Finalmente l’amico e collega Giuliano si è deciso ad aprire un blog. Ne sa a pacchi, più di una volta mi ha tolto dai guai e scrive di robe uber-geek. Se fate un mestiere che somiglia al nostro vi consiglio caldamente di aggregare il suo feed.

(Bonus track: è anche un ottimo fotografo, date un’occhiata al suo Flickr.)

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Di: Andrea - 04/02/2010

Universal Plug and Play, secondo Wikipedia, è un insieme di protocolli di rete che permette ai dispositivi che lo implementano di semplificare drasticamente la loro integrazione all’interno di una rete. Il nome è mutuato da Plug-and-play, una tecnologia che permette di collegare un dispositivo ad un computer e averlo immediatamente pronto all’uso. La similitudine si riferisce alla possibilità di alcuni dispositivi di collegarsi, autoconfigurarsi e annunciare i propri servizi alla rete senza necessità di configurazione preventiva. Per tutti i particolari più tecnici, vi rimando alla voce di Wikipedia che ho linkato qui sopra.

Una delle categorie di oggetti che supportano UPnP sono i router per uso casalingo o per piccoli uffici (SOHO), che tramite un’estensione del protocollo, detta Internet Gateway Device Protocol, permettono ai client in grado di sfruttare la tecnologia di compiere una serie di azioni; le più comuni sono il reperimento dell’indirizzo pubblico della connessione, la lista della tabella di inoltro delle porte TCP e UDP e la relativa modifica.

Proprio questo ultimo aspetto contribuisce a semplificare parecchio la vita degli utenti: per pubblicare un servizio o abilitare il traffico in ingresso verso un client è necessario configurare il NATP sul router, il che richiede conoscenze tecniche non banali. Se il software che stiamo utilizzando ed il router supportano UPnP è sufficiente assicurarsi che le rispettive voci siano abilitate e non ci sarà bisogno di fare nessuna configurazione.  L’esempio più comune sono i software P2P: per massimizzare la velocità di trasferimento è necessario che il traffico in ingresso su una o più porte TCP sia inoltrato verso il client su cui sta girando il software; programmi come µTorrent o Transmission sono in grado di configurare autonomamente il router in modo da ricevere il traffico entrante, rendendo il trasferimento molto più veloce.

Sfortunatamente, in tutto questo c’è un problema: UPnP non supporta l’autenticazione e presume che tutti gli host della rete siano sicuri e a tutti garantisce i privilegi sufficienti per effettuare modifiche alla configurazione, il che potrebbe rappresentare un buco nella sicurezza; è stato ipotizzato che un programma Flash opportunamente scritto potrebbe aprire alcune porte nel router all’insaputa dell’utente, esponendo quindi il client all’attacco dall’esterno con una semplice visita ad un sito contenente codice malevolo, anche se a memoria non ricordo di aver mai sentito parlare di qualcosa del genere. Per questo motivo, e per il fatto che si tratta comunque di un protocollo di cui l’utente è meglio sia al corrente, su parecchi dispositivi è disabilitato per default e va abilitato esplicitamente: controllate sul vostro router.

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Di: Andrea - 23/11/2009

Scenario: un firewall con due interfacce WAN collegate a due router ADSL e configurate in failover. Cade la linea principale e la rete perde connettività: cosa è successo?

Ad una prima indagine mi accorgo che tutti gli host accedono regolarmente ad internet via linea di backup ma non funziona la risoluzione dei nomi, quindi è praticamente tutto fermo. La rete è servita da un Windows 2003 server che, tra gli altri, ha i ruoli di DNS server, mail server e webmail server.

La causa della risoluzione  non funzionante è il server che, scopro, non ha connessione ad internet. Come è possibile che tutta la rete acceda ad internet tranne il server? Verificato che il firewall non abbia policy restrittive e spulciati i log relativi, mi concentro sulla sua tabella di NAT.

