Andrea Beggi

For a list of all the ways technology has failed to improve the quality of life, please press "3".

Post in cui sembro un motivatore da convention aziendale

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Una guida alla corsa per nerd e pigri; cose che ho scoperto da solo, con fatica e con un processo di prove ed errori.

Fino a qualche anno fa avevo il sedere a forma di divano e l’idea di correre o fare del movimento non mi sfiorava neppure. Poi l’età e gli acciacchi mi hanno suggerito che una forma fisica migliore avrebbe migliorato la qualità della mia vita. Io sono pigro, molto pigro, e ho capito che la strategia migliore è quella di eliminare scuse e distrazioni.

Abbigliamento (escluse scarpe):

Non serve spendere molto, ma qualcosa ci vuole. I capi per la corsa hanno tagli e materiali adatti alla loro funzione; da Decathlon per un paio di pantaloncini e una maglietta ci vogliono meno di 20 euro; è roba che, se lavata, asciuga in mezza giornata. Ma perché? Non si può correre anche in tshirt e pantaloni della tuta? Sì, si può ma non è comodo, gli indumenti di cotone si inzuppano e pesano, fregano sulla pelle, tengono freddo, e danno fastidio. Sono una scusa per correre meno, rimandare o dire “non fa per me”. Eliminare il problema alla radice. Eliminare le scuse.

Scarpe:

Le scarpe sono l’unica cosa veramente importante e bisogna cercare di trovare quelle adatte. Purtroppo non è semplice, bisogna farsi aiutare ma ci vuole qualcuno di cui fidarsi; di solito ogni città ha un paio di negozi di riferimento dove essere consigliati. Io ho iniziato con un paio di Adidas da 40 euro perché non me la sentivo di spendere di più e, naturalmente, ho sbagliato. Le scarpe erano comode e il grip buono, ma le ginocchia mi facevano male. E io non sapevo che era colpa delle scarpe. Stavo anche pensando di rivolgermi a un ortopedico e quando mi ero quasi deciso a fare il grande passo, ho avuto una botta di fortuna: Alessandro Fedeli di Digital PR mi ha mandato un paio di Adidas Response Cushion che si sono rivelate particolarmente adatte a me. Intanto il male alle ginocchia è sparito immediatamente, e dopo averci corso per alcune centinaia di chilometri non ho ancora trovato un difetto a queste scarpe. Le ho sporcate, le ho lavate, e sono tornate nuove. Le altre si sono scucite dopo qualche mese, queste sono ancora perfette. Probabilmente sono stato fortunato perché questo modello si adatta bene al mio piede e al mio tipo di corsa, ma ho capito l’importanza di un paio di scarpe di buona qualità. Le comprerei? Sì: ho già l’ansia pensando al momento, spero il più lontano possibile, in cui le dovrò sostituire. Scarpe comode e adatte alla corsa, bisogna dimenticarsi di averle: eliminare le distrazioni.

Musica:

Questa è molto personale, ma per me è stata una grossa spinta. Trovati un paio di cuffie che stiano al loro posto saldamente mentre corri, non vuoi essere distratto da robe che cascano dalle orecchie. Io uso un paio di ear buddy con la spugnetta che le fa stare in sede. La spugnetta si inzuppa e ogni tanto va cambiata, da Fnac per 3 euro trovi un blister da 6, colori assortiti. La playlist è fondamentale, non tanto per il ritmo della corsa, di quello parliamo dopo, ma deve essere musica che ti piace senza se e senza ma. Ogni brano non ti deve far venire voglia di skippare al successivo. Dopo un po’ di tentativi adesso riesco a correre senza mai cambiare brano. Non fare esperimenti con musica che non conosci e mettici tutto quello che vuoi senza vergognarti. Il punto non è fare il figo post-indie, il punto è associare una cosa che ti fa stare bene alla corsa. Al momento ogni volta che sento un brano che mi piace molto non posso fare a meno di pensare a correre.  Vale tutto: io passo dagli Air a Lady Gaga, dai Led Zeppelin a Nada. Non ha la minima importanza, la musica che ti fa venire la pelle d’oca, ti stimola le endorfine o ti mette allegria, è quella giusta. Lo scopo è associare il piacere della musica alla corsa. Il lettore Mp3: se non ha lo schermo è meglio, meno distrazioni. Io corro con un iPod Shuffle di terza generazione e credo sia il miglior lettore di sempre per la corsa: è leggero da non sentirlo addosso, non distrae e ha i comandi sul filo delle cuffie. Anche per la musica, vale il principio di eliminare le scuse (“mi annoio”) e di concentrarsi su se stessi e non sugli oggetti che si portano addosso. Via le distrazioni.

