Andrea Beggi

If you pay peanuts, you get monkeys.

Il nuovo approccio di Vodafone al traffico dati in mobilità. (Aka le nuove tariffe dati Vodafone)

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Se sei interessato alle nuove tariffe, salta il pippone e vai subito al sodo.

Ieri pomeriggio Vodafone mi ha invitato a un incontro dal titolo: “Internet in mobilità, scenari tecnologici ed esigenze dei consumatori”. Ci sono stati forniti un po’ di dati dei quali avevo una conoscenza di massima, che esplicitati in modo più formale e puntuale hanno contribuito non poco a chiarire il quadro che mi sono fatto sugli scenari di accesso ad internet in mobilità.

L’evoluzione del mercato e l’aumento delle esigenze degli utenti non è sostenibile sul lungo termine: negli ultimi 3 anni il traffico dati è aumentato 11 volte ma i relativi ricavi si sono solo triplicati: rispetto al 2007 il ricavo per megabyte è diminuito del 75% e la redditività degli investimenti è scesa ad ¼.

Il traffico dati usa molta più banda di quello voce e genera molti meno ricavi. Una slide particolarmente suggestiva mostra come i dati occupino circa l’80% della banda; a fianco la colonna dei ricavi dove le proporzioni sono completamente rovesciate: al momento è il traffico voce che sostiene economicamente l’offerta dati.

Il trend è in crescita: dividendo l’utenza dati mobile in tre fasce — PC, tablet e smartphone — il traffico da cellulari e smartphone è quello più vivace e aumenta di un 50% annuo. L’utilizzo delle risorse è naturalmente diverso: mentre il traffico da PC (tramite le onnipresenti Internet Key) cuba attorno ai 7/800 megabyte al mese, i cellulari si attestano sui 50. Ed anche la tipologia di utilizzo è diversa: mentre i PC, come è facilmente intuibile fanno traffico con il browser, il video e i download, gli smartphone utilizzano molto di più le applicazioni. I dati sui tablet sono ancora pochi e forse non del tutto significativi statisticamente, ma sembra si attestino nel mezzo, un ibrido: consumano la banda di uno smartphone con le applicazioni più simili al PC.

Questi dati sono abbastanza interessanti, perché confermano quello che in molti stanno dicendo da un po’ di tempo: l’utilizzo di internet sui dispositivi mobili si fa tramite apps, e il ruolo del browser è destinato a ridimensionarsi parecchio. Potrei sbagliarmi, ma non credo sia un male per nessuno: utenti, sviluppatori, produttori e carrier hanno quasi solo da guadagnare in questo tipo di evoluzione. Una app è verticale (buono per l’utente e lo sviluppatore), meno dispersiva (utente), consuma meno banda (utente, carrier), fidelizza (sviluppatore, produttore, carrier), porta valore aggiuntivo (utente, sviluppatore) ha una migliore user experience (utente) e così via.

Torniamo ai dati Vodafone: un altro problema è la distribuzione delle risorse per utente. La forma di questo grafico è molto simile a quelli che rappresentano la “coda lunga”, ma rovesciata: il 5% di “heavy users” utilizza il 50% della banda, e si sale all’80% per il 15% dell’utenza.

Queste persone sono coloro che per un motivo o per l’altro fanno della connessione mobile un utilizzo molto pesante e spesso in sostituzione alla ADSL casalinga, cosa che per tutti i motivi economici esposti qui sopra, evidentemente a Vodafone non piace affatto. (Come immagino a tutti gli altri operatori) Inoltre sottrae risorse a chi della connessione mobile fa un uso più “fair”e con meno esigenze di volumi e velocità.

Per chiarire la questione bisogna considerare alcuni fattori tecnici. Su una connessione “fissa” la risorsa è dedicata, l’utilizzo che se ne fa non ostacola gli altri utenti e il prezzo per l’operatore è sostanzialmente assimilabile ad un costo fisso, il che permette di offrire piani flat senza limitazioni di tempo o traffico. Le connessioni mobili sono condivise tra tutti gli utenti collegati in quel momento alla cella e la banda disponibile è limitata dalle tecnologie e dal costo degli investimenti. Quando le telco pubblicizzano le connessioni mobili a 14,4 Mb/s significa che la singola cella ha una banda di 14,4 Mb/s, ma sulla singola cella ci sono collegati più utenti contemporaneamente. (Una BTS — le foreste di antenne che siamo abitati a vedere un po’ dovunque — crea diverse celle).

