Andrea Beggi

Puoi fare quasi qualunque cosa, per 30 secondi.

Mezza Maratona Delle Due Perle 2013

A T T E N Z I O N E ! Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate.

Affronto la Mezza Maratona Delle Due Perle 2013 con poco allenamento: a dicembre ho corso pochissimo e per metà gennaio non ho fatto praticamente nulla. E sciare non serve. Un paio di sessioni di “ripetute”, un paio di “medi” e qualche uscita da 10K non sono certo sufficienti per recuperare una forma, ma come al solito l’importante è divertirsi.

Approfitto della giornata di sabato per fare un giro in auto e ritirare il pettorale: non ho voglia di farlo il giorno della gara. La mattina successiva arrivo a Santa Margherita alle 7:30 circa, parcheggio l’auto e mi sposto al palazzetto dello sport, dove c’è il ritrovo e il deposito borse.

C’è la solita fauna da gara: dall’anziano che si fa un punto d’onore di arrivare in fondo a tipi dal fisico asciutto che si bullano dei loro tempi mentre si spalmano non meno di tre tipi di unguento diverso e indossano le loro calze a compressione. Sono da solo, cerco di rilassarmi e fare un minimo di stretching. Saluto qualcuno della mia società e faccio la ultima pipì. Bevo.

Poco prima delle 9 mi avvicino alla partenza trotterellando, più per scaldarmi dal freddo che per scaldare i muscoli. Quando mancano 5 minuti sono in mezzo alla folla, al caldo, abbastanza avanti. Il meteo è clemente e la giornata si preannuncia fantastica: una di quelle giornate di sole che solo la Riviera sa regalare durante l’inverno. Ci sono circa 11/12 gradi e pochissimo vento, le condizioni sono ideali.

La “Due Perle” non è certo il percorso adatto per cercare il record personale: troppe curve e troppi saliscendi, e io non sono nella forma migliore. L’anno scorso ho tenuto una media di 5’10″/Km, oggi sarei contento di scendere a 5’/Km.

Alla partenza la solita baraonda: prendo gomitate da chiunque. Sono partito davanti e mi sorpassano tutti, mi illudo che sia solo momentaneo ma in realtà verrò sorpassato continuamente per quasi tutto il percorso. Appena la ressa si disperde abbastanza per poter tenere un ritmo, mi metto alla ricerca di una “lepre” per farmi trainare, ma senza fortuna; per tutto il percorso non troverò nessuno a cui accodarmi.

I primi 5 chilometri passano veloci e senza grossi problemi: mi sento bene e sto ampiamente sotto la media che mi sono prefissato; so che non potrò tenere questo ritmo per tutti i 21 Km, ma come al solito ho difficoltà ad amministrarmi. Appena sbucato dalla breve ma infame salita di Portofino accuso un dolore alla coscia sinistra, quasi un crampo che mi perseguiterà per un paio di chilometri. Naturalmente non ho nessuna intenzione di dargliela vinta e applico un po’ di tecnica Zen: mi concentro focalizzandomi sul dolore. “Mi fa male la coscia. E’ solo un po’ di dolore, nulla di che. Non mi impedisce neppure di continuare a correre, quindi è assolutamente ininfluente, non conta. Non c’è.”

E infatti sparisce.

Tra dislivelli, che odio, e incredibili scorci di mare, che ha un colore fantastico, arrivo al primo passaggio a Santa Margherita. Come l’anno scorso il centro brulica di persone che incitano e applaudono, io cerco di bere un po’ e riparto per il secondo giro.

Questa volta ho scelto di non visualizzare il ritmo medio di gara sul mio Garmin, ma solo il ritmo istantaneo. Non voglio adagiarmi nel caso arrivassi agli ultimi chilometri con una media migliore del previsto, quindi mi sforzo di mantenere un passo accettabile, anche se so bene che non potrò migliorare il mio personale di novembre, ma voglio solo fare meglio dell’anno scorso: è quello che il mio stato di forma mi concede di tentare in questo momento.

Mi godo poco il percorso, ma non posso distrarmi troppo. Visto l’approccio “leggero” che ho deciso per questa gara, ho scelto di correre un po’ anche per il LULZ: invece della divisa sociale indosso una maglietta da deficiente che riscuote un buon successo: sento ridere le persone dietro di me e molti si congratulano sorpassandomi.

Senza nessuno da rincorrere mantengo un ritmo un po’ incostante e devo ricorrere spesso al display, perché le curve e i dislivelli mi rallentano senza che io me ne accorga. In questa seconda parte decido di spingere un po’ di più in salita e lasciare correre le gambe nei tratti in discesa, in modo da recuperare il più possibile sulla media tenuta finora.

