Andrea Beggi

I may not have gone where I intended to go, but I think I have ended up where I intended to be.

Cuffie Sony MDR-XB910

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Ho avuto la possibilità di provare per qualche settimana le cuffie ad archetto Sony MDR-XB910. Si tratta di un prodotto dall’estetica che non passa inosservata, secondo le ultime tendenze metropolitane.

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Il corpo delle cuffie è in plastica robusta con inserti in alluminio. La qualità dei materiali sembra buona e l’assemblaggio è preciso. Pesano circa 300g, ma sono molto comode, grazie all’adeguata conformazione dell’archetto e alla generosa dimensione dei padiglioni. L’imbottitura, molto morbida, avvolge completamente le orecchie e distribuisce molto bene il peso, che non dà il minimo fastidio. Chi porta gli occhiali potrebbe essere costretto a spostare le astine un po’ più in alto per farle stare fuori dai padiglioni (a me danno fastidio se rimangono schiacciate dentro).

Sulla parte bassa dei padiglioni ci sono delle feritoie che ricordano il sistema Bass Reflex, e sulla sinistra il jack per il collegamento del cavo, che è piatto per evitare che si ingarbugli. In dotazione ne vengono forniti due: uno standard e l’altro con i comandi per gli smartphone e il microfono. L’attacco è il classico jack da 3,5 ma con l’aggiunta di un sistema a baionetta che ne impedisce lo sgancio.

Le cuffie sono ripiegabili, probabilmente per ovviare alle dimensioni generose, peccato che in dotazione non ci sia un sacchettino in cui riporle durante il trasporto. L’isolamento acustico è molto buono; una volta indossate, dall’esterno non arriva quasi nessun suono.

Sony-MDR-XB910-2Sony inserisce le MDR-XB910 nella categoria “Extra Bass and DJ”, e in effetti i bassi potenti sono la caratteristica predominante: i driver da 50 millimetri sono ancora più grandi di quelli delle cuffie analoghe della concorrenza; anche le Beats by Dr Dre Studio che vanno per la maggiore si fermano a 40 mm. Diciamo subito che non si tratta di cuffie da audiofili: il suono è volutamente pompato e i bassi enfatizzati in modo da ottenere un effetto “club” che vi rimbombi nella zucca :-). Le frequenze alte sono rese molto bene, di quelle medie non importava a nessuno, evidentemente.

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Malgrado questo si tratta sempre di cuffie di fascia medio alta, e i difetti dei file MP3 tendono a emergere molto di più rispetto alle cuffie a cui sono abituato. Certe tracce che non mi hanno mai dato problemi, con le MDR-XB910 sono quasi inascoltabili, mentre quelle encodate da me, o da qualcuno che ha prestato un minimo di attenzione, sono molto più fruibili. Va da sé che i generi che meglio si adattano a questo prodotto sono quelli con una “cassa in quattro quarti” che picchi bella robusta. Elettronica, dance, rock, house, hip-hop. Sono anche i generi probabilmente più gettonati dal target a cui questa cuffia si rivolge, che ritengo siano adolescenti con buone disponibilità economiche e giovani adulti. Mi sono piaciute ascoltando Planet Funk, Anoraak, Tesla Boy, Safri Duo, Moby. Le ho adorate con i Prodigy.

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Il prezzo delle MDR-XB910 va dai 150 ai 200 euro: non è certamente poco, ma chi compra queste Sony lo fa per il suono e per il loro aspetto. Chi cerca bassi potenti e volumi poderosi, non è particolarmente appassionato di musica soft e acustica, e vuole una cuffia robusta, ben fatta, che isoli dall’esterno e non passi inosservata, trova nelle MDR-XB910 quello che fa per lui. Il rovescio della medaglia è la necessità di prestare un minimo di attenzione alla qualità dei file che si riproducono per ottenere il massimo dei risultati, e il fatto che non sia adatta a tutti i tipi di musica.

Trasparenza per un mondo migliore: le cuffie mi sono state prestate per il tempo necessario alla prova. Non ho percepito alcun compenso per scrivere questo post, che in ogni caso non mi è stato neppure richiesto. Le opinioni espresse sono le mie e rappresentano esattamente il mio pensiero. L’unico “compenso” che ne traggo è il piacere di maneggiare tecnologia.

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