Andrea Beggi

We live in a society exquisitely dependent on science and technology, in which hardly anyone knows anything about science and technology.

Cisco Expo 2007 Live

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Cisco Expo 2007Appena arrivato con Marco. Trovo un po’ di blogger, e al momento mi trovo nella sala convegni principale, e sta per arrivare Letizia Moratti. Ci sono: Jtheo, Lele Dainesi, Paolo Valdemarin, Giuseppe Granieri, Luca Conti, Luca Mascaro.

Il Wi-Fi sembra buono, il SSID della rete a cui sono connesso è: “blogger”. Yeah!

Filmati istituzionali, musica alta. Stefano Venturi, amministratore delegato di Cisco, sta introducendo le sessioni e presentando il sindaco.

Moratti parla di innovazione tecnologica in relazione al “capitale umano” su cui in Italia specialmente si investe ancora molto poco.

Lele dice che… mi ha appena censurato (e questa non la posso postare)

La mia attenzione sta già scemando. Rafforzare il capitale umano, rafforzare i collegamenti tra università ed imprese, favorire i venture capital, ecc ecc bla bla bla.

Pare che l’1% (unopercento! sigh) del bilancio di Milano verrà (verrà, in futuro) investito nelle start-up. Sai che sforzo….

E’ la volta di Stefano Venturi, qualche incertezza all’inizio: “Internet sta diventando online….” Ehhhhhh?, ma sto assistendo ad un buon tentativo di spiegare concetti come coda lunga, social networking, web partecipativo, 2.0. L’intervento è abbastanza adatto alla platea e espresso con termini tutto sommato corretti. Lele gongola poiché Venturi cita dati ed argomenti che ha fornito lui a Cisco. Nel 2010 sono previsti 14 miliardi di dispositivi connessi ad internet, contro il miliardo attuale. Non basta aggiungere tecnologia senza innovare, si aggiunge solo complicazione ma non si usano nuovi modelli di lavoro. Il lavoro, ad esempio: siamo fermi ai modelli di 50 anni fa, dove il colletto bianco andava in ufficio e pestava sui tati della macchina da scrivere. Oggi è ancora così, ma la tecnologia c’è e si tratta di promuovere un cambio culturale che permetta una nuova concezione del lavoro basato sugli obiettivi e non sul tempo e la presenza.

Cisco sta cercando di promuovere il telelavoro (in senso lato) per evitare inutili spostamenti e gestire l’azienda in un modo più sostenibile dal punto di vista ecologico e ambientale.

Anche le infrastrutture sono importanti: la banda deve aumentare sempre ed essere ubiquitaria, è la scommessa del futuro: senza strutture non c’è innovazione e crescita.

E’ la volta di Ambrosetti: L’intelligenza diffusa come fattore competitivo fondamentale e sostenibile. E si parte di Power Point. ZzZzZzzzz…. Sta parlando di ….. ma anche di…. ZzzzZZzzz

Lele mi ha appena regalato un Nokia N61 (di gomma, maledizione).

E’ salito sul palchetto Gianni Riotta, che sta presentando i papaveri che stiamo per ascoltare.

Artom: il mercato italiano è troppo piccolo rispetto a quello americano. All’ovest, in Silicon Valley ci va il marketing, all’est la produzione. I cervelli italiani vanno portati dove c’è il mercato.

Barilla: a causa del particolare tipo di mercato, la necessità è innovare nel rispetto della tradizione.

Sto perdendo gli interventi perché Lele ha le paturnie sul suo template :-|

Chiisà perché queste persone mi fanno venire in mente Luttazzi ed i suoi “splendidi manager dallo stipendio di giada”.

Pontremoli (IBM): il futuro è la semantica, IBM sta scommettendo molto sulla ricerca semantica, ha aperto ieri un laboratorio chiamato “Semantic Technology Center”.

Marina Salamon: molto bello il suo intervento. Come spesso accade, le donne fanno la differenza. Ci spiega i contrasti che ha sperimentato tutta la vita per cercare di conciliare la sua visione della vita con la gestione di diverse aziende. Non sempre è facile mediare, e solo negli ultimi anni esperienze che sembravano fini a se stesse hanno acquisito un senso d’insieme. Molto femminile nel senso più pieno e positivo del termine. Divertente l’aneddoto dell’acquisto, anni fa, di un IBM S36. Salamon si è rifiutata di installare un pavimento flottante perché non le piaceva il rivestimento, ed ha fatto fare un pavimento di assi di legno. Inoltre, avendo installato la macchina in un vecchio granaio, si è presentato il problema dei topi che rosicchiavano i fili. Dato il suo impegno in WWF, ella si è rifiutata di mettere veleno per i roditori.

