Alpe di Siusi Running Park
Ho trascorso qualche giorno in Alpe di Siusi; ne ho approfittato per fare un po’ di passeggiate, ma soprattutto per correre sui circuiti dell’Alpe di Siusi Running Park. Tanto per farvi venire un po’ di acquolina: “20 tracciati circolari, per un totale di 180 km. 8 di questi si trovano, circondati da un magnifico panorama, ad un’altitudine tra i 1.800 e 2.300 metri s. l. m. all’Alpe di Siusi, i restanti 12 tra 900 e 1.100 s.l.m.”. Le lunghezze coprono praticamente tutti i livelli di allenamento: da 5 a 20Km; ciascun circuito è descritto dettagliatamente con tutti i dati di altitudine e pendenza e corredato di una breve descrizione.
Per un runner “metropolitano” come me, poco abituato a forti pendenze e repentini cambi di ritmo si tratta di un modo diverso di correre. Non ho neppure provato a pianificare un ritmo, tanto meno a mantenerne uno: l’ambiente e il panorama sono talmente emozionanti che invitano a frequenti pause per godere degli scorci mozzafiato che si rivelano dietro a ogni curva. Inoltre, le pendenze di alcuni tratti costringono a ritmi più lenti di 8′/Km. L’altitudine — la massima supera i 2.000 metri s.l.m. — non mi ha dato alcun problema: la minore concentrazione di ossigeno a queste altitudini non disturba in alcun modo la corsa.
Ciascun percorso è identificato da un colore diverso e lungo la strada una serie di cartelli aiutano a non perdersi nei frequenti incroci con altri sentieri di montagna. Purtroppo, per una scelta discutibile, non tutti i bivi sono segnalati, e ho sbagliato strada diverse volte: ho accorciato un circuito di 3 Km e ne ho allungato un altro di 4. Il pieghevole illustrativo recita: “Il sistema di misurazione è stato concepito in modo tale da limitare la quantità di segnaletica presente sul percorso. Ai bivi è stato esplicitamente rinunciato ad una nuova segnaletica, poiché è stato ritenuto sufficiente seguire la segnaletica AVS”. In realtà non c’è da nessuna parte una tabella che associ i percorsi ai relativi sentieri, così vi può capitare di arrivare ad un crocevia e non sapere se prendere per “Rifugio Schumacher”, “Baita Jägermeister” o “Malga Frau Blücher”. Considerando che ci sono già tipo 20 cartelli, aggiungerne uno, piccolo (bastava una freccia colorata), non mi sembrava un problema. E’ davvero un peccato, perché inficia un’esperienza che potrebbe essere completamente rilassante, invece si corre sempre con l’ansia sottile di smarrirsi.
Malgrado ciò la corsa sui circuiti del Running Park rimane un’esperienza molto bella, che rilassa, gratifica e distende. Se siete come me e correte in città, sull’asfalto, vicino a strade più o meno trafficate e rumorose o in parchi metropolitani, salutare mucche e cavalli ai piedi delle splendide montagne delle Dolomiti mentre sudate inspirando a pieni polmoni l’aria frizzante, è una cosa da provare almeno una volta.
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