Andrea Beggi

Upgrade your skills to match your machine.

Sistema di ricarica ad induzione Powermat

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

PowermatSto provando il sistema di ricarica Powermat da qualche giorno; è costituito da una base, che può ricaricare fino a tre dispositivi contemporaneamente, e da una cover per iPhone dotata di un apposito ricevitore. La batteria viene ricaricata semplicemente appoggiando il telefono sulla base grazie al fenomeno dell’induzione magnetica, e non c’è nessun cavetto da collegare.

La cover contiene il ricevitore, che sporge leggermente dal dorso del telefono, e un connettore interno che si inserisce nell’iPhone “replicando” all’esterno una porta micro USB standard che può essere tranquillamente usata per la sincronia con iTunes; date un’occhiata alle immagini qui e capirete di cosa sto parlando.

La sistemazione sulla base è aiutata dalla cover leggermente magnetizzata che guida l’iPhone nella posizione corretta, confermata da un suono e dall’accensione di un LED bianco. Al termine del processo di ricarica la base smette di alimentare la batteria, per preservarla nelle migliori condizioni possibili e risparmiare energia. La base viene alimentata a sua volta da un trasformatore di generose dimensioni; due tasti sul retro permettono di regolare intensità del LED e volume del suono di avviso. C’è anche una presa USB standard che permette di alimentare qualsiasi dispositivo via cavo; un chip RFID contenuto nelle cover e nei copribatterie dei dispositivi supportati permette alla base di sapere quello che sta caricando e regolare di conseguenza i parametri di ricarica in modo ottimale.

La fattura della base è di ottima qualità, la cover è molto bella e piacevole da impugnare, ma è leggermente più spessa del normale a causa della presenza del ricevitore sul retro; non mi pare interferisca in alcun modo sulla funzionalità del telefono né sulla sensibilità alla rete 3G e/o WiFi. I tempi di ricarica mi sembrano gli stessi dell’alimentazione tradizionale.

Alla prova dei fatti il sistema è molto pratico ed intuitivo: appoggiare il telefono da qualche parte una volta arrivati a casa o in ufficio è un gesto estremamente naturale, che in questo caso permette anche di ricaricare il dispositivo. Chi non ha mai dimenticato di mettere in carica il telefono la notte per poi trovarlo scarico la mattina?

Al momento mi pare di capire che i dispositivi supportati siano iPhone, iPod Touch, Nintendo DS e alcuni modelli di BlackBerry. C’è anche un sistema universale da appoggiare sulla base con una serie di connettori per ricaricare i dispositivi più diffusi, ma se si deve collegare comunque un cavo tanto vale non avere tutto l’accrocchio, secondo me. Se un sistema come Powermat prendesse piede si potrebbero avere telefoni che supportino la carica ad induzione in modo nativoeliminando il problema degli alimentatori multipli, che è talmente sentito da aver indotto la comunità Europea a pronunciarsi in merito.

La base costa 89 euro (99 la portatile) e la cover/ricevitore 40 euro; si tratta di prezzi abbastanza alti, giustificati dalla nuova tecnologia e dalla buona fattura dei prodotti. Considerando che le cover migliori per iPhone superano tranquillamente i 20 euro, il costo del ricevitore non è neppure troppo alto; probabilmente la spesa comincia ad avere una ragione utilizzando tutti i tre alloggiamenti disponibili.

Lo comprerei? Per un solo dispositivo, sinceramente no. Se pensassi di usarlo per ricaricare iPhone, il Nokia E51 e il BB di Nives, magari un pensiero ce lo potrei anche fare.

Grazie a Mafe e a Stefano Godio, ai quali ho ripetutamente “paccato” gli inviti per un aperitivo, per avermi mandato il sistema. Come sempre, nessuno mi ha chiesto nulla se non la mia opinione, e non ho ricevuto alcun compenso.

Questo post non è taggato.

48 Commenti

gf | #

Si riesce a sapere qualcosa a proposito dell’efficienza energetica di questo device?

anonimo | #

una volta questo blog era molto bello
ora sembra essere diventato pubblicità per vari gadget tecnologici….

Andrea | #

Anonimo: E’ la tua opinione. Mi dispiace. Scrivo solo di quello che provo e che mi piace, non vengo pagato e se devo parlare male di qualcosa lo faccio tranquillamente. Nokia non mi manda più nulla da provare, ad esempio. 🙂
Mi dispiace anche che tu non abbia firmato il tuo commento, vergognandoti della tua opinione. Io almeno ho il coraggio delle mie.