Luca Conti ci ha appena rimediato il pranzo nell’area press. A quanto pare siamo stati invitati tutti in qualità di bloggers. LOL

Ho appena collegato abusivamente l’alimentatore dell’iBook ad una presa sul palco, speriamo che non mi caccino…

Intanto è appena arrivata Mafe.

Lele è veramente preso dall’evento: si è addirittura vestito benissimo. E’ la prima volta che lo vedo senza le sue t-shirt da trendsetter.

Le sessioni del pomeriggio prevedono un inizio comune, quindi i quattro interventi saranno separati. Bizzarro. Spero di non perdere cose interessanti.

Al momento sono seduto a fianco di Stefano Quintarelli, più in là c’è il suo omonimo Emanuele. La rappresentanza di blogger è folta, ormai.

Ok Lele sul palco. Grande accoglienza della claque. Ci sta parlando di alcuni eventi che lo hanno colpito nell’ultimo anno, come la simbiosi tra blog e strumenti di informazione. Poi il guadagno di Google che deriva in gran parte dai suoi servizi di social network. E una serie di oggetti e gadget che aiutano questa “socialità” delle persone mettendo nelle loro tasche la possibilità di esprimersi in ogni momento e qualunque luogo.

Sono partiti alcuni video: interviste di persone che raccontano il loro rapporto con la rete.

Luca Conti, uno dei blogger più conosciuti, è sul palco insieme a Lele. Luca sfodera il suo cavallo di battaglia: “La redazione integrata”, che descrive la nuova professione del giornalista che, tramite i nuovi mezzi tecnologici ed i nuovi mezzi di comunicazione, fornisce un prodotto adatto alle nuove esigenze della rete.

Ora è la volta di Paolo Valdemarin, di Evectors che illustra MySpace. Si parla anche del software, che in futuro è destinato a diventare tutto “social oriented”: il suo uso cambierà in funzione di come viene usato dalle altre persone e da come uso gli altri programmi.

Jeff Israely, il corrispondente italiano di Time, racconta la scelta del suo giornale di decretare “you” persona dell’anno. Si parla anche di come YouTube sta cambiando il modo di fare giornalismo, perché il momento è confuso per i media tradizionali che vedono cambiato il modo di fare le notizie. Non si sa ancora come cambieranno, ma sicuramente un cambiamento ci sarà.

Giuseppe Granieri sul palco. Second Life: le aziende cominciano ad interessarsene, è il “second business”. 600.00o dollari al giorno è il “PIL” di SL. (Vi ho mai detto che GG è il sosia del mio amico Danilo?).

Dibattito sui social network, sulle relazioni tra le persone, su come le nuove applicazioni “abilitanti” permettono di intrecciare relazioni strette ed molto interconnesse tra i vari nodi.

Ci si chiede se YouTube, che deve basarsi su un modello pubblicitario, finirà per essere completamente invaso da pubblicità virale (e non). Secondo Israely, no; probabilmente finirà solo parzialmente così.

Granieri ripropone il modello web che si applica su SL. Anche lì esiste una specie di coda lunga, e su quella si costruiscono numerosi “cluster” di interessi di nicchia.

Stefano Venturi viene invitato sul palco per discutere di modelli di business. Luca ci ricorda che per ora gli introiti su web derivano ancora dalla pubblicità. Nel frattempo lamenta una diffusione della banda larga non ancora sufficiente, e assolutamente non pronta per gli sviluppi futuri.

Secondo Paolo sta cambiando il rapporto tra aziende e clienti. Le prime si accorgono che la clientela sta cambiando ed è necessario aprire la conversazione. I clienti pretenderanno sempre di più di parlare con le aziende, ed esse dovranno adeguarsi. Anche i meno tecnici cominciano ad aver bisogno di scambiare le nuove forme di informazioni che producono per mezzo delle nuove tecnologie, e quindi il processo di “socializzazione” è comunque avviato.

