Caprica? What the frak?
Caprica è il prequel di Battlestar Galactica, che ho da poco finito di vedere. Mi aspettavo grandi cose da questa serie, perché il materiale da cui parte è buono e c’erano le possibilità per creare un’altra grande serie di fantascienza. Dopo cinque-puntate-cinque devo dire di essere un po’ deluso. Poca fantascienza, pochissima tecnologia, troppi dialoghi. Il robottone è relegato a 5 minuti per episodio e non fa assolutamente nulla. L’impressione è che gli autori stiano aggiungendo materiale su materiale nella speranza di imbroccare la strada giusta.
Per ora ho visto un teen drama, una soap opera, un hardboiled, ma pochissima fantascienza. Certo, i personaggi sono tratteggiati abbastanza bene e le trame articolate, ma la piega che sta prendendo la storia (?) non mi entusiasma affatto. Dopo cinque puntate non siamo ancora arrivati al punto, non viene da chiedersi “Cosa succederà?”, si assiste solo al dipanarsi delle vicende dei numerosi personaggi che si intrecciano tra di loro.
Trovo l’ambientazione stranamente incongrua: intanto questa civiltà, di circa mezzo secolo anteriore a quella rappresentata in BG, sembra tuttavia più avanzata tecnologicamente. Un mondo in grado di creare un ambiente virtuale perfetto e assemblare un robot antropomorfo dotato di intelligenza artificiale, è popolato di persone che sembrano uscite dagli anni ’50: cappelli con la tesa e auto con cromature e pinne. Da un lato fogli e-ink “intelligenti” usa e getta e “holoband”, dall’altro monitor a tubo, stampanti a aghi e tabulati, telefoni a filo nelle case, con cornetta e tutto.
Alla fine continuerò a guardarlo perché rappresenta comunque un’eredità di Battlestar Galactica, ma non lo consiglio a chi non sia un appassionato.
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