Emanuele | #

Finalmente si inizia a vedere in commercio, però come dicevi tu, ha poco senso fin quando servirà un ricevitore per ogni apparecchio. Non può diventare il sostituto del caricabatterie tradizionale perché sarebbe da stupidi portarsi dietro ricevitore più base (di quelle dimensioni). Chissà quanti anni passeranno prima che i sistemi di ricarica siano tutti così (e penso anche ai laptop!).
Ciao,
Emanuele

Andrea | #

@gf: i dati riportati sul sito recitano: Tensione di ingresso: 100-240 V CA, 50-60 Hz Universale, Tensione di uscita: 18 V CC, Corrente di uscita: 0,83 A, Corrente di stand-by: 0,011 A, Potenza adattatore: 15 Watt. Sul manuale nella scatola non c’è nulla.

Roland | #

In un mondo sempre più wireless l’iPhone purtroppo ancora non si sincronizza via WiFi/bluetooh.

spidos | #

ma “la corrente” sulla base da dove arriva? Trasmissione energia via wireless? O cavo su presa da 220 a fianco al comodino? Potresti spiegare meglio?

Matteo | #

La base è collegata alla presa a muro tramite un normale trasformatore. La parte “wireless” si ha fra la base e il telefono

spidos | #

@matteo, ehhh, come il mio spazzolino da denti Oral-B.
Bello il design, comodo come diceva Andrea solo se uno ha 3 iPhone 2 BlackBerry etc etc

BlogMasterPg | #

Ke figata!1
Lo voglio come regalo di Natale. Troppo bulo!!
Tesla Docet!!

Matteo | #

I prezzi sono un po’ altini ma se uno vuole la tecnologia…
Se in futuro supporterà anche il mio N95 ci farò un pensierino. L’iPod ce l’ho, la DS anche… vedremo.
Complimenti per la recensione, mi hai chiarito degli aspetti che non conoscevo.

Fabio13 | #

Certo che le caratteristiche tecniche sono veramente al minimo.
Che io sappia, questa tipologia di “alimentazione” ha una efficienza massima del 70%, fortemente dipendente da distanza e posizione reciproca di trasmettitore e ricevitore.
Per avere l’efficienza totale a questo 70% si deve togliere il rendimento dell’alimentatore del sistema (un altro 80% ad essere ottimisti).

Dani | #

1- Costa tanto
2- Non so dove abbia preso i dati dell’efficienza Fabio13, ma in ogni caso il sistema è più complesso del caricabatterie tradizionale, e quindi è probabilissimo, se non certo, che sia meno efficiente
3- Il telefono (o altro dispositivo) si ricarica stando in una posizione ben precisa sulla base: è una soluzione meno flessibile del tipico cavetto, perchè almeno col cavetto ho un minimo di libertà di movimento che mi permette di usare il cellulare durante la ricarica
4- La base viene alimentata via cavo da un grosso trasformatore, dopodichè dalla base al cellulare l’energia viaggia per induzione: ma sono solo io che penso che sia un stron**ta immane? Gli ingombri sono maggiori rispetto al piccolo alimentatore del cellulare, col powermat c’è anche la base che occupa spazio, e alla base arriva comunque un cavetto… l’unica comodità quindi consiste nell’appoggiare il telefono anzichè fare l’enorme fatica di inserire un connettore? Eh beh, allora sì che conviene, soprattutto considerando il fatto che il cellulare deve essere “ingusciato” da una cover che gli aumenta le dimensioni (eh, le dimensioni contano :P) e lo copre? LOLLISSIMO!
Con questo non voglio criticare l’articolo perchè Andrea è liberissimo di scrivere tutte le recensioni che vuole, e comunque ci ha fatto conoscere un prodotto “nuovo” e le sue opinioni a riguardo.

—-MODALITA’ OT ATTIVATA —MODALITA’ PROVOCAZIONE ATTIVATA.
Ci lamentiamo tanto della crisi, ma non siamo proprio capaci di smetterla di farci attrarre da ogni minima cagata eh?
Facciamo le pubblicità per ricordare di non lasciare gli elettrodomestici in stand-by (giustissimo), ma poi siamo pronti a usare un sistema poco efficiente perchè “è più figo”? Viva la coerenza!