Granieri ci dice che esistono diversi “strati” di business model su internet, che internet è ancora un mezzo acerbo, che ha bisogno di tempo per maturare ancora, esattamente come è successo per la stampa, il cinema e la televisione. Il mercato della pubblicità deve necessariamente passare per una definizione degli impatti che una notizia ha nel mondo online e offline. Al momento è impossibile valutare l’influenza di un meme che parte da una notizia pubblicata da un giornale online che viene ripresa da bloggers e dalla rete più in generale. La misura delle pagine viste non è più adeguata a spiegare l’influenza e quindi il valore di quanto viene pubblicato dai mezzi di informazione.

Stefano Venturi racconta l’approccio all’innovazione di Cisco: spingere sempre e non accontentarsi mai. Settare gli standard e migliorarli. Cosa fare per il social networking? Spingere l’innovazione tecnologica, senza “technology religion”. La tecnologia deve asservire i modi d’uso delle persone. Spingere le industrie a lasciare i modelli del passato e permettere a milioni di persone di interagire. L’acquisizione di Tribenet ha l’obiettivo di portare in rete tutta la complessità dell’hardware che ora sta nei centri di calcolo e sui desktop. Questo porta alla riduzione della complessità ed a una maggiore mobilità.

Le istituzioni devono promuovere l’accesso online, mostrando e promuovendo tutte le potenzialità che il cittadino puo sfruttare dall’uso consapevole e maturo della rete.

Domande del pubblico sul pericolo del monopolio di poche aziende sull’accesso alla rete. Stefano Quintarelli (chi meglio di lui) fa un quadro della net neutrality in Italia al momento. Quest’uomo dovrebbe fare il ministro delle telecomunicazioni.

Ho fatto i complimenti a Stefano Venturi per la visione; devo dire che ero scettico sul modo in cui Cisco si sarebbe potuta approcciare al social networking, visti anche i prodotti che produce, perlopiù sconosciuti al grande pubblico. Nelle parole di Venturi ho sentito una persona veramente convinta dell’importanza delle persone e dei movimenti che partono dal basso; dell’importanza della condivisione delle informazioni e della consapevolezza dell’uso della rete come mezzo di miglioramento personale.

Mi sono appena spostato nella sala dove Paolo ci illustra i nuovi strumenti di interazione delle persone, come MySpace, Twitter, LinkedIn, gli stessi blogger. Si parla anche di OpenID. Si affrontano gli aspetti dell’amicizia, affidabilità e della reputazione.

Finito l’intervento, torno nella hall e trovo Granieri che si sta suicidando, poiché una intervistatrice gli ha chiesto “Ci dica, cosa è un blog?”.

Intanto ho beccato anche Vanz.

Hanno fatto anche a me la madre di tutte le domande. Mah.

Sono arrivato a casa adesso, sono le 2:40. La serata è terminata con Paolo Valdemarin, Mafe, Vanz, Marco Formento, Jtheo, Giorgio Zarrelli, Lele Dainesi, Tony Siino, i ragazzi di Duespaghi e qualcun altro/a di cui mi sfugge il nome.

 Aggiornamento: ho tirato un po’ le somme.

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9 Commenti

tengi | #

In mezzo a tale “Parterre de Roi” (che non immaginavo, dato che non vi conosco di persona), c’ero anche io!
Vabè, ci si vede al ZenaCamp!
Ciao a tutti
Tengi

Paolo | #

Grande Andrea meglio di Nicolo’ Carosio!!! Dalla cronaca pero’ non noto grandi novita’…sicuramente interessante ma un po’ ingessata o no? (solo una mia impressione?)

Daniele Prof Pauletto | #

dopo intervento di Jeff Israeli mi è venuto in mente è vero il web sta vivendo la rivoluzione web 2.0 che già sta influenzando il modo di lavorare, interagire, comunicare nel Web attravesro una tecnologia “less is more”

della mattinata ricordo
il futuro del paese passa per l’innovazione e per il web2.0, il blog,mashup, contaminazione …”Your Truman Show”intrigante piattaforma per l”identità digitale” proposta da un lungimirante Arturo Artom

e infine mitica Marina Salamon ,
innovazione e creatività …e
una leadership forte ma umile
noi veneti siamo forti

Daniele

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