Andrea Beggi

When it is dark enough, you can see the stars.

Non so più leggere

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Oggi mi sono reso conto che le mie abitudini e abilità di lettura sono pesantemente cambiate. Non ci ho dato molto peso finora perché era una sensazione vaga e un fastidio indefinito, ma tra ieri e oggi sono nati due siti per i quali ho un po’ più d’interesse perché conosco le persone che li hanno creati e mi avrebbe fatto piacere guardarli meglio.

Premessa: la grande maggioranza delle informazioni che mi arrivano tramite la rete è in forma “sequenziale”, seriale. Il flusso ordinato cronologicamente dell’aggregatore RSS, le pagine dei social network, i risultati delle ricerche su Google, le foto di Flickr, la musica di Blip.fm. Nel mio browser ciascuna tab corrisponde a una pagina che fornisce una “vista” su una fonte informativa della quale posso risalire la corrente fino a un punto che mi interessa o semplicemente per riprendere da dove avevo interrotto la lettura.

Ho perso parzialmente la capacità di destreggiarmi su un layout complesso come questo:

o questo:

Vedere pagine fatte così mi fa venire l’ansia di scegliere un link; sono saturato da troppa roba tutta insieme spalmata sulla pagina, ho il sospetto che fare una scelta mi possa fare perdere dei contenuti che mi potrebbero interessare che magari sono nella colonna a fianco. L’imbarazzo della scelta accompagna il timore di non riuscire a vedere tutto quello che ci sarebbe di interessante. Dove vado prima? Clicco una foto? Ok, ma se mi perdo nei meandri della navigazione, poi magari non ho più tempo per scorrere la sezione tecnologica, o mi scappa il post di presentazione del sito. Oppure chi ha creato la pagina ha dato risalto a cose che mi interessano meno di altre che invece sono più defilate.

Insomma: la prima sensazione che ho è che non riuscirò mai a leggere tutto, e quello che leggerò potrebbe non essere il meglio per me. Anni di browsing dei feed mi spingono a cercare la formula “dammi tutto e tutto uguale, poi decido io cosa mi interessa”. Benché possa sembrare il contrario, il “dammi tutto” è più vicino al modello delle riviste cartacee: le prendi, le apri a pagina 1, le scorri fino all’ultimo e più o meno riesci a vedere tutto quello che c’è. E se lo scopo della homepage di questi siti è quello di emulare il sommario, è un tentativo fallito, almeno per quanto mi riguarda.

Prendiamo Blognation: ha 10 notizie in evidenza, di cui 8 o 9 su argomenti che non mi interessano minimamente; trattandosi di una raccolta di post e opinioni, è evidente che “il mondo visto dalla rete” (motto del sito)  non è lo stesso mondo che vedo io. O più banalmente la mia fetta di interessi non collima con il massimo comune denominatore.

Forse, più che perdere l’abilità di trovare cose interessanti, sono diventato più schizzinoso, mi sento stretto dentro una collezione di informazioni raccolte da altri (o da algoritmi automatizzati). Sono abituato a pagine con una percentuale altissima di contenuti rilevanti per la mia attenzione: i feed, i contatti sui social network, le ricerche sui motori, la musica, sono tutti elementi scelti da me e contribuiscono a creare la mia “vista sulla rete”, che è certamente parziale ma ha dalla sua la forza di portarmi a casa flussi informativi scelti con un criterio che mi permette di non mancare nessuna notizia veramente importante e con il risalto adeguato alla “quantità di interesse” che ha per me.

Certo, questi siti hanno filtri, sezioni, blog, rubriche, tag, e in generale tutta una segmentazione che dovrebbe aiutarmi a setacciarne il contenuto, ma è una cosa improponibile da fare per più di una volta, a meno che non si sia in cerca di qualcosa di specifico. Per aggiornarsi, informarsi e affidarsi alla serendipity, non sono strumenti adatti, almeno secondo il mio parere. E poi non è automatico, va fatto ogni volta.

E quindi? Devo ancora capire bene se si tratta solo di un problema di formato che mi rende difficile l’utilizzo dei siti di informazione, oppure il problema è proprio alla radice e sta nella mia esigenza di avere fonti accuratamente scelte e personalizzate. In entrambi i casi non si tratta di un processo passivo: il bouquet dal quale attingo cambia in continuazione proprio sotto gli stimoli e l’influenza del continuo flusso di informazioni che mi raggiunge. Inoltre gli aggregatori soffrono anche di un problema di duplicazione: difficilmente perdo un post o un commento particolarmente attinente alla mia sfera di interessi, poiché la possibilità che sia già finito nei miei feed, segnalato da un contatto, visto su un Tumblr, commentato da un FOAF è elevatissima. L’abbonarsi ai feed delle sezioni tematiche non risolve il problema: molti miei contatti e fonti sono scelti anche in base alla capacità di trattare argomenti che non siano rigidamente incasellati in una particolare categoria, e che mi portino nuovi stimoli o segnalazioni che non avrei altrimenti notato.

