Andrea Beggi

Runners don’t quit. We fade, we “hit the wall”, we’re sometimes reduced to a walk. But we keep on.

Post in cui non capisco un sacco di cose, ma si sa: i genovesi mugugnano sempre

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Questa è una schermata, parziale perché sarebbe troppo lunga, delle applicazioni installate nativamente dal produttore su un portatile professionale di fascia medio-alta. (Il fatto che sia Toshiba è puramente incidentale, succede anche con altre marche). Del motivo che spinga un produttore a infarcire così una macchina con programmi perlopiù inutili mi è sempre sfuggito. Questi sono 53 programmi che pesano 1,46 Gigabyte. 53 programmi, lo vorrei ricordare, senza i quali il computer funziona perfettamente, meglio, e con maggiore velocità.

Cominciamo col dire che se il portatile è aziendale e passa dall’IT per la prima configurazione, la maggior parte di questa roba non dura il tempo di un reboot (sempre che il portatile non venga direttamente formattato e reinstallato). Tutte le utility che si sostituiscono a quelle native di Windows che fanno esattamente la stessa cosa non hanno la minima ragione di esistere: sono spesso buggate, più lente, non aggiungono funzionalità, sono più difficili da usare e peggiorano l’esperienza dell’utente che ogni volta deve imparare modi nuovi per fare le stesse cose. Inoltre l’interfaccia non è quasi mai coerente con quella del sistema operativo.

In passato ho avuto modo di chiedere a Microsoft se fosse conscia del problema, e la risposta è stata che la pratica viene scoraggiata ma con poco successo, e non c’è poi molto che loro possano fare. Spesso questi programmi, insieme a driver mal scritti di hardware scadente, sono la vera causa della instabilità e della lentezza del computer, ma la colpa ricade comunque sul sistema operativo. Che non è esente da colpe, intendiamoci, ma non sempre il biasimo è meritato.

Nella quasi totalità dei casi queste macchine vengono fornite con un antivirus che dura qualche settimana e poi richiede l’acquisto di una licenza. Anche in questo caso se il computer è aziendale la manovra è perfettamente inutile per ovvi motivi, per il resto sarei curioso di conoscere il “tasso di conversione” di questa pratica. Io non rappresento certo una base statistica, ma non ho mai conosciuto nessuno che non abbia disinstallato questi prodotti antivirus, spesso pesanti e invadenti, in favore di uno dei tanti prodotti disponibili gratuitamente e di qualità assolutamente adeguata. E qui vorrei aprire una parentesi.

La stessa Microsoft produce un buon antivirus gratuito anche per utilizzo professionale, diversamente dalla maggior parte degli antivirus free. Non ho capito perché qualche genio ha scelto di chiamarlo “Microsoft Security Essential” nascondendolo ai non addetti ai lavori, piuttosto che “Microsoft Free Antivirus” e avere gazzilioni di download. Questo coso è veloce, leggero, e funziona abbastanza bene anche su sistemi operativi anziani e macchine poco performanti. L’ho installato su un AMD Duron di 8 anni fa con Windows XP e non ha battuto ciglio, per dire. Per molti è sconosciuto, probabilmente a causa del suo nome: un’ipotesi che potrei fare riguarda il timore di azioni da parte dell’antitrust o di azioni legali dai competitor.

Altra considerazione sui dischi di ripristino: ho speso centinaia di euro per un portatile, perché mi devo creare da solo i dischi di ripristino, che poi magari mi dimentico o il *tuo* programma funziona male e me li fa farlocchi? Oppure non ho neppure il lettore DVD? Piuttosto fammeli pagare ma dammeli, cosa potranno costarti? 1 euro? 2? Eddai, su! E vale anche per l’Office preinstallato: cosa ti potrà costare un caspita di DVD?

Tralascio le evidenti considerazioni sul confronto della situazione Apple vs. Microsoft, mi viene solo da sorridere al pensiero di un Mac pieno di applicazioni e utility analoghe a queste, o un iPad venduto con 6 schermate di applicazioni inutili aggiunte da un rivenditore.

Quello che penso è che in molti casi il comportamente dei produttori sia deleterio per i loro stessi prodotti: è abbastanza evidente che l’hardware stia diventando una commodity, e alle persone interessa poco (giustamente) della sigla del processore che sta usando o dell’ultimo tecnicismo sul prefetch della cache. Come sempre, pochi vogliono un trapano a 12 velocità con mandrino automatico a percussione ma tutti vogliono un buco nel muro: alla fine quello che fa davvero la differenza è il software e l’interfaccia utente. La virtualizzazione dei server rimuove il problema alla radice, e questi goffi tentativi di differenziarsi dai competitor danno più fastidi che altro. Tra qualche anno molti di questi PC saranno utilizzati solo con programmi e dati residenti online, nella cloud, e temo che la cosa spaventi parecchie aziende abituate a produrre “ferro” con logiche molto diverse.

