnessione ecc.), e vado avanti dal 2001. Se fossi nato vent’anni prima forse avrei messo in piedi una fanzine di carta. Per quello che devo farci, friendfeed non funziona, twitter un po’ di più (ma è troppo leggero), facebook per niente. Mi pare evidente che quelli siano strumenti più adatti ad altro, alle conversazioni più mutevoli (una settimana si parla di Israele, la settimana dopo di Sanremo, quella dopo di Obama, e poi arriva la settimana della morte dei blog). Mentre un blog “normale” può decidere dove andare, se “specializzarsi”, se fare l’opinionista tuttologo, se fare il giovin scrittore, e così via. Tu giustamente decidi che non vuoi avere una linea editoriale. Se un blog ha un “buon progetto” (espressione da prendere con le molle, eh. Intendo solo “un’idea più o meno chiara di quale sarà il suo stile”) – e anche il tuo lo è – secondo me può anche tenere degli anni, crearsi una sua rete di affinità e basarsi su quella. Non è un’azienda, non ha bilanci. Sei in attivo se ti piace quel che fai.
Ma tutto questo mi pare d’averlo già detto nel 2004
ciao, e.
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Achille — Il 19/03/2009 alle 10:16
Ehi, che commenti di qualità! Dovrei riscrivere il post per rispondere
@luigis: interessante parere, però io sono più confuso su questo, per me internet è (prendetelo con le molle) come la musica. Tutti ne fruiscono e ne godono., ma non è detto che ci debbano guadagnare. Alcuni lo fanno, ma le dinamiche sono meno formalizzate (non è detto insomma che sia il più bravo o altro, è che magari c’è gente che non ha proprio voglia di appoggiarsi ad un’azienda e così via).
@Antar: fondamentalmente hai ragione tu. L’assunto: finché mi diverte lo faccio vince sempre.
@enzo: però a me pare che molti di quelli che hanno iniziato con te (o con me) a scrivere sistematicamente di cinema, musica o altro, dopo un po’ si siano scocciati, perché tutto sommato era un impegno non di poco conto. Io ci ho visto una conferma della contraddizione che provo e che ho esposto all’ultimo punto, ma forse ho una prospettiva limitata su quel settore.
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Napolux — Il 19/03/2009 alle 09:31
Mi limito a quotare Tambu.
bgeorg — Il 19/03/2009 alle 10:43
in quesi casi, da ben prima che il 2006, si usa dire: caro mio, hai il temibile blocco del blogger (non ho più niente da dire, ma io DEVO dire qualcosa. cosa faccio? sono bloccato!). Ma, come sai benenissimo, il bello qui invece è che non devi dire proprio niente a meno che non ti schiavizzi da solo. Se vuoi, cambia giro, cambia letture, vedrai che a due metri dal circolino del bridge trovi persone che stanno discutendo di tutto, con tutti, con passione e capacità di analisi e approfondimento. C’è vita oltre alla ciancia e ai 130 commenti sulla lunghezza del pene, le rime in uso e uto, la sindrome da crociera Celebrity e i pensionati che si credono l’élite e il centro del webmondo (che, senza offesa per la vostra capacità d’analisi, ma senza blog, o qualcosa di similare che verrà, che cosa aggregate, le foto delle vacanze?). Oppure stacca e vai a spasso per un po’. Noi ti si aspetta.
Affettuosamente.
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bicefalo — Il 19/03/2009 alle 11:35
Il blog … un luogo dove metto tutte le cose che mi vengono in testa quando passo davanti alla tastiera.
All’inizio ero assiduo nel metterci tutti i moti del cervello dello spirito e del cuore poi ho cominciato a censurarmi in qualche modo e i moti del cuore non hanno più quello sfogo …
quelli del cervello paiono essersi appisolati ed ora i post migliori rimangono archiviati come pensieri fuggenti quando guardo il mondo.
Forse il problema è che non mi commenta nessuno, forse è la realizzazione che non ho niente da dire.
PAssato l’orgasmo insomma rimane solo la voglia di comunicare senza sentirsi costretti …
insomma per me il blog è quasi in letargo mentre sono stato risucchiato da altre meno creative fasi della vita ….