E poi, come dice Andrea, al limite che siano i produttori di cellulari ad integrare direttamente nel cellu la parte che riceve l’energia dalla base: non vedo perchè me la debba comprare io, coprendo il cellu e spendendo soldi!
Stesso discorso degli elettrodomestici da disalimentare completamente: io il pc con tutte le periferiche le stacco quando non le uso perchè ho messo un interruttore alle loro prese, ma vogliamo parlare del decoder digitale o dello stereo? Se li disalimento, il decoder deve rifare il boot alla successiva accensione, mentre lo stereo perde le stazioni radio memorizzate 🙁
Sono stufo di essere io a spendere per attrezzarmi con le ciabatte elettriche con l’interruttore, alimentando la domanda di questi componenti sul mercato e facendo guadagnare i produttori: è ora che le industrie progettino elettrodomestici che possono essere spenti al 100% e siano loro a piazzare un bell’interruttore per spegnere tutto, se ci tengono veramente a salvaguardare l’ambiente!
Sono andato OT ma l’idea è quella di far girare le rotelle nel cervello della gente che legge: smettiamola di farci abbindolare dalle cazzate e ragioniamo un po’ di più!

Un saluto a tutti quelli che sono riusciti a leggere fino in fondo il mio commento 😀

@spidos: mi hai tolto le parole di bocca, stavo per farlo anche io l’esempio dello spazzolino 🙂
In quel caso la soluzione ad induzione ha molto più senso, perchè così lo spazzolino rimane ermetico e non ha contatti che sono esposti all’esterno e all’acqua e dentifricio! Questi però son problemi che non c’entrano nulla con cellulari, iphone e nintendo.

luigis | #

Ma tenendo spesso in ricarica un cellulare le pile non si danneggiano/logorano? Alcuni dicono che le moderne pile al litio al loro interno hanno un chip che interrompe l’alimentazione quando è carica, ma io mi chiedo sempre se convenga ricaricare le batterie anche se non sono completamente cariche.
Altre domande:
-riesce a caricare la pila al 100%
-Impiega più tempo rispetto al trasformatore dell’Iphone?

Andrea | #

Leggere il post aiuta a capire. 🙂 Come ho detto, la carica si interrompe quando la batteria è carica. Si carica del tutto e i tempi sono gli stessi dell’alimentatore tradizionale.

Net Flier | #

è una stupidaggine questo prodotto..l’avevo visto tempo fa in una pubblicità in rete..le considerazioni di dani devono essere scritte a caratteri cubitali sulla scatola: è un gingillo, non un caricabatterie..

Fabio13 | #

@Dani
Cerca su google “wireless power consortium”, la fonte di quel famoso 70% è lì, quanto possa essere attendibile è difficile dirlo.

dadevoti | #

In effetti questo sistema pecca di efficienza

Dani | #

@Net Flier: troppo gentile (purtroppo 🙁 )
@Fabio 13: thanx, ho visto le slide e mi pare di aver capito che è l’efficienza di una parte del sistema, non di tutto (tieni cmq conto che i miei neuroni ora dormono 😛 ).

marco83 | #

complimenti a dani per aver scritto esattamente quello che pensavo, con qualche divagazione. questo prodotto si vanta di risolvere un problema e una scomodità che francamente nessuno di noi percepiva. a prezzi decisamente alti, in termini di denaro e energetici. meglio sarebbe che tutti i produttori si uniformassero e adottassero lo stesso caricabatterie. a quel punto avremmo risolto tutto.

mi spiace dirlo, ma spero sia un flop

claudio | #

Visto che si va con i numeri…
=:-)

1) non e’ una novita’, la braun usa questo modo gia da 25 anni per gli spazzolini

2)se l’allineamento non e’ perfetto non avviene il trasferimento di energia correttamente.

3) il rfid in realta’ vi e’ per un motivo semplice: evitare che appoggiandovi un paio di forbici alimentiate quelle.

4) il rendimento dipende dal traferro… Con tutto quel gioco sara’ meno del 50%

L’attrezzatura invero e’ semplice, tanto semplice che se non fosse per le forbici potrebbe fare a meno anche dell’alimentatore del rfid, del led… ma essere solo un paio di giri di rame e la scocca da “appiccicare” al telefono.
Per via della forma, data dal traferro che entra nello spazzolino, e della bassissima corrente la braun non ha dovuto complicare lo spazzolino e mantiene l’elganza della semplicita’ (KISS)

Basterebbe avere i cradle originali dei telefoni per essere gia piu’ comodi ma la gente ha deciso che 10 euro son troppo di piu’ nella confezione.