Come al solito, a partire dal decimo chilometro comincio a soffrire, ma non mi importa. Succede ogni volta ed è una costante ormai: i soliti mantra mi aiutano: “Manca meno di un’ora”, “Pain is temporary, quitting lasts forever”, “Runners don’t quit”, “Corro perché posso farlo”, ecc. ecc. Tutte quelle robe che fan sorridere quando sei seduto in poltrona a leggere questo post, ma che lì per lì servono, eccome se servono.

DuePerle-2013In qualche modo arrivo al chilometro 19, e per i restanti 2 cerco di spremermi un po’ per non crollare proprio all’ultimo. Finalmente supero anche io un po’ di persone e arrivo al traguardo col fiatone, ma soddisfatto. Il cronometro ufficiale mi accredita il tempo “real time” di 1h46m19s, tre minuti in meno dell’anno scorso e va benissimo così. Per darvi un’idea di quanto il percorso sia tortuoso: la lunghezza ufficiale di una “mezza” è 21,097 Km ma io ne ho percorsi in realtà 21,420 perché è impossibile seguire la traiettoria perfetta in ogni curva. Sono 300 metri che sembrano nulla ma che comunque pesano, alla fine.

Appena mi fermo, un tracollo: le gambe cominciano a farmi male e ho i polpacci di legno; arriva anche un dolorino al piede sinistro che mi costringe a ritornare al deposito borse zoppicando. Sbocconcello un po’ di focaccia e mangio un paio di mandarini, mi cambio e raggiungo l’auto.

Il bilancio è buono, io sono soddisfatto e mi sono divertito facendo una cosa che mi piace. Adesso mi dedico al recupero e inizierò a pensare ai prossimi appuntamenti.

(Il resoconto dell’anno scorso è qui.)

8 Commenti

Paida Guidolin | #

ho trovato questo articolo per caso e mi ha fatto molto piacere, perchè anch’io ho partecipato ieri alla mezza di Portofino (la mia prima) anche se con tempi decisamente inferiori 😉
La tua maglietta è stata notata da tutti, veramente troppo divertente!

Andrea | #

Grazie! Tra l’altro uno di voi io lo conosco (“Il Notaro”).

guidolin | #

GRANDE! Con questo ti meriti un link dal sito Paida! Inoltre siamo anche semi-colleghi (sigh!) … se hai voglia lascia un commento sulla mezza di ieri sul nostro sito… sono sempre ben accetti!

miss Forrest | #

anch’io l’ho letto per caso ed l’ho trovato bellissimo e coinvolgente quanto divertente e geniale è la maglietta! corro solo perchè mi piace e quando posso, non ho tecnica ne velleità agonistiche… ma adoro mettermi alla prova e chi lo fa senza prendersi mai troppo sul serio..complimenti! tra un mese affronterò con due carissimi amici la mezza di Roma e questo post è un’incitazione perfetta! “corro” a condividerlo con loro…. ciao!

fulvio | #

complimenti per l articolo, davvero coinvolgente.
anke io corro, ma per questioni di tempo solo la domenica.
siamo in 3, cerchiamo sempre di stare sui 20 km e direi anke con dei discreti risultati.
sapete dirmi quand è la mezza di roma?
grazie

Silvia | #

Ciao Andrea,
ho trovato il tuo blog per caso. Ieri un amico mi ha detto “che i blog sono morti”, io ne ho uno di cucina! Ho digitato in google “i blog sono morti” ed è comparso il blog di un ragazzo che non la pensa così, in cima alla lista delle sue letture digitali preferite ha messo il tuo. Eccomi qui.
Da runner mi sono letta volentieri questo tuo post. Sto preparando la StraMilano senza troppo allenamento, ho sorriso al punto in cui parlavi dei mantra, non ti sto a dire i miei, di solito inizio al 14° 🙂
Buona domenica.

daniela | #

Ciao Andrea, sto leggendo il tuo blog, e mi piace molto. Ho visto che anche tu ami correre e mi sono scaricata l’applicazione Endomondo per la corsa.
Anche io faccio un lavoro da geek e anche io ho una figlia.
Sfortunatamente non abito a Genova, ma a Londra, e il mio cane lo ho abbandonato a casa dei miei genitori 5 anni fa, là dove era cresciuto.
Mi stavo preparando per la mezza maratona di Londra, ma sono caduta dalla bici ingiuriandomi un ginocchio…
Mai mischiare le due discipline!
Mi sono ripresa,ma mi sa che non sono così allenata ancora 🙂

Ciao

Andrea | #

Ciao Daniela,
tieni duro, vedrai che presto correrai come prima. 🙂