A titolo si esempio, ci sono stati forniti alcuni dati rilevati in una cella nel centro di Milano: il numero di utenti connessi nelle 24 ore varia da 5 (alle 4 del mattino) a più di 20 (primo pomeriggio). Se alle 15 la banda se la spartiscono 25 utenti, significa  576 Kb/s medi per utente; se uno di questi se ne approfitta, lo fa a scapito della qualità della connessione degli altri. (Ecco perché non riuscirete mai a raggiungere i dati di targa della vostra Internet Key). Valori rilevati internamente da Vodafone attestano la reale velocità di una cella a 14,4 sui 2-4 Mb/s, e si tratta di rilevazioni coerenti con altri dati indipendenti, quindi abbastanza affidabili. A tutto ciò si aggiunga che non credo che la tecnologia a 14,4 sia disponibile su tutte le celle. Ho dimenticato di chiedere, ma secondo me ci sono in giro ancora celle a 7,2 e 3,6, il che peggiora ulteriormente lo scenario. Nel giro di qualche anno si prevede di implementare nuove tecnologie che permettano velocità molto superiori: la slide qui sotto dice che per il 2013 si arriverà a 144Mb/s.

Purtroppo per utilizzare queste tecnologie sono necessari investimenti molto elevati: Vodafone investe circa 1 miliardo di euro/anno, e visti i dati economici, la crescita dell’utilizzo di banda rischia di diventare insostenibile. Al momento l’offerta mobile non è stratificata e non ricalca il reale utilizzo delle risorse da parte degli utenti; le offerte a tempo non sono adatte a preparare un buoquet di piani che tenga conto del diverso consumo di banda, e quelle a volume puro (cioè sulla quantità di dati effettivamente consumata) sono difficili per i consumatori: nessuno sa mai quanto traffico genera realmente.

Sulla base di tutte queste considerazioni, sono state completamente riscritti i piani per l’accesso in mobilità, con un occhio alla tutela degli investimenti ed uno al miglioramento della qualità percepita del servizio. Pare che i principali problemi degli utenti riguardino la possibilità di essere “always on” e la preoccupazione per gli addebiti imprevisti in caso di sforamento dei tetti di traffico.

Le nuove offerte dati riguardano per ora solo PC e tablet, sono modulate su tre tagli di offerta e utilizzano per la prima volta sia la tecnica del bandwidth crunching, che la limitazione della banda massima. Sono 3 (e mezza), si chiamano “Sempre”, sono valide sia per le ricaricabili che per gli abbonamenti, durano 30 giorni consecutivi non solari e sono fatte così:

  • Sempre Smart: 9€ per 30 giorni per 1,8 Mb/s di banda massima per il traffico fino a 1GByte. Dopo 1GB la banda viene limitata a 64 Kb/s.
  • Sempre Super: 19€ per 30 giorni per 7,2 Mb/s di banda massima per il traffico fino a 3GByte. Dopo 3GB la banda viene limitata a 64 Kb/s.
  • Sempre Top: 29€ per 30 giorni per 28,8 Mb/s di banda massima per il traffico fino a 5GByte. Dopo 5GB la banda viene limitata a 64 Kb/s.
  • Sempre Tutto: 35€ per la stessa offerta di Sempre Top ma con due SIM gemelle e sincronizzate nel traffico e nei consumi per poterle utilizzare contemporaneamente su PC e su tablet.

Il cliente viene avvisato con un SMS all’approssimarsi della soglia e con un altro al suo esaurimento, a quel punto può decidere se terminare i restanti giorni a 64 Kb/s o rinnovare subito per altri 30 giorni e riavere la banda massima prevista dal piano. In qualunque momento sarà possibile passare al piano superiore o scendere all’inferiore. Le offerte funzionano con l’APN web.omnitel.it, quindi non sono validi per iPhone e WAP. Si potranno usare per il tethering (!). Viste le modalità “always on”, non ci saranno *mai* sforamenti di costo e sorprese in bolletta. Inoltre saranno ridotte le famigerate “clausole corpo 7 grigio chiaro“, cosa che mi è stata assicurata personalmente da Alessandra De Carlo (“Responsabile Mobile Marketing Data”, recita il suo biglietto da visita).

A corredo delle offerte sono stati sviluppati una serie di strumenti per la loro gestione ottimale: un nuovo software di connessione e una nuova pagina utente per avere sotto controllo traffico, soglie, dettagli del piano e tutto ciò che serve per la gestione del proprio account.

