Andrea Beggi

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Decalogo internettiano da usarsi nell’eventualità di una mia dipartita

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

  1. Non usate le mie foto su Facebook;
  2. Non usate la foto scattata a Disneyland in cui indosso un cappello da apprendista stregone;
  3. Prego i due amici che hanno la password per amministrare questo blog (spero se ne ricordino) di cancellare tutti i post personali, tranne questo;
  4. Non cercate la password di Gmail e lasciate morire anche l’account. Non c’è nulla di importante lì sopra, e non c’è scritto chi è il mio assassino;
  5. Se per caso dovessi morire in circostanze che attirino l’attenzione dei media, per i visitatori che capitassero qui in cerca di particolari pruriginosi o dettagli macabri ho una sola parola: “Suca”. Se oltre a questo fossero anche giornalisti, di parole ne ho due: “Suca, mentecatto”;
  6. Non odio nessuno, nemmeno lo sconosciuto che la notte di S.Silvestro del 1987 mi ha speronato nella galleria “S.Ilario” sulla A12 direzione Levante, per poi fuggire nella notte. (Sebbene io speri che egli viva in preda a un cagotto permanente, ma questo ora non c’entra);
  7. Vorrei essere oggetto di feroci battute su Spinoza.it. La migliore potete appiccicarla sulla mia lapide;
  8. Nell’eventualità che i miei computer fossero sottoposti ad analisi forense, ho lasciato in giro un po’ di briciole tanto per far ammattire gli inquirenti. E’ l’AES-256, baby. E la passphrase non è scritta da nessuna parte;
  9. Qualcuno crei un mio account fake su Foursquare e faccia check-in presso il Cimitero Monumentale di Staglieno almeno una volta la settimana, in modo che io ne possa essere il mayor. (Mi chiedo se esista un badge a tema, tra l’laltro);
  10. Dato che ai funerali non si suona, fatemene uno su YouTube con AC/DC, Led Zeppelin, Planet Funk e Stevie Ray Vaughan.

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