Dato che il server è pubblicato per i servizi SMPT e HTTP, esiste una regola esplicita che natta l’IP privato sull’IP pubblico della WAN primaria, e fin qui tutto bene. Dopo una telefonata chiarificatrice con un collega, mi rendo conto che manca completamente la regola che NATti il server anche sull IP pubblico della linea di backup. Modifico la regola principale esplicitando l’interfaccia di outbound, che prima era ANY, e creo un’altra regola per il NAT sull’IP di backup, sulla relativa interfaccia. Come per magilla, la connettività riappare e il server DNS ricomincia a fare il suo mestiere.

Le VPN verso le sedi remote vengono riattivate facendo modificare alle filiali l’IP del peer da cui la connessione viene accettata, e specificando nel “local ID peer” l’IP pubblico della connessione di backup perché il router relativo, in comodato d’uso, fa a sua volta un NAT. Al momento del ripristino della linea principale, si effettuerà un rollback delle modifiche.

Per scongiurare problemi in futuro, rimangono da fare i seguenti passi:

  • configurare un record backup MX nel DNS del dominio di posta, in modo che i messaggi possano essere anche ricevuti, oltre che inviati, quando è attivo il failover;
  • aggiungere una regola di NAT sulle interfacce opportune per pubblicare l’IP privato del server anche sull’indirizzo pubblico della linea di backup.

Perché tutto ciò non è stato testato prima della messa in produzione? Per i soliti motivi: uno dei due provider tardava a fornire la connettività di backup e l’altro ha sbagliato il contratto modificando in corso d’opera la classe degli IP pubblici assegnati; Il cliente aveva bisogno di lavorare da subito e non c’è mai stato modo di fare un collaudo vero e proprio.

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Di: Andrea - 16/10/2009

Iperf èjperf-2.0.2 uno strumento per misurare l’ampiezza di banda di cui avevo già accennato qui. Il sito originale nel frattempo è sparito ma si trovano parecchi tutorial, dei quali vi segnalo questo. Per fortuna il progetto non è stato del tutto abbandonato e sebbene il codice originale sia sempre lo stesso, Google Code ospita JPerf.

Si tratta di un frontend grafico pensato per semplificare l’utilizzo di Iperf e aggiungere dei grafici abbastanza gradevoli. Permette di salvare risultati e configurazione mentre per i grafici ci si deve arrangiare con uno screenshot, almeno al momento. Si basa su Java ed è quindi multipiattaforma.

Molto utile per la redazione delle relazioni tecniche, croce e deliza dei sistemisti; ha il vantagio di produrre risultati abbastanza comprensibili anche per i non addetti ai lavori, perlomeno con le impostazioni predefinite.

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Di: Andrea - 24/09/2009

Per disabilitare la posta in uscita di un utente Exchange lasciandogli la possibilità di inviare messaggi agli utenti interni procedere come segue: dal System Manager di Exchange –> Routing Groups –> Connettore SMTP. Nelle proprietà del connettore scegliere Delivery Restrictions e aggiungere l’utente nel box “reject message from”.

(Così vediamo se riesco a dimenticarmelo di nuovo).

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Di: Andrea - 22/09/2009

Intorno alla metà di settembre uscirà il nuovo router di Fon, Fonera 2.0n; grazie a Michelangelo l’ho ricevuto qualche giorno fa e ci ho cominciato a giocare.

Si tratta di un router a tutti gli effetti, dotato di uno switch a 4 porte, una sezione WiFi con due SSID, uno pubblico e l’altro privato e una porta USB. Gli scarni dati tecnici sulla scatola elencano: 1 porta ethernet per ADSL/Cable modem, 4 porte ethernet, 1 porta USB, 1 SSID privato (open, WEP, WPA e WPA2), 1 SSID pubblico (rete FON), tecnologia multipath MIMO, 802.11n (300 Mbps), compatibilità 8002.11g (54 Mbps). L’aspetto è abbastanza comune, a differenza degli altri router di Fon ai quali siamo abituati. Il firmware è una versione di openwrt modificata da Fon, e tutta la gestione viene fatta come al solito tramite browser. Per una descrizione tecnica approfondita e alcune immagini vi rimando al post di Antonangelo.