L’effetto era lo stesso: bastava appoggiare il telefono: tutti i nokia per molti anni (es 6110, 5100,7110, 6310…) ebbero l’aggancio posteriore identico per permettere un unica basetta.

Anche ericcsson fece quacosa di simile, addirittura il primo smartphone mai esistito poteva essere infilato nella basetta del primo prezzo con i tasti punchball

Poi hanno capito che al compratore la comodita’ non interessava. Solo il prezzo apparente.

Adesso sembra di nuovo importante

Quando qualcuno si accorgera’ delle batterie?
😛

Stegodio | #

Scusate “l’intrusione” ma visto che sono, in sostanza, “il colpevole” dell’introduzione di Powermat sul mercato Italiano spero di poter chiarire un paio di aspetti che sono stati discussi con molta “energia” sui post precedenti.

Essendo un utilizzatore entusiasta del nostro stesso prodotto (con un BB 8310, una Nintendo DSi, e un iPod Touch oltre agli altri apparecchi che carico con il Powercube universale) posso cominciare dagli aspetti di utilizzo quotidiano:

Prima di cominciare ad utilizzare il Powermat il mio BB aveva perennemente la batteria “rossa” che mi comunicava
l’imminente morte dell’apparecchio. Oggi, grazie al Powermat, ho in sostanza uno “svuotatasche magico” che mi ricarica il telefono ogni volta che lo tolgo dalle tasche rientrato a casa. E’ da mesi che non mi si spegne piu’ il telefono a meta’ giornata.
Quando viaggio per il mondo mi porto dietro una unica base di ricarica e, se mi serve, il Powercube universale. Mi sono sbarazzato di una massa di caricabatterie che mi intasava perennemente la tasca frontale della mia 24ore sostituendola con una unica presa di corrente.
Ho smesso di litigare con mia moglie su chi abbia “piu’ bisogno” del caricabatterie che stava perennemente attaccato al muro del soggiorno. Ora sia io che lei possiamo ricaricare i nostri telefoni allo stesso tempo senza doverci “rubare la presa” o senza dover lasciare perennemente 3 o 4 alimentatori sempre attaccati alla presa tramite la nostra fedele “ciabattona”…
E poi la cosa piu’ patetica di tutte… mi diverto come un bambino a sentire il suono che la base fa ogni volta che “riconosce” il mio telefono… caricare le batterie e’ diventato (QUASI) un divertimento… l’ho detto: patetico…

Vabbe’ mi sono dilungato troppo sugli aspetti quotidiani… ma vi assicuro che chi comincia ad usarlo se ne innamora immediatamente…

Stegodio | #

Passiamo ai punti deboli:

Il costo.

E’ un prodotto che, pur utilizzando una tecnologia arcinota come l’induzione magnetica (l’esempio dello spazzolino Oral B l’ho usato io con i giornalisti durante la conferenza stampa di presentazione del prodotto) e’ molto piu’ sofisticato di quanto si possa pensare in quanto la base riconosce fino a 4 prodotti diversi, di case diverse, con necessita’ di ricarica diverse ed incorpora infine anche le funzioni di autospegnimento a carica raggiunta ed una effficienza di ricarica che ci permette di garantire una velocita’ pari o superiore alla gran parte degli (scadentissimi) caricabatterie originali… tutte queste caratteristiche ne fanno un prodottto estremamente “intelligente” ed (ahime’) costoso da produrre.

La mancanza di piu’ “soluzioni dedicate”.

Abbiamo cominciato con Apple, Blackberrry e Nintendo perche’ “da qualche parte bisogna pur cominciare” ed abbiamo prodotto il Powercube Universale per “tappare tutti i buchi”. A Gennaio al CES di Las Vegas presenteremo la soluzione INTEGRATA NELLE BATTERIE… sicuramente capirete di che genere di rivoluzione si tratti per tutti gli altri telefoni (Nokia, Samsung, etc etc) ed apparecchi.

Stegodio | #

Ho gia’ rubato troppo spazio…
ma saro’ ben lieto di rispondervi se vorrete porgermi altre domande piu’ specifiche.
O tramite lo spazio fornito da Andrea (che ringrazio per l’ospitalita’) o sugli spazi di FriendFeed http://friendfeed.com/finnico o di Twitter http://twitter.com/stegodio

Mi rendo conto che nessun prodotto puo’ piacere a tutti… e mi rendo conto che nessun prodotto e’ perfetto… ma almeno spero che si possa riconoscere a Powermat di essere un prodotto innovativo in un settore che di novita’ non ne proponeva da anni…

Vi ringrazio per l’attenzione e (scusatemi ma non riesco a resistere): BASTA FILI!

