BlocScor. Ogni tanto lo guardo, e lo compatisco un po’. BlocScor è uno di quei tasti che non usi mai, non sai a cosa serve, ti chiedi perché debba star lì a sprecare spazio sulla tua bella tastiera; se hai un portatile, poi, non ha neppure la dignità di un posto tutto suo: deve abitare nello scantinato di un altro tasto e ci arrivi solo se premi “Fn”.
Che poi BlocScor non è neppure il più sfigato: almeno in Excel o su linux ha un qualche (in)utilizzo. Ha perfino una lucetta. Tu lo premi e si accende una luce sulla tua tastiera. Ecco, forse serve a quello: illuminare la tua tastiera quando lei si sente giù. L’unica funzione seria che gli rimane è lontana dai lustrini e dal chiasso delle animazioni Flash: in sala server spesso si usa per attivare le funzioni di uno switch KVM che permette di collegare una solta tastiera, monitor e mouse a diversi computer.
No, non è BlocScor il più triste ed inutile dei tasti. Il punto più basso della dignità tastierica, il paria, la vestigia di una vecchia gloria, è appannaggio di RSist. RSist (o SysReq), come recita impietosa la documentazione tecnica, “has no standard use“. E’ letteralmente un fantasma di un passato in cui si usavano terminali chiamati IBM 3270. E’ talmente sfigato che un eventuale programmatore che lo volesse usare deve addirittura utilizzare metodi diversi rispetto ai soliti, perché il BIOS del vostro computer non lo tratta come gli altri e ne ignora la pressione, se non in reconditi recessi che vorrebbe dimenticare.
Ecco, RSist se ne sta lì, imbruttito, inattivo, inutile. Passa le sue giornate a bere birra sbracato davanti al monitor, mantenuto dal lavoro degli altri tasti che lo odiano, quel parassita maledetto. Si arrovella nel ricordo di un passato di splendore e attività che non tornerà mai più.
Io, se scrivessi un software, un qualche uso per RSist lo troverei. Una particina, un cameo, una comparsata: qualcosa per restituirgli la fiducia in sé stesso e permettergli di trascorrere la sua vecchiaia più serenamente, povero tasto.
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Renato Savoia — Il 15/03/2010 alle 13:59
bellissimo!
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robi — Il 15/03/2010 alle 14:01
http://en.wikipedia.org/wiki/Magic_SysRq_key
Sba — Il 15/03/2010 alle 14:01
RSist per gli as400isti serve come il pane
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Piplos — Il 15/03/2010 alle 14:02
adoro, bellissimo post
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Andrea Beggi — Il 15/03/2010 alle 14:07
@sba: stavo per prendere la deriva 3270/5250 ma mi sono trattenuto
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Francesco — Il 15/03/2010 alle 14:12
Ma no Andrea! SysReq è magico. Quando tutto il resto non funziona, quando il mondo software ha alzato le mani incapase di andare oltre ma c’è ancora vita ecco che quel tasto magicamente aiuta, magari anche solo per creare un crash dump (e non mi pare ne’ poco ne’ inutile)
Poi lo usi di tanto in tanto per mandare un BREAK (io ho ancora il PC con la seriale, non credo che potrei passare ad oggetti basati su USB…
)
E poi gli puoi far fare tante cose simpatiche: sysrq-trigger è tuo amico no?
Ciao, f.
Isola Virtuale — Il 15/03/2010 alle 14:16
con RSist mandi una mail direttamente a John Titor
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Giovanni — Il 15/03/2010 alle 14:18
RSist è fondamentale per riavviare un sistema Linux bloccato, premendo in sequenza R, E, I, S, U, B insieme ad ALT e RSist, appunto.
foschieviola — Il 15/03/2010 alle 14:18
E’ un pò come il cambio dell’olio^_^
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khenzo — Il 15/03/2010 alle 14:40
RSistERE! RSistERE! RSistERE!
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Mitì — Il 15/03/2010 alle 15:01
Anche i tasti hanno un’anima.
Joshua Held — Il 15/03/2010 alle 15:01
nice!
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Franto — Il 15/03/2010 alle 15:02
e l’apoteosi della malinconia è che in un articolo dedicato a loro c’è la foto di altri tasti…
Clockwise — Il 15/03/2010 alle 15:23
Superiore, as usually. [Stamp]
byb — Il 15/03/2010 alle 15:28
in molte tastiere non viene riciclato come Print Screen?
