Andrea Beggi

La miglior difesa contro la logica è l'ignoranza.

Burkina Faso: 3 – Windows Vista: 0

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Alcune considerazioni a margine dell’evento Microsoft al quale ho partecipato oggi:

La parte principale è stato il keynote di Steve Ballmer, che ha raccontato la strategia di Microsoft per il futuro online, con particolare attenzione al mercato consumer. Il paradigma secondo il quale MS declina le nuove tendenze (chiamiamole web 2.0 per comodità) è: Content – Community – Commerce. I concetti sono sempre quelli: contenuti generati dagli utenti, social netoworking e modelli di business, e saltano fuori sempre in queste occasioni, anche se sentirne parlare il CEO di una delle aziende più importanti del mondo, nel bene o nel male, è comunque interessante. Ballmer prevede che l’attuale scenario di utilizzo delle infrastrutture IT, attualmente diviso tra desktop, web, enterprise e dispositivi mobili, andrà sempre di più sfumando le differenze ed integrando le piattaforme. Nel giro di 5-10 anni, tutti media ed i contenuti saranno veicolati digitalmente su rete IP, e le categorie che andranno incontro ai cambiamenti più marcati saranno 4.

I developers e i designers faranno i conti con il cambiamento radicale che sta subendo il software che si sposta dal modello attuale di infrastruttura interna, privata e poco scalabile, verso un modello “Software as a Service”. I provider di applicazioni distribuite forniranno le piattaforme, che saranno flessibili, scalabili, completamente delocalizzate geograficamente e rispondenti ai criteri del cloud computing.

Il business, seguirà a ruota, spostandosi sempre più verso la hosted infrastructure: un insieme di software e servizi che non costringeranno le aziende a dotarsi di una infrastruttura propria e le lasceranno tutte le risorse per concentrarsi sul proprio core business.

I consumers beneficeranno di dispositivi fissi e mobili completamente integrati, di nuove applicazioni che nasceranno da tecnologie come i nuovi schermi flessibili ed intelligenti, di una possibilità di comunicazione e controllo delle informazioni che evolverà sempre di più verso nuovi tipi di esperienze.

Gli advertiser e i publisher cambieranno il loro modo di lavorare con la pubblicità: la locuzione chiave è: “buy the behaviour”. I fornitori di servizi saranno in grado di segmentare gli utilizzatori in modo chirurgico, e di conseguenza saranno in grado di vendere determinate abitudini e caratteristiche come bersagli di operazioni pubblicitarie estremamente settoriali e mirate.

Direi che questo ultimo concetto è quello che mi ha colpito di più, ed è stato quello che mi sono “portato a casa”. In effetti l’estrema stratificazione degli utenti, la loro minuziosa profilazione sui vari social network sono dati preziosissimi per chi deve raggiungere il proprio target pubblicitario, e l’immagine “comprare il comportamento e le abitudini” mi sembra allo stesso tempo azzeccata ma preoccupante dal punto di vista di chi la pubblicità la dovrà subire.

Steve Ballmer è decisamente diverso da Bill Gates, che avevo seguito in altra occasione: più istrione, molto abile nella comunicazione, a tratti irruento, ma non ha ancora la fama e l’immagine che Gates mantiene tuttora. Marco Montemagno è stato molto bravo come al solito e parla un inglese che non mi ha fatto vergognare, come purtroppo spesso accade con altre persone.

Nel pomeriggio ho scelto di seguire la sessione dedicata al business, visto che le altre avevano poco interesse per me. In sostanza si è trattato di alcune presentazioni che hanno illustrato web 2.0 e enterprise 2.0 ad una platea di supposti manager che intendessero familiarizzare con questi concetti. In particolare si è posto l’accento su come integrare all’interno delle aziende tutti i fattori positivi e le dinamiche di collaborazione proprie del nuovo modo di usare internet. Processo non senza difficoltà, visto che le strutture, le esigenze e la complessità dei due ambienti sono completamente diverse.

Mi è piaciuta molto la presentazione di Jeff Kelly, che non ha detto nulla che io e voi non sapessimo già, ma ha schematizzato molto bene e ha cercato di rendere comprensibile una serie di concetti non sempre semplici da spiegare. Su Flickr ho messo alcune foto delle sue slide; mi scuso per la qualità ma sono comunque leggibili.

La cosa buffa che giustifica il titolo del post è che in tutta la giornata Steve Ballmer è riuscito a pronunciare tre volte la parola “Burkina-Faso” e una volta “linux”, ma né lui né altri uomini Microsoft hanno mai pronunciato le parole “Windows Vista”. La sensazione è che tra qualche anno Vista raggiungerà Windows ME nel limbo dei prodotti MS la cui evocazione provoca gesti scaramantici. Dato che sono un vecchio trombone, faccio notare che della cosa ho parlato in tempi meno sospetti.

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17 Commenti

Tambu | #

a parte che mi hai copiato il titolo, ti ricordo che sei il principale colpevole dei 4 Windows Vista che ho sui Pc di casa e ufficio :P

Lawrence Oluyede | #

Si rumoreggia che MS abbia una mezza intenzione di accelerare lo sviluppo di Windows 7, proprio per mettere da parte Vista (il quale a mio avviso se mancasse di spinta OEM “forzata”, non venderebbe una cippa)

Andrea L. | #

Su internet tutti dicono peste e corna di vista.

