Andrea Beggi

Osservazione, ipotesi, cimento.

I gadget sono il sale della vita

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Mi hanno prestato un AR.Drone. Bel giocattolo, non c’è che dire: si tratta di un quadricottero telecomandabile via WiFi tramite iPhone o iPod Touch. Ha due telecamere a bordo, 4 sensori a ultrasuoni e può essere utilizzato anche indoor perché è fornito di una carenatura in polistirolo.

Ho provato ad utilizzarlo qualche istante in casa, ma ho ambienti troppo piccoli ed è troppo rumoroso per i miei gusti. Inoltre i sensori ad ultrasuoni disturbano il mio cane, Ginger, che tra l’altro era molto offesa dall’intrusione di una diavoleria del genere nel suo spazio: quando l’ho spento è andata incuriosita ad annusarlo per sincerarsi che non fosse un qualche strano animale. In ogni caso era parecchio contrariata. Per non parlare di mia moglie che non era affatto felice dell’esperimento.

Nei giorni seguenti io e Bibi siamo usciti in giardino per provarlo meglio, e ho scoperto che è consigliabile togliere la carenatura che rende l’AR.Drone troppo sensibile al vento, per quanto debole sia. Peccato che rimanga sempre la paura di rovinare le eliche contro qualche ostacolo; basterebbe una sottile protezione tutto intorno per sentirsi più tranquilli.

La conduzione è abbastanza agevole, ma ho dovuto impratichirmi bene con i comandi in modo da acquisire un minimo di automatismi. E’ necessario perché se ci si fa prendere anche solo un poco la mano, non è infrequente dover ricorrere a manovre abbastanza rapide. Per fortuna i parametri di configurazione consentono di impostare i valori massimi di velocità e “tilt” sui tre assi. Recuperare “a mano” AR.Drone mentre le eliche girano è impossibile: mi sono fatto malissimo a un dito, non provateci. I 4 motori girano a 35.000 giri/minuto!

Questo quadricottero si pilota con un iPhone/iPod Touch tramite le apposite applicazioni scaricabili gratuitamente dall’App Store, inoltre Parrot ha rilasciato le specifiche delle API e il sorgente di alcune applicazioni, in modo che la comunità possa produrre software in grado di controllare il Drone. Durante il pilotaggio è possibile vedere le immagini delle telecamere switchando al volo da quella anteriore alla inferiore. L’accoppiamento via WiFi è semplicissimo: il Drone viene visto come un access point aperto a cui basta connettersi per poterlo pilotare.

Ha 4 motori da 35.000 giri, un processore a 468MHz, 128 MB di RAM, WiFi b/g, un sensore inerziale a 6 gradi di libertà, due telecamere, quattro sensori ad ultrasuoni e cinque LED di controllo. Il tutto è gestito da un sistema operativo linux. Una specie di sogno nerd con una struttura in fibra di carbonio.

Il mio vecchio iPhone 3G non può fare più di tanto per limiti di potenza: il video si vede poco e male; per fortuna i comandi rispondono bene. Immagino che con 3GS e 4G le cose migliorino parecchio.

Questo giocattolino è molto divertente e richiede spazi aperti in luoghi deserti per poter essere goduto pienamente. L’unico neo è la batteria perché l’autonomia è bassissima, più o meno 10 minuti, e la ricarica esasperante: ci vogliono quasi due ore. Particolari adesivi applicabili sulla carenatura permettono di giocare in modalità dogfight contro un altro Drone, beneficiando delle funzionalità di augmented reality dell’apposita applicazione.

(Un ringraziamento alla disponibilità di Alessandra Garini di Business Press, che ha accontentato la mia richiesta di provare AR.Drone.)

5 Commenti

Omar | #

Provato giusto ieri … nerderrimo 😛

Notevole poi la velocità di punta se lanciato a manetta 🙂

samuele | #

“l’autonomia è bassissima, più o meno 10 minuti,”
Domanda: le batterie non sono intercambiabili? (uno se ne porterebbe dietro un paio cariche di riserva)

Andrea | #

Sì, sono intercambiabili. Ho visto i ricambi in vendita da FNAC.

Guido | #

Figo.
Ho conosciuto un tale che aveva una roba simile, ma a mio avviso più utile.

Trattavasi di una ipcam montata su una sorta di automobile radiocomandata.

Collegandosi da remoto (con semplice interfaccia web, come avviene per tutte le ipcam) era possibile, oltre che vede e sentire cosa succede intorno, anche controllare normalmente l’automobile e parlare tramite altoparlante con gli eventuali presenti.
Non ricordo il nome però.
Ciao a tutti.
G

Guido | #

segue dal mio post odierno…

a chi dovesse interessare il gingillo in questione si chiama ROVIO, prodotto dalla WowWee tech.

Ciao