Ma il blgo rimane sembre uno spazio libero dove ognuno mette quello che ritiene di condividere senza alcun regola il blog è comunicazione quasi anarchica … direi quasi futurista mentre invece facebook e similia sono luoghi meno liberi più irrigimentati …
forse il web è passato dall’adolescenza ad una seriosa e manieristica maturità ….
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xlthlx — Il 19/03/2009 alle 11:51
Eheheh anche dalle mie parti: i miei 4 commentatori ci sono sempre, e non sono cambiati
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Marco B. Rossi — Il 19/03/2009 alle 12:00
Mi sembra che ci sia una sorta di selezione naturale, i blog che hanno lettori/commentatori e un autore che ha voglia, passione e competenza di scrivere sopravvivono, gli altri prima o poi spariscono.
Io ho chiuso il mio quest’anno, lo usavo per pubblicare i miei disegni. Un po’ perch
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campanellino77 — Il 19/03/2009 alle 12:15
Sono d’accordo con te. In effetti fb permette a tutti di essere in costante contatto. Questo, oltre a soittrarre tempo a chi tiene un blog (d’altronde, c’è poi un limite alla possibilità di non rispondere alle persone su fb prima che si incazzino sul serio) comporta che molte persone che non avevano tempo e/o voglia e/o interesse a tenere un blog ma che ne erano lettori impieghino il proprio tempo altrove. Perchè su fb non ti metti in gioco tanto quanto nel blog. è concesso scrivere la prima sciocchezza che ti passa per la mente cosa che, nel blog, ti causerebbe una vertiginosa perdita di lettori. tranne nel mio caso che li ho già abituati a non leggere cose intelligenti
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caporale — Il 19/03/2009 alle 12:50
vada (che non si dica che non rispetto le regole della casa), b. georg, sappia che io l’appoggio, dalla teoria (ff è il Male o quasi) alla prassi (piantiamo un bel dibattito nei commenti, una specie di critical mass 2.0).
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bg — Il 19/03/2009 alle 13:25
io non penso affatto che sia il male, cap. penso che non sia quello che non è, tutto qui.
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caporale — Il 19/03/2009 alle 13:53
in effetti, la teoria va un po’ affinata: non il male, ma c’è sto fatto che è un’idrovora di commenti, che risucchia dal post a cui logicamente sono collegati e li sbatte chissà dove.
voglio dire, se di un commento si può dire che è off topic (da topos, credo), di ff si potrà dire che è intrinsicamente off logic (da logos)?
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Reloaded — Il 19/03/2009 alle 13:57
concordo con quanto detto da Stefo, e aggiungo che sicuramente siti come Facebook hanno fatto il boom, ma la bolla sta anche cominciando a sgonfiarsi. A giudicare dalle mail che mi arrivano da Facebook: mentre prima tendeva a saturarmi la casella…ora mi arrivano molto più di rado.
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mfisk — Il 19/03/2009 alle 14:20
So Long As It’s Black
C’era un tempo in cui gli uomini erano uomini e usavano lo stesso strumento per segare le ossa e tagliare gli alberi.
perch
Poi le cose si sono evolute, e adesso ci sono le seghe a motore per chirurghi e quelle per taglialegna; e non credo si debba rimpiangere i bei tempi andati.
Ciascuno di noi ha esigenze diverse, sia dal punto di vista dell’apprendere che dell’esprimersi.
Io proprio non riesco a scrivere nulla su FF (l’ho fatto una sola volta, ieri
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Allan — Il 19/03/2009 alle 13:25
Interessante riflessione, ma non ho mai provato FF.
Smeerch — Il 19/03/2009 alle 14:27
Vai così che vai bene. Approvazione su tutta la linea.
Postilla: non tutti i blogger della prima ora si sono stufati di scrivere un blog per fortuna.