L’installazione è semplicissima: basta fare i collegamenti e tutto funziona immediatamente. La chiave WPA di default è applicata sul lato del router.

La prima cosa che colpisce è la velocità: l’unità si avvia in pochi secondi, l’interfaccia è reattiva e le operazioni sono rapide. Le funzioni sono tante: si tratta di un router WiFi molto completo che permette di condividere la connessione internet via wireless e wired. Ci sono due reti WiFi, una privata, appartenente alla stessa subnet degli host collegati via cavo, e una pubblica: la classica rete condivisa di FON. Dal lato networking nulla da segnalare, se non il fatto che il NAT non è disattivabile, quindi se connettete Fonera 2.0n alla vostra rete locale tramite la porta WAN, i computer collegati al Fonera sono su una sottorete diversa dagli altri e protetta dal firewall integrato nel router, quindi risultano irraggiungibili a meno di non intervenire pesantemente sulla configurazione. La porta WAN può essere impostata come DHCP client, IP statico o PPPoE.

Appena collegata, ho aggiornato il firmware all’ultima versione disponibile tramite l’apposita funzione che scarica automaticamente il file necessario; grazie alla velocità del processore la procedura impiega pochissimo tempo e il riavvio è rapidissimo.

La cose interessanti sono  la possibilità di estendere le funzionalità del router tramite appositi plugin e la presenza di una porta USB. Vediamo una carrellate delle diverse funzioni tramite alcuni screenshot.

Ecco la schermata principale:

Dashboard

L’elenco delle applicazioni installate è nella sezione superiore, altri pulsanti permettono di configurare le varie funzioni; un box a sinistra riepiloga i dati della rete. Moooolto interessante la voce 3G/UMTS: non ho trovato documentazione al riguardo, ma semprerebbe un modo di condividere una connessione mobile, funzione che è sempre stata esclusiva di router abbastanza costosi. Se dovesse funzionare con le chiavette più diffuse sarebbe davvero una grande cosa:

umts

Ci sono i setting delle principali telco europee, oppure la possibilità di usare impostazioni personalizzate.

Ecco le impostazioni:

impostazioni

Le funzioni sono abbastanza esplicative, da segnalare la possibilità di condividere il disco USB tramite FTP e/o condivisione di rete:

fileserver

Lo sharing funziona molto bene ed è molto veloce: la visualizzazione di un DivX via WiFi è perfetta e anche la ricerca e lo scorrimento veloce sono immediati. Tramite le impostazioni di sicurezza è possibile accedere ai dati anche dall’esterno.

Queste sono le applicazioni attualmente disponibili per estendere le funzionalità:

applicazioni

Il software è Open Source e si spera che la comunità degli sviluppatori, oltre a Fon stessa, produca una serie di nuove estensioni. Si tratta della cosa a mio avviso più interessante, che apre questo router a tutta una serie di possibilità limitate quasi solo dalla fantasia. Da notare “Switch to developer mode” che permette, tra le atre cose, di avere accesso SSH al sistema: grosso passo in avanti rispetto al passato quando erano necessarie complicate procedure per accedere alla console dei router di Fon.

Ecco la schermata di configurazione del firewall:

firewall

La granularità di configurazione è adeguata al tipo di oggetto; UPnP funziona, cosa non sempre scontata.

Ecco una delle applicazioni più interessanti: Transmission. Si tratta di un client BitTorrent che viene installato sulla memoria USB, che deve necessariamente essere collegata, e gira indipendentemente dai vostri computer, il che lo rende comodo per una quantità di motivi.

transmission

Tutta la gestione, peraltro non particolarmente sofisticata, si fa tramite la WebGUI:

transmission3

Una volta attivato UPnP, la velocità è ottima e il client funziona molto bene. Tramite la condivisione dei dati si può prelevare quanto scaricato senza dover estrarre la chiavetta USB o il disco fisso.