25 Commenti

Alberto B. | #

Condivido in pieno… bella la dritta Security Essentials, lo proverò!

Luca Sartoni | #

Sono perfettamente d’accordo con te: il ferro è una commodity e a pochi interessano le qualità del trapano, seppure tutti vogliano un buco nel muro. Possibilmente senza troppa polvere o fatica nel realizzarlo.

Addirittura Rolls-Royce, produttore, tra le altre cose, di motori per aeroplani, ha smesso di vendere i motori (che sono ferro) e adesso vende “energia cinetica” alle compagnie facendo pagare solo per la potenza erogata dai motori durante le ore di utilizzo. Inoltre stabilisce degli accordi con le compagnie aeree e assume in carico i meccanici che forniscono supporto per fare in modo che l’intero processo sia trasparente al vettore aereo. Una sorta di cloud, tra le nuvole 🙂

MultiformeIngegno | #

Non sarei riuscito ad esprimermi meglio. Il fatto di non poter personalizzare (leggi: rovinare) il sistema operativo con interfacce orribili, utility inutili, lente e pesanti è una delle cose che mi piace di Apple (che si è da una parte una chiusura, però “in fin di bene”)! Non ho mai visto nessuno DOVER formattare il proprio Macbook dopo averlo scartato (perché è questo che bisogna fare con i notebook che uno acquista…. formattarli subito per eliminare le cagate che gli OEM ci hanno infilato)!

Omar | #

14 minuti di applausi (Cit.) 🙂

Conviene per tempo e pulizia del sistema, piallare tutto e reinstallare senza cazzabubbole.

Da anni farciscono i sistemi in quel modo, per non aver ancora “recepito” il malcontento, dev’esserci di mezzo qualche succulento introito …

Emanuele | #

Io neanche li guardo, al primo avvio di un nuovo portatile inserisco il DVD del SO che mi interessa e, come dicevi tu, formatto tutto.
Riguardo l’antivirus penso ci siano pressioni anche dalle software house disposte a pagare a MS royalties pur di non perdere un mercato (florido e stabile).
Ciao,
Emanuele

Sara | #

Di solito in azienda si pialla pure l’office che c’è installato su perchè non vuole il codice di licenza del multilicenza e quindi si potrebbero risparmiare pure quello!!
Sull’antivirus della Microsoft confermo 😉

Antani | #

D’accordo la semplicità… ma non riesco ad aggiornare le definizioni perché non trovo il modo di impostare il proxy!
Perché il menu “Impostazioni” (che non so cosa contenga) è in grigio e non si può aprire?
P.S. sono administrator.

Fabio Angelucci | #

Bravissimo Andrea!… Hai colto esattamente il punto.. Condivido in pieno!!…

alberto | #

ciao, condivido tutto per anni ho combattuto con questa problematica, poi già da un pò uso linux…e il problema appena mi sfiora….

mousse | #

Condivido in pieno. Personalmente lascerei la scelta, al primo avvio, se installare le utility “branded” o meno, così se uno non le vuole non le installa. Sul discorso delle macchine aziendali, a quanto so solitamente vengono formattate subito anche per averle tutte uguali, e questo succede anche sui Mac: tutti quelli che abbiamo dove lavoro sono identici come software, installati dalla stessa immagine disco. Ad esempio il disco che ho ora sul G5 è lo stesso che avevo sul G4 che mi assegnarono quando sono stato assunto.

Invece, per quanto riguarda Apple beh… è facile non avere problemi di utility preinstallate quando semplicemente… non ce ne sono 😉 E non avendo bisogno di rendere il prodotto “personalizzato” o di sfruttare particolari funzioni “non standard” di quella macchina con tool appositi, non aggiunge nulla al sistema operativo così com’è (magari ha già installate varie personalizzazioni ma secondo lo stile Apple sono ben nascoste).

Linux purtroppo sta (ri)prendendo la brutta strada di avere 10 tool diversi per fare la stessa cosa, presentandosi al povero utilizzatore con un menù affollatissimo di roba che non si userà MAI.

Tutti i programmi di quel genere servono praticamente solo per questioni di marketing..

Davide Salerno | #

Sono d’accordo su tutto (le scelte di infarcire di inutilità i computer desktop e notebook è davvero incomprensibile nel 2011)… sulla bontà di MSE avrei qualcosa da obiettare.

Se non altro perché l’ultima volta che ho deciso di affidarmicisivi dopo aver sostituito l’HD di un portatile ho perso non poco tempo a capire che nel backup c’erano una dozzina di virus da schermata blu (si Windows 7, ndr).

Pensavo di essere “coperto” da tali problemi perché la prima cosa che installavo era l’antivirus… e invece mi è dovuto venire in soccorso Antivir.

