Andrea Beggi

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Verbatim SATA-II Solid State Drive

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Le parti in movimento all’interno di un computer sono poche ma sono quelle più frequentemente soggette a guasti e usura. Le ventole girano su cuscinetti che alla lunga si consumano, diventano rumorosi e diminuiscono l’efficienza del raffreddamento; i componenti surriscaldati diventano instabili e causano blocchi del sistema.  I dischi fissi hanno una meccanica semplice ma sofisticata: uno o più piatti in velocissima rotazione e alcune minuscole testine che “volano” su di essi sfiorandoli su un cuscino d’aria. Quando le testine, a seguito di una forte sollecitazione, “atterrano” sui dischi, li rigano e i dati fanno la fine che potete immaginare. Mai successo di inciampare nel cavo di alimentazione del disco esterno mentre era acceso, farlo cadere e dire ciao ai dati? Ecco.

Il costo delle memorie a stato solido è diminuito abbastanza perché i dischi fissi SSD  (Solid State Drive) abbiano ormai prezzi abbordabili, tanto da destinarli a soppiantare l’attuale tecnologia meccanica. Gli SSD usano memoria flash per archiviare i dati: essa non ha parti in movimento, per questo motivo è più stabile  e meno incline a guasti o arresti improvvisi. Le memorie flash sono molto più veloci dei dischi fissi tradizionali, sono silenziose e consumano meno energia. Decisamente un salto in avanti. Ci sono alcuni tecnicismi da considerare che riguardano le prestazioni e che sono documentati nell’articolo di Wikipedia linkato qui sopra, ma i vantaggi sono molti di più. Un esempio familiare a tutti: i dischi SSD non hanno bisogno di essere deframmentati poiché il tempo di accesso ad ogni cella di memoria è sempre lo stesso a prescindere dalla sua “posizione”.

Sto provando un Verbatim SATA-II Solid State Drive da 128GB, che viene fornito in un kit completo destinato a facilitare la sostituzione del disco tradizionale nel vostro portatile o desktop.

La confezione contiene tutto il necessario per l’operazione: il disco ha un form factor da 2,5″ che si adatta all’alloggiamento della maggior parte dei notebook (*). Su di esso c’è il setup del software per il trasferimento dei dati, NTI Echo, di uso semplicissimo. Completano la dotazione un case esterno da 2,5″ per riutilizzare l’unità meccanica estratta dal computer, una slitta e un cavo per l’eventuale montaggio in un desktop, e una manciata di viti.

Il primo passo per la sostituzione è collegare l’SSD al computer tramite il case esterno USB e installare il software di clonazione. Fate una copia del contenuto del disco (software e manuali multilingua, circa 60 mega) poiché esso verrà riformattato durante il processo. Lanciate il software e seguite l’interfaccia: in pratica è un clic. Dopo pochi istanti il computer si riavvia e comincia l’operazione di copia vera e propria; io ci ho messo circa un’ora per clonare 100GB. Al termine il sistema si spegne e dovrete procedere alla sostituzione del disco; ogni computer è diverso, ma in genere c’è uno sportellino sul fondo che cela l’alloggiamento, e si tratta di un’operazione abbastanza semplice. Verbatim ha anche preparato un video di esempio. Riaccendete il computer, che rileverà la nuova periferica richiedendo un reboot, e avete finito. Ora il vostro notebook è più veloce, più silenzioso e la sua autonomia è aumentata.

Benché il mio notebook sia un Core2 Duo non recentissimo, ho apprezzato l’incremento delle prestazioni, sia al boot che nell’uso normale. Chrome si carica in metà tempo, ad esempio. Queste le prestazioni con il disco che avevo prima, un’unità a 5400 giri da 250GB, misurate con l’indice di prestazioni di Windows e con un qualunque software di benchmark gratuito:

Con il Verbatim SATA-II Solid State Drive le cose cambiano drasticamente:

Naturalmente i valori rilevati hanno solo lo scopo di evidenziare le differenze di prestazioni; altri metodi potrebbero produrre metriche diverse.

In definitiva la mia impressione sul prodotto è buona. Il kit Verbatim SATA-II Solid State Drive è disponibile in due versioni, da 64GB e 128GB, al prezzo di listino di 109€ e 179€ rispettivamente. Si tratta di prezzi più elevati rispetto alle unità tradizionali, ma la tecnologia SSD è più affidabile e più veloce. In caso di caduta, il disco di un notebook potrebbe subire gravi danni che causerebbero la perdita di dati, usando un’unità SSD questo rischio viene fortemente ridimensionato. I vostri dati e il vostro tempo valgono più dei supporti: è una considerazione da fare al momento di valutare l’acquisto di uno di questi kit.

(*)Alcuni notebook, specie quelli sotto i 14 pollici, potrebbero avere unità da 1,8″ non compatibili con questo kit.

Ringrazio Mattia Zanetti di Now! PR, a cui ho chiesto di poter provare il kit.