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Rick — Il 19/03/2009 alle 14:34
@Reloaded : Facebook è un social network che include una serie di funzioni molto interessanti, prima ottenibili solo con più piattaforme. A mio parere ha il pregio di avere fatto avvicinare alla rete persone che fino a poco prima non l’avrebbero mai fatto. il blog richiede (come dice sia Beggi che Campanellino) un coinvolgomento ed un impegno maggiore, e tu lo sai bene
Bello il pezzo di Paul su questo tema (ed altri).
http://www.paulthewineguy.com/post/87535242/curiosity-could-save-the-web
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Piero — Il 19/03/2009 alle 14:35
Personalmente preferisco i blog che seguono una propria linea editoriale, restando fedeli alle scelte fatte all’inizio, senza farsi distrarre troppo dai contenuti del feedback o dei commenti o dal loro numero, perch
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.mau. — Il 19/03/2009 alle 15:00
@Piero: un semplice sillogismo mostra che tu non dovresti apprezzare queste notiziole, che non hanno mai avuto una linea editoriale e che in sette anni e mezzo sono completamente cambiate come "scelte editoriali"
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Piero — Il 19/03/2009 alle 16:15
mau,
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Gilgamesh — Il 19/03/2009 alle 17:34
Credo ci sia almeno un’altra considerazione da fare: l’unità di spazio (se non di tempo) di una “conversazione” tenuta nei commenti del post consente di seguirla, appunto come una conversazione.
L’asincronicità dei commenti, una coda FIFO alegata al post dell’autore, consente di intervenire nella discussione anche a distanza di giorni, senza che si perda l’immediatezza della comprensione (ovvero chi si collega a distanza di settimane, legge i commenti in ordine “cronologico” e ha tutti gli strumenti per seguire il dipanarsi delle argomentazioni, e può volendo “aggiungersi”).
Trovo buono il paragone/parallelo Friendfeed “cortile” / Weblog “casa”, anche se come tutte le metafore non va preso alla lettera ma solo come un aiuto esemplificativo.
Nel cortile succede appunto che tante conversazioni abbiano luogo simultaneamente, si intreccino e si sovrappongono: come a una festa – o a un BarCamp
– inevitabilmente ci si sposta da gruppo a gruppo, e si finisce per non seguire interamente nessuna delle molte conversazioni in corso.
Personalmente, pur non condividendo l’idiosincrasia di B.Georg per FriendFeed, da lui più volte manifestata (per capire il suo commento qua occorre aver letto qualcuno dei suoi altri interventi in merito altrove) preferisco tuttora strumenti come BlogLines per seguire in maniera più selettiva le cose che veramente mi interessano.
E, soprattutto, è vero e discende dall’applicazione elementare della legge di Shannon – o meglio da una sua semplificazione “ad usum incultorum” – che la comprensibilità, data da un ottimale rapporto segnale/rumore, delle conversazioni globali è dato non dal numero più o meno ridotto di partecipanti ma da due concetti cari al vecchio G.G., ovvero “autorevolezza” e “grado di affinità” di chi interviene.
Edoardo — Il 19/03/2009 alle 20:04
Sono d’accordo con te; io gestisco il mio blog e nello stesso tempo sono un utilizzatore di facebook. Essere in facebook per tanti è diventato una moda: il bello è diventato spulciare le foto degli altri, vedere i video degli amici, mandare “regalini”….ormai chi non ha facebook dalla maggior parte delle persone viene considerato uno “sfigato” fuori dal mondo. Io credo che creare un blog, gestirlo da solo, provare a migliorarlo di continuo sia una soddisfazione maggiore!
Se dovessi scegliere tra blog e facebook quale abbandonare, lascerei sicurmenti il secondo.
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In Limine » Blog Archive » che si dice di questi blog(ger) — Il 20/03/2009 alle 07:01
[...] Qualcuno, qualcuna e qualcun’altro in questi giorni parla della morte dei blog. Io ancora non ho ben capito se è così, ma, rimane un fatto che il blog sia morto, vivo o non si senta molto bene per me ha creato una grande e resistente trama di rapporti, questo mi basta per continuare a star qui. « QUATTRO COSE [...]
Martino — Il 20/03/2009 alle 13:14
Ma per fortuna che la chiacchera si sposta verso altri servizi “più idonei”!
Non nascondo che ho sempre evitato i blog “sfogatoio”, preferendo di gran lunga quelli tecnici. Forse ora finalmente è arrivato il momento in cui il blog diventa uno strumento maturo di comunicazione e si libera di un po’ dell’asfissiante autoreferenzialità che lo ha contraddistinto fin qui (destinandola ad altri lidi…).
nonsisamai — Il 20/03/2009 alle 17:10
a me spiace un po’ vedere i commenti diminuire, pero’ preferisco sempre il blog a tutto il resto.
per mille ragioni.
bel post, complimenti!