I gadget:

In breve: lascia perdere. GPS, iPhone, Android, tutte quelle diavolerie che si mettono nelle scarpe e parlano con gli iCosi. Tutta roba che distrae e fa arrabbiare perché non funziona mai come vorresti. Portarseli appresso vuol dire fasce, custodie, marsupi e borsette, tutte cose che danno fastidio. Se proprio vuoi sapere quanta strada fai, misura il percorso una volta a piedi o in bici, poi lascia i giocattoli a casa. Guarda quelli fighi, quelli che ti sorpassano correndo come se tu fossi fermo e corrono ancora per chilometri dopo che hai esalato l’ultimo respiro e controlli, sudato marcio, le mail sul tuo smartphone, quelli lì, dicevo, li hai visti? Non hanno nulla, neppure la musica, sentono; maglietta, pantaloncini, testa alta e gambe in spalla: ci sarà un motivo perché loro sì e tu no. Il cellulare lascialo a casa, non ti serve. Via le distrazioni.

Il cardiofrequenzimetro:

Questo è l’unico gadget che mi sento di consigliarti, almeno fino a quando non imparerai a conoscere il tuo ritmo e le tue prestazioni. Si tratta di un orologio digitale da portare al polso che comunica senza fili con una fascia elastica che si allaccia sotto le tette. Rileva le pulsazioni ed è tutto quello che ti serve, non farti abbagliare da cose costose che hanno un milione di funzioni: io ho speso 30 euro da Decathlon e ho capito dopo che mi bastava il modello base, da 20. Questo oggetto ti dice se stai “tirando” troppo per le tue possibilità, che è esattamente l’errore che fanno tutti quelli che iniziano. L’ho fatto anche io, poi ho preso questa diavoleria e in pochissimo tempo ho raddoppiato distanza e durata della corsa senza aumentare la fatica. Si basa su un principio semplicissimo: c’è una frequenza cardiaca corretta per correre, e salire troppo è deleterio. Le prime volte che l’ho usato mi sembrava di stare con uno che mi dicesse continuamente di rallentare. Dopo qualche tempo ho imparato a conoscermi e adesso ne potrei anche fare a meno perché sento da solo se mi sto sforzando troppo. In rete si trovano parecchie indicazioni su come calcolare il proprio intervallo, che dipende da peso, altezza, età, e frequenza massima sotto sforzo. Per questo il ritmo della playlist non è importante: devi seguire il tuo organismo e non la musica.

Il percorso e i progressi:

Scegli un posto per correre che sia facile e veloce da raggiungere. (Niente scuse: “è lontano, c’è traffico, è tardi”) L’ideale sarebbe un percorso in mezzo al verde, lontano dal traffico e non troppo affollato. Comincia per gradi: all’inizio correvo 10 minuti e mi sembrava di morire. Ci vuole un po’ di tempo ma non bisogna perdere la fiducia perché dopo poco tempo i risultati non tardano ad arrivare. Con il passare del tempo le distanze aumenteranno naturalmente, e tu sarai sempre più contento dei progressi. Anche uno poco sportivo e fuori forma come me è riuscito a ottenere dei risultati. Scegli un percorso “andata e ritorno”: se devi fare 10 chilometri, il tuo obiettivo è allontanarti dalla base di 5, devi pensare solo a quello. Quando sarai là, l’unica cosa che puoi fare è tornare indietro per altri 5 km. Non hai scuse.

Sì OK, ma perché?

