God bless Apple shuffle
La musica è sempre stata una costante nella mia vita; il fatto che sia ormai completamente digitale mi da ancora più soddisfazione, specialmente quando la riproduzione casuale delle tracce del mio iPhone mi propone una playlist così mentre guido per tornare a casa.
Renee Olstead – What a difference a day makes. Un classico interpretato da una voce di talento poco conosciuta.
Steve Ray Vaughan – Cold shot. Un pezzo molto bello e meno noto di un musicista che ha segnato la storia del blues elettrico. Atmosfera torbida e ritmo ipnotico; potete accennare anche un po’ di air guitar.
Mamas and Papas – Make your own kind of music. Tutti i fan di Lost la conoscono, probabilmente è la versione anglofona della “Canzone del sole”. Da cantare tutti assieme a squarciagola. Spiaggie, fuochi, quelle robe lì.
Planet Funk – Who said (posillipo mix). Fantastica elettrodance di un gruppo italianissimo che non stonerebbe a Londra. Questo è un lungo remix di un pezzo cantato dalla voce inconfondibile di Dan Black, il cantante dei The Servant.
Alejandro De Pinedo – Sex on the beach. Un paraculissimo pezzo ambient che potete usare per cercare di sedurre il/la vostro/a ganzo/a. Talmente stereotipato che sembra quasi un classico, come il trash che diventa arte.
(Update per chi mi legge dall’aggregatore: sul post c’è un widget che vi permette di ascoltare i brani; dal feed non si vede.)
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