PiccoloSocrate — Il 20/03/2009 alle 23:11
FB non può arrivare ai livelli di personalizzazione di un blog.
Blog è quello che social network nn può arrivare ad essere
conviveranno bene insieme, spero
o uno dei due morirà
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Lollodj — Il 21/03/2009 alle 04:26
Anche sulla questione “morte del…” ci sarebbe da dire. Prenderei ad esempio Facebook: è esploso mediaticamente l’anno scorso, ora già se ne parla meno, tra qualche mese annuncieranno “la morte di Fb”, In realtà Facebook resterà li con i suoi milioni di utenti, perderà al massimo chi si è iscritto per moda, ma ne verrà annunciata la morte solo perchè giornali e tv non ne parlano più.
Per il blog è lo stesso: dopo il periodo di massima esposizione, 2004-2006, i media tradizionali hanno smesso di parlarne (anche perchè come media cominciava a infastidire gli organi di informazione classici) e quindi se ne annucnia la morte. Ovvio che qualche blogger della prima ora ormai ha mollato, come molti blogger per moda. Ma il mezzo ormai c’è e difficilmente morirà. Tutto IMHO ovviamente, ma ne sono convinto.
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RSS Week #47: articoli interessanti che ho trascurato - Matteo Moro — Il 21/03/2009 alle 10:06
[...] Il blog è morto, viva il blog [...]
CastenasoForever — Il 21/03/2009 alle 11:28
FriendFeed mi è nuovo! Ma è, secondo me, tipo vimeo vs. youtube per intenderci! Un’imitazione di un qualcosa di già iper-confermato che non avrà mai grande futuro!
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Michele Mader — Il 21/03/2009 alle 15:58
Io ho provato ad utilizzare Friend Feed da poco e mi piace come idea.
Solo penso che abbia ancora da esprimere le sue potenzialità quando potrà contare su una base utenti più solida.
adriana — Il 21/03/2009 alle 20:27
è vero.
Sto facendo un giro tra i miei siti preferiti bloggosi, e lo sai, mi sono accorta che la metà, non aggiorna da tantissimo tempo…
se ti devo dire la verità Fb mi piace per alcuni aspetti più del blog, ma il blog è molto più completo…
mah, può essere che sia solo un momento di boom.
staremo a vedere.
Un baciotto
:*
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chicca — Il 21/03/2009 alle 21:28
Dopo i primi momenti di entusiasmo, Facebook mi ha stancato, non mi coinvolge, lo trovo una gran perdita di tempo, senza nulla di concretamente interessante. Al contrario alcuni blog offorno motivo di riflessione, scambi di opinione. Li preferisco.
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enrico — Il 21/03/2009 alle 23:43
Facebook mi ha fatto ritrovare vecchi amici. E a dire la verità, di ciò sono felice. Ma non è assolutamente paragonabile con il contenuto del blog
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Vita di un IO » Blog Archive » Best of my feed #6 — Il 22/03/2009 alle 08:04
[...] quanto i primi stanno pagando l’avvento dei secondi. Questa volta è il signor Beggi a fare una sua personale analisi, come sempre molto [...]
Davey — Il 22/03/2009 alle 11:26
Io mi occupo di informatica e comunicazione. Si possono guardare le statistiche, ma si possono anche azzardare opinioni. Come dici tu Enrico anche secondo me come contenuti, non c’è paragone. Facebook è esclusivamente un social network, con alcuni punti di forza: i gruppi (che poi non sono altro che forum) e le catene di amici tramite le scuole e i luoghi frequentati.
Tutti quelli che conosco si stanno stancando, dopo aver sbandierato Fb ai quattro venti lo stanno frequentando sempre meno.
E’ vero, molti blog hanno addirittura chiuso, e io sono sempre stato un sostenitore accanito dei blog; gran parte della mia informazione arriva da lì. Ma sono dell’idea che ci sia più gente che scrive di gente che legge.
Credo che sia una sorta di selezione naturale: Fb ritroverà il suo ruolo (quello si social network) e dei blog resisteranno i più letti, che siano culturali o meno.
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Chit — Il 22/03/2009 alle 14:55
Sicuramente, passato di “moda” Grillo il blog ha perso di rilevanza nei media. Non a caso adesso un giorno ogni due tg e trasmissioni parlano di FB e Social Network vari.