Come andrà a finire non lo so, quello che ho capito è che adesso sento il bisogno di filtrare l’enorme quantità di dati e informazioni disponibili con strumenti dei quali conosco il funzionamento, con parametri miei, e fortemente personalizzati. Magari tra qualche anno mi stuferò e finirò a leggere il Corriere Mercantile sulle panchine del parco di Nervi, chissà. 🙂

30 Commenti

micaela | #

l’opzione corriere mercantile sulla panchina di nervi mi solletica non poco 😉

bellissima analisi.
un sorriso, m.

Mattia | #

Ho la stessa sensazione :/

Fortuna che Google Reader e gli RSS divisi per tag (o cartelle, come le vuoi chiamare) mi danno una gran mano.

Anche impostare frequentemente il cervello ad argomenti diversissimi tra loro mi da un gran fastidio. Devo leggere, chessò… 20-30 post che parlando dello stesso argomento, altrimenti impazzisco. Per esempio leggo una cartella alla volta in G. Reader, e cerco di raggruppare i blog nelle cartelle per fare in modo di avere pochi blog da leggere “isolati”.

Se rileggo il post che ho appena scritto mi sembra di essere un dislessico.

piemme | #

Condivido forma e sostanza.

lumoz | #

Anche io ho la stessa difficoltà. Al primo accesso a Il Post sono rimasto un po’ confuso, perché al di là dei contenuti (sicuramente più originali anche se da migliorare e tutto quel che si vuole), la struttura molto magazine-style mi ha stordito. E alla fine sono riuscito sì a navigarlo ma non completamente. E’ che ci devo tornare, ma vista la quantità di informazioni, lo farò quando ne avrò il tempo. Però, paradossalmente, il tuo post dal mio reader l’ho letto subito, sapendo di avere giusto 2 minuti.

Dario Salvelli | #

Hai ragione però purtroppo credo che di fondo ci sia l’esigenza di sputare in home più informazioni possibili per raccogliere e razzolare più utenza possibile, più traffico, più advertising. Però sono d’accordo con la tua analisi.

Blimunda | #

Non scherziamo sul Mercantile, che è lì che iniziai la mia carriera di scribacchina 🙂
Scherzi a parte, bellissima e puntuale analisi. I fans a tutti costi dell’informazione online protestano contro la “griglia di interpretazione della realtà” imposta da quotidiani e periodici (scegliendo quali notizie presentare, decidendone la gerarchia in pagina), che è in realtà un grande valore aggiunto (per chi si fida/crede in quella testata). Scherma ricalcato, praticamente senza eccezioni, dalle testate online, che siano legate o meno a una versione cartacea.
Tu dici: non voglio griglie, voglio le notizie mi interessano, “alla pari”. E’ chiaro che, quando la maggior parte di utenti avrà raggiunto il tuo livello di competenza digitale, l’intero modello dell’informazione online, a partire dalle interfacce, sarà da ripensare completamente.

Andrea | #

@Blimunda: infatti. Mi rendo conto perfettamente che quello che vale per me non va bene per altri. Specie per chi si affaccia adesso sulla rete e potrebbe essere disorientato.

Baltasar | #

Andrea,
è un po’ come entrare in una libreria (quelle vere, con la carta e la polvere). Milioni di libri, migliaia di autori. A me, che piace leggere, viene tristezza e mi sento una nullità. Vorrei leggere tutto, sapere tutto, tenere in mano tutti i tomi di poeti e romanzieri. Poi scelgo.
E’ chiaro che alla base di tutto c’è la scelta della libreria: quella che organizza meglio gli scaffali, che sa suggerire il libro giusto (magari non troppo commerciale). E magari con una commessa efficiente e preparata.
In a nutshell, dovrai cavartela da solo, con o senza i tuoi strumenti, dovrai quasi annegare in questo mare di informazioni e di rumenta, e basarti su quella qualità (la capacità di selezionare e scegliere) che fa di te una persona intelligente.

Sergio | #

Una soluzione tecnica a questo problema era in studio tempo fa, ora non so a che punto siamo arrivati: si chiama APML

http://apml.areyoupayingattention.com/

In teoria un plugin basato su questa tecnologia dovrebbe riarrangiare la homeopage di un sito di notizie adattandosi ai tuoi interessi.

Quando avevo provato a svilupparci sopra qualcosa le specifiche erano parecchio fumose, comunque è una idea interessante.

Andrea | #

Baltasar, capisco la tua sensazione e la provo anche io. Per fortuna che anche in questo caso qualcosa si può fare: il primo esempio che mi viene in mente è Anobii. 🙂

cybergerac | #

magari con un iPad (o chi per esso) 😀

Ludovico | #

Diavolo se hai ragione!!!

