Ancora su Uebbi
Uebbi è un gadget connesso ad internet, che permette, tra le altre cose, di ascoltare webradio, accedere a contenuti video, previsioni del tempo, visualizzare foto da una memoria USB o SD, controllare in tempo reale l’andamento del mercato azionario e ricevere notizie ANSA.
Come dicevo in questo post, penso che la validità o meno dell’oggetto dipenda dalla visione che Telecom ne ha, sia in termini di utilizzo che di target, e cerco di spiegarmi meglio.
Si tratta di un dispositivo interessante per le potenzialità che potrebbe avere; spero davvero che questa volta Telecom non decida di farne un walled garden popolato solo da servizi del suo gruppo, perché sarebbe un peccato. Faccio due scenari: uno negativo ed uno positivo.
L’occasione sprecata.
Non vorrei che questo oggetto diventasse “Il fantastico Uebbi che puoi avere in comodato gratuito per soli 2 euro al mese (per un minimo di 24 mesi, è previsto il pagamento di una quota per recesso anticipato) che ti permette di ricevere tutti i servizi di Virgilio in tempo reale senza bisogno di un computer”. Sarebbero capacissimi di fornirlo con una ADSL monca che permetta l’accesso solo a Uebbi, anticamera di un controllo del contenuto del traffico che tutte le telecom non vedono l’ora di poter attuare. Contenuti forniti da Virgilio, tra l’altro, del cui responsabile Giancarlo Vergori mi ricordo la frase :“Non me ne può fregare di meno di rendere la vita facile ai miei utenti.” (Milano, SMAU 2007). Video insulsi di Dailymotion (di proprietà Alice), notizie ANSA, un po’ di meteo, due gossip e via, vai col pacchettino da far vendere ai peones a cui sub-sub-appalti la tua rete commerciale.
Invece potresti farci qualcosa di bello.
Telecom potrebbe davvero mettere in pratica la lezioncina che Franco Bernabè è venuto a ripeterci qualche tempo fa, e cercare di fare davvero qualcosa per ridurre il digital divide. Vuoi alfabetizzare la gente? Vuoi ridurre il digital divide? Comincia a fare una cosa, allora: prendi questo oggetto e regalalo alle persone, e dai ai più disagiati la possibilità di avere un accesso a banda larga a condizioni agevolate, o gratis. Educa all’utilizzo della rete, che forse assaggiare questo stuzzichino potrebbe fare venire voglia a qualcuno di fare un pranzo completo e dotarsi di un computer vero.
Naturalmente devi aprirlo completamente: non solo contenuti proprietari, ma video anche da YouTube e dalle altre piattaforme più diffuse. Dai la possibilità all’utente di scegliere le sue fonti di informazione, mettici un lettore di feed, un accesso a Flickr, un client per l’instant messaging!
Vuoi invogliare gli utenti a comunicare? Crea un network di questi cosi che possano comunicare tra di loro e con il mondo esterno tramite un protocollo aperto, permetti lo scambio di messaggi testo, audio e video. Mettici il VoIP! Lo so che non succederà mai, ma Uebbi sembra fatto apposta per fare da client Skype, ha la connessione, il microfono e le casse.
Il punto è che un oggetto del genere ha meno senso per chi un computer lo ha già e magari lo tiene acceso tutto il giorno, mentre con alcune modifiche, as esempio uno schermo leggermente più grande, potrebbe essere un mezzo per avvicinare alla cultura digitale chi per età, mentalità o istruzione, ne è completamente avulso.
E’ evidente che un dispositivo del genere sarebbe solo una goccia nel mare, ma quello che potrebbe davvero fare la differenza sarebbe un cambio radicale di mentalità di Telecom, che continua a decidere le sorti della connettività in Italia.
E invece cosa succederà?
Non lo so. Se il primo scenario è un po’ pessimistico, il secondo non si avvererà mai. Dopo il volo pindarico, spero comunque che Telecom non decida di blindare completamente questo gadget che secondo me ha buone potenzialità, basta non farsi prendere dall’ossessione di controllare rigidamente tutto quello che la gente potrebbe fare con Uebbi. Prossimamente uscirà una nuova release del firmware che dovrebbe aumentare i contenuti a disposizione, staremo a vedere.
Ricordo che è basato su Linux, quindi se si dovesse diffondere a sufficienza mi auguro che spuntino dei firmware non ufficiali per sbloccare tutte le potenzialità dell’oggetto. Per ora se ne sta in cucina, a fare l’orologio posato sopra il microonde, e saltuariamente ci controlliamo le previsioni del tempo; a meno di cambiamenti epocali, non prevedo sviluppi.
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