Andrea Beggi

Run when you can, walk if you have to, crawl if you must; just never give up.

Evoluzione

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Disclaimer: post assolutamente personale e particolarmente inutile, ma avevo voglia di scriverlo.

Ho scritto il mio primo post nel 2003, ed era un misero appunto per ricordare qualcosa senza doverlo scrivere nell’agenda che continuavo regolarmente a perdere. All’epoca leggevo già parecchi blog, alcuni da quando non si chiamavano neppure blog. Piano piano ci ho preso gusto ed ho cominciato a scrivere cose personali e post più tecnici che non erano più semplici link a materiale esterno, ma cose scritte da me nella speranza che alcune nozioni che a volte mi erano costate molta fatica potessero essere utili a qualcun altro.

Libertà.

All’inizio, benché non abbia mai nascosto la mia identità, nessuno delle persone che conoscevo sapeva dell’esistenza del blog, adesso la situazione è precipitata e ormai devo dare per scontato che i miei interlocutori siano a conoscenza di questo luogo. Colleghi, clienti, familiari, amici; con diverse sfumature di interesse, le versioni della mia presenza in rete vanno dal “hai un sito su internet” al “sei un famoso blogger” (!?!)

Sono meno libero? Non lo so, ma se devo dire la mia sensazione “di pancia”, la risposta è no. La mia libertà deriva dalla assoluta “irrilevanza materiale” che il blog ha sulla mia vita: come qualcuno ha fatto notare, non devo “vendere” nulla, il che mi consente di scrivere se e come mi va, dovendo rendere conto solo alla mia coscienza, e rispettare i miei lettori. Cerco di non prendermi mai troppo sul serio, anche nella vita di tutti i giorni, e l’unica cosa che cerco di limitare sono le considerazioni troppo sarcastiche sugli episodi che mi capitano durante le giornate lavorative, ma lo considero una forma di educazione verso le persone che potrebbero capitare su queste pagine.

Responsabilità.

A questo proposito un altra cosa a cui penso prima di premere il tasto “Publish”, è la quantità di persone che vedranno il post. Vedranno, non leggeranno: è evidente che non tutto interessi a tutti, ma almeno il titolo e le prime righe finiranno sotto gli occhi dei quasi 3000 sottoscrittori del mio feed (grazie!) e delle diverse migliaia che secondo GA ogni giorno capitano qui (rigrazie!). C’è stato un periodo, qualche tempo fa, in cui stavo cominciando a preoccuparmi di queste cifre, ogni volta mi ritrovavo a pensare se il post che stavo per pubblicare avesse un senso, avevo una sorta di timidezza che ogni volta dovevo combattere. Ne avevo parlato, ed i commenti ricevuti mi hanno commosso: sono stati una delle manifestazioni di stima ed affetto più grandi che io abbia mai ricevuto. Così, con un po’ di incoscienza, adesso mi è passata: ho scelto di non pensarci più e basta; cerco di “essere me stesso” senza stare a pensare troppo se quello che scrivo possa interessare tutti o meno, e questo post ne è la prova. In realtà ho sempre detto che da quando scrivo qui mi conosco meglio e faccio più introspezione; mettere per iscritto idee e sensazioni mi costringe a fare un po’ di ordine mentale e a raccogliere i concetti nel modo più organico possibile. Per quello che riguarda le cose più tecniche, cerco di verificare e controllare, e poi confido sempre nei commentatori, che sono una risorsa preziosissima.

Argomenti.

Col tempo sono diventato più selettivo riguardo agli argomenti ed anche più severo con me stesso. I blog sono sempre più diffusi e le notizie circolano in fretta, cerco se possibile di non aggiungere rumore ripubblicando cose che sono già su diversi blog: avrebbe poco senso e poco valore aggiunto, a meno che non siano integrate da opinioni e riflessioni. Sono diventato anche più impermeabile ai meme e alle catene che mi vengono “passate”, ma sono sempre meno per la verità. Per quanto riguarda la parte tecnica ho rallentato parecchio la produzione, un po’ perché è difficile trovare sempre nuovi argomenti che mi stimolino a sufficienza, un po’ perché ho meno tempo per scrivere. Ricevo molte segnalazioni di nuovi servizi, ma dopo il fattaccio di tagged mi sono scottato e cerco di stare molto attento: la fiducia è un bene prezioso e non va sprecato.

