Andrea Beggi

I may not have gone where I intended to go, but I think I have ended up where I intended to be.

Caprica? What the frak?

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Caprica è il prequel di Battlestar Galactica, che ho da poco finito di vedere. Mi aspettavo grandi cose da questa serie, perché il materiale da cui parte è buono e c’erano le possibilità per creare un’altra grande serie di fantascienza. Dopo cinque-puntate-cinque devo dire di essere un po’ deluso. Poca fantascienza, pochissima tecnologia, troppi dialoghi. Il robottone è relegato a 5 minuti per episodio e non fa assolutamente nulla. L’impressione è che gli autori stiano aggiungendo materiale su materiale nella speranza di imbroccare la strada giusta.

Per ora ho visto un teen drama, una soap opera, un hardboiled, ma pochissima fantascienza. Certo, i personaggi sono tratteggiati abbastanza bene e le trame articolate, ma la piega che sta prendendo la storia (?) non mi entusiasma affatto. Dopo cinque puntate non siamo ancora arrivati al punto, non viene da chiedersi “Cosa succederà?”, si assiste solo al dipanarsi delle vicende dei numerosi personaggi che si intrecciano tra di loro.

Trovo l’ambientazione stranamente incongrua: intanto questa civiltà, di circa mezzo secolo anteriore a quella rappresentata in BG, sembra tuttavia più avanzata tecnologicamente. Un mondo in grado di creare un ambiente virtuale perfetto e assemblare un robot antropomorfo dotato di intelligenza artificiale, è popolato di persone che sembrano uscite dagli anni ’50: cappelli con la tesa e auto con cromature e pinne. Da un lato fogli e-ink “intelligenti” usa e getta e “holoband”, dall’altro monitor a tubo, stampanti a aghi e tabulati, telefoni a filo nelle case, con cornetta e tutto.

Alla fine continuerò a guardarlo perché rappresenta comunque un’eredità di Battlestar Galactica, ma non lo consiglio a chi non sia un appassionato.

6 Commenti

spiritum | #

I tanti dialoghi e la poca fantascienza “luci e colori” è quello che mi ha appassionato a Battlestar Galactica. Non sapevo di questo prequel, grazie quindi.

zar | #

A me la puntata 5 è piaciuta un po’ di più delle altre, con il mondo virtuale che si delina un pochino. La puntata 6 è già scesa di livello, noiosetta come le altre.

Marco | #

a difesa delle differenze tecnologie, c’è da evidenziare un fatto. Come detto nella prima puntata di BattleStar Galactica il galactica, come le altre navi del periodo, venne costruita con tecnologia (computer comunicazioni ecc…) non evoluta perchè le macchine,i siloni, erano in grande di fare degli hack al sistema.

Berto | #

Personalmente ho visto il film che fa da prologo alla serie “Caprica”. Decisamente troppo lento e melenso. La serie è focalizzata troppo nella parte religiosa e poco, davvero troppo poco nella parte tecnologica. Con ovviamente i tristi strafalcioni che indicavi nel tuo post Andrea. Ciao

Mass | #

Vista la serie,
ottimo pathos, ottima interpretazione interessante ambientazione.
La serie Caprica ambientata 50 anni prima di Battlestar G, sembra più avanzata per il semplice motivoche la serie BG si svolge su una nave priva, fin dalla fine della guerra contro i siloni, di tecnologia “in rete” per essere inattaccabile dai Siloni.

Religione/spiritualità : bene credo che questo sia il motivo per il quale la serie è stata bloccata e rattrppata all’ ultimo episodio.
Un monoteismo violento, intollerante, opposto a un politeismo culurale e progressista è troppo simile alla cristianità.

claudio | #

Galactica e’ compatta e quando ci sono scene terrestri, essendo poche, va bene che ci possano essere un paio di jeep e una citroen.
E’ una diminuzione di costi accettabile e non continuata nella serie. Ci si fa appena caso. Oltretutto nei vari pianeti la tech potrebbe non essere uniforme.
Ma fare una societa’ di alto livello, caprica, con le ruote e auto anni 50 e’ troppo stridente in rapporto con le aeronavi i robottoni&c.