Personalmente reputo FB e i blog due cose completamente distinte, non fosse altro per il fatto che il primo è comunque “governato” (personalmente ho potuto constatare con “dubbi principi”) da qualcuno mentre il blog rimane proprio.
Il pericolo però è che proprio togliendo i riflettori dalla blogosfera si avalli quell’opera di ‘censura’ che in molti stanno facendo su di essa. E questo significa che, poco o tanto, ma evidentemente fa ancora paura!
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Alex - Microsmeta — Il 22/03/2009 alle 14:34
Questo post è la dimostrazione che i blog non solo non sono morti, ma sono ancora insostituibili, se si vuole approfondire un argomento. L’interazione che hai tramite FF o Twitter con tutti i tuoi contatti è solo conseguenza dell’architettura di quel servizio che ti fa unicamente da hub, concedendoti niente più che un piccolo spazio. Quando vuoi chiarire un concetto e dargli enfasi, torni qui… Lunga vita ai blog, io penso che prima o poi ci sarà un’inversione di tendenza anche per quanto riguarda Facebook!
Randagia — Il 22/03/2009 alle 16:24
Io aggiungerei un bel “chissene” … Ma io forse sono un caso particolare di blogger: di quelli che non configurano il contavisite. Non che mi faccia schifo sapere se quel che scrivo venga letto e apprezzato o meno. E’ cambiato l’audience non lo scrittore: chi ha voglia di scrivere continua a scrivere: se scrivi solo per avere lettori, e calate le visite scrivi di meno.. beh forse devi farti delle domande.
Integrare il blog con feis non e’ poi’ cosi’ male: certo , ti giochi quella che era un gran vantaggio (almeno per me) del Blog: l’anonimia!
Randagia, che ha adattato il blog alle SN e non le dispiace poi cosi’ tanto…
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Rick — Il 22/03/2009 alle 20:42
@Randagia : un bel chi se ne frega ci sta a prescindere..
detto questo, nel mio caso, l’anonimato non è una priorità.
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settolo — Il 22/03/2009 alle 19:48
Questo post mi sta convincendo ad iscrivermi a FriendFeed. Proviamo.
Però c’è una grossa differenza che fino ad ora mi ha bloccato, e che è un po’ la differenza che secondo me c’è stata a suo tempo tra le chat in IRC e le chat tipo Messenger: i blog sono pubblici, i socialnetwork partono da una rete di amicizia. Io amavo IRC e non ho ritrovato lo stesso piacere su Messenger.
Ora proviamo cosa capita con FriendFeed e se anche quello strumento mi farà sentire lo stesso limite (Facebook già lo so, e mi piace il giusto).
soloparolesparse — Il 23/03/2009 alle 10:19
Daccordo su tutta la linea.
I Social Network sono altro dai blog o quanto meno hanno fornito strumenti più adatti per alcuni usi (impropri?) che venivano fino a poco fa demandati ai blog.
Ho parlato anch’io della questione qualche settimana fa… riaasumendola in questa considerazione.
Se il social è la piazza dove si incontrano persone per scambiare due battute in tutta fretta, il blog è casa mia, dove accolgo chi voglio per riflessioni più approfondite.
http://www.soloparolesparse.com/2009/02/i-social-network-stanno-ammazzando-i-blog/
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Oscar Ferrari — Il 23/03/2009 alle 10:36
feisbuc va anche bene, ma tra esso e i blog vi è la stessa differenza che passa tra un gelato artigianale e uno industriale
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Rick — Il 23/03/2009 alle 11:08
Ciao Francesco.
Condivido ma sottolineo che nel mio post non ho mai detto che i blog moriranno.. ho solo parlato di ricollocazione naturale. La questione della scarsità di commenti è però a mio avviso un indice da valutare.
ciao
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Ottantotto — Il 23/03/2009 alle 11:30
Articolo interessante, riflessione utile. Soprattutto perchè anche io penso che in questi tempi ci sia una vera e propria “riqualificazione” della funzione dei blog.
Il futuro dei blog? Io penso resteranno solo le persone più “professionali”, le figure più interessanti, le altre si sposteranno sui social network per raccontare la propria vita agli amici, creare uno degli innumerevoli gruppi che nascono ogni secondo, evitando di riempire i motori di ricerca di informazioni copiate, inutili, già viste.
