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In questi giorni ho effettuato, per conto di un’amica, una migrazione di un blog da Splinder a WordPress. Tambu l’ha fatto recentemente, ma ha dovuto intervenire pesantemente sul database, perché non era ancora disponibile l’ottimo strumento creato da Francesco Terenzani. Grazie a questo plugin è possibile importare in maniera abbastanza semplice un blog di Splinder in WordPress. Visto che comunque un po’ di prove le ho dovute fare, ecco la procedura che ho seguito e che funziona alla perfezione.

L’intero processo è lungo ma non difficile, basta andare per gradi e seguire scrupolosamente le istruzioni; è una operazione che può essere fatta in tutta tranquillità perché non è distruttiva, ed il blog di Splinder continua a funzionare con il normale template.
Le condizioni di partenza sono: un blog su Splinder, e un WordPress appena installato. In teoria non dovrebbero esserci problemi anche con un blog già “avviato”, ma in questo caso dovete agire con più cautele nei confronti del database esistente.
La prima operazione consiste nel procurarsi il plugin, e nel ringraziare Francesco per l’ottimo lavoro, grazie al quale non perderete neppure una virgola del vostro prezioso blog.
Il plugin si installa e si attiva nel solito modo: copiandolo nella apposita cartella /wp-content/plugins, ed attivandolo dal pannello di amministrazione.
Adesso va fatta una semplice modifica al template del blog Splinder, che non ne altera in nessun modo l’aspetto: inserite nel vostro template, in un punto qualunque compreso tra i tag <blogger> e </blogger> il seguente codice:

<!-- ss-permalink<$BlogItemPermalink$>/ss-permalink -->
<!-- ss-post-title<$BlogItemTitle$>/ss-post-title -->
<!-- ss-post-text<$BlogItemBody$>
<!-- ss-post-date<$BlogItemDateTime$>/ss-post-date -->
<!-- ss-post-cats<$BlogItemCategories$>/ss-post-cats -->
<!-- ss-post-author<$BlogItemAuthor$>/ss-post-author -->
<!-- ss-comments<$BlogItemCommentList$>/ss-comments -->

e all’esterno dei tag <blogger> e </blogger>, inserite:

<!-- <$BlogPager$> -->

Ci sono altre due modifiche da fare all’impostazione di Splinder.

  • Attivare l’impaginazione del blog. Dal menu Configura –> Impaginazione –> Attiva la paginazione del blog: spuntate la voce “Sì”. Impostate il numero di post per pagina a 30, per velocizzare l’importazione.
  • Cambiare il formato dell’ora. Dal menu Configura –> Impaginazione –> Formato dell’ora: Selezionate il formato simile a questo “29/10/2006 18:30″.
    Attenzione: cambiate il formato dell’ora, non quello della data.

Il plugin importa:

  1. Link al post, creando un permalink di WordPress.
  2. Titolo.
  3. Testo del post.
  4. Data e ora.
  5. Categorie.
  6. Autore
  7. Commenti.

Francesco ci avverte di alcune cose:

Se volete che i vostri post siano attribuiti all’amministratore dovete impostare un nickname dell’amministratore uguale a quello che utilizzate in Splinder. Altrimenti il plugin creerà un nuovo utente per ogni utente trovato su Splinder.
Se vi dimenticate, non cancellate tutti i post importati per ripartire da capo. In Wordpress si possono cancellare gli utenti ed attribuire i loro post ad un altro utente.
Gli autori saranno importati con il ruolo di default definito per chi si iscrive nel vostro blog. (Si può settare da Opzioni > Generale, nell’amministrazione di Wordpress.)

Una mia raccomandazione: assicuratevi che in Options –> Reading l’encoding sia impostato a UTF-8, che è sia il valore di default, che l’encoding usato da Splinder. Se gli encoding sono diversi, come minimo vi perdete tutte le accentate.

Cominciate l’importazione da Manage –> Importazioni, inserendo l’url del blog di Splinder e cliccando su “Importa”. Armatevi di pazienza, la procedura è molto lunga. Dopo qualche minuto di (apparente) stallo, una finestra vi informerà in tempo reale sullo stato dell’importazione. Dopo qualche post, potete controllare all’indirizzo del nuovo blog che l’operazione stia procedendo correttamente. Controllate data, permalink e commenti: se qualcosa non va è meglio accorgersene subito. Per un blog di 200 post e 4000 commenti, il plugin ha impiegato circa mezz’ora. Se per qualche ragione l’importazione si bloccasse, è possibile riprenderla ripetendo il comando d’importazione; a me è successo e ho potuto tranquillamente riprendere dal punto in cui si era bloccata.
Al termine del processo, vi ritroverete con un blog perfettamente popolato ed indistinguibile da un blog nato direttamente su WordPress.
Da questo momento in poi, salvate il database e procedete con le personalizzazioni che desiderate: plugin, template, pagine statiche, ecc ecc.

A me è successo un’imprevisto: il plugin generava un errore in fase di attivazione a causa della peculiare impostazione dell’interprete PHP sul server del provider di hosting. Per fortuna, il problema è facilmente risolvibile.
Ho effetttuato l’importazione su una installazione di WordPress fatta in locale sul mio computer (sul disco fisso, non sulla chiavetta USB: è più veloce), dopodiché ho esportato il database tramite PHPMyAdmin e lo ho reimportato sul vero blog online. Istruzioni dettagliate per il backup qui, per il restore qui. Eventualmente fatevi aiutare da chi lo ha già fatto, se non vi sentite sicuri. Scaricate il dump del database in formato compresso .gz, in modo da ridurre le dimensioni del file da uploadare verso il provider: spesso ci sono limitazioni sulle dimensioni massime di un file.

Update: per le nuove versioni di WordPress, qui trovate altre istruzioni.

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