Al momento l’offerta è destinata a PC e tablet per l’APN web.omnitel.it, mi dicono che sia in preparazione un’offerta analoga destinata a smartphone e iPhone sulla falsariga di prezzi e soglie, tenendo conto che il traffico generato da smartphone, iPhone e telefoni cellulari è una frazione di quello dei PC (il dato è quello indicato qui sopra: 50 MB/mese contro 7/800). In previsione anche l’unificazione dell’APN, come ha fatto 3, ma credo che la cosa sia subordinata all’adeguamento dei sistemi di CRM e di billing, che temo non sia un processo indolore.

Non sono mai stato un grande fan delle tariffe Vodafone (ho una SIM in un cassetto che non uso da 3 anni), ma queste mi paiono decisamente un passo in avanti per diversi motivi. Intanto c’è una presa di coscienza che dispositivi diversi hanno esigenze diverse, così come diverse sono le modalità di utilizzo degli utenti. Ha un senso che la banda sia limitata per poterla spartire meglio e soprattutto che lo sia nel rispetto della neutralità della rete: Vodafone non guarda i pacchetti e non fa nessuna prioritizzazione del traffico in base al contenuto, e questo è molto importante. Si introduce chiaramente l’indicazione che la connessione mobile non è una alternativa alla ADSL e non va usata come tale, altro punto che mi trova d’accordo (*). Fino ad oggi gli utenti che sfruttavano completamente le potenzialità della rete erano visti come un fastidio dall’operatore, adesso chi desidera prestazioni superiori ed è disposto a pagarle è il benvenuto perché aumenta i ricavi invece di diminuirli. Se la redditività del settore aumenta, le industrie possono aumentare gli investimenti, ed è una cosa da cui tutti traggono giovamento.

Mi pare di aver capito che Vodafone Italia sarà la prima in Europa a partire con un sistema simile: è possibile che gli altri operatori si adeguino. D’altronde quello che sta facendo ATT negli Stati Uniti si sta rivelando un sistema non scalabile: offrire una connessione mobile flat senza soglie di volume sta portando al collasso la rete americana: non ricordo dove ho letto che i malfunzionamenti nei grandi centri urbani sono sempre più frequenti.

Aspettiamo di vedere le offerte per cellulari e iPhone e l’unificazione dell’APN.

Se volete leggere un parere più competente e articolato del mio, andate da Stefano Quintarelli.

(*) al netto di problemi di digital divide, ma non è questa la sede.

34 Commenti

Andrea | #

Pensa che ci hanno detto che non riconoscono neppure il device. Sembravano in buona fede. E, soprattutto, adesso non gli importa più nulla: più traffico fai, più paghi.

Maxx | #

Andrea, guarda che wind già fa il discorso che superata la soglia ti abbassano la banda 🙂

Matteo | #

Anche Wind ha due tariffe simili: Internet No Stop a 10€/mese (nessun limite fino a 1Gb, poi 32kbps) e Mega Unlimited a 20€/mese (nessun limite fino a 10Gb, poi 32kbps). Concordo con te che questo approccio sia migliore dei “vecchi” tempo o traffico per quanto riguarda l’uso mobile.

Andrea | #

Lo so. Credo l’abbassino a 32, ma potrei sbagliarmi. Quando dico la prima in Europa intendo “La prima Vodafone”.

Lorenzo | #

Davvero un ottimo articolo!

Io sono cliente Vodafone e devo dire che mi sono trovato sempre abbastanza bene (a partire dal loro servizio clienti). Al momento (sto scrivendo dal mio n95+opera mini) uso la tariffa Vodafone Mobile Internet (apn: mobile.vodafone.it) da 3 euro a settimana (ho una ricaricabile).. a volte uso anche il tethering (senza abusarne…). Ben vengano perfezionamenti delle tariffe che non danneggino l’utente e invece facciano guadagnare l’operatore (= guadagno anche per noi visti i maggiori investimenti tecnologici che ne conseguiranno). Ottimo anche il fatto dell’sms al raggiungimento della soglia e della nuova pagina per controllare i dettagli.

roberto | #

Leggevo giusto oggi che l’app più usata su iPad è…Safari

DnaX | #

Grazie per le preziose informazioni. Io attualmente sto attaccato a Vodafone perché mi da l’opportunità di collegarmi via cellulare a 30 cent alla connessione con la possibilità di collegarmi tutto il giorno senza spendere più nulla, è utilissimo per controllare la posta ogni tanto (con Opera Mini) o per dare una occhiata al posto in cui mi trovo con Google Maps (applicazione J2ME). Tutto questo con l’APN wap.omnitel.it, altrimenti se ho bisogno di più velocità posso usare l’APN web.vodafone.it e spendere 1€ una tantum, con circa 200Mb di vincolo, ma per le emergenze è più che sufficiente. Questa è la Zero Limit. Non ho trovato con altri operatori questo tipo di possibilità di connessione one-shot.