Net Mason — Il 15/03/2010 alle 15:46
Andrea Beggi » La tristezza dei tasti…
Andrea Beggi » La tristezza dei tasti. ROTFL. Semplicemente geniale…….
aldolat — Il 15/03/2010 alle 16:09
magico http://is.gd/aI1g5
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nastja — Il 15/03/2010 alle 16:38
anche i tasti piangono
Angelo — Il 15/03/2010 alle 17:16
Alt-RSist-R-E-I-S-U-B. Comodo e facile da ricordare…
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Nicola — Il 15/03/2010 alle 22:28
Ti posso dire almeno centinaia di volte in cui ho brutalmente chiuso la mia sessione con alt+sysrq+k, o le volte in cui ho riavviato con il reisub.
Forse effettivamente non ha un’anima come tasto, è come il soldato imperturbabile che arriva e esegue gli ordini quando tutto il resto del battaglione pc ha deciso di andare a cazzi…
“Soldato, pensaci tu e killa tutto”
“Yessir”.
Daniela — Il 15/03/2010 alle 22:33
Deliziosa questa tua riflessione!
Genky — Il 16/03/2010 alle 10:35
Grande !
Andrea — Il 16/03/2010 alle 13:02
in effetti mi sono accorto solo ora di questo tasto…..
nthroot — Il 17/03/2010 alle 00:26
La tristezza dei tasti
http://www.andreabeggi.net/2010/03/15/la-tristezza-dei-tasti/
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[c]* - di cristiano valli - vestigia — Il 17/03/2010 alle 14:16
[...] un bel post di beggi mi ricordava come l’evoluzione di certi strumenti quotidiani assomigli [...]
Placida Signora » Blog Archive » Placide Segnalazio’ — Il 20/03/2010 alle 01:23
[...] – La tristezza dei tasti, di Andrea Beggi [...]
Sidgi — Il 20/03/2010 alle 01:52
Madonna Miti’… Grazie. Sei sempre gentilissima con me. Grazie!
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Sidgi — Il 20/03/2010 alle 01:52
Madonna Miti’… Grazie. Sei sempre gentilissima con me. Grazie!
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Clockwise — Il 20/03/2010 alle 02:49
Questo lo stampo e lo appendo in camera.
Tra Beggi e Morton, poi.
Non cancellarlo, eh.
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Clockwise — Il 20/03/2010 alle 02:49
Questo lo stampo e lo appendo in camera.
Tra Beggi e Morton, poi.
Non cancellarlo, eh.
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Thomas Morton — Il 20/03/2010 alle 03:29
ringrazio molto (anche per il post di clockwise, che mi ero perso)
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Vita di un IO » Blog Archive » Best of my feed #49 — Il 20/03/2010 alle 08:53
[...] post che merita di Andrea Beggi. La solitudine dei tasti meno usati delle nostre tastiere. Poesia… per quanto possa essere poetico [...]
caravaggio — Il 20/03/2010 alle 08:58
grazie per le letture che ci hai regalato buona giornata con baxin
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michiamomitia — Il 20/03/2010 alle 09:40
Che belle , son contenta
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Marco aka tokyoblues — Il 20/03/2010 alle 10:29
Commosso, ringrazio.
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baotzebao — Il 20/03/2010 alle 10:46
Grazie. Il problema del nostro tempo non è la qualità, ma la sua difficile ricerca nel mare di quantità, spesso dozzinale, che ci bagna e assedia. In questo tuo arcipelago di segnalazioni spesso trovo ( troviamo ) respiro, e fiducia.
Mi permetto di segnalare una bella isola, scritta ( dovrei dire meglio: detta ) da Palmasco via FF, e trascritta, con introduzione, da Aleardi 10. Prendetevi tempo, è da lettura a cervello e respirazione lenta, possibilmente a mezzavoce…
http://aleardi10.wordpress.com/2010/03/19/una-storia-tante-storie-palmasco/
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Andrea Beggi — Il 20/03/2010 alle 10:57
oi, grazie!
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Novecento — Il 20/03/2010 alle 13:22
:*
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Nemo — Il 21/03/2010 alle 10:18
Onoratissimo. Grazie.
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rael — Il 21/03/2010 alle 20:43
grazie, zia mitì
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Xavi Bucc — Il 24/03/2010 alle 11:33
veramente originale, cercavo prpio un racconto sulal solitudine e tristezza
petrux — Il 03/04/2010 alle 12:54
Impietosito dalla lettura ho cambiato le shortcuts della mia Ubuntu 10.04 e ho associato a CTRL + R Sist l’apertura di un nuovo terminale.
Tabba — Il 06/04/2010 alle 12:25
sempre a proposito..
http://exocomics.com/106
Marco Motta — Il 30/04/2010 alle 16:58
ma come!!! c’è greenshot che alla sua pressione avvia gli assi cartesiani pronti per uno screenshot dello schermo; i programmatori impietositi l’avranno fatto apposta