Stefano

marco83 | #

complimenti per la pubblicità gratuita…, ma sul fronte rendimenti energetici non ho visto nessun accenno…

in un momento in cui TUTTE le apparecchiature spingono verso il il risparmio energetico (ciabatte on off, classi A A+ etc etc), voi sembrate andare colpevolemente controcorrente…

quantomeno un oggettivo accenno a riguardo sarebbe ben gradito oltre che doveroso

saluti

Andrea | #

Non è mio compito difendere il prodotto (e non è pubblicità, evidentemente non hai letto tutto il post), ma mi pare che usare un solo alimentatore per tre dispositivi sia più ecologico che usarne tre separati, anche al netto di eventuali perdite di efficienza.

Stegodio | #

RENDIMENTI ENERGETICI:
Mi sono fermato in quanto i miei post (oltre che noiosi) cominciavano ad essere anche troppo lunghi.
Ma forse e’ il caso di aggiungere due parole sull’aspetto “green”.
L’idea di Powermat e’ proprio quella di sostituire una intera multipresa con 2 o 3 o 4 alimentatori sempre connessi.
Ognuno di questi “mini vampiri” succhia energia anche in completo standby. Il singolo alimentatore Powermat ha la certificazione Americana Energy Star di Livello 5 e rispetta, ovviamente, gia’ le nuove normative Europee EuP.
La funzione di autospegnimento a carica raggiunta ed una ricarica (in media) del 9% piu’ rapida rispetto ai caricabatterie tradizionali completano il quadro.

Stegodio | #

Se vogliamo poi entrare ancora un poco piu’ nello specifico della ricarica ad induzione magnetica di Powermat l’efficienza “globale” da presa a connettore e’ all’incirca dell’80% (con alcuni caricabatterie originali che forniscono invece un’efficienza del 60-70%). L’efficienza “specifica” tra base e ricevitore e’ superiore al 90%.
Tutte queste cifre, che ci permettono di garantire una ricarica veloce quanto (o piu’ veloce) dei caricabatterie originali, spiegano anche in parte il costo del prodotto.
Abbiamo tentato di bilanciare tutti gli aspetti dal risparmio energetico alla rapidita’, dal design all’ingombro… sicuramente non siamo riusciti a far felici proprio tutti… ma almeno ci abbiamo provato… 🙂

marco83 | #

mi sembran dei rendimenti decisamente molto buoni, superiori a quelli che francamente mi attendevo!

complimenti, non deve essere stato facile coniugare tutti questi aspetti.

Stegodio | #

Grazie per i complimenti.
Ti assicuro che sono sudatissimi!!! 🙂 E non siamo ancora soddisfatti… infatti al CES di Las Vegas presenteremo le nuove soluzioni integrate nelle batterie che aumentaranno ulteriormente l’efficienza.
La parte piu’ complessa e’ qualla del contenimento costi… 😉

AIUTOOOOOOO | #

lo voglio comprare per natale pure ioooooooooo
dove si compraaaaaaa??
ho provato a contattare via email il sito http://www.powermat.com ma nessuno mi risponde vorrei sapere i tempi di consegna visto che deve essere un regalo di natale!
sapete dirmi qualcosa?!?!

claudio | #

Gentile stegodio abbi la pazienza di non esagerare in eccessi. Non e’ certo roba hitech e non e’ certo l’unico sistema svuotatasche, salvo che con tal aggettivo si voglia definir altro.

E’ un oggetto carino, nulla piu’, con un design aggressivo. Se poi avra’ successo perche’ la gente lo trovera’ comodo / simpatico /figo… non lo so.
Ma se rimaniamo sul tecnico non e’ piu’ comodo di una culla del 1990 con i contatti e sicuramente ha un rendimento inferiore del 20%.