Propositi per il futuro.

Pochi e confusi, naturalmente. Ho un atteggiamento troppo rilassato nei confronti del blog per potermi porre degli obbiettivi o pianificarne la crescita. L’unica cosa che cerco di fare è rallentare l’inevitabile cammino che mi porterà definitivamente ad essere un vecchio trombone che pontifica dalle pagine del suo blog arcaico. Tanto le nuove generazioni non ci considerano neppure: “Il blog è così lento!” (Rebecca Zamperini).

21 Commenti

Alberto | #

Tu continua sulla tua strada che vai bene e, visto che ti immagini diventare un vecchio trombone, continua tranquillamente a trombare… ehm: forse non intendevi quello eh?
😀

Emanuele | #

Molto bello questo post… e mi fa piacere vedere un “blogger” che si preoccupa poco di come “portarlo avanti” ma che lo utilizza con naturalezza, senza troppe preoccupazioni sul futuro.
C’è fin troppa gente che cerca solamente visibilità, come se questa fosse la vera fonte di gratificazione personale.
In realtà, quando ci si interroga, quando si fa introspezione, quando si riflette su qualcosa… si è già gratificati e si ringrazia lo strumento (blog) per il servizio prestato.
Ciao (e non invecchiare presto :-P),
Emanuele

xlthlx | #

uhm. sulla liberta’ non so, non sono del tutto d’accordo, sara’ che ultimamente mi sento molto ingabbiata per via della mia relazione. forse sto sbagliando, chissa’.

Tambu | #

non ho capito il “ma sono sempre meno per la verità”. Per il resto già sai 🙂

Graziano | #

Credo che quando si diventa conosciuti la prima paura è quella che ben descrivi quà “ogni volta mi ritrovavo a pensare se il post che stavo per pubblicare avesse un senso”, credo sia normale quando sai che sono in molti a leggere.

Paolo | #

RiEccolo!
Ci risiamo.. la solita crisi mistica primaverile..
Spero solo che con l’avanzare dell’età non aumenti di frequenza. Buon lavoro.

baldo | #

“[…]cerco se possibile di non aggiungere rumore ripubblicando cose che sono già su diversi blog[…]”
Questa per me è la parte più difficile: scrivo qualcosa con l’impressione (magari non vera) che qualcuno l’abbia detta o che sia troppo banale perchè qualcun altro non l’abbia già pensata. Con comunque il leggero timore (nel mio caso) che sia una cretinata totale.
Mica facile…

Dania | #

Eheh, ma tu sei già storia del blog italiano 😉

Dania | #

P.s. ricordami di farti firmare un autografo, la prossima volta.

Hornet2e | #

Se sei 10° nella classifica di blogbabel un motivo ci sarà! Evidentemente i valori a cui ti riferisci ti rispecchiano molto e i lettori se ne accorgono. I miei complimenti!
Ciao!

NeoArgo | #

😛 il blog prima di tutto è un diario personale è solo in un secondo momento diventa un qualcosa di serio 😛 se si inizia a prestare + attenzione ad un blog allora finisce il divertimento 😛

il blog è divertimento,informazione, e tanto altro, ma sta a noi decidere come farne uso 😛 non ti preocupare 😛

Dario Salvelli | #

Condivido proprio tutto Andrea specie la parte della libertà, argomento che è a me molto caro: non so come fai, tu riesci ad essere simpatico quando dici ciò che ti pare invece io finisco sempre per essere antipatico e polemicone. Però mi piace così e come te ho imparato a non pensare più al fatto che qualcuno mi potrebbe leggere (ovviamente le mie cifre sono inferiori ma il problema è lo stesso): in questo modo riesco a parlare di tutto anche di cose che ho letto da altre parti ma sulle quali mi piace approfondire e parlare.