Sono d’accordo con Francesco sullo stato di salute dei blogger e d’accordo con Riccardo sulla “ricollocazione naturale”!
Buon inizio settimana a tutti
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marbio — Il 23/03/2009 alle 11:35
Sono d’accrodo con quello che hai scritto Francesco.
Il modo di “bloggare” è cambiato in modo considerevole in questi ultimi anni a causa della sempre maggiore influenza degli strumenti web2.0 e dei social network.
Però a livello di concezione il blog non morirà mai e neanche gli altri strumenti di pubblicazione di contenuti come i Wiki. Quello che sta alla base di tutto è la condivisione della conoscenza e tutti i nuovi strumenti social non fanno altro che propagare e selezionare questa conoscenza.
Ciao.
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elisa — Il 23/03/2009 alle 11:39
E’ vero, in questi giorni si fa un gran parlare della cosiddetta morte dei blog. La tua è una bella riflessione, non avevo mai pensato ai SN in questa luce. Secondo me, però, non bisogna guardare ai SN con l’ottica del blog, o al blog con l’ottica del SN: sono cose molto diverse. Magari le persone si rivolgono ai SN perché sentono che così possono colmare una lacuna che forse il blog non potrà mai colmare, proprio per la sua stessa natura. Credo che le persone cerchino un modo di discutere più libero, con meno vincoli del blog: il blog, per come io la vedo, non è il terreno più adatto alle discussioni “vere”, quelle in cui si sente un vero spirito di gruppo. Altra questione che potrebbe spiegare il successo dei SN è il fattore “moda” (molti lo fanno solo perché “lo fanno tutti”), e credo che in questo momento sia un fattore che ha molta più influenza che in tempi passati. Infine, forse le persone hanno scoperto che gli piace di più parlare con la persona X, più che parlare dell’argomento X.
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Francesco Gavello — Il 23/03/2009 alle 14:57
@Soloparolesparse: credo che il paragone calzi a pennello. Da un lato la velocità della piazza e dell’informazione frammentata, dall’altro la relativa quiete e complessità di un discorso ospitato in casa propria.
Inoltre non sono così sicuro che i social possano mai arrivare a sostenersi autonomamente senza basarsi su del contenuto creato in forma “più stabile” (passatemi il termine) sulle pagine di un blog. E’ come se si sostenessero a doppio senso senza mai prevalere l’uno sull’altro.
@Elisa: è un punto al quale non avevo prestato attenzione. Credo che la capacità di costruire un discorso di gruppo dipenda però proprio da chi cura il blog e da come si pone nei confronti del contenuto generato dai suoi stessi lettori. Non utilizzandolo come comunicazione a singolo senso, insomma.
Ma qui riconosco che il range di situazioni sia veramente vasto e dipenda dalle inclinazioni del singolo ad essere più o meno recettivo in tale senso.
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Superkick — Il 23/03/2009 alle 15:37
Sono pienamente d’accordo con tutti i concetti affermato da Francesco. I blog si stanno riqualificando moltissimo ultimamente, ed anche la blogosfera mi sembra molto più in forma che quanto non lo fosse tempo fa. Il concetto stesso di Blogosfera sta cambiando, stiamo assistendo ad una sorta di “selezione naturale” che porterà senza dubbio ad una ferma divisione tra Social Network e Blog.
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chit — Il 23/03/2009 alle 16:56
Sarà, ma io resto fedele al caro e vecchio blog, in barba al numero di commenti
Cristiano — Il 23/03/2009 alle 18:28
In realtà non stanno “morendo” i blog od i contenuti ad essi associati, quanto i flussi di commenti che da essi ne derivano, perchè si stanno spostando su Friendfeed, Facebook (Twitter ??) e quant’altro.
Questo è sicuramente un male, più che altro perchè tende a frammentare le discussioni ed a disperdere la continuità ed omogeneità delle stesse.
In questo soono perfettamente d’accordo con Rick.
Male è però inserire riferimenti e link ai relativi social network nel flusso dei commenti ai propri post (ed in questo sono in disaccordo con Beggi): il lettore viene disorientato, soprattutto se non è particolarmente skilled su questo genere di esplorazione frammentata.
Per quanto riguarda la riduzione del numero dei commenti, io l’ho notata (anche se i contenuti del mio blog sono da sempre un “po’ refrattari” a lunghe discussioni, forse perchè spesso troppo esaustivi).