Oppure devo ricordare che i CB dei cellulari 20 anni fa erano disponibili anche con doppio tronetto intercambiabile e potevano caricare 2 cellulari diversi e in contemporanea le 2 batterie a parte?
Cosa fa il suo apparecchio in piu? Lascia in orizzontale il prodotto cosi non si vede la chamata?
Non carica la batteria a parte?
ingrassa la sagoma del prodotto?
Maddai…

Dani | #

@Stegodio: vorrei riuscire a tornare sull’argomento, ma valutare bene tutte le informazioni che hai fornito qui e visitare completamente il tuo/vostro sito richiede del tempo e della lucidità che ora non ho. Però credo di poterti anticipare che di “bastonate” per te ne ho ancora tante 😛
Ehehe, intendo semplicemente dire che mi piacerebbe proseguire con la discussione per far emergere dei punti deboli del tuo sistema che ora intravvedo soltanto.
Per ora ti chiedo se hai provato a fare il calcolo del volume complessivo (cofanetto che contiene la base portatile + alimentatore + gusci ricevitori) che occupa la tua soluzione, e confrontarlo col calcolo del volume di tre caricabatterie (sì, dipende tanto dai prodotti considerati però se ne possono prendere 3 dei più piccoli e 3 dei più grandi per avere dei dati minimi e massimi).

Net Flier | #

stegodio, capisco che ti abbiamo inculcato un’idea in testa, ma vorrei farti capire alcuni punti caldi, di cui, soprattutto, molti sono dovuti a conti fatti male

prima di tutto, quell’affare occupa una borsa, altro che tre caricabatterie..è grande quanto uno skate..

in secondo luogo, non è mai troppo banale ripere il consumo in standby: se un televisore moderno (sony bravia 46″, uno a caso) consuma in stand by meno di 0.19W, vuoi sapere cosa incide sulla bolletta?

ora, una lampadina da comodino a luce strafioca, consuma 60W ed illumina a malapena la lingerie più eccitante

il caricabatterie, non avendo carico in uscita, consumerà, nella peggiore delle ipotesi, come il televisore (e sto esagerando)

ora, convincere cento persone a staccare il caricabatterie o lo stand by del televisore, aiuterà a risparmiare (considerando che le centrali girano lo stesso) ben 19W!

e devi convincere cento persone…

un’azienda normale che fa girare un centro di lavoro con un motore da 5kw, consuma i 5kw più il cosfi che generalmente è intorno a 0.6

ora dimmi se è più necessario puntare sul consumo aziendale più ridotto e gestito meglio o sullo staccare il caricabatteria dal muro..

che il mare sia fatto di gocce, ne sono ben convinto, ma non significa che dobbiamo farlo evaporare col becco bunsen..

Stegodio | #

Spero di riuscire a rispondere a tutti:
@CLAUDIO
Non mi pareva di aver ecceduto… mi scuso se il mio naturale entusiasmo per il prodotto risulta eccessivo. Comunque per sottolineare le differenze evidenti con le soluzioni che ricordi dal passato: il prodotto riconosce prodotti diversi, di fabbricanti diversi, con voltaggi diversi e li carica contemporaneamente spegnendosi quando la carica e’ completa. Un poco di tecnologia ci vuole. La posizione “orizzontale” e’ la stessa che avrebbe il telefono lasciato sul tavolo o sul comodino a caricare “normalmente” e dunque non vedo alcuno svantaggio (e la chiamata si vede e si sente comunque).
Hai perfettamente ragione sull’aspetto dell’ingrassamento del prodotto. La miniaturizzazione e’ l’aspetto che piu’ di tutti incrementa i costi e pone problemi tecnici. La soluzione attuale ci sembra accettabile (ma come tu dimostri si deve fare ancora di meglio). A Gennaio infatti saro’ lieto di presentarti la soluzione del ricevitore integrata direttamente nelle batterie.

@DANI
🙂 Spero di non essermele “meritate” le bastonate… sono solo entusiasta di un prodotto per la sua comodita’ d’uso e per l’ingegno della tecnologia. Non voglio certo cominciare una faida… 🙂
Il sistema ha sicuramente punti deboli… e ci mancherebbe altro! Ti faccio comunque presente che per chi viaggia esiste la versione specifica “Portable” che include anche gli adattatori per UK, EU e USA… 🙂

@NET FLIER
Io ho sicuramente subito un pesante “lavaggio del cervello” ma ti assicuro che una cosa e’ CERTA: da quando uso il mio Powermat non solo mi sono “dimenticato del fastidio” di ricaricare le batterie… e’ diventato addirittura (e LO SO CHE E’ PATETICO) un micro-divertimento. Non “vendiamo” il concetto per il risparmio energetico… vogliamo solo sottolineare che al contrario di quel che si potrebbe pensare non esistono sprechi dovuti all’induzione magnetica… tutto qui.
Il prodotto si vendera’ (o non si vendera’) solamente quando le persone lo avranno utilizzato per qualche giorno ed avranno vissuto in prima persona la comodita’ (o scomodita’) della ricarica wireless. 😉

Stegodio | #

@AIUTOOOOOOO
Un consiglio da “insider”… aspetta fino a Martedi’… e poi vai in uno dei tanti negozi di elettronica che vendono Powermat. Partira’ una “speciale” campagna Natalizia… Se invece devi assolutamente comprare online il sito corretto e’ http://www.powermateu.com/pm_it ed il numero di telefono del servizio clienti e’ 02 9148 3504 e la mail supportIT@powermat.com
Il prodotto dovrebbbe tranquillissimamente arrivare per Natale (ampiamente prima). Auguri di Natale anticipati.