 

12 Commenti

peregrinus | #

Non ho dati aggiornati, ma fino a qualche tempo fa questi dischi erano caratterizzati da un numero medio di cicli di lettura/scrittura per ciclo di vita del prodotto, che li rendeva di gran lunga meno affidabili degli hard disk tradizionali.

Purtroppo anche le memorie flash, pur non avendo parti meccaniche in movimento, sono tutt’altro che eterne. Non vi è mai capitato di “bruciare” la memoria flash della macchina fotografica digitale o di qualche apparato dotato di memoria flash?

Speriamo siano migliorate.

Daniele | #

Ne ho acquistati due, uno è stato installato sul portatile di un mio collega che si è giustamente stufato della lentezza della sua macchina nonostante abbia un I7 con 8 gb di ram. Smontato il vecchio disco e sostituito con l’SSD, abbiamo constatato che vi è un abisso nelle performance, che come già sospettavamo derivano quasi sempre da rallentamenti cauasati dal disco. ( tra l’altro il disco installato sul mega Sony vaio era di pessima qualità ). Ho assemblato un PC fisso da casa e… finalmente ho ridotto ulteriormente il rumore del pc con performace strabilianti. Ottimi oggetti.
Quanto all’affidabilià, è evidente che è quasi impossibile recuperare i dati in caso di guasto, dati che con un disco di tipo magnetico sono quasi sempre recuperabili grazie al Sig.Gauss. ( a volte spendendo anche molto… )

Net Flier | #

Ma oggi come siamo messi con l’affidabilità? Anche la mia paura (oltre al fatto di uno spazio ormai troppo ristretto -128gb- per quello che ci faccio) è quella del recupero dei dati

Enrico | #

L’articolo si riferisce a dischi comprati nel 2009. Ormai l’affidabilità è cambiata moltissimo. Su PC professionale di gennaio c’era un articolo interessante.

Fabs | #

Ero ipertentato, ma credo che sia meglio aspettare un paio di generazioni, a meno di non usarlo soprattutto in lettura: “[…] l’affidabilità potrebbe risentirne in modo significativo, dato che la vita utile di un’unità SSD MLC in un ambiente data center non supera tipicamente i 12 mesi. Se dati mission critical vengono allocati su sistemi che utilizzano unità MLC, si può arrivare a catastrofici fermo macchina. […]” (Gary Watson, CTO Nexsan, 14-12-2012, http://www.01net.it/ssd-cinque-motivi-per-usarli-in-azienda-risparmiando/0,1254,1_ART_146028,00.html )

Emanuele Iarossi | #

Io ho l’ultimo MacBook Pro e pensavo di aggiungerlo (tramite qualche guida, mi sembra fattibile metterne uno in più a quello in dotazione, eliminando il masterizzatore). Di quelli ibridi cosa ne pensi?

Net Flier | #

l’ho comprato (anche) seguendo questa recensione e..l’ho trovato un bidet sul mio portatile (aspire 5810tg). è ddirittura più lento del disco normale in alcune operazioni classiche (ricerche indicizzate con molti file, copia di numerosi file di 4/5mb non comprimibili).

senza contare che lo spazio ridotto ne limita l’utilizzo in maniera estrema. avevo anche comprato un cassettino per spostare il drive ottico esternamente e mettere l’hdd normale come secondario per i dati, ma anche il solo sistema operativo non ne giova

adesso, per non buttarlo, l’ho messo in un cassetto esterno usb 3..tanto per..

Andrea | #

Mi dispiace tu sia stato deluso. Ribadisco che le prestazioni nel mio PC sono nettamente superiori a quelle del disco tradizionale.

Net Flier | #

Per me dipende molto dal controller..il mio sarà uno baracca e sicuramente ne limita la velocità. Sono rimasto stupito anche io dalle scarse prestazioni. Sarà per il prossimo pc. 😉

mousse | #

@Net filer: attenzione che può dipendere dalla configurazione del sistema operativo. Se hai XP devi modificare la formattaizone del SSD perchè il sistema operativo non è in grado di gestire bene quella standard. Ci sono numerose guide, puoi trovarle con una ricerca su google..

Net Flier | #

per la cronaca: ho riciclato l’ssd su di un nuc celeron (quindi non una roba performante) ed era un cadavere allo stesso modo, anzi peggio (piantava regolarmente tutto). alché cercando, ho trovato un aggiornamento fw e l’ho fatto (il ssd era fermo alla versione originale 012, mentre l’ultimo è 030). è un po’ macchinoso e devi farti un’immagine, perché pialla tutto, però effettivamente le migliorie ci sono state ed adesso gira come dovrebbe. prima la scrittura era ferma a 20-30mb/s (!), ora siamo a 130mb/s, che, per il prezzo, la taglia, l’essere sata II, e l’anno di acquisto, vanno bene.

@mousse
era solo il fw; l’ho sempre usato su 7 e, l’unica cosa decente, era usarlo con un cassettino esterno.