Le altre applicazioni installate di default sono gli uploader per YouTube, Picasa, Facebook e Flickr, un download manager per Rapidshare/MegaUpload e un gestore per l’applicazione di backup di FON, FONBackup. Ho provato l’applicazione WebCam, ma non funziona con entrambe le cam in mio possesso e non ho trovato una lista dei dispositivi supportati. Per adesso la documentazione online è praticamente assente, probabilmente verrà resa disponibile al momento del lancio, o almeno lo spero vivamente. A titolo di esempio ecco la schermata dell’applicazione YouTube che spiega anche il semplicissimo funzionamento:

youtube

Questo è il rudimentale file manager che mostra il contenuto della chiavetta:

file manager

L’elenco delle cartelle è molto esplicativo.

In definitiva si tratta di un buon router WiFi, con una serie di feature aggiuntive che lo rendono molto interessante. Se davvero il prezzo fosse di 79 euro, sarebbe davvero un oggetto molto competitivo. La possibilità di estendere le funzionalità tramite plugin è la cosa che mi è piaciuta di più. Con l’andare del tempo il progetto di Fon ha perso un po’ di slancio e l’azienda sta cercando di intraprendere la strada del produttore di hardware; in questo senso la scelta di utilizzare codice Open Source e di fornire dispositivi “aperti” è una delle poche possibilità vincenti in un mercato dominato da grosse multinazionali. Tra l’altro è particolarmente indicativa la possibilità di disabilitare completamente la parte WiFi o la sola condivisione della banda, cosa un tempo impensabile per un prodotto FON. Sicuramente un oggetto da valutare, visto che assolve egregiamente alle sue funzioni di rete ed in più aggiunge molte caratteristiche comode per chi non desidera lasciare acceso il proprio computer in attesa che scambi file con internet. Grande figata, dovesse funzionare bene, la condivisione della connessione 3G/UMTS.

Trasparenza per un mondo migliore: il router mi è stato regalato (grazie a Michelangelo di FON) per provarlo ed esprimere liberamente le mie opinioni.

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Di: Andrea - 01/09/2009

Nel corso degli ultimi mesi ho avuto modo di provare diversi piani dati dei principali operatori. Assodato che i siti istituzionali sembra facciano una gara a chi nasconde meglio le informazioni, faccio un riepilogo che spero possa servire anche a altri.

Lo scenario è un cellulare UMTS di ultima generazione e/o un iPhone che necessiti di un piano dati per la connettività che non faccia lievitare i costi e mi faccia dormire la notte senza timore di sforare; lo voglio ricaricabile e che non impegni me, mia figlia e le generazioni future a pagare un servizio a costo fisso. Desidero che si rinnovi automaticamente ma che sia disattivabile in qualunque momento; non voglio nulla in comodato d’uso. Il traffico stimato è nell’ordine delle pochissime decine di megabyte al giorno, visto che i palmari sono fortunatamente parchi.

Ecco quello che ho trovato, in ordine di reperimento.

H3G (3 Italia) – Naviga 3, tariffazione a volume. Ho scelto la versione da 3 euro la settimana per 100 MB al giorno, praticamente impossibili da sforare con un palmare. Si rinnova automaticamente, ogni settimana arriva un SMS che avverte della tariffa attiva. Si può attivare con qualunque USIM ricaricabile; funziona con APN naviga.tre.it ma pare che si possa usare anche tre.it (nel dubbio non fatelo). L’ho personalmente provato con cellulari normali, palmari, Windows Mobile, Android, iPhone. Potete usarla anche per il tethering(*) ma attenti a non sforare. La connessione è probabilmente la più veloce che abbia testato, è solo 3G (UMTS o HSDPA non so se HSUPA) e la copertura è perfetta nei centri abitati e sulle vie di comunicazione. Se andate fuori città, scordatevi la connessione: il roaming dati costa una fucilata, mentre per la voce potete contare sugli accordi che 3 Italia ha preso con TIM. Ultimamente questa tariffa si è diffusa tra gli utilizzatori dei social network grazie all’impegno di alcune persone di H3G che ne hanno spiegato i termini e fugato molti dubbi, dimostrando, se ce ne fosse bisogno, che l’informazione ufficiale è spesso incompleta, incorretta e fumosa. Le soglie di traffico aggiornate alla mezzanotte del giorno precedente sono consultabili sul sito, dove la gestione del proprio profilo non è fatta malissimo, anche se molto migliorabile. Funziona solo con telefonini e palmari UMTS, per la peculiarità della rete di 3.