Gas | #

Mi fa sempre sorridere come gli operatori si lamentino del fatto di aver fatto promesse (che era evidente non avrebbero potuto mantenere) per attirare i clienti per poi cambiare le carte in tavola e tornare a guadagnare.
D’altra parte pero’ evitano di mostrare i margini incredibili che hanno (ad esempio) sugli SMS..
3 ad esempio era partita promettendo 3 giga al mese a 5 euro senza alcuna limitazione. Poi, la scorsa estate, eliminano il tethering dagli usi possibili di questa offerta. Notizia (se non ricordo male) di ieri, adesso non sono piu’ 3 giga al mese ma 100 mega al giorno..
Personalmente la cosa non mi tocca piu’ di tanto: con 3 faccio 20-30 mega al mese di traffico dati, ma sono convinto che molti altri utenti non saranno contenti di questi cambiamenti

Lore! | #

Mi sembra che finalmente Vodafone inizi a percorrere la strada delle tariffe sensate, non solo per i suoi guadagni, ma anche per noi utenti.

Rimango in attesa della versione per iPad, ma se anche ne fanno una simile a 9€, mi sa che vedrò di tirar fuori dal cassetto la vecchia scheda vodafone (beh, insomma, dovrò anche tagliarla :D) al post di quella 3 🙂

aghost | #

Primo: “Più traffico fai, più paghi” scrivi, ma è una regola di mercato, mi pare, contraria a quanto avviene normalmente, dove più compri e più hai sconti. Se compri 1000 televisori invece di 10 o 1, o 1000 quintali di carbone invece di 1 quintale, il costo si abbassa. Per la telefonia questa regola non vale ma anzi è il contrario. Perché? Perché la risorsa non è infinita, si risponde. Ma anche il carbone è una risorsa non infinita, e comunque per qualunque merce la regola è che più compri e meno paghi, non il contrario. Mi pare evidente quindi che è un problema di struttura, che nel nostro caso è cronicamente sottodimensionata. Ma investire costa troppo dicono, eppure, chi non vorrebbe aver a che fare, in un mercato stagnante o in recessione, con percentuali di crescita del 50%?

Secondo: mi piacerebbe sapere se all’estero i costi sono simili ai nostri, posto che in Italia quasi sempre paghiamo di più per qualsiasi cosa.

Terzo: lo dico da utente-consumatore, ne ho strapiene le balle del troiaio tariffario italiano, dove non si capisce più un cazzo ormai da anni, con tariffe cervellotiche e che cambiano di continuo, per non parlare di infiniti trucchi e furberie, come ad esempio l’infame “sottocredito”, per spillare soldi all’utente bue.

Dario | #

SFR (49% Vodafone) offre da un po un servizio del genere. L’unica differenza e che il minimo non é pubblicizzato; dico una cosa tipo “al superamento della soglia il bit rate può essere ridotto puntualmente”.

Ah un altra differenza é che tutti i contratti in Francia prevedono una clausola per cui il traffico VOIP e P2P é escluso dal forfait e sara fatturato a parte come extra.

juniordicelaverita | #

a me le limitazioni di banda sembrano un pochino assurde. E comunque a livello di offerta per internet da cellulare vodafone è la peggiore insieme a TIM.

gabriellllo | #

Andrea,

davvero bell’articolo, molto interessante.

Da ex utente Vodafone, fuggito a gambe levate per la qualita’ inesistente del servizio di navigazione con la Mobile Internet Key, mi fa un po’ arrabbiare sentire la compagnia “piangere il morto”.
Sostenere che “il ricavo per megabyte è diminuito del 75%” e la redditivita’ degli investimenti sia diminuita e’ solo un’ammissione dell’incompetenza di chi ha fatto quegli investimenti e di chi si e’ occupato delle offerte commerciali.

E’ chiaro che Vodafone ha lanciato una marea di prodotti, promettendo Internet Mobile ad alta velocita’ ovunque, promettendo di sostituire la rete fissa Telecom con il proprio box, ha incassato gli abbonamenti e poi si e’ “accorta” di non avere una infrastruttura adeguata alle promesse.

Secondo me si meriterebbero un bel paio di calci nel culo, altro che rimodulazione delle offerte.

G.

malta | #

“Andrea,
che Vodafone non guardi i pacchetti mi sa che e’ una balla.

confermo che sono tutti marcati a tos0 ad eccezione della voce(5) e i dati con destination=garden(1)

Franco Bollei | #

Sono d’accordo con Massimo Mantellini, che Vodafone non guardi i pacchetti è una balla galattica. La cosa che mi infastidisce è che blocchino il traffico voip. Per cosa utilizzo la rete dati sono abbastanza fatti miei. Cmq, complimenti per l’ottimo articolo.