Marco | #

le case produttrici di ferro prendono soldi per installare dis-utility e shareware schifezze, ecco il semplice motivo…

Mauro | #

Hehe confermo, nell’IT aziendale la maggior parte del tempo di configurazione delle macchine (notebook soprattutto) è dato dalla rimozione di ste applicazioni assolutamente inutili. Oramai io sono arrivato ad un accordo con il fornitore perchè me le prepari pulite prima di consegnarmele 🙂

Nicola Farina | #

Perfettamente d’accordo,

anche se obiettivamente Toshiba mi sembra il top in tal senso.

Segnalo che su sistemi DELL (perlomeno gli aziendali) non c’è quasi nulla di preinstallato.

nikema | #

Assolutamente d’accordo!
mi è sempre sembrato talmente evidente che non ne ho ma i capito a fondo le ragioni… ma sarà che sono nato a Genova è quindi un po’ di mugugno ce l’ho pre-installato ancha io!! ;-))

Flaz | #

Sante parole.
Sulla questione CD/DVD di ripristino o del software (hai scordato i PKC, che completerebbero il quadretto) diciamo che l’unica motivazione sensata può essere l’impatto ambientale. Nel senso che, chi ha davvero bisogno del CD/DVD di installazione se lo scarica e masterizza. Sicuramente è una fetta quasi insignificante nella totalità degli utenti, o meglio ancora si può ridurre agli installatori, che con lo stesso supporto lavorano su decine o centinaia di macchine.

Andrea | #

@flaz: peccato che poi alleghino centinaia di pagine di carta con delle inutili norme FCC che nessuno legge.

max | #

Non potevi descrivere meglio questa situazione perversa, senza contare che spesso l’installazione di tutti questi software non solo rallentano la macchina, ma inducono il cliente a pensare erroneamente che il prodotto sia al di sotto delle sue prestazioni indicate nelle specifiche di vendita.
Dieci più!

sacco | #

Sono perfettamente d’accordo, non sono i genovesi che mugugnano (o nel mio caso i veneti che brontolano) sempre, questaè una di quelle pratiche commerciali inutili e dannose soprattutto per l’utente finale ma, perciò, anche per l’azienda, che non fa altro che “scavarsi la fossa”.
Ti ringrazio per la dritta sull’antivirus, non lo conoscevo, lo proverò sicuramente poichè mi serviva un’AV gratuito per utilizzo non solo personale.
PS: L’unico portatile che ho avuto e mi ha fornito i dischi direttamente nella scatola è stato l’eeePC, purtroppo è anche l’unico senza un drive ottico…

Sergio Gervasini | #

Concordo su tutto … salvo che sull’antivirus: ho avuto modo di provare MSE su una macchina molto scarsa e mi ha quasi ammazzato il PC, mentre Avira funziona senza problemi.

D. | #

[QUOTE]La stessa Microsoft produce un buon antivirus gratuito anche per utilizzo professionale, diversamente dalla maggior parte degli antivirus free.[/QUOTE]

In realtà nemmeno l’antivirus free di Microsoft può essere utilizzato in ambiente Enterprise… 😉

Restrictions.
i. The software may not be used on a device running an enterprise version of a Microsoft Windows operating system.

Andrea | #

@D: infatti “professionale” non è usato a caso. E’ inteso come “studio professionale” o “libero professionista”. Mi pareva che le restrizioni fossero per reti con più di 10 computer. Se un sysadmin è talmente scellerato da usare una roba del genere in ambito enterprise, si è già punito da solo.

claudio | #

Vogliono un trapano a 12 velocità con mandrino automatico a percussione ma non e’ detto che vogliano un buco nel muro!
La cosa che chiedono (ancora) sono i MHz, poi la ram (piu’ tanta del tanto).
Ovviamente sui cartoncini devono scrivere roba, altrimenti tutti i pc sono uguali, e non possono certo dire che il loro LCD ha uno spazio colore cosi’ cosa’,no?
Allora inventano bufale come gli LCD chiamati LED, i megapixel, i turbowatti e altre amenita’.
Alla fine i programmi che CI fanno imbestialire sono dei desiderata dei consumatori.
Basta vedere le statistiche di vendida dei TV, audio, pc, mp3 e merendine: quante volte e’ il dato tecnico che vende e quante volte il dato tecnico vende meglio se nascosto?
Provate a cercare quanti watt, si una misurazione ottocentesca, possiede un apparecchio logitech o LG. Scoprirete che salvo i qwerty-watti e’ impossibile saperlo se non aprendo la confezione.
I PC si avviano ad essere idonei al consumatore, via le seriali, scompaiono le tastiere serie, la regolazione del volume non esiste piu’…. eccetera.
oggi ci sono i watti!

Marco | #

ciao, molto molto interessante questo post. avevo un po’ il sentore della situazione ma non ho certo l’esperienza per esserne sicuro! scusate però.. io ho proprio un Toshiba e quindi ho tutte queste applicazioni installate.
🙁
cosa dovrei fare, disinstallarle? tutte? oppure solo qualcuna?!? come faccio a capire cosa posso togliere e cosa no? spero mi possiate dare una risposta o un link. grazie