Vodafone – Internet Card, tariffazione a volume. Costa 5 euro di attivazione e 1 euro al giorno per 500MB. E’ una tariffa attivabile fino al 15 settembre 2009 . Si paga 1 euro solo se si fa traffico, altrimenti non costa nulla. E’ una tariffa evidentemente “estiva” e pensata per la navigazione saltuaria. L’ho attivata per testare Android e funziona abbastanza bene, velocità nella norma. Usa 3G (UMTS e HSDPA non so HSUPA) e GPRS, mentre non ha EDGE; l’APN utilizzato è web.omnitel.it. Il sito dice che per i cellulari va impostato wap.omnitel.it, ma non credo sia vero. Va bene anche per navigazione e per un cellulare normale, ma non per iPhone, con il quale non l’ho provata ma sospetto che il traffico venga addebitato fuori promozione, per fare protezionismo verso il piano per iPhone offerto da Vodafone. Le soglie sarebbero consultabili attraverso l’orrendo sito di Vodafone, peccato sia down troppo frequentemente. Buona copertura, ma in campagna solo GPRS, lento. Questa particolare promozione è adatta per l’uso saltuario e molto probabilmente sarà prorogata dopo il 15 settembre, oppure uscirà qualcosa di analogo.

TIM – MAXXI Internet 10, probabilmente la tariffa peggio descritta di tutte: prima di attivarla non si capisce se è solo wap e se ha qualche blocco, inoltre le informazioni non sono per nulla chiare. Costa 10 euro al mese per avere 50MB al giorno, comunque sufficienti per l’uso che ne devo fare. Se si sfora si paga 1 euro per altri 30MB (solo in quella particolare giornata ). Ci sono altre cose incluse nell’offerta e la più interessante è che la tariffa consente di accedere ai punti WiFi pubblici di Telecom sempre all’interno delle stesse soglie di traffico (cumulative). Peccato che non ci sia un elenco di questi hotspot, né che vengano spiegate le modalità di accesso: come ci si autentica? password? telefono? SMS? Non è dato saperlo. La connessione è veloce nella norma ed è l’unica che supporta EDGE, cosa mooooolto importante se ci troviamo in zone non coperte da rete 3G. EDGE non è il massimo della vita, ma almento potete consultare la posta e navigare siti leggeri senza rimpiangere troppo 3G. Ottima copertura nei centri abitati e fuori. L’APN utilizzabile, contrariamente a quanto scritto è ibox.tim.it per tutti i dispositivi, io l’ho provato su Android e iPhone. Una telefonata gratuita al 4916, poi 1 e 1 vi comunica credito residuo e soglie di traffico in tempo reale, cosa molto comoda. Dovrebbe, ma non ho provato, essere adatta anche al tethering(*).

In definitiva consiglio Naviga 3 per chi sta in città o sulle autostrade, MAXXI Internet 10 per chi vuole avere connettività in luoghi non raggiunti da 3. I costi sono di poco inferiori per TIM e le prestazioni pendono leggermente dalla parte di Naviga 3.

Tengo a precisare che queste sono tariffe che ho sottoscritto e pagato, tutto quello che ho descritto l’ho testato direttamente e non ho ricevuto alcun compenso in nessuna forma per scrivere questo post. Molto probabilmente esistono anche altri piani dati che fanno per voi, questi sono quelli che conosco e ne ho elencato i fatti accertati personalmente.

(*)Tethering: uso del cellulare come modem.