Pierluigi | #

Confermo anch’io che Vodafone guarda eccome ai pacchetti, provato di persona questa estate. Intanto il VoIP, che si sa essere bloccato, ma poi anche applicazioni non strettamente P2P come i link rapidi vengono limitati pesantemente (provato io stesso questa estate). Purtroppo Vodafone è il gestore dei mille divieti e, nonostante questo, non brilla particolarmente in fatto di performance (anche sul fisso meglio non parlarne).
Certo che se da oggi mi dai un limite di Gb al mese, quantomeno fammeli usare come meglio credo.

bettella | #

Sono abbastanza profano in materia, ma ho letto con interesse l’intero articolo.

Ho letto anche l’articolo di Gilioli sull’ultimo Espresso, e tra le varie considerazioni figura il fatto che le compagnie telefoniche avrebbero interessi nell’ostacolare lo sviluppo del WiMax.

Ma di fronte all’attuale costo elevato del traffico dati menzionato in questo post (e che fino ad ora ignoravo completamente), che interessi avrebbero a fare ciò?

luca | #

Non sono d’accordo per niente su questa rimodulazione, 1 GB per 9 euro è pochissimo e carissimo, anch’io ho vodafone nel cassetto specialmente da quando pretende 5 euro ogni 3 mesi per 1 euro al giorno per 300 MB…
Io non ho quasi mai raggiunto le soglie perchè la rete non ce la fa, io l’ho provata sia in zone extraurbane, campagna che al centro di roma e in tutte e due i casi la rete è vergognosamente instabile. Mi sono trovato bene tecnicamente parlando solo con il WAP da 3 euro a settimana ma solo per guardare gli orari dell’autobus sul sito atacmobile, bastava un’immaginetta che ci voleva mezzora per caricare la pagina e poi i video te le scordi.
A me non interessa la supervelocità, per una connessione UMTS-HSDPA basterebbe una garanzia minima di 512k e dico minima non me ne frega niente di 14.4 Mb al massimo tanto non mi sveglio certo alle 4 per poter usufruire di 1/4 di banda massima.
Da quello che leggo dai vari blogger che hanno partecipato al gruppo di lavoro di vodafone mi viene qualche sospetto…

Andrea | #

@Luca: chi sono i blogger che hanno partecipato al gruppo di lavoro? Mi devo essere perso qualche post….

Antonio | #

Ebbene si, Vodafone Italia è stata la prima in Europa. E’ anche vero che noi in Italia siamo molto bravi a mungere la mucca finché c’è ancora latte. Ci si lamenta di una grossa richiesta di banda a fronte di ricavi troppo bassi e investire in infrastrutture su rete cellulare è molto dispendioso in termini economici. La soluzione c’è ed è presente: WiMAX. La serie di ritardi e polemiche sulla commercializzazione di una tecnologia con vantaggi così ovvi evidenzia solo l’eccessiva speculazione che le società di telecomunicazione attuano sul mercato italiano, in un paese dove la densità di telefonini è tra le più alte al mondo.

E per rendere più chiaro il mio punto di vista, devo forse ricordare che fino a poco tempo fa tutti pagavamo il costo della ricarica? E quanto ci costano attualmente gli SMS rispetto agli altri paesi d’Europa?

Non credo che Vodafone abbia studiato le nuove tariffe (simili a quelle che ha adottato wind da qualche mese) per andare incontro agli utenti, bensì per portare più acqua al proprio mulino, come del resto tutti fanno.

Net Flier | #

La storia del latte non funziona..se siamo in quattro con abbonamento “premium” su una stessa cella, chi vince? tutti andiamo piano o tutti vanno veloce? ovviamente, non la seconda.

se invece devo comprare il latte, esco, vado al negozio e lo prendo..al 99% c’è..se non c’è, mi sposto al negozio successivo.

per navigare, non posso spostarmi (capisco che sia mobile, ma c’è un limite a tutto).

la solita truffa del “non c’è spazio per tutti, allora tutti paghino quello che noi millantiamo di avere”

Ropa | #

ottimo post…..

ma aiutooo, devo prendere una chiavetta internet, quale meglio la hwauei o la zte ?

e che modello ?

ma che gestore ? voda blocca il p2p ! mentre tim no !

quale miglior sw quello della chiavetta tim o voda ?

e quale tariffa sui 10 euro al mese ? aiutoooo

un vs consilgio da esperti ?