Andrea Gaggero | #

Ciao andrea
Sei forte, sei simpatico, sei spontaneo, sei sincero..e soprattutto ….sei un fuoristradista(ho visto qualche foto del tuo g su flkr 🙂 e se non erro e’ quello che vedo sempre in via Ad….i

ciao
Andrea

ubu | #

A me i tuoi post personali sono quelli che piacciono di più. Proprio come questo.
Sarà che scrivere (a mano, ma pure a tastiera, in fondo) è una delle cose più sofisticate che facciamo, ma il valore delle persone in qualche modo si intravede sempre tra le righe. E se torniamo a leggerti, come ha già detto qualcuno, un motivo ci sarà.
Un abbraccio,
u.

Smeerch | #

Tranquillo. Guarda che per Tagged, noi vittime ti abbiamo abbondantemente perdonato! 😉

ninna_r | #

Io continuo a prendermi la libertà di scrivere di quel che meglio credo.
Non importa che la mia famiglia legga o che io approfondisca altre conoscenze tra blogger.
So che il mio diario non potrebbe far loro niente se non permettergli di entrare di più nella mia testa.
La cosa brutta è quando viengo presa di mira solo perchè mi ritrovo con questa libertà.
Ma chi non riesce a rispettare questo semplice concetto non merita poi grande considerazione, no?

Michiko | #

…musica per le mie orecchie!! con moltissima esperienza in meno (solo 1 anno dal mio primo post, e zero conoscenze di classifiche varie) penso esattamente le stesse cose rispetto al mio ‘bloggare’. Grazie di aver scritto questo post, è molto rassicurante per chi la pensa ‘modestamente’ così. Ti porto la focaccia a Torino!!! ;-D

Blimunda | #

Bel post, ricco di spunti di riflessione. Soprattutto per quanto riguarda la libertà. Io scrivo “per mestiere” e poi scrivo sul blog. Certe volte gli argomenti si intersecano, e li tratto in modo diverso, ovviamente, dal blog alla carta. Certe altre vorrei scrivere, almeno sul blog, quello che per ragioni di opportunità, “taglio” dell’articolo o specifiche richieste del direttore non posso scrivere su carta. Ma lo faccio solo raramente. Altre volte, soprattutto quando partecipo a blog multiautore, scrivo e cancello perché mi chiedo se l’argomento ha senso, se è centrato con il tono del blog, se è davvero interessante. E non so quanto questa autocensura faccia bene, visto che la devo già applicare nel mio lavoro. E comunque, essendo io uno zero “tennologico” come tu ben sai, adoro i tuoi post personali. Ne ricordo uno sul modo di caricare la lavastoviglie che mi ha fatto ridere da pazzi!

Mitì | #

Premesso che soprattutto in Italia (dove il “l’ho letto su Internet” suscita nella maggioranza degli italiani ancora diffidenza e lieve ironia) la notorietà e di conseguenza la “responsabilità” di un famoso blogger sia decisamente relativa e minima, come già ti ho detto più volte l’unica grande preoccupazione di chi fa questo genere di comunicazione deve essere esclusivamente quella di scrivere sempre cose vere e sincere. Senza farsi distrarre e cambiare dal fascino delle varie “sirene” che inevitabilmente arrivano a frotte appena ci si eleva dalla massa, di qualunque ambiente (lavorativo, artistico, sportivo, informatico ecc) essa sia.
Quindi stai sereno Andrea. Continua a scrivere e a correlarti con gli altri come hai sempre fatto, gentile e saggio, impermeabile alle mode e alle tendenze, con il cuore in mano, con quella lucida, onesta obiettività che da sempre ti contraddistingue. :-*

Mitì | #

(Dimenticavo il finale: Amen.) ;-D

RobyCortese | #

Attenzione al riferimento di Rebecca hai scritto Zebecca
Ciao Roby