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Di: Andrea - 25/08/2009

Dopo aver rimosso da un Mac la partizione Boot Camp, possono insorgere problemi di estrema lentezza del boot o addirittura di mancata partenza della macchina, a meno di non tenere premuto il tasto “Option” (alt) e scegliere esplicitamente la partizione OS/X.

Prima di disperarsi o intraprendere azioni estreme, provate a resettare la PRAM tenendo premuti i tasti “alt”,”cmd”, P, R subito dopo l’accensione. Rilasciateli solo dopo aver sentito per tre volte il suono di avvio: il vostro problema potrebbe essere sparito.

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Di: Andrea - 18/08/2009

DreamHost è un hosting con diversi pregi, tra i quali lo spazio illimitato e l’accesso SSH. La tentazione di usarlo come spazio di backup via FTP è forte, malgrado sia vietato dai termini di servizio; io lo facevo e ho ricevuto una mail cortese ma ferma, che mi chiedeva di rimuovere i file di backup entro 24 ore. Nessun problema: ero in torto e ho provveduto a eliminare quanto richiesto.

La parte divertente è stata che proprio a causa di questa mail ho scoperto che tutti gli account DH comprendono 50GB di spazio da usare per i backup, sebbene con alcune limitazioni. Per attivare il servizio basta creare l’utenza apposita nel pannello di controllo, e ci viene dato lo spazio su un altro server. Le limitazioni riguardano i protocolli supportati per il trasferimento dei file e il tipo di accesso: si possono usare solo ftp, sftp, scp e rsync, inoltre non è supportata la schedulazione di processi tramite cron.

Quello che vi sto per dire è riferito a linux, su windows ci sono altri sistemi per fare le stesse cose. L’esempio trattato riguarda il backup di un blog, ma gli usi possibili sono diversi e la procedura va bene in ogni caso.

Facciamo un passo indietro e vi racconto come facevo i backup del blog fino a qualche giorno fa: sul server dove gira WordPress ci sono due sistemi separati che fanno un dump del database tutti i giorni. Il primo via mysqldump, schedulato via cron, l’altro tramite PHPMyBackupPro, ottimo sistema che consiglio a chi non ha la possibilità di programmare dei task sul suo server. Tutti i giorni i file e i dump del database (tengo le ultime due settimane) venivano scaricati sia dal mio server a casa che dal server di DreamHost, in modo da avere tre copie dei dati su tre server in tre luoghi diversi.

Dovendo rimuovere i dati dal server principale di DH, non ho più la possibilità di scaricare da là i dati, quindi ho deciso di fare un doppio salto: il cronjob che scarica a casa provvede poi a uploadare via rsync i file sul server DH di backup. Rsync è un utilissimo comando che permette di trasferire file in modalità incrementale e opzionalmente compressa; in pratica copia solo i file aggiunti o modificati, skippando gli altri.

Per automatizzare il tutto è necessario configurare il password-less login, altrimenti rsync richiede la password ogni volta che viene lanciato. Per farlo serve una coppia di chiavi RSA (se non le avete già), da creare tramite il comando ssh-keygen -t rsa, che genera i file id_rsa e id_rsa.pub in ~/.ssh/. (Premete sempre invio alle richieste del programma). Adesso create via FTP la cartella .ssh sul server di backup (mi raccomando il punto davanti), copiateci id_rsa.pub e rinominatelo in authorized_keys; date i permessi 700 alla directory e 600 al file.

A questo punto rsync funzionerà senza richiedere l’inserimento della password. La sintassi per copiare i file è la seguente:

rsync -e ssh -av local_directory username@server.dreamhost.com:remote_directory

(tutto su una riga) naturalmente sostituendo local_directory, username, server.dreamhost.com e remote_directory con i parametri adeguati alla vostra configurazione. Utente e server sono quelli relativi allo spazio di backup.

Se volete potete aggiungere lo switch --delete, che cancella dalla destinazione i file che non esistono più sulla sorgente.

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Di: Andrea - 30/07/2009

Buffalo LinkTheater HD Nfinity

Ho avuto occasione di provare un Buffalo LinkTheater HD Nfinity, un multimedia player con collegamento wired, wireless e USB host.