Perché fa stare meglio e fare le scale senza ansimare è bello, perché ho perso parecchio peso senza grossa fatica e privazioni, e la schiena e le articolazioni sentitamente ringraziano. Perché è un modo facile di aumentare la fiducia in se stessi e l’autostima. Senza darsi degli obiettivi irraggiungibili o tabelle di marcia sfiancanti, migliorare di volta in volta aiuta, perché è qualcosa in cui è facile riuscire.  Perché aiuta a contenere gli eccessi alimentari: dopo aver fatto tanta fatica per correre 10 minuti in più, prima di mangiare il terzo muffin al cioccolato ci pensi due volte. Perché è un’attività molto rilassante: con un minimo di allenamento si riesce a meditare dimenticandosi che si sta correndo e si raggiungono livelli di concentrazione elevatissimi. Perché è tempo che ti prendi per te per fare qualcosa di costruttivo che ti fa bene.

Varie ed eventuali:

Non mangiare prima di correre, e non bere troppo prima. Se corri la mattina, bevi solo un succo e fai colazione dopo. Se ce la fai, aspetta almeno un’ora prima di mangiare, dopo: aiuta a bruciare più grassi. Vai in bagno prima e cerca di fare tutto quello che puoi, non serve che ti spieghi perché. Corri a testa alta e guarda avanti, non guardarti i piedi. Il tuo sguardo deve stare nel punto più lontano della strada che riesci a vedere: quella è la tua meta. Questo è Michael Doohan, uno dei più grandi di tutti i tempi: non guarda la strada sotto le ruote ma guarda la sua meta, la prossima curva. Non guarda dov’è, ma dove deve andare, guarda avanti. La determinazione serve per caricarsi, e Doohan è stato uno dei campioni più determinati in assoluto.

Queste cose sono quelle che sono servite a me; sono partito da zero, non sono un fanatico e dei tempi mi importa poco. Quello che mi importa è che ho trovato un’attività che mi piace, mi rilassa ed è facile da fare.

(Sì, le scarpe me le hanno regalate. Mesi fa. Mi hanno chiesto solo una recensione personale e trasparente, che faccio solo ora con l’occasione di questo post.)

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32 Commenti

spora | #

OK beggio, le Nike le ho già. Sono un buon inizio, no?

Bencio | #

Da podista mi sento di dare qualche consiglio:
Scarpe: molti dei mali che si sentono correndo sono riconducibili alla postura. Le scarpe da 40 euro spesso si rompono prima dentro, poi fuori. Tu esteticamente non ti accorgi di nulla, ma al 5° km ti porti dietro le gambe come fossero cotechini. Le scarpe sono l’unica cosa su cui non si deve risparmiare. E non sottovalutare nemmeno l’importanza di un paio di plantari fatti su misura, servoon anche quando non si corre, e magicamente spariscono i mali alle ginocchia e alla schiena.
Musica: dipende, vero, ma tendenzialmente sconsiglio. Meglio sentire quello che si ha attorno, e soprattutto sentirsi.

Andrea | #

Grazie Bencio. Lo so che quelli che corrono sul serio non ascoltano musica, ma a me serve e mi aiuta a concentrarmi.

stefigno | #

Bel post ed ottimi consigli. Senza dubbio uno spronare ancor di più chi non trova la voglia.
Fatalità abbiamo le stesse scarpe :)

Bencio | #

:)
Aggiungo anche che per i veri nerd avere un Garmin al polso che ti mostra il tracciato che hai fatto su Google Earth (+ una marea di dati) in breve diventa un must. All’inizio è deprimente (pensi di andare più forte di correre di + di quanto tu in realtà non faccia), dopo un pò lo accendi anche quando vai a fare la spesa.

flod | #

Sul darsi tappe e obiettivi, proverei a dare un’occhiata anche a http://www.c25k.com

Io ci ho provato con la versione da tapis roulant e, partendo da quasi nulla, sono arrivato a correre 30-35 minuti e sto iniziando ad aumentare la velocità di crociera. Rimango comunque un tipo da bicicletta, per cui non vedo che la stagione migliori (dopo mezz’ora di corsa sono stufo, in bici reggo tranquillamente 2-2,5 ore).