Net Flier | #

Non mi piace andare così contro gli oggetti, perché mi sembra di andare contro le persone, anche se così non è..
Sinceramente, trovo difficile trovare un punto positivo, se non che è un bel gingillo..
Insomma, non puoi telefonare durante la ricarica, cosa per me fondamentale, è ingombrante, non porta vantaggi efficaci, costa uno sproposito..
Purtroppo, per come la vedo io, non ha un gran futuro, specie non appena saranno introdotti i caricatori unici..

Dani | #

@stegodio: ma no, che faida e faida! si tratta solamente di discutere, sia sugli aspetti tecnici che sono obiettivi e son quelli che m’interessano di più, sia su quelli soggettivi perchè c’è anche gente a cui semplicemente il tuo prodotto piace, e hanno tutto il diritto di comprarselo.
A me semplicemente spiace vedere che si producono molti oggetti superflui: poi quello che considero io superfluo non lo è per te e viceversa, e cadiamo in una conversazione infinita! Basterebbe solo un po’ più di senso della misura per migliorare la situazione, ma a tutto ci abituano tranne che a questo. Ma questi sono altri discorsi…

claudio | #

Normalmente non amo fare ping pong sui commenti.
Altrettanto di norma evito di parlare bene o male di un prodotto, come sanno quei 4 gatti che frequentano il mio blog.
Ancora non parlo mai di un prodotto non testato personalmente.

Pero’ quando ce vo’ ce vo’

Rincarare la dose con la novita che “il prodotto riconosce prodotti diversi, di fabbricanti diversi con voltaggi diversi”?
NON e’ una novita’ I CB con i tronetti intercambiabili lo facevano 20 anni orsono! Quindi NON e’ novita’ e’ NORMA.
Forse fuori norma e’ la vostra memoria. Fittavolini, cellular line… remember?
Anticamente si cambiava tronetto alla base da tavolo, oggi cambi la culatta. Nel pezzo in plastica vi era un componente che informava il chip, tipicamente un MAX qualcosa, di cosa si trovava di fronte.
Oggi cambia solo la tensione: un lavoro facile QUANTO OBBLIGATORIO.

“spegnendosi quando la carica e’ completa.”
Vorrei sperarlo, altrimenti sai che botto!
Oltretutto e’ il telefono che indica lo spegnimento: la cpu nella batteria il software del telefono svolgono un ruolo essenziale oramai da anni. Il vostro apparecchio, al limite, non puo’ impedire il fermarsi della carica.

“e li carica contemporaneamente” Vediamo di capire: un vecchio alimentatore doppio apparecchio quadriposto caricava 2 celli e 2 batterie caricando prima gli uni poi le altre. Aveva un alimentatore da 18W (12V1.5A)
Oggi decidi di pompare CONTEMPORANEAMENTE 5W nella usb (usb.org) +3 batterie e con un alimentatore da 17W (tuo sito) decidi che, usando parole tue, 4W “una velocita’ pari o superiore alla gran parte degli scadentissimi caricabatterie originali”.

Io di caricabatterie ne uso diversi, definire scadentissimi quelli switching di nokia mi sembra un pochetto eccessivo e il mio smartphone cinese viene caricato con ben 6W… dimenticavo alimentiamo anche 3 ponti di diodi, 4 stabilizzatori, le lucine e la logica dei rfid.

Ad essere cattivi, e in questo momento mi viene, potrei anche dire che e’ antiecologico. Molti alimentatori switching senza carico entrano in idle, il tuo, quello della base potrebbe non riuscire farlo per via dell’alimentazione dell’accrocchio per i rfid che deve esssere sempre attivo.

” che include anche gli adattatori per UK, EU e USA”
Che fortuna!, pensa che il mio sfortunato alimentatore da 9.9euri di nokia funziona fra 100V e 240V. Con un accessorio da 5,9euri va in tutto il globo terraqueo! come il vostro. OPS ma forse e’ il solito produttore che produce per 3/4 delle marche:http://www.salcomp.com/In_English/Products

Potrei andare avanti a lungo: non lo faccio e non lo faro’.
Mi fermo qui.