Pro: ottima qualità costruttiva e estetica sobria e minimale. Il telecomando è di qualità eccellente, molto diverso dalle solite microscopiche frittelle fornite a corredo di media player meno blasonati. Molti i formati supportati, per i quali, e per le caratteristiche tecniche, vi rimando al sito ufficiale linkato qui sopra. I menu sono semplici, chiari e ben organizzati. Non possiedo televisori con ingresso HDMI, ma per quello che ho potuto vedere a risoluzione standard la qualità delle immagini è ottima. L’unità supporta sia DNLA che le classiche condivisioni in rete, e permette di autenticarsi tramite credenziali, cosa che il mio Freecom non è in grado di fare. Un disco esterno ethernet della stessa marca viene riconosciuto e utilizzato al volo, senza necessità di fare alcuna configurazione. Se sulla la rete è presente un server DHCP non è necessario alcun setup, basta collegare il cavo di rete e in pochi secondi l’unità è pronta per l’utilizzo. Ad ogni accensione vengono ricercati eventuali aggiornamenti del firmware. LinkTheater è equipaggiato con due porte USB, una sul retro e una sul frontale, a cui si possono collegare dischi esterni e chiavette USB dai quali riprodurre contenuti. C’è anche una funzione di scaricamento atuomatico da camcorder verso USB

La velocità di caricamento dei file, dello scorrimento veloce e di tutte le altre operazioni mi ha lasciato stupito: evidentemente l’hardware del LinkTheater deve essere adeguatamente dimensionato. In generale l’utilizzo è semplice ed è un oggetto adatto anche ai meno smaliziati.

Contro: sono parecchi, purtroppo. La parte networking ha una certa instabilità: ho penato un po’ per far riconoscere a LinkTheater le share di rete dei miei host (sia win che linux). Non sono riuscito a far funzionare la sezione wireless che sulla carta è ottima, supportando 802.11n Draft 2.0. Mi è anche stato mandato un access point di adeguate caratteristiche per poter effettuare il test, ma la connessione non si stabilisce. Questo ultimo aspetto potrebbe anche essere dovuto a problemi dell’unità che ho provato, non essendo riuscito a collegarmi neppure agli altri access point più lenti di cui dispongo. In ogni caso la connessione verso lo storage DNLA non ha mai tentennato.

I codec sembrano essere un po’ schizzinosi: molti file sono riprodotti in modo troppo “scattoso”, mentre altri si vedono fluidi ma senza audio, ed è un peccato perché la qulità dell’immagine e lo scaling sono sempre buoni. La cosa che più mi ha lasciato sconcertato è l’assenza di supporto per i sottotitoli. Mi sembrava talmente strano che ho contattato l’assistenza, la quale mi ha confermato che i sottotitoli non sono in alcun modo supportati, il che mi sembra una scelta suicida.

Conclusioni: lo comprerei? No, temo. Al momento il prodotto sembra soffrire di alcuni peccati di gioventù che potrebbero essere facilmente risolvibili con un aggiornamento del firmware per far funzionare meglio la parte networking (anche se spero che i problemi wireless siano solo dell’unità in mio possesso) e installare codec più versatili e veloci. Anche la scelta, che non condivido assolutamente, di non supportare i sottotitoli spero possa essere riveduta in un futuro aggiornamento.

Sarebbe auspicabile che Buffalo credesse un po’ in questo prodotto che ha eccellenti qualità costruttive e hardware, ma che al momento è penalizzato da problemi software.

Trasparenza per un mondo migliore: l’unità mi è stata prestata, e la restituirò a Preview, che ringrazio nella persona di Paolo. Non ho percepito alcun compenso per scrivere questo post, né mi è stato richiesto qualcosa che non fosse esprimere liberamente le mie opinioni. Perché lo faccio? Mi piace giocare con la tecnologia e cerco di scrivere la recensione che vorrei trovare io quando cerco notizie di un prodotto.

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Di: Andrea - 20/07/2009