Domiziano Galia | #

Concordo appieno e mi hai liberato dalla fatica di dirlo. Che la mia poteva passare per “e tu che cosa hai fatto per permetterti di criticarlo?”, mentre Beggi parla, la blogosfera ascolta. 🙂

Ad ogni modo un consiglio tanto piccolo quanto semplice, specialmente per BlogNation, sarebbe quadruplicare la dimensione della casella cerca e metterla, subito, in bella mostra.

Napolux | #

Andrea non riesci più a leggere? Io non riesco più a scrivere con una penna, fai te.

Loris Costa | #

A dire il vero qualcosa di simile nel concetto si trova in REPUBLIC.COM di Cass Sunstein, un libercolo che ha già qualche anno…secondo me non si tratta di non saper più cosa leggere e come leggere ma è sempre e solo 1 il problema: che si vuole davvero leggere.?

Giorgetto | #

Andrea, sono anni che ti aggrego e ti leggo volentieri,
questa analisi, è una delle piu’ lucide e puntuali che abbia mai letto, non solo sul tuo blog, ma di tutta la blogsfera italiana.
Ed è corretto, questi siti, si rivolgono at un altro tipo di utenza, tecnologicamente meno avanzata e selettiva.
Tu, io ed i tanti amichetti qui, dovremmo continuare a cercarti e limarci gli strumenti da soli.
Per esempio, nella tua vita reale,tra amici, parenti e colleghi, quanti ne conosci che usano un aggregatore?
Io, solo un paio.
Infine, posso chiederti un consiglio?
Come ti comporti non FF? Aggreghi anche quello? e per i commenti, che normalmente sono la parte piu interessante?

Emanuele | #

Sono ben più giovane di te e anch’io soffro ugualmente quando visito i “portali d’informazione”, tant’è che spesso clicco sul feed giusto per capire quali siano le ultime notizie sequenzialmente. Purtroppo non è totalmente colpa loro, la mente si muove più facilmente in contenuti in sequenza quando deve ricavare informazioni.
Ogni tanto però mi interrogo sul rischio contrario: visto che – automaticamente – scarto in maniera veloce le informazioni non pervenute dai miei feed, quanto limita la mia visione l’avere un *limitato* numero di sottoscrizioni? Magari perdo occasioni giusto perché ormai do per assodato che gli stream che seguo sono quelli giusti e sufficienti.
Ciao,
Emanuele

Giovanni Agretti | #

Caro Andrea, molto interessante il tuo post. Se parliamo di BlogNation ed IlPost il tuo senso di “claustrofobia” se ho capito bene, ha un motivo reale che cerco di chiarire con un esempio: se sei invitato a cena e ti assillano con continue offerte di cibo, prima fatichi a scegliere, poi ti indisponi. Per restare a questo esempio, se poi i piatti vengono presentati con molta eleganza, ma la minestra è insipida e le fragole di serra non sanno di nulla, la scocciatura aumenta. E’ presto per giudicare, ma credo che Telecom e Luca Sofri col suo insopportabile birignao debbano pedalare ancora molto prima di arrivare a quel livello di successo. Per concludere, la grafica di Tocqueville è più spartana ma io trovo il sito funzionale e di facile lettura. Non ho la tua competenza informatica, ma in tema di informazione forse me la cavo.
Complimenti per il post.

PS: BlogNation ha ancora le notizie di ieri, scelte male. Problemi?

Luca | #

d’accordo con quello che scrivi, è la mole di informazioni che ci travolge…….
comunque quando andrai ai parchi di nervi se me lo fai sapere io posso portare il secolo

Valerio | #

Credo sia umano cercare di organizzare i contenuti testuali e non in qualche modo. Nei giornali cartacei, che pure mescolano immagini e testi, ci sono delle regole abbastanza rigide. Anche molti siti web hanno delle regole, anche se meno ferree. Per finire, ci sono alcuni siti web che semplicemente non hanno struttura, e risultano difficili da navigare.
E’ vero anche che più in generale le conoscenza multimediali hanno cambiato la struttura delle informazioni da strettamente gerarchiche (capitoli, sottocapitoli, paragrafi) verso strutture più libere (diciamo genericamente reticolari) e di qui forse il titolo del post, ma una qualche pur minima struttura nell’organizzazione dei contenuti ci deve pur essere, altrimenti si rimane spiazzati e non si sa da dove iniziare. Ho finito 🙂

enrico | #

Il semplice fatto che abbia trovato questa post immediatamente, e subito rilevante per me, all’apertura del mio feed reader, dimostra quanta strada devono ancora fare le semplice testate giornalistiche.
Condivido quanto hai scritto pienamente.