Mi da sempre fastidio che si dicano cose non del tutto corrette e soprattutto si spacci per novita’ una cosa vecchia, il marketing sta uccidendo la tecnica.
Ma forse la differenza fra qualita’ reale, idoneita’,
e percepita, il cosumatore e’ un’idi_ota,
la conosciamo bene, vero?

Questo apparecchio ha dei pregi ma non sono ne esclusivi ne quelli descritti.

Stegodio | #

Grazie Claudio.
Incamero e faccio tesoro degli appunti storici, tecnici e dei consigli. Ho idea che se mi azzardassi a rispondere non la finiremmo piu’ ed il tono categorico del tuo messaggio mi fa intendere che sia meglio che io desista.
Powermat non e’ una religione ed io non cerco di fare adepti. Se non ti piace non ti piace. Rispettabilissimo ed accettabilissimo.
Mi spiace solo che tu dica che si “spacci per novita’ una cosa vecchia” e che indirettamente forse mi consideri (quale utente molto soddisfatto) un poco idiota.
Incamero anche questo.
Ti saluto cordialmente.

Stegodio | #

@NET FLIER
Come ho scritto nel post precedente non sono un predicatore in cerca di adepti, cerco (con scarsi risultati) di portare a galla quei vantaggi del “gingillo” che ovviamente non sono cosi’ evidenti come pensavo.
Il fatto che non si possa telefonare durante la ricarica ti assicuro che e’ rilevante solo per chi con un caricabatterie tradizionale si “scorda di caricare” il cellulare ed arriva con la batteria cosi’ a secco da non riuscire nemmeno a finire una conversazione. Da quando ho il mio Powermat questo non mi e’ MAI successo (parola di giovane marmotta) :-). Quando e’ appoggiato sulla sua base e’ sempre carico al 100% (o poco meno) e finita la conversazione lo riappoggio senza nemmeno pensare al fatto che riprenda a caricarsi.

Ingombrante…: non posso darti torto.
Ha un ingombro.
Anche se il mio Blackberry e’ aumentato di uno spessore quasi impercettibile e la base resta sulla mia scrivania come un qualsiasi fermacarte.

Non porta vantaggi efficaci:
La mia opinione in merito e’ diversa dalla tua ma presumo che questo, per quanto io ci provi, non riusciro’ a trasmettertelo.

Costa uno sproposito:
Tanti “gingilli” costano anche di piu’ ma l’utilita’ percepita ne giustifica l’acquisto (io mi sono perfino preso un Kindle…). Ritorniamo al punto precedente… cio’ che per te vale nulla per me vale molto. Con le economie di scala riusciremo a farne scendere il costo di produzione… ma se sei un buon profeta (e per il nostro bene mi auguro di no) non ci arriveremo mai…
Peccato.

Il wireless charging mi sembra sia una bella idea, comunque.

Grazie ancora per i tuoi commenti e ti assicuro che non ci ho visto nessun tipo di attacco “personale”.
Le tue opinioni valgono quanto e piu’ delle mie.

Stegodio | #

@DANI
Quello che scrivi non potrebbe trovarmi piu’ d’accordo. Gli anglofoni lo definirebbero un “let’s agree to disagree”.
Una filosofia che mi trova in completa sintonia.

Io sono un “gadget freak” e se dovessi eliminare da casa il “superfluo” resterei con un coltello da pane ed una coperta.
Il Powermat, la Wii, il Kindle, la stazione meteorologica, il massaggiatore shiatsu… sono tutti oggetti di cui potrei senza dubbio fare a meno… come potrei forse fare a meno anche di automobile, blackberry, forno a microonde e aspirapolvere… Ma d’altro canto a me non interessa la macchina di lusso, non porto un orologio, non mi vesto firmato e mia moglie odia i gioielli… insomma… ad ognuno i suoi vizi.

Godere della ricarica wireless del mio Powermat e’ il mio vizio… lasciamelo godere senza sensi di colpa… 😉

Un saluto

Stefano

Napolux | #

Bah. Prezzo alto? Altissimo! E comunque devi dipendere da una cover, un cavetto o un “magnete”. Ancora presto IMHO per tecnologie del genere.

Con 89+40 euro, se proprio voglio fare due conti mi compro un Nintendo DS nuovo…