A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Disclaimer: post assolutamente personale e particolarmente inutile, ma avevo voglia di scriverlo.

Ho scritto il mio primo post nel 2003, ed era un misero appunto per ricordare qualcosa senza doverlo scrivere nell’agenda che continuavo regolarmente a perdere. All’epoca leggevo già parecchi blog, alcuni da quando non si chiamavano neppure blog. Piano piano ci ho preso gusto ed ho cominciato a scrivere cose personali e post più tecnici che non erano più semplici link a materiale esterno, ma cose scritte da me nella speranza che alcune nozioni che a volte mi erano costate molta fatica potessero essere utili a qualcun altro.

Libertà.

All’inizio, benché non abbia mai nascosto la mia identità, nessuno delle persone che conoscevo sapeva dell’esistenza del blog, adesso la situazione è precipitata e ormai devo dare per scontato che i miei interlocutori siano a conoscenza di questo luogo. Colleghi, clienti, familiari, amici; con diverse sfumature di interesse, le versioni della mia presenza in rete vanno dal “hai un sito su internet” al “sei un famoso blogger” (!?!)

Sono meno libero? Non lo so, ma se devo dire la mia sensazione “di pancia”, la risposta è no. La mia libertà deriva dalla assoluta “irrilevanza materiale” che il blog ha sulla mia vita: come qualcuno ha fatto notare, non devo “vendere” nulla, il che mi consente di scrivere se e come mi va, dovendo rendere conto solo alla mia coscienza, e rispettare i miei lettori. Cerco di non prendermi mai troppo sul serio, anche nella vita di tutti i giorni, e l’unica cosa che cerco di limitare sono le considerazioni troppo sarcastiche sugli episodi che mi capitano durante le giornate lavorative, ma lo considero una forma di educazione verso le persone che potrebbero capitare su queste pagine.

Responsabilità.

A questo proposito un altra cosa a cui penso prima di premere il tasto “Publish”, è la quantità di persone che vedranno il post. Vedranno, non leggeranno: è evidente che non tutto interessi a tutti, ma almeno il titolo e le prime righe finiranno sotto gli occhi dei quasi 3000 sottoscrittori del mio feed (grazie!) e delle diverse migliaia che secondo GA ogni giorno capitano qui (rigrazie!). C’è stato un periodo, qualche tempo fa, in cui stavo cominciando a preoccuparmi di queste cifre, ogni volta mi ritrovavo a pensare se il post che stavo per pubblicare avesse un senso, avevo una sorta di timidezza che ogni volta dovevo combattere. Ne avevo parlato, ed i commenti ricevuti mi hanno commosso: sono stati una delle manifestazioni di stima ed affetto più grandi che io abbia mai ricevuto. Così, con un po’ di incoscienza, adesso mi è passata: ho scelto di non pensarci più e basta; cerco di “essere me stesso” senza stare a pensare troppo se quello che scrivo possa interessare tutti o meno, e questo post ne è la prova. In realtà ho sempre detto che da quando scrivo qui mi conosco meglio e faccio più introspezione; mettere per iscritto idee e sensazioni mi costringe a fare un po’ di ordine mentale e a raccogliere i concetti nel modo più organico possibile. Per quello che riguarda le cose più tecniche, cerco di verificare e controllare, e poi confido sempre nei commentatori, che sono una risorsa preziosissima.

Argomenti.

Col tempo sono diventato più selettivo riguardo agli argomenti ed anche più severo con me stesso. I blog sono sempre più diffusi e le notizie circolano in fretta, cerco se possibile di non aggiungere rumore ripubblicando cose che sono già su diversi blog: avrebbe poco senso e poco valore aggiunto, a meno che non siano integrate da opinioni e riflessioni. Sono diventato anche più impermeabile ai meme e alle catene che mi vengono “passate”, ma sono sempre meno per la verità. Per quanto riguarda la parte tecnica ho rallentato parecchio la produzione, un po’ perché è difficile trovare sempre nuovi argomenti che mi stimolino a sufficienza, un po’ perché ho meno tempo per scrivere. Ricevo molte segnalazioni di nuovi servizi, ma dopo il fattaccio di tagged mi sono scottato e cerco di stare molto attento: la fiducia è un bene prezioso e non va sprecato.

Propositi per il futuro.

Pochi e confusi, naturalmente. Ho un atteggiamento troppo rilassato nei confronti del blog per potermi porre degli obbiettivi o pianificarne la crescita. L’unica cosa che cerco di fare è rallentare l’inevitabile cammino che mi porterà definitivamente ad essere un vecchio trombone che pontifica dalle pagine del suo blog arcaico. Tanto le nuove generazioni non ci considerano neppure: “Il blog è così lento!” (Rebecca Zamperini).

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