Sono comunque d’accordo con te sul fatto che da tutto ciò ne deriverà sicuramente una “selezione naturale” che comporterà uno sfoltimento della moltitudione di proposte presenti sul mercato a vantaggio di una maggiore pulizia nonchè qualità dei contenuti.
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Guido Arata — Il 23/03/2009 alle 19:24
Secondo me il “fattore FriendFeed” è troppo marginale per essere la causa di questo mutamento.
Perchè? Perchè della gente che legge i blog, solamente una piccola fetta sa cosa sia FF. Ho amici e conoscenti che hanno scoperto da pochi mesi cosa siano i blog, figurarsi tra quanto arriveranno a FriendFeed! Quindi ok, se stiamo a valutare con i nostri occhi, il cambiamento lo si può imputare a lui. Ma se si pensa più in grande, allora no, almeno a mio avviso.
Tutto secondo me parte dal fatto che chi entra adesso in Rete (i giovani) vedono il blog come una fonte di piccolo guadagno, di autosostentamento. Se notate, la maggior parte dei ragazzi tra i 15 ed i 20 anni sono autori di blog “alla Geekissimo”, che scrivono per portarsi a casa 60 euro al mese, o ragazzi che dopo queste esperienze “si mettono “in proprio”, con blog da titoli “Io sono Geek”, “Tutto dalla Rete” e simili (che al 90% dei casi durano poco, molto poco). Sarà la cultura, sarà la società nella quale viviamo, ma ilq uadro della situazione attuale è questa. Peccato che il blog come è nato non sia questo.
Allora pensiamo: bhè, allora sarà il blog a cambiare, cambia proprio in questa direzione. Ed invece la bilancia ci ha dimostrato che non funziona proprio così (faccio riferimento alla recente crisi dell’Advertising Online).
Quindi io cosa ho visto? Le “forze giovani” concentrarsi su un modello sbagliato, costruire castelli di carte che ora crollano. Gli iniziatori del blog, invece, restano i soli bloggers veri e propri, che però portano (come è normale che sia) avanti il blog come lo facevano 3-4-5 anni fa. E questo, in un luogo dinamico come la Rete, non giova.
Non so se sono risucito a rendere l’idea…ma in poche parole non ho visto forze nuove entrare nel mondo del blog (se non nel modo sbagliato spiegato poco sopra), e quindi il blog rischiao paradossalmente di diventare anacronistico. Non adesso, ma alla lunga.
G.
Massimo Prete — Il 23/03/2009 alle 21:18
I contenuti presenti in Blog di Nicchia non credo possano essere sostituiti dai Social NetWork.
Al contrario, il blogger può utilizzare a proprio vantaggio, i social per diffondere le idee del proprio Blog.
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Blogger che non sono stati at marco.log — Il 23/03/2009 alle 22:15
[...] hanno parlato più o meno tutti, sicuramente blogger molto più autorevoli del sottoscritto, eppure io la vedo un po’ diversamente, ed anche se questo post non avrà [...]
Ecco perché i blog non moriranno (o almeno non a breve) | Kobayashi Blog — Il 23/03/2009 alle 23:02
[...] giorni – per limitarci all’Italia – si è registrato l’intervento (pur autorevole) di Andrea Beggi sull’argomento, mentre oltreoceano non si contano ormai più i funerali di questo strumento [...]
La rete risponde: Vivere e morire in rete — Il 25/03/2009 alle 09:54
[...] ritorniamo alla domanda di partenza: il blog è morto o è ancora vivo? Parere espresso da fonti attendibilissime, ci dicono che il blog è vivo e vegeto: “[...] ambienti come Tumblr, Twitter e FriendFeed [...]
ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo! — Il 25/03/2009 alle 13:15
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
Sparare banner come si farebbe con un cannone contro una mosca può avere un senso quando le mosche sono milioni. La vera questione è che guadagnare online è difficile: ci sono molti modi per farlo, ma nessuno di questi è adatto per tutti…
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diggita.it — Il 25/03/2009 alle 13:15
Internet marketing: servono nuovi modelli, il problema è trovarli…
Sparare banner come si farebbe con un cannone contro una mosca può avere un senso quando le mosche sono milioni. La vera questione è che guadagnare online è difficile: ci sono molti modi per farlo, ma nessuno di questi è adatto per tutti…
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Vivere e morire in rete | OpenWorld — Il 25/03/2009 alle 17:34
[...] ritorniamo alla domanda di partenza: il blog è morto o è ancora vivo? Parere espresso da fonti attendibilissime, ci dicono che il blog è vivo e vegeto: “[...] ambienti come Tumblr, Twitter e FriendFeed [...]