Parme | #

Bel post, manca solo una cosa che è molto importante però: lo stretching.

Michiko | #

…il bello è che SEI un ‘motivatore’ naturale, e neanche te la tiri… ;) “niente scuse e non distrarsi”: vale anche per fare meditazione, uh! ^-^

Matteo | #

Caspita, dopo aver letto il tuo articolo mi è venuta una voglia incredibile di andare a correre!!

LuViWeb | #

Cioè, fammi capire.
E’ tramite il tuo blog che forse ho trovato una soluzione alle ginocchia doloranti?

Adoro la corsa ma da anni non la faccio più per colpa dei dolori che puntualmente mi impediscono di correre quanto e come vorrei.

Ho sempre dato la colpa ai chili di troppo (TROPPISSIMO) ma non ho mai pensato potessero essere le scarpe.

Mi sono rassegnato alle passeggiate -_-

Ora proverò a seguire il tuo consiglio e mi metterò alla ricerca di un paio di scarpe. (chissà quanti compreranno le adidas che hai segnalato :)

Per quanto riguarda i gadget tecnologici, non riesco a non portarmi appresso il mio amato smartphone :)

Ascolto musica, se capita posso fare foto e condividerle al volo con i miei amici e posso tenere traccia della mia corsa :)

Per gli Androidiani io suggerisco Run Keeper pro Per Android è gratuito, per gli altri smartphone non saprei.

Ciao
Luigi » LuVi Weblog
La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre

Matteo Balocco | #

Io sto iniziando il Couch to 10Km e quindi mi porto dietro il touch… non è così male.

Igor | #

Bellissimo post! Sono però in disaccordo sui gadget. Tempo fà ho scoperto endomondo sul cellulare. Adesso in un unico aparecchio ho il lettore mp3, traking gps, con statistiche e c’e la possibilita di interfacciare con le fascie dei cardiofrequenzimetri via bluetooth…

Matteo Balocco | #

Andrea, tu come ti regoli quando dovresti andare a correre ma piove? Io, in passato, uscivo lo stesso ma al terzo tentativo sono tornato con l’ipod completamente scassato.

Andrea | #

Rispondo un po’ a tutti: ribadisco il no a smartphone e gadget. Poi ognuno fa come vuole, ma sono una inutile distrazione. Del percorso online ne faccio a meno se mi aiuta a tenere la concentrazione. Dato che spesso mi organizzo all’ultimo, se piove non esco direttamente. Sarebbe una scusa per correre meno. Lo shuffle 3G è talmente piccolo che comunque non si bagnerebbe.

umberto | #

io ribadisco il concetto come già espresso sopra. lo stretching prima e dopo è F O N D A M E N T A L E!!!

Max | #

Ciao Andrea! Sono anni che Seguo il tuo Blog, e ti ringrazio per la spinta che mi hai dato, oggi passerò a comprare le scarpe adatte e stasera vià di corsa!

Buona Giornata a tutti.

Max.

luca ciccarelli | #

Andrea, mi fai venir voglia di correre.

Leggermente OT: avete idea del perché sull’Apple Store non ci sia più l’iPod Shuffle di terza generazione, ma quello precedente?

luca ciccarelli | #

Ah, ok, non sapevo che l’iPod di quarta generazione fosse uguale a quello di seconda…

IgorB | #

Gran bel post.
Era giusto quello che mi serviva leggere per tirare fuori un po’ di motivazione e tornare a correre.
Purtroppo ora come ora posso correre solo al mattino prima di andare al lavoro e alzarmi un ora prima mi pesa tantissimo.
E ri-sottolineo il discorso scarpe: purtroppo ci sono molti “si vende” che non hanno interesse a darti la scarpa giusta ma quella più costosa.
Sono andato in un negozio specializzato consigliatomi da un amico maratoneta, e ho scoperto di essere un “supinatore” (uno che corre appoggiando più che altro sull’esterno del piede).
Una volta comprate le scarpe giuste ho smesso di avere male alle ginocchia.