La domanda è: Microsoft avrà imparato la lezione?

Luca | #

da semplice utente di pc è la prima volta, dal 1987 che trovo in vendita a distanza di mesi e mesi dal rilascio dell’ultimo sistema operativo la possibilità di acquistare macchine con l’Os vecchio

Picchiatello | #

La Sp1 di Vista non mi ha sorpreso piu’ di tanto ha rimesso un d’ordine ma alla fine resta quel che resta un commerciale ME.
E meglio che ms sponsorizzi di meno eveti spettacolo e faccia piu’ acquisizioni di progetti originali altrimenti la prossima generazione di s.o. sarò il definitivo tramonto.

Regolo | #

Da sempre sensibile all’argomento Windows Vista, so solo che da quando ho comprato il nuovo pc con Vista installato sto imprecando per non avere ancora avuto abbastanza tempo da dedicare all’installazione di Linux. Semplicemente un prodotto SBAGLIATO.
Ciò che mi fa paura è la facilità con cui riescano ad imporre un nuovo SO e altrettanto facilmente a passare oltre senza intaccare sensibilmente la propria presenza sul mercato internazionale.

Ivan | #

Personalmente,a causa del senso di frustrazione che riscontravo nell’utilizzo di windows, ho smesso di usarlo dalla versione 2000.
E’ da allora che sono passato ad apple e Mac OS X.
Conisglio a chiunque voglia riscoprire la bellezza di usare un computer questa esperienza.
Mi sono ritrovato un po di tempo fa a dover usare Windows Vista e l’ho trovato semplicmente inutilizzabile, troppo complicato anche per le cose piu stupide per non parlare delle varie incompatibilità col sistema windows precendente.
A mio avviso usare windows e’ un esperienza frustrante,del tutto inadatto a chi il computer lo utilizza per lavorare.

Dario Salvelli | #

Si parlerà finalmente di S-Vista. Insomma Ballmer non ha detto nulla di interessante, non gli è scappato neanche un Vista? Mah!

Sergio | #

Se vogliamo al keynote degli sviluppatori Vista è stato tirato in mezzo: il simpatico relatore che ha illustrato silverlight per Windows Mobile aveva un blocco psicologico verso la parola iPhone e ha chiesto: “Qualìè il miglior sistema operativo del mondo?” Sala muta.
Ha continuato “vabbe e se dicessi: qual’è il sistema operativo con più bug?” e quindi ha lanciato la sua simulazione di Windows Vista in Silverlight sul suo cellulare.

Diciamo che sono anche autoironici ;-)

Paolo | #

Grande post Andrea! Ti leggo sempre con curiosita’ anche se a volte non capisco di cosa scrivi!!! :-)

gibilix | #

Ancora MS non ha intrapreso la strada di considerare il sistema operativo una commodity insieme all’hardware. Forse perché pensa che esistano ancora molti che sono attratti dalle caratteristiche di un sistema operativo piuttosto che un altro e sono disposti a pagare per questo. Magari hanno capito che Windows 7 sarà l’ultimo sistema operativo a pagamento e fino a quel momento è meglio sfruttare ogni opportunità.
In fondo Vista ha portato con sé delle novità da giustificarne l’adozione in alcune grandi organizzazioni. Dal punto di vista del desktop management è indubbiamente un passo in avanti rispetto a XP. Non lo è certo dal punto di vista dell’utente finale. Ma il gioco è forse valso la candela, grazie anche alla complicità dei vendor di hardware.

CyberGigi | #

Dopo aver installato l’SP1 vista non va poi così male.

lucabazuca | #

La hosted infrastructure, purtroppo non è al momento la soluzione più gettonata almeno in italia, almeno tra le pmi. A mio avviso c’è, prima di tutto, da vincere una barriera psicologica relativa al fatto di avere i dati fuori casa.
Non sono molti che si separano a cuor leggero dagli amatissimi dati. E per di più i motivi, spesso, non sono solo quelli di sicurezza…
In italia poi, prima della “hosted infrastructure” ci vuole l’”infrastructure” e basta. Poi si potrà parlare di hosting…

Poldo | #

Ma a me non sembra così difficile da capire.
In fondo a cosa è servito Win ME?
E’ stato il sistema che ha fatto “da ponte” tra il Win 98 e XP. Ha costratto tutti a convertire dati e programmi verso piattaforme più evolute.
Bene, Vista fa lo stesso lavoro, ha lo stesso scopo. Dice bene Beggi, che tra un po’ verrà messo in soffitta.. Quando avrà fatto il suo compito. Framework e .Net e tutto ciò che ne deriva e da lì evolve. Con un sacco di multimedialità in più.
E poi non ci sono solo i software da convertire, ma tutto l’harware.. A questo serve Vista.
Non dimentichiamo mai che si tratta di “guidare” un trapasso tecnologico vicino al miliardo di macchine e molto più di utenti. Se aspettiamo questo da Linux o da Mac, la prima risposta sarebbe: e perché mai?

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