Carlo — Il 26/03/2009 alle 10:37
@Francesco
Anche io sono completamente d’accordo su tutta la linea, e secondo me un ricollocamento come scrive Rick, sinceramente lo vedo come un taglio di rami secchi e detto internos, era ora che arrivasse!
@Rick
Sui commenti, in Italia non è che siamo mai stati così abbondanti, personalmente nel mio blog ho trovato addirittura un anumento, ma che dirti… sicuramente se fossimo nati negli USA non avremmo questo calo, IMHO.
Ciao a entrambi e a tutti!
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Tipi d’aMare » Blog Archive » MutaMenti — Il 26/03/2009 alle 16:22
[...] spunto da un bel post di Andrea Beggi per fare a mia volta un post che si darà la zappa sui piedi, ma pazienza. [...]
leonardo vaghaye — Il 26/03/2009 alle 21:32
Mi hai convinto ad iscrivermi su Friendfeed.
Prima o poi.
Un giorno magari te ne sarò grato.
ciao,
leo!
Laura — Il 27/03/2009 alle 12:19
Forse nei social si ha più immediatezza e velocità, ma nei blog si riesce molto di più ad approfondire gli argomenti…i social si rivolgono ad un pubblico molto più ampio e sono un forte aggragatore, ma nei blog si fa conversazione d’elite, si richiamano a seconda degli argomenti le persone di volta in volta interessate…non c’è un meglio o un peggio…solo una diversità che può benissimo convivere
Fantasilandia » Blog Archive » Identità digitale e social media — Il 07/05/2009 alle 15:23
[...] alla necessità di ripensare al ruolo del blog nell’ambito della rete. In effetti, come evidenziato da altri blogger, il blog sta attraversando una fase di crisi (anche se troverei più corretto parlare di [...]
.commEurope » Lo shift continuo di servizi e contenuti in Rete — Il 17/05/2009 alle 17:47
[...] Marzo 2009Lo shift continuo di servizi e contenuti in Rete Si discute molto di presunti svenimenti, morti apparenti e di qualche coma (ir?)reversibile di blog un tempo floridi [...]
Matteo Sassano — Il 17/05/2009 alle 19:44
Contenuti, commenti, notizie… E’ tutto troppo veloce e i contenuti di qualità sono difficili da scovare.
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AriadiTerra — Il 01/06/2009 alle 04:46
Ciao a tutti. Non vi conosco e voi non conoscete me. Io ho un blog da pochissimo e condivido l’idea di chi dice che è piuttosto impegnativo e richiede tempo, ma permette di creare ciò che in fondo tutti cerchiamo, la comunicazione. Per me come molte altre persone luoghi come i social richiederebbero capacità tecniche difficilmente raggiungibili. Per quella che è la mia natura, preferisco un luogo più tranquillo come un blog. In effetti qui mi sento un po’ persa dentro un labirinto…non so nemmeno come ho fatto ad arrivarci. Mi piace approfondire le cose e gli argomenti e mi interessa poco la comunicazione rapida ed essenziale che spesso è solo rumore, virtualmente e nella vita di tutti i giorni. Ciò non toglie che tutto è in evoluzione e in divenire, quindi dire no in assoluto non si può. Credo che il social abbia grandi potenzialità, ma sia più difficile da gestire e un po’ dispersivo. Senza contare che come già qualcuno ha detto, dà spazio all’intasamento da parte di chi ha realmente poco da dire.
Ma del resto il viruale è lo specchio del mondo e così van le cose anche là fuori…
erasmusjam — Il 04/03/2010 alle 19:22
Alla fine, dopo aver vagliato attentamente i blog e la miriade di social network esistenti, e tutto quello che oggi chiamiamo “2.0″, scopriremo che in fondo era meglio Usenet: comunicazione immediata, paritaria, tematica, anonima, non legata ad entità esterne dalle dubbie finalità.