Samuele | #

Post molto interessante.
Non sono d’accordo peró sull’ultima parte, il discorso del guardare avanti.
Ho un passato da mezzofondista e il mio allenatore mi suggeriva, nella parte finale dell’allenamento/gara di non guardare avanti ma di osservare i piedi e concentrarsi su quello: quando sei stanco, molto stanco, e manca molto al traguardo è un ottimo sistema per non perdere fiducia e mantenere il ritmo.

Se vuoi anche migliorare ti consiglio di informarti sulle ripetute. :-)

Marco | #

Allora non sono solo io … Mi ci ritrovo perfettamente. Bravo Andrea!

Davide | #

… quasi quasi mi hai fatto venire la voglia di andare a correre al parco…

Matteo | #

Uffa che invidia fino a qualche mese fa correvo anche io…nel mio piccolo facevo 5km 2 volte a settimana…poi giocando a calcetto mi sono rotto un legamento della caviglia e sto ancora cercando di riprendermi…

Per quanto riguarda le scarpe io uso le Nike Pegasus 27…comodissime, praticamente delle ciabatte solo che costicchiano.

gadget indispensabile il mio iphone con l’app Nike+GPS che mi fa le statistiche della corsa con tanto di percorso grazie al gps evidenziando con i colori le sezioni in cui sono andato meglio!

fabio | #

Andrea !!!! era un po’ che non ti visitavo e guarda un po’ che cambiamento!!!
Io vado a correre da tanto tempo quindi una corsa insieme (appena mi rimanderanno a Genova) ce la dobbiamo fare !
Il mio itinerario storico è San Cipriano – Serra andata e ritorno, i fatidici ed esatti 10km da te menzionati.
Hai messo giù un bel posto davvero, per quanto riguarda il cardiofrequenzimetro avresti dovuto essere un po’ più dettagliato :-D
mantenersi nella frequenza aerobica (se non erro tra il 60% e il 70% della frequenza massimale sotto sforzo) è essenziale oltre per non spomparsi anche per bruciare i grassi , correre più veloce possibile non equivale a bruciar di più !
Inoltre, con l’andare del tempo e dell’allenamento (e il calare del peso , of course!!) siccome il cuore è un muscolo , a parità di intensità di corsa sforzerà sempre meno e si riuscira quindi ad aumentare la propria velocità di corsa mantenendosi entro la fascia aerobica.
NON VEDO L’ORA DI FARMI UNA CORSA CON TE!!!! :-D

Lorenzo | #

Cazzarola,
il 15 settembre ho iniziato un programma per scarsitabagistisovrappeso, http://www.runnersworld.co.uk/beginners/get-started-schedules/30.html, ok funziona. Non esagerate, la 5a e la 6a settimana sono toste, l’ho rifatte 2 volte, forse 3, non importa…

Week 1 Run one min, walk 90 seconds. Repeat eight times. Do three times a week.
Week 2 Run two mins, walk one min. Repeat seven times. Do three times a week.
Week 3 Run three mins walk one mins. Repeat six times. Do three times a week.
Week 4 Run five mins, walk two mins. Repeat four times. Do three times a week.
Week 5 Run eight mins, walk two mins. Repeat three times. Do three times a week.
Week 6 Run 12 mins, walk one min. Repeat three times. Do three times a week.
Week 7 Run 15 mins, walk one min, Run fifteen mins. Do three times a week
Week 8 Run 30 mins continuously.

Ok funziona.
poi sono arrivato a 30 min di seguito. Incredibile senso di forza e resistenza, niente fiatone, ma un fiato stabilizzato con pulsazioni regolari…una macchina da guerra.

Concordo con DUD, le endorfine sono pericolose, e quando non corri ti senti una merdaccia, di nuovo ciccione e inutile..

E’ proprio questo forse il consiglio migliore, LA SFIDA E’ LA COSTANZA, è riuscire a correre 30 min 3 volte a settimana PER SEMPRE.

Lovely
Lorenzo

Mauro | #

Belin Andrea… se non ti conoscessi da quando avevi il sedere a forma di divano direi che stai clamorosamente scrivendo delle fregnacce… mi sento in colpa… il mio sedere è a forma di divano! (Devo smettere di trovare scuse?)

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